Pallino è partito per una settimana di lavoro fuori zona.
E la tata di Alexander è malata.
Essendo il mio piccolo Attila piuttosto distruttivo in ufficio (e soprattutto quando prende i martelli e i ferri agli operai e si avvicina tronfio alle auto dei clienti smily ) oggi mi hanno gentilmente consigliato di starmene a casa.
Quale miglior occasione per farci una sana giornata di shopping con pranzo da Mac?
Alexander adora l’happy meal con il toast e lo yogurt che danno con il menù delle insalate, quindi oggi si è messo lì bello tranquillo a mordicchiare e finire in un battibaleno il suo panino, seduto come un adulto sulla sedia, e poi mi ha letteralmente soffiato dal vassoio lo yogurt con i frutti di bosco, si è armato di cucchiaino e se lo è mangiato senza nemmeno inzaccherarsi come un clown. Mi sembra di avere un figlio di sei anni a volte!
Il problema sorge quando andiamo nei centri commerciali.
A parte i miei acquisti pro organizzazione casa, il piccolo ha una spiccata predilezione per scegliersi scarpe e vestiti. Oggi abbiamo comprato due paia di scarpe da tennis, una l’ha scelta lui, molto sobria, beige e blu scuro in perfetto stile papà, e una io, meno sobria, nere e rosse con Batman, in perfetto stile mamma smily
Era incazzatissimo poi, perchè nel carrello, che è di sua esclusiva proprietà chiaramente, io mettevo cose ingombranti. D’altra parte perchè lasciare nello scaffale una bellissima tela senza cornice che sembrava quella che volevo per la parete spoglia della sala? Non c’è stato verso. Alla fine l’addetto del reparto impietosito, mi ha detto: “Signora, la sua Venere di Botticelli gliela porto io alla cassa tre. Quando ha preso tutto ciò che le serve vada a pagare lì, prima che suo figlio mi smonti carrello e scaffali…”