Sono certa che per ogni mamma il suo piccolo sia unico, irripetibile, straordinario e bellissimo. E altrettanto son certa che ogni mamma farebbe ogni cosa al mondo per difenderlo e farlo stare bene.
In questi giorni mi son cimentata in un nuovo processo della mia mammitudine: la scuola materna. Giovedì scorso c’era la riunione con le maestre, per farcele conoscere e attribuire classi oltre a varie ed eventuali organizzative. Io non avevo nessuno che mi tenesse Alexander e me lo son portato. Cosa che hanno fatto altre mamme tra cui la mamma di un bambino con evidenti manie di supremazia.
Alexander è entrato nella sua classe, l’ha esplorata e si è messo nella parte giochi tranquillo a giocare. Tutto ciò per una buona ora e mezza (credo sempre che in Belgio me l’abbiano sostituito a mia insaputa) finchè l’altro nanetto, che da qui in poi chiamerò Berluschino :D è andato a urlargli nell’orecchio “E’ mio, dammelo, qui è tutto mio, cosa credi?” Alexander l’ha guardato senza scomporsi e gli ha dato il gioco che stava usando. Io cominciavo a far schiuma agli angoli della bocca, ma mi sono autoimposta di non dir nulla alla mamma nè al bambino che arrivava a malapena alla spalla di mio figlio. La scena si è ripetuta davanti agli occhi di maestra e genitori per altre quattro volte, finchè ad Alexander è stata richiesta da Berluschino una macchinina la quale, evidentemente, mio figlio apprezzava molto. Il nano sbraitava e mio figlio lo guardava immobile. Gli ho visto chiudersi gli occhi a fessura, scomparire il sorriso, raddrizzare la schiena, buttar il petto in fuori, le spalle allineate… gli ho visto alzare una mano (e lì ho cominciato a sudare e a coprirmi gli occhi). Gli ho visto picchiettare con il dito indice sulla spalla di Berluschino, ho visto quest’ultimo sbiancare in faccia, Alexander aprirgli la mano destra con il palmo rivolto verso l’alto e lasciargliela davanti con un’aria che definire minacciosa era dir poco. Questo tutto in silenzio quasi religioso. Ho visto Berluschino RIconsegnare tutti i giocattoli ad Alexander, che ha provveduto a metter via quelli che non gli interessavano e rimettersi a giocare con la sua macchinina.

Che dire? Che son stata fiera di lui è dir poco, si sa far rispettare in un modo esemplare, non si fa toccare dalla prepotenza altrui e rimane un lord anche in queste occasioni.

Oggi al primo giorno di scuola era l’unico che non piangeva. Mi ha (si, mi ha) accompagnato nella sua classe al primo piano, mi ha dato un bacino, lo ha dato alla maestra e stizzito mi ha fatto cenno di andarmene. Ed era bellissimo con il suo grembiulino e il suo zainetto… :*