Vita di corte
Non abito in una reggia, ma in una corte, intesa come vecchio cortile di cascina. Ormai dell’edificio rurale del 1400 è rimasto ben poco, qualche muro e qualche colonna protette dalle belle arti, tutto è stato ristrutturato otto anni fa, seguendo la pianta originale e frazionando in villettine le superfici una volta unite.
La corte è bella, gli inquilini sono tutti persone squisite.
La famiglia dei miei vicini, poi, sono quello che ho sempre desiderato avere come muri confinanti: marito e moglie con figlio della mia età, persone disponibili, frizzanti, dinamiche, spiritose e con una forza ed iniziativa che per la loro età non posso che ammirare incondizionatamente.
Ci sono un sacco di bambini, qui, Alexander è il più piccolo, ma gli altri stanno tutti rinchiusi in tre anni di differenza.
Il piccolo di casa Gatta, ovviamente, ha già la fidanzatina, ho saputo dalle altre mamme. Credevo fosse Giorgia, la biondina in fondo, ma poi ho saputo che lei ha detto (quattro anni tra qualche mese) che gli uomini li preferisce più maturi. In compenso la sua vicina, due anni e mezzo, tutti ma tutti i pomeriggi viene a suonare il campanello alla mia porta per salutare quel bellissimo ragazzo con cui si sposerà da grande. Mio figlio appunto…
Vicini, bambini e gatti. Questo è il tema della corte.
C’è la Gigia, una miciona comune, anche se un padrone ce l’ha, ma non la fa mai e poi mai entrare in casa nemmeno quando fuori ci sono venti gradi sotto zero o va via per settimane in vacanza come ha fatto questa estate (roba che io lo avrei massacrato di botte, ma tanto la sua gatta la nutrivo io, sgrunt). Gigia mangia un po’ da tutti, riempie tutti di fusa e strusciate.
C’è Dark, la fotocopia della Witch, con una piccola macchietta bianca sul petto. Un gatto nobile ed aristocratico quanto di classe è il suo padrone: ci manca solo che tagli l’erba in giacca, tanto è elegante quel signore.
Poi c’è il micio dell’Antonia, che non mi ricordo mai come si chiama, un gattonzo rosso e rubicondo come Calzetta che, si dice, non dia confidenza e non si avvicini a nessuno.
Credo questo succedesse fino a che non siamo arrivati noi, visto e considerato che quando offro lo spuntino ai gatti della corte, lui è sempre il primo a raggiungermi e darmi tanto di leccata alle mani!
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October 26th, 2005 at 09:44
ma ussignur che bello
si vede che ci sai fare coi gatti rossi, secondo me gli hai passato sotto banco un’amaca 
March 27th, 2007 at 15:16
ti vorrei konoscere ciaooo