Il silicone risolve
Da questa settimana sono lavoratrice occasionale e casalinga a tempo pieno.
Mi sto dedicando perciò, oltre che al mio splendido eccezionale pargolo, al mantenimento della forma acquistata con costanza (meno dieci chili in tre mesi) anche grazie a una dieta salutare e completa come quella a Zona.
Presa quindi dall’impeto della cucina, ho comprato quei nuovi fenomenali stampi al silicone che vanno da 240 gradi a -40 senza mai scomporsi, morbidi, che non fanno attaccare nulla, nemmeno la torta più bastarda.

Mi cimento perciò nei muffin di pere e ricotta in zona.
Prendo lo stampo, lo appoggio sul piano cucina, accendo il forno e preparo l’impasto.
Miscelo tutto con minuziosa cura e comincio a versare nelle formine il composto con precisione svizzera.
Prendo lo stampo. Ziocanaglia! Lo stampo di silicone è comodo perchè è morbido, e adesso? Come ce lo metto sulla teglia?
Sembravo la dea Kalì. Un angolo di qui, l’altro di là. Esce l’impasto.
Mi rivolgo al creatore. Ok, pazienza, prendo un cucchiaio di legno, lo infilo sotto per il lungo, una forchette di legno, la infilo per di là, la tengo con anulare e mignolo e con pollice e indice prendo i quattro lati… no, si rovescia ancora.
Mi rivolgo di nuovo a Lui.
Prendo la teglia, l’avvicino al bordo del piano cucina, faccio scivolare lentamente lo stampo… e là, ecco i muffin dimezzati ma in salvo.
Tutto questo in dieci minuti in cui mio figlio, chiaramente, guardava e rideva come un pazzo rotolandosi a terra con le convulsioni.
In sostanza ragazzi, quando prendete un nuovo aggeggio per la vostra cucina, non è implicito che questo vi faciliti la vita ![]()
