Il mio handicap è più bello del tuo
Mi domando, quale logica ci sia dietro l’attribuzione dei sostegni a livello delle singole scuole parificate. E’ una domanda la mia, non è (ancora) una polemica. Mi spiego meglio. A parità di “necessità” delle famiglie, è più corretto dare maggiore sostegno a chi ha un 80/90% di possibilità di pieno recupero e garantire uno status più che dignitoso a chi ne ha il 5%, o è più etico e corretto aiutare solo il più grave lasciando l’altro al minimo sindacale ed abbassando contestualmente le sue possibilità di avere un futuro di individuo che non grava sulle spalle dello Stato?
Ha senso definire “fastidioso” un bambino con handicap mentale, e “comodo” uno motorio associato ad apatia? Il bambino autistico che è in grado di deambulare e reagisce agli stimoli ha meno diritti di un bambino con lesioni cerebrali non risanabili che non cammina? E non parlo di aiuti motori, eh, ma di sostegno educativo.
Così, tanto per lanciare il sasso. Che se le cose vanno come penso io, con il 2009 faccio un casino che farà rimpiangere la signorina scema del supermercato.

Considerato che una persona che conosco, il cui figlio ha la sindrome di down, si è ritrovata a dovergli far subire diverse volte nel corso della vita le visite mediche di controllo, perchè il ragazzo, ora un uomo adulto, era capace di allacciarsi le scarpe da solo(é solo un esempio, sa fare anche molto altro ed è in assoluto più sveglio lui di tanti normodotati di mia conoscnze… me compresa!)
Nel senso che siccome la madre si era fatta un mazzolino tanto per crescerlo, e per fortuna o per bravura il ragazzo era abbastanza autosufficiente, ecco allora ogni tanto, lettera dall’ente di previdenza sociale, con il tono del: scusi, suo figlio è sempre down?
E non credo che serva molta fantasia per capire che per il ragazzo era umiliante, santa polenta…ops!
Ecco ho idea che vista l’ignoranza… ci sia di che preoccuparsi.
Spero tanto di sbagliarmi e che visto che sono passati anni da quel caso, le cose siano migliorate, me lo auguro, e VE lo auguro di cuore.
Per quel che so io i criteri sono diversi e di solito si concentra nei primi gradi di scuola, in modo che possa essere piu’ utile. Ma il tutto a seconda delle situazioni, che sono sempre in aumento, anche grazie al fatto che tanti anni fa nei casi di handicap piu’ gravi le famiglie a volte rinunciavano a percorsi educativi e invece ora, per fortuna, non è piu’ cosi’.
. (scusa gli accenti/apostrofi, scrivo con una tastiera tedesca che mi crea qualche problema).
Io ho lavorato (e per certi versi lavoro) a lungo nel sociale e posso solo dirti che per le famiglie è molto difficile essere obiettivi sulle scelte dei servizi, che pero’ molto spesso si basano su criteri prestabiliti e codificati anche per essere corretti verso tutti i bambini che hanno bisogno del sostegno. Poi sono certa che esistano casi di operatori meno bravi di altri o di criteri non condivisibili. Io comunque non credo che scatenare un casino sia sempre un buon modo di risolvere i problemi. (nell’altro caso si’ eh
quella faccina con la risata isterica è venuta fuori da sola, eh
Elena, io son d’accordo con te che sia difficile, ma mi domando, ha senso insistere a fare fisioterapia a una gamba amputata? Perchè, ahimè, è di un paragone non molto dissimile di cui parlo…
A volte anche casi “disperati” rispondono agli stimoli ed hanno minime, ma importanti, per la loro qualità di vita, capacità di recupero. Il sostegno scolastico non è comunque una terapia, è solo un supporto. Spero che ti sappiano dare i chiarimenti che cerchi rispetto ai criteri utilizzati per attribuire le ore..
Ma si, Elena, indubbiamente. Però ti rinnovo la domanda, è sensato fare fisioterapia a una gamba amputata? E se vuoi capire le motivazioni delle 4 ore contro 8, le trovi nel post. E’ questione di “fastidio”…
la fisioterapia non la fai alla gamba amputata..ma al pezzo di gamba che rimane.
e in ogni caso…no, il bambino apatico non ha _più_ diritti del tuo, ha esattamente gli stessi diritti, perchè altrimenti saremmo a Sparta con le rupi
se poi la questione è che le maestre hanno il culo pesante, bè..hai assolutamente ragione…ma solo in quel caso
CIao,
credo tu abbia toccato un tasto di quelli che si trascinano da secoli senza una soluzione, anche perchè le soluzioni cambiano a seconda delle società che le adottano. A Sparta la soluzione era la rupe, da noi per fortuna è diversa.
La legge italiana (104/92, art 3) dice che “la persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative”.
Io lo interpreto come “si deve fare fisioterapia a chi ha la gamba amputata, ma non con l’obiettivo di correre” (però rendo onore a Pistorius!).
Quanto poi questo trovi applicazione pratica nella tua scuola ovviamente non mi è dato saperlo.
Davanti a te non hai solo il compito di “fare un casino”, ma quello di far fare una presa di coscienza a chi ti circonda, come hai fatto con la vicenda Carrefour, ma soprattutto quello di far stare bene il tuo ometto.
Non mollare, sei tutti noi!
Buone feste.
Ciao, Paolo.
Chi ha possibilità di crescere DEVE essere aiutato, anche se è “scomodo”. La scuola serve a questo! il quesito che poni è difficile, e mi ha messo spesso in difficoltà, confresso.
Vi ringrazio di tutti i pareri che mi avete espresso. Ammetto, che dopo qualche giorno mi è sbollita la rabbia, per lasciare spazio a una fredda lucidità. A gennaio PRETENDERO’ che a mio figlio venga dato ALMENO lo stesso trattamento dell’altro bambino. Non esiste che venga tolta ad Alexander la possibilità di migliorare in tempi più brevi ed in maniera più consistente perchè suorX e suorY son più comode a far passeggiare per due metri il bimbo che si muove male, piuttosto che star lì ad insegnare ad Alexander i colori e le forme. Cazzo, almeno la parità. Altrimenti, povere loro…