Mamma, webmaster e felide bastarda.
Quando i gatti si incazzano…
Primary school, originally uploaded by Black Cat.
Ah, dimenticavo. Tanto per gradire, ho fatto una amichevolissima e gentilissima chiaccherata con la Superiora. Le ho esposto le mie ragioni, colloquiando in maniera molto amabile, e restando certamente aperta a mille altre alternative che la scuola potesse offrirmi.
Da oggi Alexander si ferma a scuola sino alle tre.

questa è una notizia stupenda
felice siano stati trovati i fondi per l’insegnante di sostegno
un bacio ad Alex
Volga, in realtà i fondi ci son sempre stati. E’ che erano distribuiti tra i due casi in maniera non equa. Ho minacciato di rivolgermi in alto e misteriosamente l’equità è stata ristabilita in un istante. Tsè
Personalmente, quando capitano ‘ste cose mi incazzo ancora di più.
Poi, però, godo come un riccio!
E al solito, non credo di essermi spiegata (ma me ne accorgo sempre con un secondo di ritardo).
Mi incaxxo di più, perchè non è possibile che loro “ci provino” sempre. Se uno sta zitto, bene: se la cavano.
Se invece uno insiste, e si batte per far valere i propri diritti… urca. Tocca abbassare le orecchie e dargli soddisfazione. Tanto di solito è 1 su 1milione.
Quindi, in seguito, godo per quel che riesco ad ottenere.
Non so se son stata più chiara… Aiuto.
Cat, questa è la cosa che ha fatto incazzare di più anche me. A prescindere che quando ho sentito la frase “perchè tuo figlio dà fastidio, potendo deambulare autonomamente, l’altro no” mi si è materializzata davanti la signorina del Carrefour e parevo un toro alla corrida, la cosa squallida è che devi per forza MINACCIARE ritorsioni tramite i media per avere ciò di cui ho diritto. Ma se io fossi stata una mamma meno “scafata” e non avessi detto “O pari trattamento o le mando la Rai” perchè mio figlio non avrebbe dovuto fruire delle sue ore di sostegno? Veramente è uno schifo, ancor più vista la direzione religiosa dell’istituto che tanto predica la carità cristiana. Se non fosse per le sue insegnanti laiche, che sono due miti, col cavolo che arrivavamo ad un dunque (perchè in tutta questa storia, ho avuto grande sostegno da loro
)
Guarda, sono senza parole. Perché non solo ti fai tu un gran culo mostruoso 24 ore al giorno con il lavoro, i bambini, la terapia, ma poi ti tocca sprecare incazzature ed energie per queste beghe meschine.
E meno male che non te lo fai passare sopra (ma eri così combattiva da sempre di tuo, o ti è migliorato dopo con i figli? Che io mi chiedo sempre perché sono tanto remissiva e mi incazzo solo in privato).
L’altra domanda, ovviamente, è perché sento dire da tutti che nei nidi e negli asili in Italia i bambini devono essere ritirati alle 15. Qui li tengono fino alle 18:30, è vero che nessuno o quasi ce li manda per 5 giorni, ma se uno lavora cosa dovrebbe fare secondo loro?
Mammamsterdam, guarda, son sempre stata una rompiscatole combattiva, solo ora ho canalizzato le mie forze in una direzione e magari lascio passare più altre cose a cui prima davo (troppa) priorità. Secondo me gatti neri appesi ai maroni, bisogna nascerci

La domanda degli orari è spinosa. Cioè, l’orario regolamentare qui sarebbe sino alle 15,45, però per motivi organizzativi (Alexander potrebbe risentire della confusione dell’uscita di un centinaio di bimbi in massa e non potrebbero seguirlo bene) lo recupero alle 15, così sono anche in tempo per correre a Pavia a fargli fare terapia. Per i genitori che lavorano, si può lasciarli, dietro pagamento di una miniretta supplementare irrisoria, sino alle 17,45. Diverso è il nido. Lì o li recuperavi all’una o dalle 16 alle 18,30. E chi lavora deve arrangiarsi con le numerose signore che ti aiutano a prendere i bambini e te li tengono a casa loro sino alle 19. Qui in paese son numerose, affidabilissime e referenziatissime
nella scuola materna frequentata dai miei figli alle 16.30 te li mettono sul marciapiede