Qualche giorno fa, spinta da indomabile impeto atletico, decido di rispolverare la mountain bike per fare qualche commissione in paese.
Vado nel box del mariTony e mi metto a gonfiare le gomme. Ovviamente la mini-pompa è uno di quei modelli progettati da Margherita Hack in collaborazione con Rita Levi Montalcini, con pressostato, valvola a tre posizioni, pedale regolabile e amenicoli vari. Il tutto concentrato in dodici cm di grandezza. Con il tempo record di venti minuti gonfio le ruote alla stessa atmosfera precisa al millesimo e mi pregusto la pedalata.
Chiudo il box, esco dal cancellone, faccio la prima curva e mi appresto a fare la seconda per immettermi nella via principale.
Stttoonkkk!!!
Sento un rumore secco, di ferraglia.
La bici si inchioda, la catena cade a terra, e io vengo sbalzata in avanti proprio all’angolo con la strada, dove c’è un piccolo santuario all’aperto della Vergine Immacolata.
Cado, con i pantaloni corti sulle rocce che ornano la Madonnina, abbracciandole quasi presa da una foga mistica.
Ovviamente, come ci si aspetterebbe da me, a quel punto che faccio? Prego, prego ardentemente la Madonna smily .
Con le gambe graffiate, una rabbia da wrestler in corpo, noto che ad assistere alla scena c’era una povera vecchietta inginocchiata a pregare che si è vista piombare un donnone imprecante nel suo santuario.
Vabbè, vado a piedi. E in Farmacia, così mi faccio medicare.