Chiamano così quella frenesia che affligge le gravide “terminali” e fa sì che loro restaurino, puliscano e organizzino il proprio nido ( “nest” ) in attesa che il nuovo cucciolo faccia il suo ingresso.

Ora, visto che qui di bambini ce ne sono già due, uno di quasi quattro anni e uno di trentanove, il mio nesting instinct si esplicita nel bulk buying. I due bambini mangiano come dei velociraptor, e, purtroppo per me, sono abituati mooolto bene dalla gattacuoca. Settimana scorsa, dal mio solito pusher agricolo, ho comprato due casse di agrumi da dieci chili l’una tra arance e mandarini, questi ultimi sono la più recente droga di Alexander. Nulla di cui lamentarsi comunque, tanta tanta tanta vitamina C.

Venerdì sera, al supermercato, mi è caduto l’occhio sulle verdure. Ecco, cadere l’occhio nel mio caso vuole dire uscire con 5/6 cassette di verdura da pulire, cucinare, porzionare e congelare per i miei giorni di ospedale. Fatto sta che ieri, da mattina a sera, ho preparato le seguenti pietanze:

Mattino:
Colazione per tre con succo d’arancia appena spremuto, toast, cappuccino.
Cucinato e porzionato 1.3kg di cime di rapa e 2 kg di coste.
Preparato torta di mele al maraschino
Cucinato pranzo: risotto ai funghi porcini.
Preparato macedonia con ulteriore succo di agrumi fresco.

Pomeriggio:
Cucinato e porzionato 10 kg di spinaci freschi.
Impastato pizza per la sera.
Preparato pizza.
Preparato brasato alle verdure per la domenica.
Preparato polpette al sugo per Alexander per la domenica.

Ieri sera ero un relitto ambulante, con le dita rovinate dalle ore di pulizia ortaggi (così imparo a prendere quantità da mensa scolastica) e con dolori ovunque.

C’è da dire che oggi il brasato con polenta fresca è andato giù meglio del vino che lo accompagnava, lo ha mangiato persino il principino regnante, debitamente frullato e usato come ragù per la pasta ;)