Jul
14
2003

I sogni della cesta

Sabato notte faceva caldo, terribilmente caldo. La mia gola mi imponeva una sacrosanta sauna notturna, piuttosto che favorire l’accensione dell’aria condizionata, che mi provoca notevoli mal di gola e dolorini vari (l’età che avanza…)
Una bella giornata passata con il mio tesoro, non faceva altro che presagire una notte di sonno tranquillo, comunque.
Invece no… ecco il sogno che si approssima subdolo, nitido, quasi reale.
Cambiavo lavoro, andavo a lavorare per una megasuperultramultinazionale, con gli open space per i dipendenti. Riuscivo ad occuparmi più o meno delle mie stesse attuali mansioni, ma amplificate in una realtà infinitamente più grande, con dei responsabili con i controca@#i che stimavo da matti per quello che erano riusciti a creare.
Notavo però che il mio pc era diverso dagli altri, vecchi, con gli schermini piccolini bicromatici, tastiere vecchieeee, che stridevano con il mio lcd con tastiera e mouse wireless (praticamente la proiezione di quello reale). Era un segno della stima dei capi, mi avevano detto. Ne andavo fiera…
Chiaramente il blog però non poteva essere lasciato in disparte, quindi ogni tanto mi connettevo, avendo diversamente dagli altri accesso al web, per vedere e commentare qua e là.
Una mattina mi arriva una lettera sulla scrivania, con scritto che avevo ottenuto una promozione con notevole aumento di stipendio, ma dovevo spostarmi nella scrivania a lato, quella che aveva il pc più scalchignato di tutti.
Panico! Io con i monitor normali sono afflitta dai peggior mal di testa al mondo! Senza internet, con la tastiera del 1985!!!
Prendo il coraggio a due mani, e chiedo un appuntamento con il super-mega-direttore-totale-generale-globale-complessivo, che mai prima di quel momento avevo visto.
Me lo concede e mi trovo davanti, in una stanza simile in modo inquietante all’ufficio del presidente di Fantozzi, un uomo che ispira immediatamente soggezione mista a devozione.
Parliamo, discutiamo del lavoro, mi dice che è contento di me, che gli piace il mio modo di lavorare e che la promozione la merito davvero.
Però non resisto e gli chiedo se posso tenere il pc che avevo in dotazione prima, non riuscivo a stare con quello vecchio, come avrei mai potuto comunicare senza mail e senza rete???
Il super Presidente sorride, serafico, tranquillo, imponente…
Glielo chiedo, devo farlo: “Avrà anche Lei, Dottore, un nick di posta interno, vero?”
E lui: “Ma certo Gattona, sono Effe
Ho urlato…

No Responses to “I sogni della cesta”

  1. giuseppe granieri Says:

    Nerd?

  2. Squonk Says:

    Nerd?

  3. Black Cat Says:

    Ehm… come mai questa incertezza? Si, nerd, nel vero senso del termine!!!

  4. dav Says:

    NERD !

  5. Gionspenser Says:

    stava tenendo un convegno sulla prima digestione ;)

  6. Black Cat Says:

    Mi torna ora come Google-result che il termine nerd puo’ avere un’accezione informatica, relativa ad hacker e via discorrendo. Ritengo opportuno commissionare al mio compagno Tony, notoriamente piu’ esperto nella spiegazione lessicale, un post esplicativo. Mumble…

  7. jpm3 Says:

    nerd = homo sfigatissimus insipiens

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