Sep
19
2004
Ideaaaa
Stamattina con marito e figlio sono andata alla presentazione di una nuova auto.
Nulla di sconvolgente, più che altro la mia consueta marchetta commerciale ![]()
In compenso la vera rivelazione è stata la nuova pubblicità televisiva della casa torinese: una macchina talmente di me#da che quando la lasci aperta in strada non se la caga nemmeno un ladro. L’unico che ci sale è lo sciapo americano alcolista che va a fare jogging in riva al lago per smaltire gli ettolitri della sera prima.

September 19th, 2004 at 22:58
pfui…. sta di fatto che sarà sciapo… ma come è che vi strappate i capelli per lui???? intendo per l’attore americano…
qui mi sembra di essere finito nella favola della volpe e l’uva…
September 19th, 2004 at 23:02
Dimostrami che io una volta ne ho parlato bene e poi ti dico… a parte che mi arriva si e no alle spalle….
September 19th, 2004 at 23:19
io un giretto a quel bel toso li, me l ofarei…hai messo a nanna alesssss????
September 19th, 2004 at 23:24
Gaspare, hai sbagliato dialetto
Alexander è a nanna dalle 20.30
September 19th, 2004 at 23:29
che c’entra gaspare….. uhè sbarbina…porta rispetto alla mamma (o racconto di quando a 15 anni, bastava un temporale per farti bagnare il letto dalla paura…)
September 20th, 2004 at 08:50
Vive con un maiale, è l’uomo per me
September 20th, 2004 at 09:42
Apporrei qui una mia poesia del 1982, dedicata ad un mio orrendo amico nicaraguense di un tempo il quale possedeva un gran macchina rottame decapotabile, un Ds19 con cui girava perl’Europa ramingo, sfruttatore e scemo insieme.
Quella auto ora varrebbe un capitalere.
Ode a Camilo Rendon
Oh!
Camilo,
quando ti guardo, mi domando perché
mia sorella ti ha rimorchiato in questa casa,
che già di per sé è un po’ scombinata;
quando ti guardo e mi sorridi stupito,
cerco una giustificazione per il sentimento
che ti porto,
che è un misto
di pena, misericordia, affetto, esterofilia,
compianto sul povero indio massacrato.
Non capisco perché ancora così spesso compari
a casa mia,
e dopo aver bevuto quattro o cinque bicchieri divino,
ti giustifichi
perché sei astemio ed hai sete di vino,
poi scombiccheri a mia sorella una storia
nuova e misteriosa
della stufa rotta e del cherosene e della bombola
e di Prozapio Elpianes e dei suoi amici egiziani
che tutto il dì, invece di lavorare,
friggevano pappardelle di grano seraceno col curry.
Non riesco a capire come
non hai ancora potuto morire di freddo
in questa stupida città,
che non è poi così crudele,
e perché tu giri con una tua rivoltella in tasca
e non fai il rapinatore.
Quando ti ho svegliato una volta
dal tuo torpore di sonno mal colto
mi hai puntato quella tua pistoletta
ed io ebbi paura.
Fai strani, oscuri lavori , Camilo!
senza di te io non avrei mai conosciuto
Via Praciosa, dove facevi l’infame barista
di un dopolavoro calabro;
hai trasportato sacchi di carbone in via Bligny,
bottiglie di amaro assenzio in via Garibaldi,
hai dipinto cartelloni per la liberazione
del popolo latino americano,
solo per ballare e suonare il charango, poi.
La tua amara filosofia astrale
mi fa male, Camilo!
Tu non sei né cattolico, né riformato,
né marxista, né progressista, né reazionario
tu vivi come una triglia
tra scogli poco nutrienti.
Tu vivi con quella tua bambinetta
senza le tue mogli,
con i tuoi orribili amici:
Claudio Charron, Ernesto Lambra, Nichita
ed Octavio La Paz
con cui dividi il letto, le scorregge ed i cucchiaini.
Mi hai perso due valige ed un sacco a pelo,
mia sorella fa i golfini per tua figlia,
tu non leggi i libri che ti presto
e non me li restituisci
come i dischi che bellamente mi involi.
Sei uno dei più assurdi esseri
che io abbia mai conosciuto, Camilo!
Mi fai impazzire, perché io cucino a volte per te,
alle 13 e tu arrivi 2 giorni o 14 giorni dopo
o tre ore prima.
Come ti sia mai passato in testa
di fare la ginnastica vietnamita,
come tu possa andare a Napoli d’inverno,
su di un’auto scoperta, con la bambina in una coperta,
per poi dormire su di un marciapiede
con Mustafà Kebir, Alì Ben Yussuf ed Ilario Mariposa,
non lo saprò mai.
Camilo, non mi sei simpatico:
sei pazzo !
e non so come ti voglio bene.
Anodino, dicembre 1982
September 20th, 2004 at 12:21
Barb wire, non puoi parlare di ubriaconi che subito ti si piazzano nei commenti.