Ditemi che non è vero…
Ricevo e pubblico, con la speranza che qualcuno smentisca in tempo molto breve e con dati certi, questo appello della LAV arrivato da una mailing list di Gattofili.
Già da tempo girava la voce che a Milano una tizia si recava presso le varie associazioni per adottare gattini che poi morivano dopo pochi giorni.
Ieri, un blitz dei carabinieri a casa della donna (erano presenti Giacomo e Rita Ferrara della LAV) hanno dimostrato la fondatezza di queste voci.
Sono stati trovati in casa della donna diversi gattini, uno morto da poco, un’altro in fin di vita che è morto stanotte in clinica, ed altri in pessime condizioni.
Le lesioni inferte ai gatti sono terribili: sfondamento del cranio, sfondamento dell’ ano, ingestione forzata di candeggina, percosse, ecc.
La pazza si chiama ANTONELLA VALENTI, residente a Sesto san Giovanni, ma essa usa più cognomi, ad esempio VETERE ed ha (pare) documenti falsi e soprattutto si spinge anche a molti chilometri per trovare le sue vittime.
C’è anche la presenza di un convivente più giovane di età ed uno o due figli della donna, di 8 e 14/15 anni.
Normalmente si presenta accompagnata dal figlio più piccolo.
La LAV sta informando tutti i giornali affinchè si parli del caso il più possibile, e si riesca ad allertare chiunque possa potenzialmente affidargli dei gattini.
Chiunque voglia più info, può chiamare direttamente la LAV di Milano.
Associazioni già informate della cosa:
ENPA, LEAL, Amicio Mio di Rita Piazza, Nonsologatti di Paolo Furnari, Amico Gatto di Vimercate .
La mittente della mail dice di aver parlato con Giacomo Ferrera della LAV e la situazione e’ davvero drammatica, la signora e’ seguita dai servizi sociali, e’ una persona disturbata, cio’ comunque non le impedisce di farsi regalare od acquistare gattini da torturare.

July 17th, 2003 at 14:37
Privacy o non privacy credo bisogna metterci sempre la propria faccia. Abbiamo un nick, anzi no, il nick sparisce non appera ci troviamo. Alla fine se sei apposto con la tua coscenza puoi andare dove vuoi senza timore, sapranno sempre dove sei, maccheccefrega?. Il “dove vuoi” ha comunque dei limiti: la decenza. Ma è qualcosa che non ci riguarda Gatta!
July 17th, 2003 at 14:39
Parole Sante, caro Bluesman
July 17th, 2003 at 14:58
Nego decisamente di lavorare in Fideuram!
July 17th, 2003 at 15:33
Ma io di te ho stima, Effe. E poi la tua mail non mente
July 17th, 2003 at 15:45
Ehm, già … Ma degli utenti vedi solo l’IP o qualcos’altro? (cos’è, ho fatto una domanda scabrosa?)
July 17th, 2003 at 15:55
Una volta ho avuto a che fare con un direttore di una filiale di Fideuram, perché mia moglie ed io eravamo interessati all’acquisto del suo appartamento. Voleva la caparra il giorno dopo, senza compromesso e la casa era ancora formalmente della società che gestiva l’impresa edile costruttrice del palazzo. …Doveva essere abituato ad avere a che fare con clienti rimbambiti se era ancora direttore… …Bellino il nuovo couter “Pro”… Chissà qual’è la password…
… … Quello di prima era più divertente. Ho provato il giochino che un tempo sapevo funzionare con l’altro (stranamente non l’ho mai messo in pratica prima), ma mi dice “Server Momentaneamente Occupato”…
…Questione di privacy, giustamente.
July 17th, 2003 at 16:07
Meno male che non faccio il bancario! (respiro di sollievo)
Una bella riflessione la tua,che potrebbe essere rapportata su altri aspetti che riguardano non solo la privacy.Per esempio quegli apparecchi per “sdoganare” cd musicali ecc,dove si legge sulla scatola che è vietato “sdoganare”,allora se è vietato perchè lo vendete?
Valli a capire questi bancari,cioè no,pardon cioè…insomma come si chiamano coloro che fabbricano “sdoganidatori”….forca alla miseria,come sono imbranato,che volete sono solo un fabbricatore di ali.