E io son contenta di essere a casa. Contenta perchè è già un miracolo che siam riusciti a tornare, visto che sulla A1 poco dopo Bologna, il semiasse anteriore sinistro della mia macchina si è rotto, mentre eravamo sulla quarta corsia. Prontezza di riflessi del marito e freddezza mia a sporgermi dal finestrino per avvisare le altre auto che avevamo perso il controllo e stavamo virando come pazzi a destra, ci ha preservato dal fare una frittata di figli, gatta e pesci rossi. Un altro enorme grazie va al fantastico meccanico della Interauto di Casalecchio di Reno, che domenica pomeriggio, da solo, in un’ora ha cambiato il pezzo consentendoci di tornare a casa. Tutto a posto insomma, nonostante la mia bronchite, i danni della stronza che ha lavorato in casa mia quest’estate, i problemi con i vicini, tutto bene.
E oggi è stata una giornata particolarmente serena.
Mio figlio mi ha guardato tantissimo negli occhi, mi ha salutato con un bacio spontaneo e un grosso sbracciarsi a fare ciao quando l’ho lasciato all’asilo dalla sua nuova maestra; abbiamo guardato i Looney Tunes insieme, mentre Chiara si addormentava per il sonnellino pomeridiano, ridendo contemporaneamente quando il solito Titti mazzolava Silvestro. Ha mangiato da solo il gelato, le tagliatelle al ragù, ha portato l’acqua a sua sorella, mentre mi aiutava ad apparecchiare.
E stasera mi ha lasciato cullare la piccola sinchè lei si è addormentata, poi mi ha preso per mano, accompagnato al suo lettino e mi ha passato il braccio attorno a lui, in un abbraccio stretto.
Ha girato il viso, mi ha sorriso e mi ha stampato un bacio sulle labbra.
Era felice, mi guardava. E ha provato a dirmi buonanotte. ‘nte… “Notte Alexander, sogni d’oro” – ‘nte… Solo questo è riuscito a dire. Rabbuiandosi, perchè capiva che non era proprio quello che la sua mente voleva far uscire. Uno sforzo pazzesco. Come quello che fa quando vuole dire “mamma”. Io lo vedo, che cerca di spostare quel macigno più grande di lui. E la pietra scricchiola, lo so. Manca poco al mio piccolo, e ce la può fare. Ce la possiamo fare, amore mio.