The phone call
Oggi ho parlato con Carrefour. Per la precisione con la Dott.ssa Augenti e il Dottor Brambilla, amministratore delegato di Carrefour Italia.
Abbiamo parlato, chiarito gli eventi (ho solo dato una descrizione della “signorina” per meglio favorirne l’identificazione da parte loro) e mi è piaciuta una frase dell’AD “Non vogliamo insabbiare il caso, ma farne un evento per far sì che non si ripeta e che tutto il nostro personale stia più attento”. Mi è parso un buon intento, che spero e mi auguro si traduca in fatti.
La telefonata in sostanza è stata molto cordiale. Io, a conti fatti, contro Carrefour non ho nulla. E non ce l’ho nemmeno con i tre poveretti (potrei dire molto peggio ma mi autocensuro) che probabilmente dietro le loro spalle hanno anche una famiglia da mantenere, che non deve certo risentirne delle cavolate che hanno combinato. Carrefour mi ha dato un carnet di alternative di risarcimento “morale” per Alexander. Purtroppo però non credo di poterlo ributtare in una situazione fotocopia di un avvenimento doloroso così presto. Anche la terapista e la neuropsichiatra concorderanno con me che le cose gli vanno spiegate e vanno interiorizzate, lui ha i suoi tempi, che sono più lunghi di quelli di altri bambini.
Su alcune cose però sono irremovibile. Voglio il nome del fotografo. Voglio parlargli, anche via email, non mi interessa il contatto fisico. So che alla richiesta di una relazione scritta sull’accaduto (richiesta da Carrefour) sia lui che l’altro hanno dichiarato che “non si sono accorti di nulla di strano”. Ecco, io glielo farei, gentilmente, notare a posteriori, con l’aplomb che mi caratterizza.
Un’altra cosa che vorrei, al posto di qualsiasi risarcimento nei miei confronti, è che Carrefour indicesse una raccolta fondi per un’associazione di ricerca che si occupi di studiare l’autismo. Grazie al cielo, mio marito lavora come un mulo per garantirci uno standard di vita dignitoso, non ho bisogno di omaggi, buoni sconto o di richiedere risarcimenti. Mio figlio è un bambino più fortunato di altri. La sua voce è stata sentita anche se le sue corde vocali non l’hanno fatta uscire. E so che aiutare gli altri sarà una cosa che da grande lo renderà fiero. Come rende orgogliosa la sua mamma, ogni volta che si veste in arancione.

Non posso capire appieno come ti senti,ma solo immaginarlo. Comunque mi spiace molto per quello che è successo e spero che tu riesca a far cambiare qualcosa.
La dico tutta: non vi sembra strana tutta questa unanimità sull’accaduto? Dal racconto di Blackcat sembra di capire che il fotografo non si sia nemmeno accorto dei problemi di autismo del piccolo. E la frase incriminata dell’addetta carrefour: proprio tutti sicuri che non sia semplicemente stata interpretata “a senso unico”? E’ una donna che lavora tutto il giorno in mezzo alla gente; proprio sicuri che – forse – non intendesse dire una cosa diversa? Sento puzza di “vie facili” e di gogna pubblica… Forse è semplice sparare a botta sicura contro un grande marchio, visibile, “distante”, un po’ “lupo cattivo”… Proprio nessuno se la sente di accreditare quantomeno il beneficio del dubbio?
Infatti non mi sentivo di colpevolizzare carrefour. Nel senso che ho visto chi ad esempio ha fatto una vignetta del servizio di “accoglimento” carrefour per i bambini autistici (kannemuccah): ecco secondo me colpevolizzare carrefour era sbagliato. Diciamo però che è salutare metterle pepe affinchè stia ancora più attenta sulle “gesta” dei suoi dipendenti (temporanei o meno), questo sì.
Sono contento che siano stati cortesi e disponibili Barbara; Spero che da questa brutta esperienza ne possa nascere qualcosa di buono sia per te e alexander che per tutti i bambini e le famiglie alle prese con queste situazioni. Anche se i veri problemi non gli ha tuo figlio ma quelle persone che lo hanno trattata in quel modo. I diversamente abili sono loro. Che poi non serve perdano il posto di lavoro per forza (a meno che carrefour non abbia norme interne al riguardo), ci sono leggi apposite sulle discriminazioni. Magari un nastro di qualche telecamera posizionata nella zona la trovi.
Comunque penso che in questa vicenda alla fine tu possa trarne più amore che rabbia per l’accaduto. Se hai bisogno di qualche aiuto o info il popolo della rete è qui a tua disposizione
un nastro? ma come parlo..oramai siamo tutti digitali
Ciao Barbara – volevo aggiungere la mia voce al coro di solidarietà nei vostri confronti. Che ci sia gente cosi crudele che vive in mezzo a noi è una vera tristezza. Ma come si fa a trattare un bimbo di 4 anni in questa maniera???
Comunque che questo vergognoso episodio possa servire in fondo a fin di bene, come chiedi tu.
Un abbraccio a te e al tuo piccolo.
Sei una persona meravigliosa
Sei una persona splendida, ammiro la tua forza e il tuo modo di affrontare la vita, complimenti. Come molti, credo, ho scoperto il tuo blog in questi giorni grazie al passaparola via web. In bocca al lupo per tutto, continuerò a seguirti!
Mi fa piacere che sia stato proprio l’AD di Carrefour a parlare con te; forse, ora, le linee guida dei loro dipendenti e collaboratori su come trattare il pubblico verrano tenute in magggior conto. Tutto il pubblico, quello “normale” e quello speciale, speciale come tuo figlio o speciale in modo dei millemila modi in cui si può essere al di fuori della chimerica “normalità”. Nessun bottegaio (e questo è Carrefour, a conti fatti) trae profitto a trattar male i suoi clienti. Avevo paventato, come tanti altri blogonauti, una personale “grève du porte-monnaie” se non t’avesero filato. Sono contenta di leggere la loro disponibiltà a rimediare e ancora di più della dignità della tua reazione. I tre “poveri di spirito” che hanno scatenato questo cyberpandemonio avranno sicuramente il loro, dopo ‘sto circo di sicuro non daranno loro una medaglia; quel che mi duole è che la “claque”, ossia i genitori di altri bambini e gli altri adulti presenti che racconti aver sghignazzato alla scena, la passi liscia e beata. Sarebbe bastato che qualcuno avesse detto “Vergogna!” al fotografo e al grafico per fare sentire te e tuo figlio meno soli e umiliati. Che a questi insensibili, inverecondi, imbarazzanti ignavi fischino le orecchie, ora e sempre, nei secoli dei secoli…
Un abbraccio a te e a tuo figlio.
Volevo solo segnalare che domani la “carovana” cars sarà al Carrefour Marcon – Mestre – Marghera…..
non avevo il coraggio di commentare il tuo primo post. ero senza parole, piena di indignazione.
volevo farti i complimenti per la stabilità e la ragionevolezza e l’equilibrio.
tu e il tuo bambino avete proprio una fortuna reciproca ad avervi.
viva l’arancione! a.
felice che la rete abbia sortito il giusto effetto.
Un abbraccio ad Alex il tuo piccolo angelo
Ho letto. Mi ha commosso. Ho quasi pianto con alex e con te. Mi sono vergognata. Ribellata. E ora sono felice che in giro vi siano persone come te. Se posso esserti di aiuto non esitare.
Un abbraccio e tutta la mia stima per te e l’augurio di incontri magici per il resto della vita al piccolo Alex.
Loredana
Ho visto il video della tua intervista: hai chiesto che la rete rimanga in contatto per seguire insieme l’impegno che Carrefour si è preso.
Sei nella mia blogroll, …vegliamo insieme a te.
Gianluca.
E il minimo che potesse fare Amministratore ma non per questo giustificandosi del accaduto , e fare delle rivalse nei confronti dei dipendenti o dare una pacca sulla spalle e dire mi scusi signora .
Se non avresti dato comunicazione telematica del accaduto , nessuno di carrefour se ne sarebbe preoccupato visto che ai leso il loro breand e in quel caso fa differenza ,
Ciao Barbara, ho visto l’intervista, l’ho postata nel blog. Mi leggeranno anche solo in 4, ma perlomeno quei 4 adesso hanno un update


Selezionati da Disney, eh, i due? Due paroline gliele si dovrebbe dire anche a Disney… loro alla mia mail han mica risposto, ma d’altronde non avevo la mail proprio di DisneyPixar, e trovare una mail (non un telefono, io voglio la mail, che verba volant) anche solo del servizio clienti Italia sui loro siti è un terno al lotto.
Alla faccia della comunicazione, del cliente ha sempre ragione, della customer satisfaction… se manco ti danno modo di comunicare con loro! Grunt.
Restiamo in attesa degli sviluppi, cmq
Tanti abbracci
Cara Barbara, sto seguendo silenziosamente la tua vicenda. So che mi attirerò le antipatie di molti e forse anche la tua, ma ho una sensazione sgradevole quando vedo tanti commenti, che pur nella loro apparente benevolenza, malcelano un velo di ipocrita autocelebrazione dei buoni sentimenti. La solidarietà a parole è facile e fa sentire gratuitamente dalla parte dei giusti. Quelle che ti è accaduto è fin troppo normale, e statisticamente molti dei “solidali” che si strappano i capelli dall’indignazione non avrebbero mosso un dito al supermercato. Facciamo una statistica (me compreso che ho sempre la scusa della mancanza di tempo) quante delle centinaia di persone solidali a parole fa qualcosa di concreto per cambiare l’indifferenza ed il profondo senso comune della normalità? Quanti di tutti noi è mai stato, come volontario, in un reparto di oncologia infantile a strappare un sorriso ad un bambino od ad aiutare i loro genitori? Ciao Alessandro
Sei nella Scatolina e li’ troverai il link di un’altra madre piena di coraggio e talento che si preoccupa del futuro della propria specialissima figlia…
Un abbraccio.
Loredana
http://lascatolina.blogspot.com/
Concordo con entrambe le proposte…soprattuto quella per cui il fotografo venga messo davanti alla stronzata che ha fatto (e mi trattengo)
Cara Barbara e Alexander anche se non ci conosciamo avete tutto il mio appoggio morale. So cosa significa venire discriminati e riscontrare negli altri neanche la ben che minima empatia se non la voglia di umiliare e togliersi dalle scatole chi ha qualche difficoltà in più. A me succede anche con le Istituzioni italiane, che è tutto dire. Continua così, fai sentire tu la voce del tuo bambino che NIENTE ha di diverso e in meno degli altri bambini. Mi pare un’ottima idea quella del “risarcimento” a favore di un’associazione che studi l’autismo. Un abbraccio fortissimo, Valentina
ciao. premetto che non ho letto tutti i commenti quà sopra perchè sono di corsa e che magari rischio di dire cose già dette.
Mi fa piacere che tu sia contenta di quanto ottenuto con Carrefour e credo che l’idea della raccolta fondi sia più che onorevole.
Detto ciò, hai fatto benissimo a non tacere, averlo raccontato con una cassa di risonanza come internet che ha portato la cosa sotto gli occhi di tutt, forse è servita anche a chi l’ha letta a rendersi conto che spesso si può ferire un’altra persona anche solo con le parole.
Vi mando un abbraccio, a te e al tuo adorabile biondino.
sei una madre stupenda! ammiro la tua determinazione e il tuo tirare fuori le unghie per difendere il tuo bambino! un bacio al piccolo!
“…Come rende orgogliosa la sua mamma, ogni volta che si veste in arancione.” …mi sono venuti i brividi…
Devi essere una persona meravigliosa, sii orgogliosa di te stessa.
Sono arrivato qui per caso e ora me ne vado con qualcosa in più (e con qualche lacrima in meno). GRAZIE!
E ora ti ho postata.
Anzi…Raccomandata!
Ciao.
Loredana
http://lascatolina.blogspot.com/
Rinnovo il mio sdegno per l’accaduto, ed ovviamente i miei saluti ed un enorme in bocca al lupo al tuo bambino.
Probabilmente e’ vero, Carrefour non ha colpe dirette nell’accaduto, ma e’ altrettanto certo che i colpevoli devono pagare per il loro comportamento.
Ciao,
ho appena visto l’intervista che hai lasciato su sky24
prima di ciò un minimo di dubbio, specialmente dopo che era uscita la voce di una possibile bufala mi era sfiorato. Ora guardandoti in faccia, mentre parli così della piccola diversità di tuo figlio, non posso far altro che abbracciarti forte e darti tutta la mia comprensione! Sei una grande madre ed i tuoi bambini sono molto fortunati ad averti! Spero che la la cosa brutta che vi è capitata alla fine porti a tutti delle cose buone, e su questo non ho dubbi vedendo la tua forza!
Brava! Martina
Complimenti per il coraggio che hai dimostrato.
Molte amiche che avevano espresso dei dubbi sul mio blog sulla storia, fra l’ altro per sentito dire, si sono ricredute.
Il brutto è che purtoppo è tutto vero!
Baci
Laura
Barbara, ho riportato la tua lettera a Carrefour sul mio blog.
Coraggio…
Mamma mia ma in che cavolo di mondo viviamo!!!!!!
ho sempre + paura di tutto … come farò con la mia piccola che tra poco nascerà ( sono 8°mese)!
tutto quello che è successo è terribile davvero!!
Spero vivamente che tuo Figlio riesca ad uscirne!!
continua così!!!!
un bacio e un abbraccio
Marilena
Spero che quando sarà grande possano aver fatto dei grossi passi avanti negli studi sull’autismo…
E spero che Te, risuciendo a parlare con i signori in questione, possa far capire loro l’enorme cazzata (scusami) che hanno combinato…
Sei una GRANDE MAMMA!!!
ad maiora
Ciao Barbara.. ho letto con un po’ di disgusto (ovviamente riferito al fotografo scandalosamente ignorante!) quanto successo.. e da italiano un po’ me ne vergogno.. tu e il tuo Alex (siamo anche omonimi vedi eheh) non avete nessuna colpa… anzi.. da quello che leggo vedo che sei una mamma fantastica e son sicuro farai passare velocemente questo piccolo trauma al bambino.. come vedi, il web è una realtà più forte di quanto immagini.. in pochissimo la tua storia è stata letta e commentata da tantissime persone che hanno potuto dire la loro e soprattutto alzare la voce contro certe persone ignoranti che purtroppo ci sono nel nostro paese. E l’ignoranza si sa, non è mai una giustificazione, per nulla. Come scritto poco prima da “geppo”..anche io ti dico “Sei una grande mamma!!” ..
un abbraccio
ma che te frega se qualcuno non ci crede? perdi tempo mia cara, non devi convincere nessuno tranquilla.
tornando in topic e te credo che non volessero insabbiare si sarebbero dati la zappa sui piedi da soli…. ma continuiamo a pensare positivo e a credere nelle loro buone iniziative ! un bacio
In risposta al commento 116 di Alessandro Stagni:
“La solidarietà a parole è facile e fa sentire gratuitamente dalla parte dei giusti. Quelle che ti è accaduto è fin troppo normale, e statisticamente molti dei “solidali” che si strappano i capelli dall’indignazione non avrebbero mosso un dito al supermercato. Facciamo una statistica (me compreso che ho sempre la scusa della mancanza di tempo) quante delle centinaia di persone solidali a parole fa qualcosa di concreto per cambiare l’indifferenza ed il profondo senso comune della normalità?”
Sarebbe opportuno che ognuno parlasse per se senza mettere in mezzo persone che non conosce!
Conosco molto bene cosa significa avere un figlio speciale. Conosco le difficoltà e i problemi quotidiani a cui si va incontro a causa dell’ottusità del “vicino di casa” o all’educazione di comodo che alcuni genitori danno ai propri figli e che è causa di risate e risolini anche tra bambini. Nella testa la parola “SCEMO” riferito alla diversità non ci entra da sola. Questi sono solo alcuni dei problemi che affrontiamo nel quotidiano.
“A parole è facile” è l’ultima cosa che serve qui. Per capire questo semplice concetto non dovrebbe servire una laurea. Invece ci aggiungi anche: “facciamo una statistica… quante delle persone…”. Questo si che serve! Complimenti!
Scusa cara mamma, ma il tuo perdono non serve a niente.
Se in giro ci sono personaggi del genere è anche colpa di gente come te che osa passarci sopra quando commettono angherie.
Fatti dare i nomi dai signori del carrefour, consulta un avvocato e, se ci sono gli estremi, denuncia chi ha fatto male a tuo figlio (hai detto che l’episodio è da codice penale, no? Hai detto che hai dei testimoni, vero?).
Rovina loro e le loro famiglie(che probabilmente saranno della stessa pasta), se non lo fai non preservi la gente per bene come te.
Se non lo fai queste persone la notte dormiranno bene lo stesso, e potranno comunque fare del male agli altri in futuro.
Poi fai come vuoi. Un abbraccio e buona fortuna
Sono un fotografo (ma lavoro in un altro campo) e sono anch’io sconcertato dalla maleducazione di quel signore (se così si può chiamare) che si spaccia per un “collega”: hai la mia solidarietà e ti sprono ad insistere perché ti dicano il nome dell’incivile, così lo faremo apparire bello evidente in tutti i blog possibili.
Magari riusciamo a farlo pentire d’esser stato così scortese: una pubblicità negativa colpisce più forte di una positiva. Ricordiamocelo!
Un bacio al tuo piccolo Alexander
Ciao Mamma Gatta,
ti scrivo per segnalarti che anche nel mio piccolo orticello ho fatto riecheggiare il fattaccio di cronaca che ha visto te e soprattutto il dolcissimo Alex come protagonisti.
Questa signora ha voluto partecipare anche lei alla cosa, divulgando sul suo blog la notizia: http://fiordicactus.splinder.com/post/18473587/Dei+cosidetti+%22normodotati%22
Ciao e un bacione al biondo e alla perla di casa!
Sei grande! Nella tua dignità, pur nel grande dolore di vedere tuo figlio soffrire per l’ ignoranza e insensibilità delle cosidette persone “sane e normali”.
Un infinito abbraccio a te, ad Alex e a tuo marito.
Antonella
Barbara, volevo solo dirti grazie. Perché penso che tu sia la persona con più dignità che io abbia mai incontrato, seppure solo attravero un blog. Tuo figlio, tuo marito, sono due maschietti fortunati.
Gentile Barbara,
sto seguendo la vicenda di suo figlio e vorrei aiutarla con i canali di comunicazione che sono a mia disposizione come collaboratrice del quotidiano La Stampa. Se lo ritiene opportuno, mi contatti pure all’indirizzo e-mail mariagiovanna.ferrante@gmail.com.
Un caro saluto al suo bimbo. Mariagovanna
Barbara, hai tutta la mia stima. Avanti così. Ora posto l’aggiornamento anche sul mio blog.
Un bacio al piccolo.
Sono contenta per i risvolti,ma anche molto dubbiosa a proposito.
Per giorni nessuno si è degnato di chiamare o quanto meno di farsi spiegare a grandi linee l accaduto.
Di colpo a pochi giorni dall inizio di Striscia la Notizia,han deciso per la linea di perbenismo.
Mah…nel contesto cara Barbara se tu sei felice del risultato ottenuto…di conseguenza lo sarò anche io.
Spero solo sia giunta a più gente possibile il tutto,anche perchè tu hai avuto il corraggio di metterci tutti al corrente…c’è gente che non ha questa forza e determinazione.Io rimango dell idea che tutto il mondo sappia…e unico canale per farlo era Striscia.Ci sono purtroppo troppe persone che prendono tutto alla leggera con totale non curanza dei danni che possono fare in giro.Un abbraccio a te e al piccolo cucciolo
Cara Barbara, a volte per gli errori di uno paga anche chi è innocente.
Denunciali, e fregatene delle loro famiglie, hanno fatto del male a tuo figlio, e non è giusto che la passino liscia.
Tutti sono grandi finchè restano impuniti, e visto che in questo caso ci vorrebbe “Giustizia Sommaria” o per così dire “Fai da Te”, ma passeresti dalla parte del torto, usa i mezzi legali che la legge mette a disposizione.
la vicenda l’ho pubblicata anche su tutti i siti delle associazioni e miei personali per dare massimo rilievo a questa vicenda vergognosa.Inutile dire a te Barbara cosa mi è passato per la testa mentre leggevo……ma la rabbia è stata davvero tanta. Credo tu sia una persona estremamente altruista e comprensiva, soprattutto nel momento che leggo le tue considerazioni a posteriori, riesci persino a preoccuparti del lavoro di quei poveretti e non è da tutti credimi. Non so se al posto tuo avrei tanto coraggio, ma sappi che sono molte le persone che vi sono vicine, molte più di quelle che potete immaginare. Io sono tra quelle e se tu o Alex aveste mai bisogno sarei a vostra completa disposizione.
Bacioni
Bri
La mamma è forte e, oltre ad evere delle larghissime spalle come abbiamo noi tutti potuto leggere ha adottato o meglio ha tenuto un comportamento a dir poco esemplare.Conosco bene sia la sindrome che i nervi e vi assicuro che, viaggiano a fior di pelle. Il tutto dovuto chiaramente alle quotidiane prove che queste persone mettono davanti alle persone meno fortunate,anzi,alle persone diversamente fortunate.LA VITA è GIà DI PER SE UNA DURA PROVA…..
e quando qualcuno è costretto da questa, a doverne affrontare delle altre sarebbe buona educazione non presentargliene delle altre! Il bambino crescerà e cambierà (futuro) ma fare in modo che cresca con una qualsiasi forma di odio verso chiunque altro è la peggior cosa che gli si possa fare!
sono commosso dalla Sua dignità di madre, di essere umano e di cittadino. Cose che non hanno prezzo. Nemmeno per Carrefour.
Sappia Carrefour, come già successe ad Esselunga (episodio della Donna affetta da cistite cronica, lasciata urinare sul posto di lavoro) che avete perso un cliente. Mi considero un puntino nell’umanità, ma non per questo non ho la forza di oppormi alle cose che fanno marcire, ogni giorno, il pianeta.
Perciò a meno che Carrefour non aderisca all’iniziativa della signora e raccolga fondi per un’associazione che aiuta i bambini Down, non metterò MAI piede nel suo punto vendita. Conta poco? Si’, ma e’ qualcosa.
Un abbraccio a voi
@ Alessandro Mirri. A parole è facile? Si! A parole è fin troppo facile. E sinceramente mi interessa poco avere la benevole comprensione della comunità. Di persone che si strappano i capelli sotto l’effetto della commozione mediatica collettiva è pieno il mondo. Se le mie “parole” sono servite a far riflettere uno solo dei “commossi”, a fargli ammettere che la radice dell’indifferenza e del pregiudizio è dentro ciascuno di noi, e maggiormente in tutti quelli che non sono costretti dalle circostanze a combattere i tabù sociali della “differenza”. A far riflettere sul fatto che, forse, al Carrefour non avrebbero proferito parola, imbarazzati, avrebbero guardato dall’altra parte e che forse dovremmo avere il coraggio di dire: “scusaci Barbara, al Carrefour c’eravamo anche noi. Invece molti dei commenti (alcuni elargiti senza neppur aver letto le osservazioni di Barbara) che ho letto in questo ed altri post, sembrano più soddisfare più la necessità di confermare i rituali dell’appartenenza alla comunità dei nobili cuori, che apportare vera solidarietà. Scaricarsi la coscienza tenendo la realtà a debita distanza, occultato, stigmatizzato, senza accettarne il ruolo e l’importanza. Che tutti si guardino dentro e smettano di fare gli eroi virtuali, ammettano almeno di non esserlo. Il riferimento alla statistica, poi, che tanto risentimento ha suscitato, fino a sottintendere i limiti della mia cultura accadamica, era chiaramente destinato ad escludere dal messaggio le persone che concretamente, volenti o nolenti, agiscono. Per quanto riguarda il caso di Barbara, fa bene a dargli eco e spero sinceramente che tutto questo gli serva per lo meno ad avere Giustizia
Barbara, io volevo dirl GRAZIE! Ho visto la sua intervista, conoscevo la sua storia e l’evento accaduto. Vedere una donna coraggiosa e comabattiva come lei mi da speranza nel futuro.
Un abbraccio forte ai suoi bimbi.
Con stima assoluta
Daniele il Rockpoeta
Ti sono vicino, virtualmente e moralmente. Qualsiasi campagna tu intenda avviare, qualsiasi supporto di cui tu abbia bisogno, avvisami: sarò dalla tua!
Saluti, Ciccio
http://www.cicciogianquinto.com
Ciao Barbara, ho saputo solo da pochi giorni quello che è successo a te e ad Alex, sono ancora inorridito. Abito da quelle parti e spesso mi capita di andare al Carrefour. Sono felice che qualcosa si sia mosso, sebbene questo non sia che una consolazione magra in vista del recupero di Alex. Ma con una mamma come te, ce la farà di sicuro. Sono a tua disposizione, vi abbraccio forte.
Che mondo! sono vicino a te, conosco il mondo dell’autismo perchè mia figlia è una psicologa specializzata nei problemi dell’autismo e conduce ricerche nel campo, riesce ad ottenere risultati in quanto nel suo lavoro ci mette il cuore, l’amore, l’affetto e la scienza. Tu sei una grande mamma.
Il cantastorie errante
Carissima Barbara,
mi chiamo Alessandro Martinelli e sono dipendente presso il Carrefour di Assago.
Sono anchio papà e comprendendo il tuo grande dolore ti sono fortemente vicino abbracciandoti forte.
Ti chiedo di visitare il sito http://www.uiltucslombardia.net dove io, insieme al Segretario Organizzativo siamo i moderatori del forum “Vita in azienda”, ti ho dedicato un topic apposta.
Abbiamo anche deciso di scrivere un articolo sulla tua storia sul nostro giornale “Area Sindacale”.
Rinnovandoti la mia grande solidarietà nei tuoi confronti, ti abbraccio sperando un giorno di potere interloquire personalmente.
Un caro saluto,
Alessandro Martinelli.
alessandromartinellionline@hotmail.it
(Membro del Direttivo Provinciale e Regionale U.I.L. Tu.C.S. Lombardia.)