Oggi ho 33 anni.

Ho speso 170 euro e mi son regalata un’ora fuori dalla realtà. Quando mio padre è morto, in cantina gli ho trovato un sacchetto di video 8 degli anni 60/80 e me li son portati a casa. Trovando un buon professionista, me li son fatti riversare su vhs e successivamente su dvd.

E’ stato già il primo fotogramma. La scritta “Ricordi” con quel carattere arzigogolato e la musica di pianoforte che intonava un pezzo di Elton John mi ha strappato l’anima. E giù a piangere, mentre stringevo un gambo di sedano. Che non c’era l’audio nei super8 e quei motivetti sono assassini.

C’era mio padre, felice, e mi abbracciava. Ai tempi mi voleva bene. Ero ancora una figlia e non una bastarda. C’era la donna migliore del mondo, la mia nonna Luigia, che se leggevi bene il labiale, ogni volta che mio padre la riprendeva per scherno, lo mandava a fare in culo. Ho visto anche mia nonna Assunta, che morì prima che io fossi dotata di ragione, verso i miei due anni, mi pare. E gli zii… solo due su otto ci sono ancora. Le mie zie giovanissime, mia cugina di Padova, che ora diventa nonna, era giovanissima, quattordicenne con un tubino rosa che provava davanti alla telecamera il suo nuovo motorino sulle vie di Montà. E mia cugina Maura che si sposava, e zio Olindo scherniva sua moglie, mamma della sposa, perchè le lacrime della commozione venivano immortalate per sempre.

I viaggi… le navi per la sicilia, allora c’erano le Sicilferry. Sgangherate, con la ruggine. Mio padre aveva una fiat 850 verdone, con gli interni in pelle dattero. Ma già allora da fanatico gli aveva apposto un’enorme stella della casa di Stoccarda. Le targhe erano nere. E io avevo sei anni. Con un dente che mi mancava, correvo sorridendo verso l’uomo che anni dopo avrebbe rovinato la mia vita morendo senza amarmi più. Ballavo per lui al mio saggio di danza, con quel ricchione perso di un maestro di danza che se lo voleva beccare tra il chiaro e lo scuro ogni volta che mi veniva a prendere a lezione.

E mia madre era giovane e bella. Piccola, un metro e mezzo e un tappo. Con i capelli lunghi, perfetti e cotonati, sorrideva. Era bella quasi come la donna che sembrava sua sorella vicino a lei, ma era mia nonna.Fumava e beveva. Ora so che i geni, cara mamma, si tramandano eh?

Va. Due anni che passo un compleanno di merda, sola come un cane.

Quest’anno mi son venuti a trovare i miei fantasmi.

Vaffanculo.