Jun
28
2009

Levina e la sua associazione sono davvero persone speciali. Questa l’hanno realizzata per Alexander a cui è piaciuta un mondo! Se avete tempo da dedicare al ricamo o volete fare una donazione per il progetto Sogni D’Oro, andate sul loro sito, farete felici altri bambini :)
Progetto Sogni D’Oro


Jun
25
2009

Il negozio Rossi nasce dal nulla. Prende in affitto un buchino e se lo sistema in economia. Si fa fare un prestito pseudostrozzino dalla banca e si indebita fino al collo per comprare la merce che va pagata entro 60 gg, che forse tra l’altro nemmeno venderà. Rossi non si può permettere dipendenti per i primi due anni, perciò lavora come un piciu per sei giorni la settimana, talvolta pure la domenica, per mantenere la famiglia con due figli. La macchina necessiterebbe una bella sistematina, ma il carrozziere non è previsto, prima ci sono tutte le rate da pagare. C’è la crisi, Rossi va come va. La gente viene e, nonostante i margini di guadagno siano davvero rosicati e lui abbia cose di qualità, comprano poco.
Xiao Xing è arrivato in Italia due anni fa. Ha una BMW di sei mesi. Ha il negozio grande cinque volte quello di Rossi. Vende a un euro le lampadine che Rossi paga 5 e rivende a 7. Peccato che Xing le paghi 1 centesimo. Non certificate, spesso nemmeno funzionanti, ma al cliente non interessa. Del resto Xing ha già 300.000 euro di multa da pagare alla finanza per evasione di Iva, e recentemente gli hanno sequestrato parecchie partite di giocattoli tossici, ma non gli interessa. Xing ha 6 dipendenti. In regola 2. Ma non gli è stato contestato nulla. Xing continua a vendere 50 volte l’incasso di Rossi, vendendo cose di qualità infinitesimale e spacciandole per paritetiche a quelle di Rossi, quando davvero non sono la sua copia esatta.
Rossi sa che lui è in regola, che non ha cause per danni alla persona causate da attrezzi difettosi venduti, che quando arriva la finanza o il Min degli Interni non ha nulla da nascondere e gli può fare un sorriso, ma le tasse pagate e i comportamenti onesti non gli fanno bastare i soldi per l’affitto e la spesa di casa.
Xing ha chiuso ieri le trattative. Affitta anche i tre negozi ancora chiusi a fianco del suo.
A questo punto Rossi si fa due domande:
- da dove cazzo arrivano i soldi di Xing? Possibile che un controllo di qualità in entrata alle merci provenienti dalla Cina non venga effettuato in maniera costante?
- è peggio la furbizia di Xing, o l’ignoranza marcia delle pecore che mettono a repentaglio la propria salute e quella dei loro bambini comprando articoli tossici e non certificati nel suo negozio?


Jun
24
2009

Sono ancora esterrefatta.
La scena a cui ho assistito stamattina nella classe di mio figlio ha un non so che di surreale.
Un coetaneo di Alexander ha il padre che si è messo in testa di fargli cominciare la scuola elementare a cinque anni anzichè a sei. Pare che, fatto un miniesame alle elementari, il bambino sia incespicato e sia stato rifiutato.
Stamattina il padre ha tirato fuori la maestra di mio figlio dalla classe per ricoprirla di improperi.
“Mio figlio non ha saputo dire tre colori in fila e lei non mi ha mai detto niente, è un’incompetente…”
Imbarazzo tra le mamme presenti, e sguardi pietosi verso questo pseudogenitore.
“Suo figlio risponde sempre benissimo alle domande che gli vengono fatte.
I lavori li finisce sempre, ha molta inventiva, è intelligente e parla in maniera corretta.”
Il padre si è scagliato, ed ha alzato la voce oltre misura, dando pure epiteti poco simpatici al figlio, poco intelligente secondo lui, per colpa sua e della maestra. Il bambino in tutta questa pagliacciata era lì in piedi, inebetito e con gli occhi lucidi.
Gli son passata di fianco e gli ho detto solo una parola.
Vergognati.


Jun
23
2009

Se hai una collana nuova, si romperà presto.
Questo succederà sicuramente quando hai il negozio pieno di gente.
Le perline più acuminate ti finiranno nel reggiseno, d’altra parte avrai messo il balconcino.
Questo accadrà quando, ovviamente, in negozio hai un cliente di sesso maschile e maggiorenne.
Nel momento in cui, usciti i clienti, ti chinerai dietro il bancone per recuperare le perline, entrerà qualcuno che ironizzerà pietosamente sulla tua posizione “scomoda”.
Troverai tutte le perline tranne una, che, come al solito, è quella più lavorata e piena di strassini.
Ma checc@zzo…


Jun
18
2009

Mio figlio ha un enorme senso estetico. Credo derivi anche dal suo problema, ha un’attenzione estrema per i colori, per le forme, l’ordine.
Oggi siamo andati a fare la spesa, lui mi aiuta moltissimo, e io gli spiego i nomi di ciò che mettiamo insieme nel carrello, e a cosa servono tutte le cosine che scegliamo.
Ho trovato un paio di zoccoletti in legno e pelle turchese, molto allegri e leggeri, e, soprattutto, di taglia 41 (ewwwiwwwaaa) e li ho messi nel carrello. “Vedi amore, mamma non aveva nulla di turchese e si è presa questi zoccoli”.
Poi siamo passati davanti al reparto abbigliamento/bigiotteria, e lui mi ha preso per mano e fatto deviare.
Mi ha portato in fondo in fondo, in uno scaffale che non avevo notato.
Ha preso due o tre collane, le ha tolte per prendere quella dietro.
Aveva delle piccole pietrine turchesi, uguali uguali al colore degli zoccoli che avevo messo nel carrello.
Me l’ha infilata al collo. Mi ha dato un bacio. Ha sorriso e mi ha accompagnata alla cassa felice.


Jun
17
2009

Alexander si sta facendo tutta la settimana a casa, ufficialmente per quinta malattia, anche se secondo il parere di mamma è un brutto eritema post giornata in piscina di domenica, visto e considerato che i puntini son spariti in meno di 48 ore e senza febbre. Dato che la dottoressa insiste nel confermare la diagnosi e nel pronosticare l’avvio dell’esantema anche alla piccola entro fine settimana, rinuncio a malincuore alla GGD a cui non potrei dare certezza di presenziare e tengo le belvette a casa.
Stamattina, totalmente rapita dal musino triste e sconsolato completato da occhio color onice gonfio di lacrime, mi son fatta impietosire ed ho promesso “oggi accompagnamo insieme nonna a Milano e mangiamo tutti da Mac”.
Sorriso a tutta faccia e figlio felice di uscire.
Oh, che bella scelta ho fatto. Oltre a fare felice lui ho passato i venti minuti più esilaranti della mia vita.
Accanto a noi due balene.
Davvero. Con i fianchi che gli uscivano dalle sedie già di per se larghissime del fast food. Vestite male, da vecchie. Con la catenina della cresima al collo, la borsetta della nonna, l’aria sciatta.
“Sai, ho fatto un corso di formazione di una settimana a Miami”
“ohhhh, davvero?”
“Siiiii, è gli americani hanno internet nell’aria!”
- minchia, il wireless…
“Cavolo, chissà che belle esperienze… a proposito, questa scatola qui che danno con il pranzo è bellissima… ora la piego bene bene e la metto in borsa, così mi porto i panini in ufficio”
- e piega la scatola dell’happy meal con precisione chirurgica e la infila nella borsetta.
In quel momento ho guardato mio figlio, lui ha visto la mia espressione e siamo scoppiati a ridere insieme, complici.
Beh, è valsa la pena di affrontare un po’ di traffico, per una bella scenetta comica e per un bel paio di orecchini dall’ambulante di Porta Romana ;)


Jun
13
2009

Sapete qual’è il lato brutto, il vero problema dell’autismo? Voi.
Voi, inteso come gente.
Voi, che quando sentite un bambino grande che non parla lo guardate con disgusto.
Voi, che dite ai vostri nipoti di non giocare con “quello lì” perchè non è normale, o addirittura perchè è contagioso.
Voi, che non volete tenere un bambino così, che è difficile da gestire, fa niente se siete suoi parenti.
Voi, che avete da pontificare sempre su tutte le scelte che sua madre fa per lui.
Voi, che mi rendete la vita ancora più difficile, standomi sempre addosso.
Voi, che mi impedite di sentirmi donna, perchè il mio unico compito è sentirmi madre di un figlio che voi e solo voi giudicate imperfetto.
Voi. Che mi avete davvero rotto i coglioni.


Jun
7
2009

Fatta all’uscita dai seggi, in controluce, col telefonino, questa foto mi piace un sacco :)


Jun
5
2009

“Posso entrare nel tuo negozio?”
Certo, e non temere, per me tutti i clienti sono uguali.
Mi spiace però per te e per la tua bambina di pochi giorni. Temo che la tua scelta di tenere un velo in testa per obbedire alla tua religione, non vi farà vivere una vita facile.
Lieta comunque di sapere che ti sei trovata bene e che ritornerai. La tua piccola ha un sorriso mentre dorme che scalderebbe qualsiasi cuore.


May
29
2009

I bambini adorano il mio negozio.
La vetrina li attira, i manichini piccolini, i colori, le decorazioni cangianti, un po’ la cosa è studiata, se entrano loro, anche i genitori lo fanno e magari trovano qualcosa che gli piace.
All’interno poi c’è l’angolo giochi, con tavolo, sedie e tappetoni, carrellini finti con le bambole, costruzioni, puzzle, caffettiera e tazzine in finta porcellana. Se lo usano, ci potete contare, appena ripassano entrano a salutarmi per giocare un pochino.
Fino ad oggi comunque non mi era mai capitata una cosa simile.
Un cockerino è passato davanti alla vetrina, si è divincolato dalla padrona, è entrato in negozio, è venuto dietro il bancone e mi è saltato in braccio.
Mumble… :|


May
28
2009

Nel periodo caldo e in quello natalizio, chissà come mai, fioccano i tentativi di raggiro.
Oggi stavo offrendo i pasticcini alle mie amichètte dei negozi accanto per festeggiare la mia uscita indenne dall’anno della crocifissione, quando entra una guardia giurata in divisa in negozio.
“Salve, sono Pino, sono una guardia giurata dell’xxxx” e mi porge una mano sudaaata da far paura.
Mmmhhh, inarco le sopracciglia e pregusto un divertimento notevole. Conosco la sua azienda, abbastanza bene, son stati miei clienti col precedente lavoro per un sei anni buoni.
“Ah, la xxxx? E’ un’azienda famosissima, da che sede dipende? Quella di via Marghera?” che ovviamente non esiste.
“Già proprio quella :)
“Ah, quindi è con il Dottor Fintoni?” (!!!!)
“Esattamente!”
“Me lo saluti quando torna in sede! E gli dica che mando un bacione alle sue gemelle :)
“Vedesse come sono diventate grandi!!”
“Immagino. Beh, ma mi dica, come posso esserle utile” gli chiedo guardando la cartelletta con una scritta ONLUS sopra
“Sa, io nel tempo libero promuovo una missione in Africa [....] e abbiamo un progetto per tre pozzi d’acqua potabile in Kenia, proprio qui dove vede sulla mappa, chiediamo un suo piccolo aiuto, 5/10 euro…”
“Senti, guardami bene negli occhi, la xxxx non ha nessuna sede in via Marghera, il dottor Fintoni non esiste, ma soprattutto, il Kenya è dalla parte opposta dell’Africa. Che fai, cambi paese o chiamo i Carabinieri?”
“Ok, signora, buona giornata, vado via dal Centro Commerciale, arrivederci…”


May
26
2009

C’è che la mattina ricevi una lettera come quella che mi ha mandato questa disgraziata qua che è andata in Cina e si è ritrovata a prendermi un regalo di compleanno che, lo sappiamo tutti, mi fa venire gli occhioni a cuoricino:

gifts

Grazie Shu, mi son piaciuti tantissimo e anche le tue parole, beh, per quelle mi son tanto commossa… :*


May
22
2009

Stavo mostrando uno di questi a una cliente, entra un tipo trafelato e chiede:
“Scusi, lei vende i portapacchi vero?”
Ehm… no… - sempre con il vestitino in mano -
“E non li affitta nemmeno?”
Guardi che questo è un negozio di articoli infanzia e premaman…
“Eh, quando uno ha figli ha più roba da portarsi dietro, perciò secondo me qui i porta pacchi li dovreste vendere”

Cazzarola, non fa una grinza :D


May
22
2009

La politica mi fa schifo. Sono anni che non trovo un candidato degno di essere votato, o che per lo meno rispetti gli ideali in cui credo io.
Troppi compromessi, troppi rimescolamenti, troppa ipocrisia e false promesse.
Questo succede a livello nazionale, per le alte sfere, così come per le imminenti elezioni comunali.
Certo che il culmine l’ho visto stamattina alla materna di Alexander.
Una mamma che conosco mi porge un bigliettino elettorale, che riporta i dati del marito. Cortesemente declino, un po’ scocciata dal momento, un po’ perchè il candidato sindaco ha appena testimoniato a mio sfavore nella mia epocale causa contro il mio condominio, quindi puppa che si piglia il mio voto.
Fuori dal salone, nell’atrio, un’altra mamma col marito candidato in altra lista vede la scena, si mette ad urlare, va dalla superiora a lamentarsi, prende i bigliettini dell’avversaria, li butta nel cestino e finiscono a litigare fuori dalla porta.
Lì per lì mi è venuta alla mente solo una bestemmia.


May
21
2009

Mi state votando, vero? :D


May
19
2009

Ciao Alexander,
chissà, magari quando sarai grande avrai modo di leggere tutto quello che la tua mamma ha scritto di te, e ci farai una grossa risata. Spero.
Son quasi cinque anni e mezzo che sei entrato nella mia vita, e ancora non mi hai chiamata mamma, ma non è un problema.
Ci sono giorni che ti mangerei di coccole e baci, altri che ti asfalterei ad un blocco di cemento e ti butterei in mare, ma credo questa sia la vita, no? Anch’io, d’altra parte, devo starti spesso e volentieri sui coglioni, pretenziosa come sono nei tuoi confronti.
Mi capita di sentirmi in una barca senza timone, con te. Risento di ogni tua corrente senza poter far nulla, se non arginare al meglio le tue onde, Alex. Non capisco se mi vuoi parlare e non riesci, o se non puoi. E ciò che mi distrugge è che questa cosa non la sanno nemmeno i dottori. Mi si spezza il cuore, quando la sera cantiamo “Nella vecchia fattoria” con Chiara, e tu tenti di fare qualche verso, di spiccicare qualche sillaba, ma non riesci, ti rabbui, ti arrabbi con te stesso e piangi. In quei momenti vorrei cederti la mia, di voce. Vorrei non cantare più, non parlare più, tanto ormai so scrivere, e quello che dovevo dire l’ho detto. Chissà se un giorno faremo come fanno tutti, un bel discorso, una lite, una storia raccontata sotto un albero all’ombra, e rideremo dei nostri errori, delle nostre battute, delle nostre scorribande, Alex… Ci son momenti in cui questo mi sembra una cosa irraggiungibile, un’utopia. Giorni in cui la mia speranza un po’ vacilla, finchè mi scavo dentro e ne trovo ancora un po’ da dare a te.
Quasi mi sento in colpa, a far parlare Chiara, ad insegnarle nuove parole, nuove canzoncine, e lo faccio mentre tu sei a scuola, nella mia pausa pranzo, per non farti sentire a disagio.
Capisco che per te è dura, difficile, ma io ho una fiducia pazzesca, ho visto quello che hai potuto fare in un anno, e secondo me tu potresti anche andare sulla luna con tutta la volontà che hai. Quando mi urli “bu!bu!” dal sedile dietro della macchina e mi fai il gesto di “buono” perchè vuoi una caramella, beh, a me si apre il cuore, perchè questa è stata la tua prima “richiesta verbale” e i medici sono stracontenti.
Perciò amore, vai avanti così. dì quello che ti viene in mente, ma parla. La tua è una voce bellissima, e la tua mamma scoppia di gioia quando la sente, tu lo sai. Stai tranquillo, qualsiasi sia la cosa che vorrai dire per prima, io sarò lì con te. E se in quel momento sarà un bestemmione rivolto a suor Scassamaroni, beh, io smoccolerò con te :*


May
18
2009

Aver passato la mattina nel magazzino apposito, a scegliere i particolari per la nuova vetrina, ed aver scelto:
reti da pesca
stelle marine
pesci pagliaccio
conchiglie
… beh, credo dia un’idea abbastanza ben delineata di ciò che mi piacerebbe fare :)


May
16
2009

Mio marito latita, per lavoro por nanìn, ma in ogni caso non c’è mai.
A Pasqua ho fatto numerosi giretti in paese, per confermare la sua esistenza, dato che la voce che girava era che “non è vero che è a Taranto a lavorare, lei ha divorziato e non ha il coraggio di dirlo”.
Ho identificato delle papabili bocche larghe, responsabili della diffusione della cagata di cui sopra.
In questi giorni, complice l’approssimarsi del genetliaco, complice una mia voglia di rinnovamento dovuta ai continui successi della dieta, sono più curata del solito.
Questo vuol dire nuovo make up, manicure, pedicure, maglia più scollata e sandalo col tacco.
“Ma Barbara, cosa è successo? Va tutto bene?”
“Certo, perchè?”
“Ti vedo cambiata, c’è qualche motivo per cui…”
“Senti, il divorzio l’hai già usato, ora vai pure a dire che ho un amante, anzi, fai di meglio, dì che ne ho due così la notizia è più piccante. Ciao, eh!”
Ma vaffanculo, va :D


May
16
2009

“Buongiorno signora, senta, la mia compagna di banco è venuta qui con la sua mamma a prendere dei pantaloncini corti di jeans, che a me piacciono tanto. Ho deciso di rompere il mio salvadanaio e Le ho portato tutte le monete, mi bastano per comprarli? Ha la mia taglia? Vesto otto anni..”

Mio-dio… :|


May
15
2009

Ieri è stata una giornata piuttosto movimentata. Ammetto che ero piuttosto stanca, sia fisicamente, che psicologicamente: non sembra, ma essere sorridenti ed accomodanti con il mondo per una giornata intera, ti logora un po’.
Verso le sette è arrivata una mia cliente che ha partorito per farmi vedere la bambina, ed ha portato anche il marito, che io non conoscevo.
Lui era una specie di armadio enoooorme, credo ivoriano, scurissimo di pelle. Teneva la bimba con un’amore pazzesco, era innamorato pazzo delle frugola.
La moglie voleva vedere le fasce portabimbi, e io le ho illustrato la collezione Mhug di cui sono rivenditore. Son fasce spettacolari, io ho preso la prima per Chiara e la uso da quando lei aveva tre mesi, visto che tengono anche bambini di tre anni.
Il padre però, fiero africano, ha subito obiettato, e lì si è creato il siparietto fra me e lui.
“Ah, noi in Africa i bambini li portiamo diversamente”
“Noi in Italia usiamo fasce diverse”
“… perchè noi prendiamo un pezzo di stoffa e facciamo così e così - gesto di allacciarsi qualcosa in modo a me sconosciuto - e andiamo a coltivare i nostri campi rigogliosi”
“Abbi pazienza, ma credo tua moglie non debba andare a raccogliere il riso a Vialone, questa è una fascia che permette anche un allattamento discreto…”
“… perchè voi donne non capite che il calore al bambino viene dalla schiena…”
“… e perchè voi uomini non capite che invece è da qui - gatta che si prende in mano le tette - che esce il latte, e quando piange tua figlia non te la metti sulla schiena ma la dai a tua moglie, no?”
“Voi donne italiane siete insopportabili, oh…”
E ci siamo messi tutti a ridere :)
(e comunque a mente lucida, se questo qui si arrabbiava tanto e non la prendeva sul ridere, oggi mi sa che non ero in grado di scrivere :D )


May
10
2009

“…è che la nostra terza elementare è indietro rispetto alle altre, dobbiamo star dietro a un bambino handicappato. Io e le altre mamme abbiam firmato una petizione per chiedere di buttarlo fuori o farlo trasferire, ma il preside ci ha detto che non è legale…”

Brutta troia, tu oggi di certo non festeggi. Ritieniti fortunata che non vedo la faccia di merda che hai.


May
9
2009

Premessa, io ammiro, stimo e apprezzo tantissimo il lavoro degli artigiani. Spesso mi soffermo a guardare rapita le loro rapide mosse sapienti quando mi capita di vederli lavorare. Tento di carpirne i segreti insomma…
Quando mi era venuta l’insana idea di prendere un cane, la mia zanzariera ad anta scorrevole era andata a farsi benedire. Ho chiamato il “tendaiolo” come dicono qui in paese, e gli ho lasciato qualcosa come 180 euro.
L’altro giorno Chiara si è dimenticata della zanzariera chiusa ed è uscita direttamente in giardino senza aprirla: della serie, regala il cane alla tua amica, tanto prima o poi avrai un altro figlio che ti combinerà gli stessi casini, a parte mangiarti il tronco delle piante.
Vabbè. Non mi son persa d’animo.
Necessario per la sostituzione:
1 taglierino
1 spatola di plastica tipo quelle per sbrinare il freezer
1 rotolo di zanzariera di lana di vetro (€ 4,95 al Leroy Merlin)
0,5 ore di tempo
Optional:
Silicone o colla a caldo
Figlio grande per aiutare.
Staccare il telaio della zanzariera dai binari e posarlo a terra.
Prendere il lembo di zanzariera rotto e tirarlo, magari insieme al figlio A, immaginando di tirare lo scroto del vicino di casa, è terapeutico, vi giuro :D
Facendo attenzione al figlio ilare e gaudente, per la prima volta ha rotto qualcosa esortato da voi, prendere il taglierino e rimuovere con cura il silicone che è rimasto tutto attorno alla zanzariera rimossa.
Vedrete, sotto il silicone, una guarnizione tubolare infilata nella fessura tutta attorno al telaio. Inserite la spatola di cui sopra, fatene uscire un pezzettino e cominciate a tirarla fuori dalla sua sede, ora immaginando sia una vena, o meglio ancora un’arteria del vostro beneamato vicino di casa.
Ok, ora sta tutto a voi.
Stendete il rotolo di zanzariera in lana di vetro sul telaio. Cominciate dal lato alto, posizionatelo con circa due cm di scarto dalla fessura del telaio, appoggiate sopra la fessura la guarnizione tubolare e con la spatola inseritela lungo tutto il primo lato, avendo cura di tendere bene il pannello di lana di vetro, altrimenti la zanzariera vi rimarrà rugosa e molle come il culo del famigerato simpaticissimo vicino.
Alzatevi e rincorrete figlio A che nel mentre ha portato via l’altro pezzo di guarnizione.
Ripetete l’inserimento della guarnizione lungo tutti e tre i lati. La cosa necessaria e basilare, è tendere sempre la zanzariera: vi assicurerà un lavoro perfetto.
Fatto? Ok, ora rialzatevi, cercate il taglierino, e toglietelo dalle manine di figlia B che nel frattempo si è alzata dalla pennica e lo ha scambiato per un lecca lecca (memo: smettila di comprare taglierini rosa shocking).
Tagliate con attenzione il bordino di zanzariera che sporge dalla fessura, avendo cura di non tagliare anche il tubolare che avete appena messo a dimora, altrimenti siete dei fessi.
Volendo strafare, ora, ripassate sulla fessura con silicone o colla a caldo, per evitare che figli A+B, infervorati dal demone del bricolage, vi rismontino tutto l’ambaradan. Se lo fate, distraete i figli sinchè si sarà asciugato.
Ora la parte più “maschia”: reinserite il telaio della vostra zanzariera nei binari. Dovrete fare un po’ di sforzo. Magari aiutatevi con qualche calcetto, tanto nel frattempo il vicino è uscito in giardino e vedendolo già avrete avuto l’ispirazione di prendere a calci qualcuno.
Visto? E’ stato bellissimo, facilissimo, e soprattutto avrete risparmiato 175 euro e vi sarete divertiti un mondo, sfogando anche un po’ di rabbia repressa. ;)

Disclaimer: non abito a Erba. Il vicino di casa è ancora in ottima salute :D


May
7
2009

Son passati più di sei anni, ma il cervello ancora mi gioca brutti scherzi.
Capita, spesso, che mentre il mio sguardo vaga nei dettagli più insignificanti, la mente mi suggerisca di chiamarlo, per raccontargli quello che sto vedendo.
La mente ha i suoi comandi, e non li conosco. Non so come spegnerla.
Ci pensavo ieri, a quanto sarebbe stato bello se non avesse scelto di lasciarci, se avesse scelto la famiglia e non avesse conosciuto la persona che l’ha fatto ammalare.
Pensavo a lui nel suo ufficio, felice del suo lavoro, che distribuiva un bigliettino da visita del mio negozio, a un cliente con la moglie in attesa, con il sorriso del padre orgoglioso della figlia. Pensavo alla casa che avrebbe preso, col giardino, e che alla domenica si sarebbe andati tutti lì, a pranzare insieme, e lui ne avrebbe fatto una pelle con Alexander e Chiara.
Sicuro gli avrebbe comprato a breve la sua prima moto, al piccolo cucciolo di casa, come fece con me 28 anni fa. Forse mio figlio sarebbe stato già più avanti nella terapia, con lui avrei avuto un supporto, non sarei stata da sola nell’affrontare tutto, lui aveva sempre una soluzione a tutto, conosceva sempre qualcuno che avrebbe potuto aiutarmi in qualsiasi situazione mi trovassi. E gli vorrei telefonare spesso, per dirgli che sto male, che mi manca qualcosa e non so cosa, magari solo per scambiare due chiacchere su quei due fagiani maschio e femmina che continuo a incontrare quasi tutti i giorni, lui mi ha insegnato a distinguere tutta la fauna volatile, da buon cacciatore di sicuro li avrebbe presi…
Però non è andata così.
Non risponde più lui a quel numero.
Non ci sono domeniche con una famiglia degna di tale nome.
Non ci sono sorrisi e orgoglio reciproco.
Non c’è la scelta di stare con la propria famiglia.
Non c’è più stato amore, ma solo odio e fastidio.
Non ci sono nonni per i miei bambini.
E da troppi anni non ho più un padre io.


Apr
30
2009

Scopro di essere tra i dieci finalisti di un concorso internazionale :-o
Non è che mi date un votino? Non è necessaria registrazione, non serve nessun indirizzo email :)
Tutto sommato, riporteremmo alla ribalta una questione che ne ha sempre bisogno ;)
Grazie :*


Apr
29
2009

Mai e poi mai andare a prendere la cartuccia della stampante in un centro commerciale che abbia al suo interno un Toys center.
Tanto con tutti i buoni propositi che posso farmi, uscirò sempre con regali per i cuccioli.
Oggi abbiamo una cosina delle fatine Disney, una di Saetta McQueen e una di Hello Kitty. Tre regali per tre bambini sorridenti.
Anche se i figli poi son solo due ;)


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