Stamattina pioveva, quindi mi son data da fare per rendere la casuccia pulita e sistemare un po’ di facezie varie.
A Milano ho lasciato la cantante lirica, e tutto fuorchè dispiaciuta, son partita verso questo miraggio di tranquillità che doveva essere il mare.
Ma nel palazzo a lato vive uno xilofonista (vorrei sentire mia mamma che pronuncia questa parola smily ) che per tre, dico tre ore ha suonato ininterrottamente quattro note in scala che parevano una delle colonne sonore allucinanti dei film horror di quart’ordine.
Così mentre passavo il mocio, sognavo di avere un vileda chiodato e di strofinarglielo addosso.
Quando il ferro da stiro eliminava una piega, mi immaginavo di passarlo sull’idiota concertista.
Vabbè, ho capito che devo trovare un modo di sfogare la mia aggressività repressa, altrimenti se quello ricomincia, vado a citofonargli e lo faccio nero.
Il colmo, però, lo abbiamo raggiunto verso ora di pranzo.
Ero ancora nei meandri della sindrome da stiratrice (otto lavatrici asciugate e stirate in meno di tre ore!!!) quando sento un cane imbizzarrito che abbaia furiosamente dal condominio di fronte.
Esco per vedere cosa succede sul terrazzo e vedo una scena a dir poco ridicola.
Witch sdraiata sul balcone che agita una zampa contro un cagnetto spelacchiato, come gesto di sfida e scherno, e questo che sclera perchè si sente, giustamente, preso per il @ulo.
Esce il padrone. Con parlata terribilmente genovese mi urla: “E tieni in casa quel gatto di merda!”
Lo raggiunge pure l’ottuagenaria moglie…
Non so che mi è preso, ma serafica, in veneto gli rispondo: “Si te gheto un càn mona, no xe colpa mia” smily
Lui guarda la vecchia, scuote la testa e risponde: “Torniamo dentro, va.. E’ straniera” smily