Mamma, webmaster e felide bastarda.
Genitori e genitori
Non posso farci niente, sono infastidita come se avessi attorno un nugolo di zanzare tigre.
Troppo, troppo spesso leggo di genitori 2.0 che non fanno altro che lamentarsi dei propri figli. E parlano troppo, e il pannolino, e cheduepalle, e mandiamolo all’asilo sin dai tre mesi che cristo non ho tempo per me, oh, non posso fare gli aperitivi con le amichètte, lo shopping con la bambina è improponibile, eh, signora mia, le vacanze con i bambini mai!
Cosa.fate.a.fare.i.figli?
Statevene in coppia, o single, prendete precauzioni, praticate l’astinenza ma NON figliate!
Vostro figlio parla troppo? Vi fa troppe domande e vi viene il mal di testa? Oh, bravi, venite a dirlo a me, che la voce di mio figlio la sogno di notte, non ci vivo.
Quel bambino cresce con il vostro sapere, dovreste essere orgogliosi di potergli trasmettere la vostra conoscenza, le vostre tradizioni, le radici da cui proviene la vostra famiglia, vergognatevi!
Oh, mi è saltato l’happy hour! Cavolo, davvero, è un bel problema eh? Sapete, si possono portare anche i figli in giro, non è necessario e propedeutico chiuderli in casa. Avrete un partner se avete dei figli, magari più sano di mente, che ve li può tenere. O una baby sitter, magari contribuireste a farle finire gli studi a ‘sta santa donna. E, per inciso, si vive anche facendone meno di tre alla settimana di aperitivi, perchè, di solito, stare con i figli voluti è fonte di altrettanta gioia. (se proprio dobbiamo paragonare un bloody mary con due patatine stantie al sorriso di vostro figlio)
Si può far tutto con i bambini, si può andare a far la spesa, in vacanza, a visitare musei, acquari e monumenti.
Basta volerlo, come si presuppone abbiate voluto dar vita a quell’esserino che dipende da voi.
A me da fastidio portarmi come esempio, ma vi farei vedere quanto è difficile fare l’acrobata con due figli così diversi come i miei.
Cercare di soddisfare bisogni talmente opposti e distanti da rendere pazzo chiunque, non fare differenze mentre parli con una e l’altro soffre per non poter partecipare.
Cercare di lavorare a casa, altrimenti i figli te li crescono educatori e tate, e una buona madre dentro di sè soffre per non poter stare con loro, se anche solo lontanamente ne ha possibilità.
Devi fare l’equilibrista su un filo di seta, realizzare dei sogni da bambino anche se per te sono inezie, dare sfogo alle loro passioni, anche e soprattutto se ti vengono manifestate. E questo, [inserire impropero a piacere] anche se ti fa saltare il parrucchiere o l’estetista.
Che ti puoi anche lavare tu i capelli, o fare la ceretta in pausa pranzo accontentandoti di uno snack.
Che, il bene dei propri figli, non ha prezzo. E se non l’hai ancora capito, scusa, non sei un genitore.
| Print article | This entry was posted by Black Cat on 25 March 2010 at 15:07, and is filed under Mio figlio è speciale, Neurodeliri. Follow any responses to this post through RSS 2.0. You can leave a response or trackback from your own site. |


about 5 months ago
Oh concordo pienamente con quanto scrivi, anzi abbracci il mio pensiero in pieno!!!
about 5 months ago
già, perchè figliare?? O_o
ben tornata
about 5 months ago
io, avrei voglia di riscrivere ogni parola che hai scritto.
da quanto sono d’accordo.
about 5 months ago
ehi, bentornata bella incazzata: BRAVA!!!!!
e cmq, fortunatamente i genitors non sono tutti/e così: ci sono quelli che fare qualcosa senza i propri figli diventa triste e deprimente (ma quando poi crescono son davvero c….)
about 5 months ago
Non ci credo!!! Sei tornata!!!
Sono felicissima. Davvero.
Ogni tanto controllavo ma avevo ormai perso le speranze invece oggi…Eccoti qua!
Bentornata con tutto il cuore e spero che tutto quello che ti ha tenuto lontano ti porti solo a guardare avanti!
Ciao.
about 5 months ago
Bel post, son molto d’accordo.
porto a esempio negativo la madre della mia ex vicina di casa che incontratala sulle scale al mio “buona serata” ha risposto: “eh con due bambini non sarà una buona serata”. L’avrei buttata di sotto, se solo non fossi stata al piano rialzato
about 5 months ago
Sono daccordo con il tuo sfogo! Fanno i figli PER MODA!
Ma che diavolo di moda è fare un figlio se poi non ce se neassune la responsabilità di accudirlo, stragli vicino??
Compratevi un cane se volete il bambino solo per i primi due anni.
about 5 months ago
È vero, ma c’è da chiedersi anche come mai sono così in tanti. A volte mi riconosco in loro, a volte no. Non è che comunque abbiamo vite così stressanti (anche per colpa del mondo del lavoro, dell’isolamento etc…) che rinunciare ai pochi svaghi ci pesa un sacco?
about 5 months ago
Brava.
Un abbraccione. Ax
about 5 months ago
Sono d’accordo. Spesso mi ritrovo a fare questi discorsi con mio marito.
A parte le happy hour e le occasioni di divertimento, devo dire che noto spesso la mancanza di entusiasmo nel gioco con i bambini, magari ai giardinetti.
Capisco la stanchezza e tutto il resto, però mi sembra che non ci siano giustificazioni.
Al parco o in piscina mi capita spessissimo che i bambini degli altri si attacchino a me e ai miei figli mentre giochiamo. Le loro mamme o papà guardano da lontano e si vede che si annoiano. Sembra che vogliano stare da un’altra parte, non lì. E sono sempre alla ricerca di qualche adulto coin cui chiacchierare o a cui teleofonare.l
about 5 months ago
OOOOOOOOOOOOOOOOHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH! Sei tornata!! Non ci speravo quasi più!
Quanto alle mamme, ce n’è una serie che mi capita di vedere ogni tanto nella home page del cannocchiale: una lo chiama il microbo, un’altra il nano, un’altra ancora lo stronzetto (per inciso, faccio l’insegnante da 34 anni, e di scolari stronzi me ne capitano. Poi vedi i genitori e capisci tutto). E mi chiedo: ma dalle loro parti hanno bombardato tutte le fabbriche di preservativi?
Ciao, e bentornata!
about 4 months ago
Bentornata innanzitutto.
Io, da padre, parlo spesso di mia figlia, proprio per le soddisfazioni che mi dà, quando vedo che gli sforzi degli ultimi 6 anni, per dotarla di capacità cognitive, stanno maturando i loro frutti.
Anzi a dire la verità, sono davvero contento quando mia figlia dimostra a me stesso le sue capacità intuitive, ed il mio ego, sminuito dalla sconfitta, esulta per la sua vittoria
about 4 months ago
bentornata.
e, sul resto: ci sono i metodi di contraccezione (io i miei tre li porto ovunque, anche se non disdegno, ogni tanto, starmene per i fatti miei)
e, comunque, bentornata, bentornata, bentornata!
about 4 months ago
Ma si tornata!! ne sono veramente lieta: sia xchè il ritorno “emblematico” della fase del tuo percorso, sia xchè è una chicca questo blog, sia x gli amici che x i lettori
Come non condividere – in teoria e in pratica – quello che scrivi??
E poi c’è un fatto (e non è demagogia): quelle poche abitudini che con mia figlia non posso condividere (moto, teatro, vela…straordinari in ufficio, taglia 44…..) non sono rinunce: sono attività che non mi appartengono più! Semplicemente. E senza problemi o nostalgie.
about 4 months ago
Mia figlia ha 12 anni e, da quando è nata, l’ho sempre chiamata “la nana”. Dall’alto di tutto questo pontificare, mi piacerebbe sapere dove si annida la radice del “cattivo genitore” nel nomignolo che viene attribuito al proprio figlio. Grazie Cristina
about 4 months ago
Effettivamente….alla stessa stregua si potrebbe dire:” di ignoranti me ne capitano tanti. Poi senti le insegnanti e capisci tutto”
about 4 months ago
Aha, vedo che ho colpito nel segno, e la reazione delle code di paglia non si è fatta aspettare!
about 4 months ago
Invece la risposta alla mia domanda non arriva….mi viene il dubbio che non la sappiate….ma non temete, non lo dirò a nessuno!
about 4 months ago
La risposta c’è ed è molto semplice: se io mi azzardassi a chiamare nana una mia scolara, dopo un quarto d’ora ci sarebbe – giustamente – una denuncia a mio carico dai carabinieri. Perché chiamare le persone con nomignoli insultanti indica mancanza di rispetto. E senza rispetto non si è né buoni insegnanti, né buoni genitori, né buoni figli, né buoni coniugi, né buoni in nessun altro campo. A proposito, hai mai chiesto a tua figlia quanto gradisca essere chiamata la nana? Le hai chiesto se alle sue amiche racconta con orgoglio, sai, la mia mamma mi chiama la nana! Così, giusto per sfizio …
about 4 months ago
@cristina: e se chiamassi semplicemente tua figlia per nome? come la vedi? io ho una amica che chiama le proprie figlie “il mostro”, “il mostrino”, “il mostriciattolo”. Le ho chiesto se le avrebbe fatto piacere che il marito la chiamasse così, in pubblico. A te farebbe piacere se tua figlia ti chiamasse “la nana”, davanti agli altri? o “la grassa”, “la spilungona”, “la vecchia”, “la quattrocchi”?
a parte il fatto che “nana” a Milano significa bambina…
about 4 months ago
Giusto. Ho chiesto a mia figlia se si sente offesa dal nomignolo che le ho dato….mi ha chiesto se stessi scherzando…quando tutto ciò accade con complicità, nel gioco affettuoso-scherzoso tra una madre ed una figlia, non riesco a vederlo come un atteggiamento irrispettoso. Chiamare un’allieva “nana” è ben diverso dal farlo con la propria figlia. Punti di vista.
about 4 months ago
“colpito nel segno”? Io non ho la “coda di paglia”, ho solo risposto ad un commento da maestrina supponente. Rispettare un bambino significa non considerarlo uno “scolaro stronzo”, non evitargli nomignoli.
about 4 months ago
Come mi sembrava di avere chiaramente spiegato, ma evidentemente non per tutti la comprensione è immediata, NON esistono scolari stronzi: esistono ragazzi ai quali genitori stronzi trasmettono tutta la propria stronzitudine. Tipo, giusto per fare un esempio a caso, uno scolaro che non studia mai e non sta mai attento e fa casino tutto il tempo e mi manca sistematicamente di rispetto e quando lo interrogo non sa niente di niente e gli do un’insufficienza. E allora viene il paparino che mi dice, testualmente: “Guardi, se lei ha deciso di incularlo può incularlo anche una volta per settimana, ma si ricordi che io una volta per settimana verrò qui a romperle i coglioni”. E mentre dice “incularlo” si afferra con la mano sinistra il polso destro e spinge violentemente in fuori il pugno chiuso, a mostrare plasticamente l’azione indicata dal verbo. Ecco, secondo te che figlio può venire fuori da un padre così? E secondo te perché quando dico queste cose ci sono genitori che non fiatano, “come se” non stessi parlando di loro, e genitori che schizzano come morsi dalla tarantola, “come se” stessi proprio parlando di loro?
about 4 months ago
uno stronzo?
about 4 months ago
Beh, maestra Barbara, prendo atto dei problemi dell’insegnamento ed essendo comprensiva cesso immediatamente ogni polemica. Chiaramente ti eri spiegata male.
about 3 months ago
Per quanto riguarda l’argomento, mi trovo totalmente d’accordo!!! Come dico sempre, ci vorrebbe la PATENTE per fare il genitore.
Gentile ed arguta Barbara, ce ne fossero di insegnanti come te!! Peccato che per tanti alunni evidentemente sei proprio SPRECATA.
Fortunatamente una persona colta ed istruita non ha bisogno di ribattere ulteriormente a persone che si inviperiscono quando viene fatto loro notare che sbagliano. Non tutti hanno la modestia di ammettere i propri errori.
Se mia madre mi avesse chiamata con un nomignolo del genere (nana mostriciattolo ecc…) io mi sarei sentita offesa e avvilita. Ma non perché mia madre abbia l’intenzione di insultarmi, piuttosto perché non capisco quale BISOGNO abbia una madre, considerata intelligente, di fare la fighetta usando un appellativo di scherno per rivolgersi a me. Capirei se lo facesse un mio amico, ma non mia madre! Io sono io, ho il mio nome, la mia identità, un conto è un soprannome del tipo “amorino” “tesorino” “cucciolo”, un conto è un affibiare un aggettivo che non valorizza un aspetto positivo. Cristina, anzi, Fighettina, mi domando perché in comune non hai fatto chiamare tua figlia direttamente Nana. Tanto a lei piace. E in giapponese “nana” significa sette ed è anche un nome. Mi chiedo quale legame di profondo amore tu abbia costruito con una figlia verso cui ti rivolgi ponendoti su di un piano di superiorità (lei nana = tu alta??). Chi ti garantisce che tua figlia sia stata sincera con te? Se mentiamo con noi stessi, ci vuole niente a mentire alla propria madre.
Ciao.