La vita non è una merda
Sono arcistufa delle persone che si piangono addosso.
Fanno finta di reagire e poi ti rovesciano tutte le loro angoscie al primo gradino.
Stasera ho chiamato mia madre come consuetudine, era occupato. L’ho richiamata poco dopo e l’ho trovata in lacrime in preda a singhiozzi convulsi.
“Che c’è?Con chi eri al telefono?”
“Con XY. E’ morto suo marito… era amico di papà”
Mamma… STICAZZI!
Papà è morto da più di diciotto mesi, non è possibile che quando muore qualcuno che lo conosceva tu mi rischi l’esaurimento a piangere istericamente: papà ha lavorato a contatto con il pubblico per più di quarant’anni a Milano, e conosceva migliaia di persone!
La tua vita non è una merda perchè lui non c’è più.
Ti lamenti del lavoro, che è la tua attività più che principale, direi unica: c’è chi il lavoro non ce l’ha e non ha nemmeno i soldi per mangiare, cristo.
Ti lagni della solitudine: hai una figlia, un nipote che ti sorride ogni volta che lo guardi, viviamo insieme per otto ore al giorno. C’è chi NON HA NESSUNO, mamma.
Te la meni perchè la casa è grande, ma ricorda che tante persone un tetto sopra la testa non se lo possono nemmeno permettere.
Il destino è ingiusto e la vita è una merda perchè ti priva di qualcuno. Mamma, è sempre stato e sarà sempre così. Per questo la vita si ricostruisce.
Ti crogioli nell’oblio dei tuoi ricordi.
Malati, corrotti, mamma, ricordi solo quanto c’era di bello, e tutto il male? L’hai dimenticato quello?
Ti stai ricomponendo un puzzle con i soli colori che ti vanno bene, limando le tesserine per farle combaciare in una figura che più surreale non potrei immaginare.
Cosa ti costa apprezzare ciò che hai?
Una famiglia, senza un elemento, ma sempre una famiglia.
Degli amici, che eviti, perchè la tua solitudine, dai, diciamocelo, ti fa anche un po’ comodo.
Non ti manca niente. La tua salute è da considerarsi discreta. Direi più che ottima con quello che hai passato.
Che, porco@#@ mamma, tu nei hai sconfitti tre di cancri, e lui no.
Questo vorrà pur dire qualcosa, no?
Comincia a volerti e a volerci più bene. Goditi i momenti. Questi, non quelli che non sono mai esistiti ma che tu immagini.
Impara ad essere felice, c@zzo, sarebbe anche ora.

September 1st, 2004 at 21:44
parole sante gattonzola….
September 1st, 2004 at 22:01
Ti sei dato un nick inquietante…
September 2nd, 2004 at 11:33
sai che ero io, gatta….. ho solo sbagliato a digitare… (o sei stata tu a modificar eil mio nick????)
September 3rd, 2004 at 05:23
Approvo e sottoscrivo……….la riflessione, ma non concordo con “la vita di merda” in quanto credo che a renderla tale siamo noi o chi per noi, purtroppo.
“Sono arcistufa delle persone che si piangono addosso.”
Questa cosa andrebbe scritt in cima a ogni sito, blog, forum.
La rete offre troppo spazio a queste situazioni.
Ziao ziao, anzi miao miao
.
September 3rd, 2004 at 14:44
ciao sono un compagno di blog del gattaccio… saluti!
September 3rd, 2004 at 15:56
Ben arrivato in queste pazze lande
September 3rd, 2004 at 16:13
Che poi finisce sempre così… tra gatti ci si capisce.
Abbiamo lo stesso “alter-ego” (più o meno), abbiamo le stesse idee.
Con chi si piange addosso, di solito sono atroce. Certe volte divento anche cattivo, e mi dispiace.
Ma tutti abbiamo i nostri problemi: se io non ti stresso l’esistenza con i miei, perché tu mi devi maciullare con i tuoi?
Benrivista, compara ;p
(la blogbar aiuta sempre ;p)
September 3rd, 2004 at 18:19
Io questo post lo stamperei e lo farei leggere alla mamma. Sì, un bello scossone …
September 3rd, 2004 at 19:43
Beh, non parliamo di “mamme”, allora… perché con lei, per questo fatto, abbiamo urlato all’una di notte facendo svegliare tutto il vicinato.
Solite, care incomprensioni familiari…
September 4th, 2004 at 03:43
Uffffffffffffff, ma perchè mi ha messo tutta sta tristezza adosso sto post???????????????
Kazzen, scusate.
Certe volte c’è + verità nelle parole degli altri che nelle proprie esperienze.
September 5th, 2004 at 08:14
Forse tutte le mamme vedove sono così. La mia ha le stesse reazioni della tua, salvo il fatto che fra lei e mio padre c’è stato un bellissimo rapporto. Ma il compiangersi e il lamentarsi della solitudine sembra una costante delle mamme vedove, anche se hanno tutti i figli attorno. Anch’io sono insofferente, però penso che non possiamo sapere come saremo noi alla loro età, ammesso che ci arriviamo. Adesso ci sembra di poter sopportare meglio di loro una situazione simile alla loro, ma che ne sappiamo?
July 24th, 2005 at 20:49
Si, le cose che hai detto le dovrei tenere a mente.
Nonostante sia uno che come te critica il padre (vedovo da una ventina d’anni e mai risposato) per essere depresso, non è che io sia l’allegria in persona.
E sopratutto spesso mi rivedo a riversare sugli altri la mia angoscia.
Si devo sforzarmi di andare contro la mia personalità e sorridere e pensare da solo ai miei problemi. Anche perchè nessuno può realmente risolvere niente delle cose tue. Solo tu puoi. E facendolo impari a prendertene cura. Quindi se non inizi non imparerai mai.
Grazie, ciao
December 27th, 2005 at 13:15
Reagire, va bene, sempre, ma occhio ai discorsi ad effetto speciale ma privi di attinenza col reale. Se tu riesci a prendere la vita in un certo modo, non è detto che altre persone siano in gradi di farlo. Non siamo tutti uguali: è una frase fatta, ma a quanto pare difficile da capire. E, pur ripetendo e concordando con te che reagire è cosa importante, mi chiedo perche si debba pretendere dagli altri che riescano a SENTIRE quello che noi sentiamo. Un pò piu di sensibilità, ci vorrebbe. Ed anche capacita di dosare al giusto modo sia il “calcio sul sedere” a chi si piange addosso, sia la capacità di ascoltare i suoi sentimenti e di condividerli. Se poi si preferisce figgire dalla realtà piu dura, auguri a chi ci riesce. Saluti.
December 27th, 2005 at 21:24
Splendida filosofia generalista, rikkk, peccato non si possa applicare alle situazioni singole. Io parlo per una MIA situazione e per un MIO sentimento. Cosa gradita è il non contraddire una cosa che solo io ho provato e solo io ho dovuto affrontare
December 30th, 2005 at 15:17
Hai ragione, Black Cat… ma se le cose proprio non vanno, e le hai provate tutte, altro che depressione ! Sai come ti ho trovata? Per caso, digitando su Google “la vita è una merda” ! Ciao, bella gatta, e buon anno!
December 30th, 2005 at 18:10
Ma ciao Jack! Guarda, io sono dell’idea che comunque, in ogni caso, solo di fronte alla morte le cose NON possono andare peggio, perciò credo che cercare di vedere il poco di buono che c’è, possa aiutare… ma sono cose davvero troppo soggettive per mettersi in cattedra e dare consigli, poi io non ne sono proprio capace… In ogni caso, piacerissimo che tu mi abbia trovata, seppur per una frase infelice: mi auguro ripassi e magari ti fai qualche sorriso! Buon 2006 anche a te!