Che merda questa vita…
Ricordi, te lo dicevo l’altro giorno.
Ci si incrociava, per il paese, e su Facebook. Ridicolo no? Chattiamo la sera tra noi e la tua splendida morosa, e poi ci si incontra mentre porto il bambino all’asilo. Voi solari. La casa nuova, tu che ti lamenti che “cazzo, non sono ancora entrato e già pago bollette”, la Croce Bianca, i casini della sede, le votazioni… e poi, è una mattina qualsiasi, e ricevo una chiamata.
Che non ti sei svegliato. E ieri sera eri ancora qui, a qualche metro.
Che il tuo cuore abbia smesso di battere a 29 anni, non è giusto, Ste. Non è giusto.
Ti voglio bene, amico, e spero di poter dare ancora un sorriso a Sara e alle tue splendide sorelle. Ciao, Stefano. Ci manchi.

No, 29 anni non è l’età giusta perchè un cuore smetta di battere così, da un momento all’altro.
Un abbraccio.
e silenzio.
mamma mia che notizia! è una di quelle che fa male e fa tanta rabbia!
Ho pubblicato un post su di te…mi dispiace per la tua perdita, so cosa si prova.
http://cenerentolaemorta.blogspot.com/
ti seguo sempre, mi piace il tuo blog.
io ho avuto un cancro e sono ancora in cura… non ho 29 anni ma pochi di più. Ringrazio ogni giorno per esserci ancora ma sono cosciente del fatto che la vita è veramente una merda e non ci meritiamo quello che ci capita.
ti sono vicina.
Mamma che notizia!
In questi momenti le parole servono meno del silenzio.
La vita non ci appartiene, ma è un dono da custodire e glorificare istante per istante.
E’ un dolore perdere chi si ama, specie se si è fatti tanti progetti insieme per glorificare il nostro dono che è la vita.
Non capiamo… è inutile sforzarci… non capiamo perchè!
Guardo la sua pagina, i messaggi degli amici, quelli di Sara, delle sorelle. Li guardo e piango, vorrei essere capace di scrivergli qualcosa, ma mi sembra quasi di violare uno spazio. Oggi son passata davanti alla sede, e ho visto un altare, con le nostre bandiere, quelle del comune e la sua foto. Mi è di nuovo crollato un mondo addosso.
La mia età. Non è giusto…
La settimana scorsa un’amica ha perso la sorella… 15 anni. La vita è davvero una merda!
un abbraccio.
mi dispiace tanto.
Per poter comprendere il dolore nella totalità del suo significato c’è un solo modo,provarlo sulla propria pelle.
La vita di mia figlia è cambiata nell’arco di pochi secondi,il suo ed il nostro grande dolore è stato condiviso con tutti i familiari delle altre 117 vittime e,dal quel terribile 8 ottobre non abbiamo mai smesso di soffrire,nel nostro cuore ci sarà sempre un posto per chi soffre.
Un tenero abbraccio.
Ornella nonna di Viola
no gioia la vita non e´una merda non abbiamo il diritto di vederla cosi. La vita e´una cosa bellissima da assaporare in ogni attimo, anche se davvero tante volte non la capiamo.Il tuo amico ha dovuto lasciarci troppo presto perche probabilmente aveva un impegno piu importante da qualche altra parte Almeno io la vedo cosi
Un abbraccio fortissimo
Cara Maria,hai già avuto la fortuna di perdere un figlio?
Pensala pure come vuoi ma abbi il buonsenso di non esprimere ad voce alta il tuo pensiero.
Ai disegni divini normalmente danno una giustificazione chi non li ha mai vissuti in prima persona.
Evitiamo di prenderci in giro,stiamo con i piedi per terra.
Mi auguro con tutto il cuore che mai, dico mai,un giorno la mia nipotina che non ha avuto la gioia di conoscere suo papà,si debba sentir dire che lui aveva un impegno importante in un altro luogo,sarebbe una falsità solenne.
E non dirlo mai neppure a mia figlia che è rimasta sola a 28 anni con una bimba di undici mesi.Non credo più alle favole da molti anni,mio genero aveva trent’anni e tutto il diritto di vivere su questa terra.
Ti pregherei di non esprimere il tuo pensiero a chi soffre non saresti di grande aiuto.
Ornella
OT: scusa, so che non è il post adatto ma non sapevo come contattarti in privato.
Nel numero 766 di Internazionale (in edicola fino a giovedì) c’è un articolo di Jeffrey Goldberg (pag. 50) in cui si fa riferimento al libro di Marco Iacoboni, un neuroscienziato italiano direttore del Laboratorio di stimolazione magnetica transcranica dell’Ucla. Il libro si intitola “I neuroni specchio, come capiamo ciò che fanno gli altri” edito da Bollati Boringhieri 2008 in cui si spiega il “collegamento tra autismo e cattivo funzionamento di questi neuroni”.
Non so se ti sia utile ma ti ho pensata.
Un abbraccio
…lo avevo già detto nel mio messaggio di prima.
Non capiamo e non possiamo capire.
Ogniuno rimane, in un attimo di debolezza, nelle sue personali comprensioni dettate dall’umana struttura della nostra mente. Chi ama la vita perchè ha i suoi personali motivi, chi invece pensa sia crudele perchè ha avuto una triste esperienza.
Non esiste chi ha ragione… non possiamo capire… ogni tentativo è vano!
Solo un abbraccio, probabilmente inutile, ma sentito.
Troppo spesso ciò che capita è così drammaticamente più grande di noi che ogni tentativo di comprensione travalica le nostre possibilità, siamo costretti ad accetare e basta, continuando a vivere, ed a sperare, sperare di essere risparmiati dal dolore, almeno da alcuni, per non oltrepassare la soglia dell’ annichilimento…”non può piovere per sempre”…ma a volte siamo così inzuppati che non ci sembra possibile!
Take care.
Ad Ornella
Un abbraccio in silenzio, a volte sarebbe la cosa migliore.
Specialmente visto che CI leggiamo solamente e non tutti lo scrivono cosa passano.(Conosci Maria forse?)
O hanno passato.
Scusami Cat, per non essere stata in silenzio.
Vale molto un abbraccio,riesce a farti sentire meno sola,ha molto più senso un abbraccio che tante parole dette ma non ponderate.
La nostra forza sono stati gli abbracci sinceri,i gesti dettati dal cuore che ci hanno dato la forza per continuare a sopravvivere.
Un affettuoso grazie sincero
…
Lei aveva 25 anni, lui poco piu’ di 30. Un banale incidente li ha portati via. Insieme anche nel loro ultimo viaggio.
Si, la vita è una merda. Ti capisco benissimo.
Nina
…è il tuo silenzioso rispetto per tutte le persone che soffrono?
Se l’ho interpretato bene,ti ringrazio con affetto.
Ornella
Mi è davvero piaciuto il discorrere su un tema spinoso come la morte, che si è fatto qui. Ora, per rispetto al grande Stefano, chiudo i commenti, sperando non me ne vogliate.
Torno a scrivere, ho visto che Paola e Valeria sono tornate in rete. E a loro vanno tutte le mie “attenzioni” per strappare anche un solo sorriso.