8.15 am, every fuckin’ morning

LA NEOMAMMA
Tronfia di aver sgravato, porta il passeggino altezzosa come farebbe la regina di Sumatra. Solo lei è depositaria del sapere assoluto, come Mosè separava le acque, lei è convinta di separare le auto. Per questo traghetta la povera creatura normalmente sulla mezzeria del manto stradale.
LA MADRE PLURIPARA
Di solito ha tre o più pargoli da portare a scuola o al nido adiacente. Quindi, per il principio di non doverli mai perdere di vista, li tiene rigorosamente in riga, tutti a lato. Il più piccolo resta sul marciapiede, gli altri, mamma compresa, superano in ingombro la neomamma di fronte.
LA MADRE COL CAGNETTO
Povera bestiola… a volte rimpiange il canile a cui è stato strappato, si divincola come un ossesso per poter annusare qua e là i profumini della strada, ma la mamma lo strattona quasi ribaltandolo per non far arrivare tardi il bambino a scuola. Talvolta, se la madre è sovrappensiero, lascia il canetto al figlio. Il quale, con la stessa gioia di esplorare, cammina in mezzo alla strada con il suo amico del cuore, rigorosamente a zig zag, guardando le nuvole.
FAMIGLIOLA IN BICI
In un paese dove parrebbe ci sia un set fisso di tutte le uscite di Fast & Furious, diciamo che alcune zone ai ciclisti sarebbe meglio evitarle. Soprattutto se ad andare in bicicletta sono bambini che stanno imparando. Peccato non sia così. Tutti schierati come la squadra della Bonelli al Tour de France, due corsie occupate, andatura a otto, ogni tanto un figlio si perde qua e là.
I NONNI
Investiti e ringalluzziti da rinnovato orgoglio genitoriale, portano nipoti e zaini alla stessa stregua della neomamma con il passeggino. Peccato che il loro umarellismo li faccia fermare 1) al ponte sul lambro per verificare i detriti prodotti nelle ultime 12 ore 2) davanti ai cartelloni funerari per vedere se il Bepi la sera andrà a giocare a tombola 3) a parlare col Gino per sapere se il Bepi sta bene 4) a parlare 100 metri dopo con il Bepi, che sembrava pallido la sera prima in osteria… il tutto col nipote che imperterrito va avanti verso la scuola, sempre sulla mezzeria.
LA SMANDRAPPATA
Ella ha tutte le mattine un ritardo spaventoso per portare la bimba a scuola. Arriva con la sua utilitaria grigio topo due incroci prima dell’istituto con la campanella già passata da un pezzo. Gira noncurante delle strisce orizzontali invadendo la corsia opposta dove puntualmente io sono ferma allo stop e rischio il perenne frontale. Amore santo, truccati meno o passati meno il ferro ad arricciare i capelli e arriva cinque minuti prima. O semplicemente rispetta il codice della strada. Io nel frattempo cambio percorso che tu non capisci una cippa.
LA NONCURANTE
Da un lato della strada non si può parcheggiare perchè altrimenti si blocca il traffico, l’altro lato seppur in divieto, per quei pochi minuti è tollerato anche dalla polizia locale. Lei indovinate dove si mette? Sempre da sola, sprezzante del pericolo e delle occhiatacce, dal lato solingo. Eppure nessuno dice nulla, eppure nessuno si lamenta.

Poi ci sono io.
Che alla mattina li devo evitare tutti, devo prevedere le mosse di tutti a decine di metri di distanza, facendo i conti con le macchine ferme in mezzo alla corsia per il bancomat, per l’ufficio postale, il panettiere, la pasticceria, il diocantante e tutti i santi.

Dover partire 15 minuti prima, per evitare sta fauna locale, è l’unica soluzione per non perdere la testa.

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