Day hospital
Ore 7.30 sveglia, doccia, caffè, e, parte più impegnativa, tentativo di risveglio del Principe Alexander.
Chiaramente mi esprime tutto il suo dissenso lanciandomi ciuccio e pupazzi addosso, che lui di solito almeno dorme sino alle nove, ma stamattina a quell’ora dovevamo già essere in ospedale.
Una giornata in day hospital e avremmo saputo se veramente il piccolo era allergico al latte o no.
Arriviamo e spacchiamo il minuto.
Pratiche varie, “Signora, non ha fatto fare colazione al bambino, vero?” - mentre lui addentava a caso le mie mani o le gambe della sedia in legno. “No, certo, come mi avete detto.”
Alla fine delle Sacre Scritture di accettazione, essendo, ribadisco, un day hospital, mi aspetto che mi indichino una camera, o un posto, comunque, dove lasciar giocare Alexander ed eventualmente farlo riposare o cambiarlo.
“Si accomodi lì, signora, e attenda”
Mi indicano un corridoio, senza finestre, con una panca di legno a due posti e 30 persone almeno. Circa 35 gradi. Un’aria così viziata da sembrare nebbioso. E, meraviglia delle meraviglie, il corridoio finisce con una simpatica porta rotta che dà su due rampe di scale e rimane aperta (l’ideale per la sicurezza dei bambini) al cui lato, dalla presa elettrica, penzola una matassa di cavi liberi, mi auguro perlomeno non fossero attivi a 220…
Passa mezz’ora. Ore 10.30.
Ad Alexander somministrano con una siringa senza ago, una goccia di latte. Lui assaggia, guarda l’infermiera e tenta di agguantare il resto del cartone da mezzo litro. Dopo di che, visto che nulla più per altri trenta minuti, tira uno di quegli urli che nemmeno i mohicani in assetto di guerra.
Ore 11.
Arriva la solita povera infermiera, con la solita siringa.
1 cc di latte. Tentativo di presa e doppio urlo finale.
Il bambino comincia a diventare aggressivo, il caldo in corridoio aumenta e io comincio a stare male.
Ore 11.30
5 cc di latte e stesse scene.
“Mi scusi, infermiera, ma non mi sento bene…” ![]()
“Cosa c’è???”
“E’ che mi manca l’aria, ho caldo, il bambino pesa e gradirei poter andare a prendermi una bottiglia d’acqua”
“Non si può. Il bambino deve stare qui e lei anche.”
Vabbè…
Ore 12
10cc di latte (ricordate che Alexander non aveva mangiato nulla dalla sera prima…)
Bambina che scappa in corridoio con Alexander che la insegue per carpirle un biberon di latte e io che inseguo lui per fermarlo.
Vedo un miraggio: la cucina del reparto piena di bottigliette d’acqua. “Signora me ne venderebbe una?”
“Ah, guardi non posso, sono per i bambini del reparto… Ma è un po’ pallida, cos’ha?”
“Veda lei, è dalle 8.45 che sono qui dentro, fa un caldo assurdo, sono seduta su una panca di legno da ben dieci minuti che i precedenti me li son fatti tutti in piedi con undici chili di figlio in braccio, è pure il primo giorno del ciclo e ho la pressione bass…”
Svengo. Dopo poco mi vedo per terra, con mio figlio che mi dà botte sulla pancia perchè pensa stia giocando, e le infermiere che mi fanno accomodare su un lettino porgendomi una bottiglia d’acqua.
In sostanza.
Ho fatto rimborsare all’ospedale XY dalla ASL locale un ricovero in DAY HOSPITAL, che si presuppone sia fatto in condizioni normali di stanze e amenicoli.
Ho passato una mattina in piedi in un corridoio insalubre con milioni di pericoli per un bambino che cammina, tenendomi il mio non-proprio-fringuello in braccio tutta mattina.
Mi è stato negato di muovermi per prendere una bottiglia d’acqua al punto che mi son ritrovata a svenire tanto era caldo.
Il bambino l’ho cambiato su un mobile, che fasciatoi non erano disponibili.
Per farlo riposare non avevo che le mie braccia, visto che il passeggino non poteva essere portato oltre un certo limite e non c’erano lettini dove farlo dormire o poltrone dove potermi sedere.
Ecco, questo mi fa incazzare.
Non per i medici e le infermiere, che son comunque stati persone stupende, ma per l’abbandono del paziente e della struttura che lo deve ospitare, quando, in ogni caso, ti preoccupi di farti rimborsare dalla Azienda Sanitaria, quello che dovrebbe essere un semi soggiorno di degenza.
Comunque, no problem.
L’importante è che da oggi il piccolo Alexander si farà delle grandi mangiate di Parmigiano e latte ![]()

February 10th, 2005 at 22:41
Allora, se ci passi, subito fuori l’uscita di Fidenza, c’è lo spaccio della Agrinascente (Parmigiano Reggiano), dove trovi il parmigiano superstagionato di montagna, che qui è impossibile da trovare uguale. Beatrice ne va ghiotta. Tra l’altro trovi anche una serie infinita di altri prodotti locali tipo il culatello di Zibello, che ogni volta che ci passo farei un mutuo….
Ciao!
February 10th, 2005 at 22:44
Che uomo!!!
Se capito in zona ti garantisco che visito questo negozio delle meraviglie!
February 10th, 2005 at 23:23
Purtroppo è successo anche a me. Stesse scene, stesse minacce di svenimento. Ed ero sola, ché mio padre lavorava ai piani alti e “hai vent’anni..cavatela da sola”. I miei che ci lavorano trovano il day hospital normale, efficace ed efficiente (sempre meglio del ricovero). Per me è stata una esperienza da non ripetere, possibilmente, mai più. A fine giornata ti senti rincretinita e piccola piccola. Povero popo..
February 10th, 2005 at 23:27
Ma Anna, anch’io lo trovo efficace ed efficiente. Quando è fatto con certi canoni di rispetto del paziente. Non puoi lasciare bambini dai tre ai trentasei mesi in piedi o in braccio alle madri per otto ore, senza dargli un cazzo di fasciatoio o un lettino dove farli dormire. Questo non è Day Hospital, è peggio dell’allevamento bestiame! Pensa, anche piccoli interventi senza anestesia li fanno in day hospital. E poi cosa fai? Lasci il bambino a cui hai estratto un ascesso nell’orecchio e lo hai riempito di antibiotici in un corridoio sporco e maleodorante con altre trenta persone? Naaa…
Comunque, Alexander sta da Dio, la mamma non ha minacciato lo svenimento, è proprio caduta come un sacco di juta e quindi urge un sano Long Island Ice Tea ripetuto per riprendersi. Prossima settimana o la seguente?
February 11th, 2005 at 00:22
Ho una formalità da espletare il 21 (parlo come il mio prof di diritto societario, ma tu fai finta di niente, anzi, fischietta), quindi dopo il 21 sono una donna libera a tutti gli effetti. Ma va bene anche senza il tea. Il long Island. Anche con poco ghiaccio. Insomma: riportatemi a casa in barella, via.
Sono troppo stanca per andare a letto e farmi un sonno come si deve. Ho pure i capelli grigi. Dovevo fare la panettieraaaa..
February 11th, 2005 at 09:21
ok….. dal 25 al 27 sono a Palermo…. torno con un paio di chili di pecorino e di primo sale?????
February 11th, 2005 at 11:36
Mamma mia, che avventura.
(((
February 11th, 2005 at 15:17
Ohhhh, un salto all’agriturismo sopra casa (quello difficile da raggiungere con la tua macchina per intenderci) e ci si fa un bel piatto di polenta/nostrano/selvaggina in compagnia
February 11th, 2005 at 15:22
Scusa ma non hai un assicurazione privata che ti consenta di usare una clinica privata dove un infermiera privata ti da una stanzetta privata con areazione privata poltona privata e fasciatoio privato??? Ma veramente ancora “sfruttate” il “servizio pubblico” sottraendo tra l’altro importanti risorse alle Regioni ???? Irresponsabili….
February 11th, 2005 at 15:56
Ehhh, Robino, purtroppo le patologie riconosciute vengono trattate SOLO dalle strutture pubbliche
Comunque le altre volte sono SEMPRE andata privatamente, come per il parto, che quello che ho visto in clinica prima di partorire, mi era già bastato.
February 11th, 2005 at 15:59
In pratica, siccome ormai ti riconoscono tutti, verrai trattata solo dalle strutture pubbliche???? 8-DDDD
February 11th, 2005 at 16:45
Pant… che spanciata! Ho letto tutti gli arretrati, che mi ero perso nelle ultime due caotiche settimane.
Auguri ad Alex, con un giorno di ritardo! (che poi non è molto, in confronto ai giorni di ritardo che avevi tu quando ti sei accorta di aspettarlo)
February 11th, 2005 at 16:51
Anzi, con DUE giorni di ritardo.
By the way, la categoria Casa Vianello mi sembra molto gustosa
February 11th, 2005 at 18:05
rabbi’ ADORA il Long Island!!!!
February 11th, 2005 at 18:06
la chiamo, la chiamo, ma lei è irreperibile. Mannaggia non c’era nessuno in ufficio per una volta;-
February 11th, 2005 at 21:29
Rabbì anche Noi Gatte amiamo alla follia il Long Island, e abbiamo convertito pure la Runrig
Calzino, ero immersa tra i fornelli e tre chili di pesce, come vedi, però, ti ho trovata io
February 11th, 2005 at 21:30
Skylark, Alessss ringrazia per gli auguri e mi rinnova la richiesta di conoscere lo zio Allodola
February 11th, 2005 at 22:31
lo metto qui anche se non c’entra nulla
ma ho una necessita enorme di tirare degli sbaciciucchioni per la Gioia
Ragion per cui Black Cat ors si bekka dei mega Smack Smack
GALATTICI
Son troppo euforico
Son troppo felice e quindi riflo alla facciaccia di tutti
(pure il caro Tony ) dei Mega Smack a BC
DEvo bacionare Black Cat e vorrei pure bacionare Rolli ma son euforico al ,massimo
Scusami Lord Aleander per cio ma mettiti nei miei panno
SHE LIVE
E VIVA BASTILA E’ VIVA
son troppo felice troppo e quindi
smacckono ankora Black Cat e pure slurpo daffodil
e cosprago Rolli di sciroppo al gin
Ma possiedo un fucile Tusken ,,ho inziato la mia mia carrera da boba fet ..e Bastila e VIVa
troppo happy e vojo BC da Mos eisley