Ricordi, te lo dicevo l’altro giorno.
Ci si incrociava, per il paese, e su Facebook. Ridicolo no? Chattiamo la sera tra noi e la tua splendida morosa, e poi ci si incontra mentre porto il bambino all’asilo. Voi solari. La casa nuova, tu che ti lamenti che “cazzo, non sono ancora entrato e già pago bollette”, la Croce Bianca, i casini della sede, le votazioni… e poi, è una mattina qualsiasi, e ricevo una chiamata.
Che non ti sei svegliato. E ieri sera eri ancora qui, a qualche metro.
Che il tuo cuore abbia smesso di battere a 29 anni, non è giusto, Ste. Non è giusto.
Ti voglio bene, amico, e spero di poter dare ancora un sorriso a Sara e alle tue splendide sorelle. Ciao, Stefano. Ci manchi.