I complessi di inferiorità
Che in ogni angolo del mondo la diversità razziale e di pelle sia vista in malomodo dagli ignoranti, è risaputo. Su questo non sindaco.
Seppur limitatamente all’intelligenza di cui sono dotata, tento di passar sopra ogni luogo comune e di non guardare le altre persone con sguardo differente tra una e l’altra.
Aiuto una signora in difficoltà in clinica con i suoi due bimbi, a cui continuano a cadere i giochi, seppur indossi il burka e gli altri la guardino con diffidenza.
Lascio volentieri qualcosa al ragazzo senegalese sotto casa, nonostante non gli compri nulla, perchè è gentile, non mi importuna ed ha sempre un sorriso (scusatemi ma l’invadenza non la sopporto, fa uscire la mia parte peggiore e poco tollerante).
Non mi sento razzista. Se non vengo istigata alla distinzione razziale.
Ho dipendenti extracomunitari, di cui vado fiera.
Il ragazzo albanese, a cui sono affidati compiti delicatissimi all’interno dell’organico, è molto più bravo di tanti altri colleghi italiani, coltissimo (laureato in informatica se li inc#la tutti) e guai chi me lo tocca.
Il peruviano è diverso.
Lui, e lì non sono certo io a metterglielo in testa, si sente evidentemente emarginato, perchè ha compiti, a dir suo, meno “importanti” di altri.
Dato che io, a dispetto delle apparenze, sono dell’idea che tutti siamo utili e nessuno indispensabile, sono straconvinta che ognuno contribuisca a suo modo al raggiungimento dell’obiettivo di impresa, dal ragazzo delle pulizie al mega amministratore. Punto. Su questo non transigo.
Se io entro in ufficio, trafelata, e mi metto a parlare tra me e me, con la voce roca di chi ha parlato poco da quando si è alzata, vedendo il suddetto sudamericano, dicendo “No, oggi no!”, questo è una critica al suo lavoro?
No, visto che non decide lui quando fare qualcosa.. gli viene dato il compito di farlo.
E se lui, reclamando un mio comportamento xenofobo, mi dà della “puta maldida italiana de mierda” io mi sento autorizzata a mandarlo affan@ulo senza ritegno alcuno.
Chè io se fosse stato lui, il figlio del presidente della Casa Madre o il Papa a fare quella cosa in quel momento, lo stesso avrei detto “No, oggi no!”.
Chè io in una frase così, dettata dallo sconforto, di xenofobo non ci vedo nulla.
Chè io nelle sue parole, rivolte ad ogni nativo italiano, ci vedo e ci percepisco un odio pari a quello che gli ha fatto dire, rivolto a mio marito che per aiutarlo ad entrare in casa stracolmo di roba si è permesso di tenergli la porta aperta, che è uno stronzo che non lo voleva in casa e lo ha sbattuto fuori. Ma vaffanculo va…

July 2nd, 2004 at 08:57
… riconosciamo che gli imbecilli sono equamente distribuiti in tutti i gruppi etnici =^_____^=
July 2nd, 2004 at 10:47
Considerazione #1: hai fatto una captatio benevolentiae niente male: dovessi fare un riassunto del tuo post sarebbe “io non sono razzista, però…”. Già perchè avresti potuto raccontere l’aneddoto senza tutta la tirata iniziale sul razzismo: se lo avessi fatto a nessuno sarebbe venuto in mente di darti della razzista. Neanche adesso, per carità, però invece di “complessi di inferiorità” (suoi) avresti potuto intitolare il post “sensi di colpa” (tuoi).
Considerazione #2: perfettamente d’accordo con Lalaura. Però è anche vero che gli imbecilli più sono potenti più sono pericolosi (questo darebbe la stura a un dibattito sull’attualità su cui è meglio soprassedere).
Considerazione #3: Il passo che mi ha fatto riflettere di più del tuo post è quello nel quale dicie che “tutti siamo utili e nessuno indispensabile, sono straconvinta che ognuno contribuisca a suo modo al raggiungimento dell’obiettivo di impresa, dal ragazzo delle pulizie al mega amministratore. Punto. Su questo non transigo”. Allora perchè non adeguare le gratifiche alla quantità e alla quantità del lavoro svolto? Magari non proprio equipararle, ma allinearle un po’, tanto per ridurre la forbice. Sono sicuro che il tuo amico albanese sarebbe molto più gratificato e contento, e magari il peruviano no, ma serebbe solo colpa sua e non “della razza” della “nascita” del “sistema” della “società”. Anche lui è un prodotto di tante situazioni sbagliate, ma in effetti non è solo colpa sua se è diventato stronzo. Mettersi nei panni degli altri, ogni tanto? Anche (e soprattutto) di chi non ci sta simpatico. Che ne dici?
July 2nd, 2004 at 12:34
Pensa, Geps, che gli stipendi differiscono di 30 euro mensili… Poi, sai, io i post li scrivo un po’ come cavolo mi gira, e se non avessi fatto quella grossa e noiosa tiritera iniziale, probabilmente tu mi avresti dato della razzista. E non se ne può più dei discorsi sterili di “mettiamoci un po’ nei panni dell’altro, sistemi, società et similia”. Vieni qui un paio di giorni e guarda che se uno ha gli occhi storti perchè è strabico, allora guarda male il tizio perchè è un razzista. Che si metta anche lui nei panni miei, che a fine mese mi taglio lo stipendio per pagare il suo, e scusami tanto se questo non è riconoscere i suoi illimitati diritti e i miei innumerevoli doveri. I miei diritti di donna, se non vogliamo parlare di “italiana” allora dove li mettiamo? Se io mi sveglio con il piede girato chiunque mi può dare della puttana perchè non si sente realizzato nel lavoro? Beh, nemmeno io, ma la gentilezza e l’educazione non le risparmio mai. QUESTA è la differenza.
July 2nd, 2004 at 12:36
PS: Geps, ma la tesi???
July 2nd, 2004 at 12:43
“Tutti siamo utili ecc.”. Se ne deduce che è utile anche il peruviano. A qualcosa è utile di certo: a farti fare un ripasso delle parolacce in spagnolo. Questo è sufficiente a fargli meritare lo stipendio? Se la tua risposta è no, licenzia lo stronzo.
July 2nd, 2004 at 12:54
E’ da quando ho passato la fase della mia travagliata adolescenza che non distribuisco epiteti così gratuitamente: fidati, io non ti avrei dato della razzista così, tanto per. Poi per lo sambio di panni mi sa che dovebbe essere più o meno generalizzato.
)
PS: mancano +o- 20 pagine. il D-Day è il 20. Orate pro me (non nel senso dei pesci
July 2nd, 2004 at 13:09
…’sti cambi di nick sono insidiosi.

July 2nd, 2004 at 13:53
Uh, Sky, l’ho capita adesso..
Certo che, tra le inadempienze, i danni all’azienda fatti in passato e l’insubordinazione, si potrebbe licenziare in due minuti…
July 2nd, 2004 at 14:38
Perdona la domanda. Perché non è a casa ora? Ti conviene continuare a tenerti un dipendente che non ha rispetto del tuo ruolo (non della persona)? …domando così perché io mi sono licenziato una volta per poter mandare a quel paese il boss con la tranquillità di “mandarci” la persona e non il mio capo. Pensi sia una situazione recuperabile? …Perdona le tremila domande.
July 2nd, 2004 at 15:52
No, ma siccome non sono io a decidere cosa e quando fare, ma soprattutto non sono io ad avere paura di ritorsioni di strani generi, purtroppo mi devo tenere uno che mi piglia per il culo con i colleghi davanti a me e, guarda caso, non posso dirgli nulla che, si sa mai, cosa ti possono fare, ti fanno causa all’azienda, possono accusarti di xenofobia, di razzismo, attenta, portagli più rispetto, cambia tono di voce. Boh, guarda, in ambienti così melliflui mi sento sempre più a disagio. Ti basti pensare che erano tre giorni che mi ero imposta di non seguire più il blog in ufficio e di dedicarmi al lavoro al 100%. Ecco, visto quanto rispetto è stato attribuito alla mia persona, ritengo che privarmi di qualche minuto di piacevole lettura di persone con cui si può parlare, non valesse proprio la pena. Qui è l’anarchia. Se agissi di mia spontanea volontà ti garantisco che sistemerei molte cose, ma anch’io dopo quasi cinque mesi di crescita solitaria di un bambino, mi sento psicologicamente stanca. Non sufficientemente da risparmiare un vaffanculo, che se si merita va sempre dato, ma stanca abbastanza da rimandare il ribaltone totale del modus operandi in azienda a dopo le vacanze. E comunque, no, la mia fiducia in questa persona è venuta parecchio meno, praticamente inesistente. So essere sufficientemente indisponente con chi non mi rispetta quanto io rispetto lui, e questo, probabilmente, sarà motivo di spontaneissime dimissioni.
July 2nd, 2004 at 16:10
Grazie, ora ho compreso meglio la situazione davvero difficile.
March 10th, 2005 at 11:20
carino