C’è che poi uno diventa razzista.
Il negozio Rossi nasce dal nulla. Prende in affitto un buchino e se lo sistema in economia. Si fa fare un prestito pseudostrozzino dalla banca e si indebita fino al collo per comprare la merce che va pagata entro 60 gg, che forse tra l’altro nemmeno venderà. Rossi non si può permettere dipendenti per i primi due anni, perciò lavora come un piciu per sei giorni la settimana, talvolta pure la domenica, per mantenere la famiglia con due figli. La macchina necessiterebbe una bella sistematina, ma il carrozziere non è previsto, prima ci sono tutte le rate da pagare. C’è la crisi, Rossi va come va. La gente viene e, nonostante i margini di guadagno siano davvero rosicati e lui abbia cose di qualità, comprano poco.
Xiao Xing è arrivato in Italia due anni fa. Ha una BMW di sei mesi. Ha il negozio grande cinque volte quello di Rossi. Vende a un euro le lampadine che Rossi paga 5 e rivende a 7. Peccato che Xing le paghi 1 centesimo. Non certificate, spesso nemmeno funzionanti, ma al cliente non interessa. Del resto Xing ha già 300.000 euro di multa da pagare alla finanza per evasione di Iva, e recentemente gli hanno sequestrato parecchie partite di giocattoli tossici, ma non gli interessa. Xing ha 6 dipendenti. In regola 2. Ma non gli è stato contestato nulla. Xing continua a vendere 50 volte l’incasso di Rossi, vendendo cose di qualità infinitesimale e spacciandole per paritetiche a quelle di Rossi, quando davvero non sono la sua copia esatta.
Rossi sa che lui è in regola, che non ha cause per danni alla persona causate da attrezzi difettosi venduti, che quando arriva la finanza o il Min degli Interni non ha nulla da nascondere e gli può fare un sorriso, ma le tasse pagate e i comportamenti onesti non gli fanno bastare i soldi per l’affitto e la spesa di casa.
Xing ha chiuso ieri le trattative. Affitta anche i tre negozi ancora chiusi a fianco del suo.
A questo punto Rossi si fa due domande:
- da dove cazzo arrivano i soldi di Xing? Possibile che un controllo di qualità in entrata alle merci provenienti dalla Cina non venga effettuato in maniera costante?
- è peggio la furbizia di Xing, o l’ignoranza marcia delle pecore che mettono a repentaglio la propria salute e quella dei loro bambini comprando articoli tossici e non certificati nel suo negozio?

Terza domanda: perché c…o la GdF e l’Inps non vanno un giorno sì e l’altro pure a controllare, sequestrare e mettere i sigilli al negozio del sig. Xing?
Se non ti dispiace, linko il tuo post sul mio blog.
Saluti.
e c’è che oltre a quello che sacrosantissimamente BigFab fa notare, la gente è idiota, e critica la merce cinese, però poi la compra. Io ho l’esempio in famiglia: mio padre dice dice, poi ogni santo giorno compra una pallina a ciascuna delle due nipoti, sai quelle che con 1 € escono dalla macchinetta quando giri la rotella? Ecco, quando mi son permessa di far notare che i cinesi che critica tanto sono gli stessi che fabbricano le palline che lui compra ogni giorno, sbattendo via un sacco di soldi, la risposta è stata “che c’entra?”. Che c’entra un beato c*zzo. Io non ho nulla contro i cinesi, la loro voglia di lavorare che non è comune a tanti di noi italiani, purtroppo, ma non compro merce cinese, finché posso. Fine della discussione. Le mie figlie hanno meno giochi, meno vestitini, ma vivono felici ugualmente.
Però ammetto che sono scelte costose, perché se non hai abbastanza soldi per comprare le scarpe di Gusella o che ne so, compri quelle cinesi a 15 euro tinte alla cavolo e non si sa con cosa, perché a tuo figlio i piedi crescono anche se non hai i soldi per comprargli le scarpe…
Ah, per la cronaca, non c’è solo il Sig. Xing che non paga le tasse e i contributi ai dipendenti: questo è un atteggiamento premiato, in Italia: sei stronzo se non lo fai, e non viceversa. Alla fine chi arriva si adatta. Ma il mercato lo facciamo noi che acquistiamo: fosse per me, il sig. Xing domani chiude baracca. Ma anche tanti altri…
ops… scusa se mi son lasciata andare al turpiloquio, Black
Black Cat ti adoro!!!! Credimi…
Il punto mi sa che non è un discorso legato alla nazionalità (per quanto io, che non ho mai avuto preclusioni di nessun tipo, mi sono invece scoperta estremamente razzista).
Il punto è che la meritocrazia non esiste più.
Quel che premia, oggi, è la sfrontatezza, l’avere la faccia-come-il-culo, l’essere disonesti, lo sgomitare più forte in faccia dell’altro…
E il rispetto dell’altro, del lavoro altrui, della vita altrui è finito nel cesso.
Tu guarda il caso… è il secondo post del genere che trovo oggi, e già avevo detto la mia…
PS: scusa le parole non esattamente educate.
La terza domanda la faccio anche io: perchè il sig. Xing viene a fare queste cose in Italia e non in Austria, Germania o Svizzera? Forse perchè da altre parti gli acquirenti sono più attenti e i controllori controllano davvero?
Ciao, Paolo.
Sentirsi dire che se il negozio di famiglia è fallito è stato perchè siamo stati scemi noi… già fare tutto in regola, pagare le tasse e rimetterci noi era da scemi.
E le fregature non mi sono arrivate da stranieri, parlo di una 15ina di anni fa erano italiani quelli che… dovevano vendere verdura all’ingrosso e basta e poi la vendevano allo stesso prezzo ai miei clienti che si lamentavano che volevano pagarla uguale(cioè io te la vado prendere e ce l’hai sotto casa senza prendere la macchina e… devo vendertela al prezzo che l’ho pagata?)
Quando abbiamo chiuso, hanno preso la licenza, non erano ancora liberalizzate prima e non potevano vendere al minuto con un negozio poco lontano… già lo facevano lo stesso, prima… ora vendono solo al dettaglio, ma non so come mai, pare che la gente si lamenti del prezzo!
Magra soddisfazione poter dire chi la fa l’aspetti.
Però non rimpiango gli anni di commessa, nemmeno un po’.
Erano sempre pretese, a volte ridicole.
Specie per un piccolo negozietto.
E solo perché ci conoscevano fin da piccoli, con le commesse dei supermercati mica facevano tanto gli schizinosi.
Sì di certi clienti ho un pessimo ricordo! Mentre di altri… be’ ho continuato a frequentarli anche quando non avevo più il negozio, credo dica tutto! Ed alcuni di loro che adesso non ci sono più mi mancano persino, non certo come clienti, ma come persone.
Oh solito papiretto!
Passa da nonsolomamma… così se hai tempo leggi anche quello che ho lasciato lì
per me voi due siete gemellate, sappilo!
^_^
da dove cazzo arrivano i soldi di Xing?
dai centri commerciali dove a te piace andare…
Solo loro posso darti il giro sufficiente.
Claudio, quando hai finito di dare aria alla bocca, ti pregherei di tornare da dove sei arrivato.
non c’è niente da fare: il lavoratore onesto rimedia sempre e solo dei calci nei denti. Finchè vivremo in una società che premia chi fa i debiti per comprarsi un SUV o per andare in vacanza alle Lampados, il signor Rossi sarà costretto a tirare la cinghia sempre di più…finche i buchi finiranno;
personalmente, non compro MAI nulla nei negozi “sospetti”: per la Sara mi sono sempre rivolta alla Chicco per i giocattoli, e ad una ditta italiana (al 100%) per l’abbigliamento intimo: ottimo cotone italiano, resistente ai candeggi e ai lavaggi ad alte temperature…e se ho qualche problema parlo con le commesse del negozio (gentilissime e disponibilissime)
Nulla contro i cinesi, sia ben chiaro…ma preferisco di gran lunga dare una mano al Made in Italy!!!!!!!
Come tu ben sai, Gatta, vivo in una città dove di signor Xing ce ne sono fin troppi.
Come tu non sai, ho anch’io la mia piccola attività, aperta perché mentalmente non sarei riuscito a lavorare pensando di farlo non in regola. Ed essere in regola al 100% nel nostro paese, in certi casi, è quasi impossibile.
E al giorno d’oggi, la meritocrazia non esiste più. Fossero solo gli stranieri, in questo caso cinesi, ad essere disonesti: purtroppo i cinesi disonesti sono meno di quel che sembra, almeno da me. Perché per 10 industriali italiani disonesti già di partenza, che poi sfruttano il lavoro di 1’000 cinesi schiavizzati, c’è solo un cinese che li schiavizza, nel mentra i 10 industriali hanno anche la faccia come il culo di dire “I cinesi dovremmo mandarli tutti via, perché ci rubano il lavoro”
Io condivido del tutto il tuo ragionamento.
Sotto casa mia c’è un bar, forse il bar dove fanno il caffè più buono della città al prezzo più onesto: è gestito da una famiglia di cinesi.
Sono, tra l’altro, l’unico bar dove sempre, e dico sempre, fanno lo scontrino, anche per un solo, misero caffè.
Poco più avanti, nella stessa strada del bar, c’è un magazzino dove tante persone, purtroppo temo in condizioni non idiliache, lavorano anche in piena notte. Più di una volta mi è capitato di passarci davanti alle 4 di mattina per andare a comprare le sigarette al distributore automatico, e c’è sempre e costantemente lo sferragliare tipico delle macchine da cucire.
Mi rendo tragicamente conto, più si va avanti, che così non si può andare avanti. Fornire un prodotto di qualità al giusto prezzo sembra non interessare più a nessuno.
E la colpa purtroppo non è dei cinesi, o almeno non solo loro.
Il signor Rossi potrebbe benissimo essere anche un libero professionista, che paga i collaboratori, che paga le licenze, che fornisce servizi professionali e garantiti. Ma ci sarà sempre un signor Bianchi ammanicato, che lavora male, non paga i collaboratori e se li paga, li paga poco e in ritardo, che non ha professionalità, non lavora bene, fa perder tempo a chi vorrebbe lavorare, compreso il signor Rossi, cambiando idea una volta alla settimana e additando scuse quali “Ti pago appena pagano me”.
E’ alla radice il malfunzionamento del sistema, e a guadagnarci sono solo Xing, Bianchi e chi per loro. Forse anche qualche casalese che riesce ad aprire troppe pizzerie in due anni di attività, mentre gli altri chiudono per fallimento.
(Scusa la divagazione e il saltar di palo in frasca ^^)
Io lavoro a Prato, una città in cui i “cinesi” vengono presentati, specie per motivi elettorali, come i nemici pubblici numero uno. And it did the trick, perché il PdL ha vinto le elezioni comunali, sia pure di strettissima misura, e adesso è lì che deve mettere insieme una giunta con personaggi “civici” e tenere a bada la somma incompetenza della Lega, per la quale la panacea di ogni problema sono i veterani dall’Afghanistan che girano per il centro con l’AR70 a tracolla. A proposito di Lega: ma non li dovevano rovesciare, tutti quegli scranni su cui adesso siedono tanto comodi? Non era roba da appendere nel cesso il tricolore verderossebbiànco di cui ora si incensano gli armati?
Insomma, i problemi di un distretto tessile agonizzante sono tali da stendere un toro, altro che di soldati ci sarebbe bisogno. Pessimismo generale, spese idiote, case con zero libri e televisoroni sempre accesi, sempre vocianti, sempre ciarlanti, Case del Popolo una volta templi di democrazia diretta ormai ridotte -giuro- a club per scambisti, e via di questo passo.
Ora, che a Prato governasse una “sinistra” ridotta a multe e repressione, costretta ad inseguire con affanno un gazzettàio locale infarcito di allarmismi dementi, non me ne ero mai accorto. Anche perché, cosa che viene omessa con gran cura dalle lamentele locali, trascinate perfino in televisione da un affranto imprenditore di nome Cecchi andato da Santoro a lamentarsi (lui, un imprenditore!) che “i politici li avevano abbandonati alle logiche del commercio”, l’intera cittadinanza ha SEMPRE avuto come norma comportamentale il non guardare più in là del proprio naso, specie in tempi di vacche grasse. E adesso ne paga il prezzo, salatissimo.
Si noti bene fra le altre cose: gli attuali piagnistei contro i governanti sono fatti rigorosamente e scrupolosamente senza nomi né cognomi; naturalmente, se al governo ci fosse stato ancora il Mortadella, i nomi e i cognomi si sarebbero sprecati, visto che il Mortadella aveva colpa anche dell’11 settembre, delle fosse di Katyn, dell’attacco a Pearl Harbor e dell’Undici Settembre!
Ai cinesi sono stati fatti ponti d’oro quando sono arrivati, perché con loro arrivavano paccate di soldi in contanti. Chi gliele ha affittate le case ai
cinesi, magari sfruttandoli per fare ancora più soldi e soldi e soldi? E chi parla di “regole”, non si sente spaesato in un contesto in cui è prassi abituale lo scannarsi tra soci di una stessa azienda e addirittura tra familiari? Ho visto coi miei occhi casi in cui capricci da bambino viziato in consiglio di amministrazione vengono seguiti con più interesse e dedicandovi più tempo che non la produzione propriamente detta.
L’intero capitalismo di un sistema in cui tutti producono o smerciano articoli molto simili non vive sulle regole: questa è una barzelletta da raccontare agli elettori. Vive invece sui tollerati margini di furbizia e su un lavoro abbrutente e continuo, nel quale i cinesi sono maestri indiscussi.
Anche un altro simpatico vezzo locale, il polverizzare società in unità inferiori ai quindici dipendenti, in tempi di crisi si è rivelato micidiale. In un distretto produttivo dove notoriamente si usava costituire una società anche per l’uso dei cessi aziendali, si fa a gara per chiuderle, codeste società; il cimitero delle sarl, scarl, snc, sas e spa. Pagamenti alle calende greche, licenziamenti a pioggia, casse integrazioni… Tutto condito da luoghi comuni demenziali, tipo “i sindahati hanno rovinaho i’ppaese”. In questo c’è del vero: in dieci anni non ho mai visto un sindacalista. Neanche uno. Cultura del lavoro zero, coscienza dei diritti meno che mai -e qualche volta neppure dei propri doveri.
E ai bei tempi erano risate boriose, HAHAHAHAHAHA a tutta bocca che piovevano su chi, ai pratesi, faceva notare certe cose: comune a tutti i tempi, sia belli che brutti, il totale disprezzo per la cultura. Un disprezzo assoluto. La penisola italiana è peraltro l’unico posto al mondo dove l’ignoranza è considerata una virtù, quindi quest’atteggiamento non deve stupire.
Dunque: cosa fanno i cinesi? Né più né meno che quello che i pratesi hanno fatto nel dopoguerra. Non ci credete? Andate a leggere le Esperienze Pastorali di don Lorenzo Milani, quel Milani spregiativamente definito “cattocomunista” dalla feccia delle redazioni: negli anni Cinquanta, telaio in cantina e zero diritti e zero sindacati (quelli che hanno rovinato il paese), nelle case non c’erano neanche tanti letti quante erano le persone. Andate a chiedere a uno qualunque degli industriali del distretto: rimpiangono i tempi eroici di quando, agli inizi dell’attività, dormivano su una branda nel capannone appena costruito. Adesso lo fanno i cinesi: come mai non va più bene?
I cinesi lavorano come pazzi e sfruttano con metodo tutti i margini tollerati dell’indisciplina, nessuno escluso… quando non li scavalcano alla grande, rischiando grosso se si fanno beccare. Perché non si finirà mai di sottolineare che le multe e la galera non sono lì per i delinquenti, ma per chi si fa beccare: i poveri, i pazzi, i disperati, gli sprovveduti, gli isolati.
La ricetta del successo cinese è sostanzialmente questa.
Prato comunque non è mai stata una città di sinistra, votava a sinistra solo per mantenere certi equilibri di potere. Ora che fa più comodo e che la cosa coi cinesi è sfuggita di mano, meglio suonare le sirene della “questione cinese”, una “questione” che però non c’era quando generava facili quattrini.
I quali cinesi non vengono dal Senegal o da chissà dove, per vendere cravatte come all’inizio del Novecento. Vengono dalla prima potenza economica mondiale, sono due miliardi di persone e se ne possono
tranquillamente fregare dei politicanti tutti “libertà” e “sicurezza”. Se se ne andassero in blocco, dalla sera alla mattina, lascerebbero la città letteralmente alla fame. Una città in cui mi è capitato di sentire una ragazzina additare una donna dall’aspetto orientale visibilmente incinta, esclamando: “Eccola, ora quella partorisce un altro mostro!”.
L’episodio mi ha fatto saltare la barricata e diventare filocinese più di “Servire il Popolo”: vado nei ristoranti dove vanno soltanto loro, ed è rivelatore notare come l’odio generale da cui sono circondati, e che è frutto della pioggia incessante di luoghi comuni e spazzatura giornalaia sul loro conto, li abbia resi diffidenti nei confronti di chiunque.
Nel mio piccolo mondo, tenendo presente quello che la Cina fa e ha fatto contro il tibet, la Ly non compra più nulla made in China e nemmeno cose sospette made in Italy. Neanche se il vestito più figoso del mondo è ad un euro.
E hai ragione……
Un popolo è fatto di individui, buoni e cattivi. Come ha fatto notare MaoUndo, ci sono cinesi schiavi e cinesi (ma anche italiani) schiavisti. Bisogna mazzolare gli schiavisti, e mazzolarli di brutto. Non basta multarli: ai recidivi bisogna chiudere il negozio.
Quanto all’origine della merce cinese, La GdF fa il possibile, credo, per frenare l’importazione di quella difettosa o pericolosa. Ma in Cina c’è una fortissima mafia, che sta dilagando dovunque. Fermarla non è semplice ma, come tutte le mafie, bisogna combatterla, con mezzi meno blandi di quelli che si impiegano oggi.
Ciao, non so come sono arrivato a questo blog comunque devo dire che questo articolo mi ha veramente colpito.
Prendendo il discorso di qualcuno che commentava qui sopra “è colpa nostra che compriamo dai cinesi” vorrei semplicemente fargli capire una cosa: immaginati di essere un familiare del sig. Rossi, sei praticamente con le natiche per terra ed il tuo negozio sta andando a prostitute, ma comunque ti resta una dignità e dovrai pur comprarti dei vestiti, be allora vai a fare un giro in un qualunque negozio e vedi che a meno di 80€ non trovi uno straccio, allora vai in un negozio cinese e vedi che gli stessi jeans armani che al negozio costavano 150€ li li trovi a soli 20€… bhe cosa fai, li compri ed in parte alimenti il ciclo di soldi dei cinesi che intanto ti stanno facendo chiudere il tuo negozio, quindi noi dai cinesi ci compriamo per necessità non per altro, poi al tg sentiamo tanto parlare di qualità, ma volevo dirti che quei jeans con su scritto “Emporio Armani” in realtà erano gli stessi che il familiare del sig. Rossi ha comprato dal cinese a meno della metà, con solo la differenza che non c’era il “prestigioso marchio”. A questo punto posso solo concludere che gli asiatici stanno solo usando la nostra stupidità contro di noi per tornare a dominare il mondo, e quando dico stupidità intendo anche il buonismo della gente che permente a questi stronzetti di entrare. Alla fine nella storia umana ci sono state molte dominazioni, evidentemente sta terminando quella Americana ed iniziando quella dell’oriente.
Saluti
…Anche su questa “ondata pro-Tibet” ci sarebbe non poco da ridire.
Anzi, ci sarebbe molto da ridire.
A quanto sembra, oggi come oggi la teocrazia va bene a Lhasa ma va male a Tehran. Un po’ come quando, attorno al 1980, Ronald Reagan ed i suoi erano sindacalisti ferventi.
Purché i sindacati in questione fossero in Polonia.
Il problema…e’ un altro.
…la gente ora mai guarda piu’ al prezzo che alla qualita’…
Anche a me piace andare nei negozi “cinesi” dove spesso si trovano cose che da altre parti non si trovano…
Molto spesso le cose “cinesi”, tra virgolette perche’ ora mai tutto e’ fatto in cina, fanno schifo, questo e’ risaputo.
Ma ci sono alcune volte, in cui i prodotti classificati “cinesi” sono ottimi, come nel mio caso, i mouse e le tastiere che uso, tastiera slim 8 euro, mouse 4 euro, non ne ho mai usati di migliori (e sono un tecnico informatico).
Il problema e’ che io ho controllato bene e poi ho preso, non perche’ costavano poco, ma perche’ mi sembravano buoni, e infatti lo sono. La gente invece guarda il prezzo.
Si, la gente, come viene detto in Man in Black, quell’ essere ottuso…che non usa l’ intelligenza individuale delle componenti da cui e’ formata.
Ma a volte anche i singoli fanno delle stron***e…
Mi e’ capitato piu’ di una volta, vedere famiglie…o solo donne, o uomini, al supermercato che prendevano le cose…si ma SOLO quelle in offerta…nel banco “alimentare” ad esempio…
Cosa ho pensato ? Va beh, sara’ povera, molto povera…potra’ permettersi poco o nulla, e prende solo la roba in offerta, qualita’ piu’ bassa, tanta e costa poco…ok, il ragionamento non fa un piega…ma…cosa dovrei pensare dopo che mentre uscivo li vedevo uscire e andare alla macchina per caricare la spesa ?
Gente con delle BMW, delle mercedes…una volta uno aveva una ferrari !!!
Io veramente, non so piu’ cosa pensare delle persone che ho intorno, e se abbiano un cervello e/o se lo usino…voi che ne pensate !
[...] Elasti e Blackcat [...]