E’ stato un weekend lungo e faticoso.

Alexander ha cominciato venerdì ad avere la febbre, solo che stavolta dai 39.8 non si schiodava nemmeno con la Tachipirina. Ero discretamente preoccupata, avendo anche sentito di casi di meningite nel paesello. Il primo medico, sorvolo, mi ha detto di aspettare altre 48 ore, che i medicinali mica fanno effetto subito, sa? Già, peccato che non sia proprio una deficiente, e magari, bazzicando l’ambiente, qualcosa ne sappia anch’io.

Sabato sera l’abbiamo portato per la prima volta al PS di San Giuliano Milanese/Vizzolo Predabissi. A parte che avere un pronto soccorso esclusivamente pediatrico tranquillizza i bambini ed anche i genitori: avere giochi a disposizione, sale a misura bambino e spazi dove far scorazzare i piccoli malati credo sia un requisito che TUTTI gli ospedali dovrebbero avere. Il personale tra l’altro è stato eccezionale, e a tale proposito vorrei ringraziare la dolcissima dottoressa Valenti, che ha un modo di trattare con i suoi piccoli pazienti davvero eccezionale :)

Nulla di grave per il pargolo: ennesima tonsillite/otite/tracheite (la terza della stagione) e terzo ciclo di antibiotici :( Oggi sta già meglio, si è appena ingurgitato quattro focaccine per merenda :D

Io ho passato la giornata a Milano, per il rogito della casa di mamma. Non ritornerei in città nemmeno sotto tortura. La vita a dimensione d’uomo, la cordialità, lo spazio e i sorrisi delle cinquemila anime scarse del paesello pavese dove abito da due anni sono impagabili. Torno distrutta ogni volta, dal traffico, dalla gente che spintona per bere un caffè, dai marciapiedi ridondanti, dal rumore, dal traffico, da quei porci sensi unici e lavori in corso che si moltiplicano come funghi.

Come i vecchietti, che giocano a briscola nella vecchia latteria, torno qui al profumo di campagna. Non so se è l’età che implacabile avanza, o semplicemente una terribile voglia di vivere meglio ed assaporare i momenti.