Vedendo un cartello simile, che descrive una casa in vendita, ben affisso all’interno di un portone che pensate? Che sia la casa di una persona che non vuole rotture di co@lioni di agenzie et similia e vende a un’altra persona fisica, non giuridica.
La signorina della Toscano con spiccato accento bergamasco mal trapiantato a Milano, oggi dopo la sesta telefonata, si è sentita sbattere il telefono in faccia: se ti dico NO è NO, mi pare inutile che mi chiami tutti i giorni per sapere se ho cambiato idea.
I simpatici signori della Pirelli RE mi restano in stand by perchè sul loro sito ho trovato la cuccia nuova e per lo meno gli devo un minimo di riconoscenza: se non riesco a disfarmi del mio mausoleo, affiderò la vendita a loro.
Il signore della Tecnocasa è stato liquidato con una telefonata.
Quelli della Remax si son visti liquidare oggi dopo aver chiesto il doppio delle altre agenzie a livello di provvigione, notare che si erano presentati solo perchè avevano già un cliente che cercava casa nella mia zona… Boh, se la vendono qualcosa gli riconosco, di certo non il 4% più iva del totale!
Altri due, giovani, cordiali e soprattutto corretti, hanno la piantina, non hanno mandati e viaggiano su tutt’altra linea d’onda. La gente così mi piace. Non ti scoccia in continuazione, non fa pressioni, rispetta la tua volontà (amen).

C’è un aneddoto però, che mi preme rendere pubblico, perchè sempre più spesso mi son schierata a favore di categorie come bambini e anziani. Ma questi ultimi non sono tutti pezzettini di zucchero come sembra.


“Signora salve. Sono l’architetto XY. Ho visto il suo annuncio e che non vuole agenzie… sa, io ho un nipotino e mi piacerebbe prendere casa vicino a mia figlia che si trova nella Sua zona…”

Ok, appuntamento alle tre.
Si presenta questo signore tutto distinto in guanti di pelle e cappotto di cammello. Gentile, stucchevole, un lecca@ulo di professione.
Avendo fatto otto anni in settore vendite beni mobili registrati smily so quasi sempre che tipo di individuo mi trovo davanti in una trattativa. E’ una dote innata quella del venditore. Io l’ho sempre avuta, modestamente parlando.
Mi infastidisce il tizio. Tanto. Troppo.
Ma sono una persona educata, e seppur odori un certo puzzo di bruciato, gli faccio vedere casa, cantina e box.
“Sa, una cosa mi stupisce: Lei non mi ha chiesto un recapito fisso quando Le ho chiesto di vedere casa Sua…”
E magari intanto che c’ero, una copia del casellario penale e un estratto della camera di commercio…
“…e poi una casa bella come la Sua non dovrebbe essere venduta con un cartello. Vede se Lei desse a me e al mio Socio l’esclusiv….”
No! Si fermi! Allora Lei ha un’agenzia!!! E si è spacciato per un privato! Complimenti per la correttezza…

Il lecchino mi tiene con il portone fronte strada aperto mentre io lo congedo tentando di convincermi. Io, forte di una conferma del mio fiuto di fregatura, lo saluto cordialmente, metto in tasca il biglietto da visita con le QUATTRO SEDI dell’agenzia in cui lavora e medito su quale maledizione mandargli.

La fine di tutta questa vicenda? Che appena io son tornata in casa, questo pezzo di mer@a di un vecchio bast@rdo ha preso il mio cartello di vendita, lo ha strappato dal cancello non curante che avessi messo marche da bollo e autorizzazioni, e lo ha buttato nel cassonetto.

Ecco. Ad anziani come questo una bella vacanzina a lavorare negli altiforni…

PS: Siamo a Marzo 2007: i commenti a questo post sono chiusi, anche per la Signorina della Toscano che si è tanto risentita. Andasse a fare un corso di dizione se non le piace che si dica che HA l’accento bergamasco.