Dio in terra
Davvero non capisco che tipo di segatura risieda nel cervello di alcune persone. Son giorni che litigo qua e là con individui mai visti, frequentati virtualmente o realmente, che commentano le mie esperienze personali come errate e dannose.
Mi spiego meglio. Se in una discussione aperta a tutti mi inserisco portando la mia personale opinione, basata sui fatti a me accaduti, immancabilmente sono la voce fuori dal coro seppellita dagli insulti.
Ma oh? Come vi permettete di dire che tratto male i miei figli?
Poi ne parlerò di questa cosa, del fatto che il mio parlar bene di un istituto di psicoterapia privato che mi sta aiutando in maniera estrema, mi ha fatta bollare come estremista pro manicomi ed emarginatrice dei disabili, o del fatto che aver portato una voce positiva nei confronti di un’agenzia pubblicitaria mi abbia messo su il cartello di madre che non dà amore e affetto ai figli.
Ma andatevene un po’ affanculo, va.

Anche a me oggi nel mio blog hanno lanciato la battuta se per le mie idee mi dovessero togliere i figli…che fare ? Io davanti a certi comportamenti preferisco stare zitta. Del resto io sto bene, i miei figli anche e anche mio marito (tutti con gli alti e bassi tipici della vita). E quindi mi devo arrabbiare per chi ?
Non prendertela perchè più te la prendi più si attaccano!
Ti consiglio di leggere I Quattro Accordi di Don Miguel Ruiz (non è un prete..)
Ma come si permettono di giudicare?
Ho imparato a capire che la gente mette nelle parole che vengono scritte una buona parte di significato che gli deriva da esperienze prsonali e che nessuno capisce cosa scriviamo al 100% (Pirandello Docet). Il potere della parola è anche questo, ed è un’arma a doppio taglio.
Mettici poi che tutto diventa più semplice da dietro un monitor… soprattutto giudicare.
Ma guarda, se passassero anche una sola settimana delle tue, scommetto che poi starebbero zitti e zitti bene. A volte – spesso – si parla perchè si ha la bocca o una tastiera sotto le dita.
Ed è ovvio che esprimere opinioni e avere una visibilità comporta l’essere il bersaglio inconsapevole di cento cazzari.
Vai tranquilla, stai facendo le cose giuste, per te, per i tuoi figli e per la tua famiglia. Sono giuste perchè le avete decise tu e Tony e va bene così, non deve esserci altro da aggiungere. E fine della discussione.
L’ultima frase è quella che meglio sintetizza lo spirito che serve.
Bah, la gente parla perchè non ha un cazzo da fare.
Io passo da despota perché pretendo che i bambini vadano a letto alle otto e mezza.
Il fatto che debbano svegliarsi alle sei di mattina passa in secondo piano, così come il fatto che io arrivi a casa alle sette e tre quarti e in 45 minuti riesca a mandarli a dormire per consentire loro di dormire quanto più possibile.
Lascia correre, anche mandarli a fare in culo è tempo perso.
lasciali parlare gatta…. sono solo degli stupidi che tranciano giudizi su cose che magari non hanno mai provato sulla loro pelle…
e però che noia ‘sta categoria di perfetti genitori (con i figli degli altri) perfetti cittadini (con le magagne degli altri) perfetti censori (con gli errori degli altri).
Mandali tutti, nessuno escluso, a quel paese. Non serve a far capire, ma a sfogare le incazzature. E basta, su: impariamo tutti a non tranciar giudizi con l’ascia!
Poi, sicuramente il mio non è un consiglio saggio e adulto, ma con 1/100 delle difficoltà che tu vivi quotidianamente, mi sento solo di doverti tanto rispetto e ammirazione. Tutto qui
Quoto lalaura. Se dovessero affrontare un decimo delle difficoltà che affronti tu avrebbero sicuramente già imparato a non giudicare e a stare zitti. Se ancora parlano a vanvera evidentemente è perchè la segatura in testa gli prude o devono dare aria alle carie.
Se ti serve a sfogarti, racconta e poi mandali affan**lo, ma se ti accorgi che il ripensarci ti tira via energie e basta, vatti a fare un giro ai giardini coi tuoi meravigliosi bimbi e strafregatene: il mondo è pieno di teste da portone.
Un abbraccio
Sai che c’è? C’è che giovedì ho incontrato una donna che ha una figlia meravigliosa, una nipotina nuova di zecca e un figlio speciale. Una donna che ha un’attività in proprio, come te, e che si è portata suo figlio speciale in trasferta con sé.
Sono stata orgogliosa di vederla in teatro in tenuta da gala, con suo figlio accanto a sé in prima fila, in un ambiente dove tutti si rivolgevano a entrambi con allegria e rispetto.
Ovviamente ha fama di stronza. Ma che ci vuoi fare? Questo è il prezzo da pagare per le donne indipendenti.
di danno della stronza? poveri loro, dovrebbero ma darti della coraggiosa!
lasciali stare(non è facile ma te fallo)