Una giornata strana oggi.
Da cinque giorni non vedo i miei bambini. Non sono mai stata così tanto tempo lontana da loro, e questo mi fa stare malissimo.
Come se mi mancasse l’aria, come se nulla valesse la pena di un sorriso, di esser vissuto con gioia.
A complemento del mio stato d’animo pessimo, si è aggiunta l’influenza post settimana di ferie, una quasi visita dei topi d’appartamento e una cartella esattoriale per non farsi mancare nulla.
Prendo in mano la mia vita, tra yogurt, tisane e sciroppi, col termometro vicino al letto e la pioggia che non cessa se non per sporadici sprazzi di sole già autunnale.
Mi guardo dentro e vedo il futuro che vorrei, leggo un po’ i miei sogni.
Vedo Alexander, felice nella sua nuova scuola, che impara, con la gioia e la serenità di un bambino di sei anni.
Vedo Chiara, all’asilo, circondata da nuove amiche con cui condivide esperienze che la faranno crescere ancor più bella di quanto già sia.
Vedo me. E non vedo nulla.
Questo è il problema. Riesco a concentrarmi ed a gioire solo per quanto riguarda i miei figli, ma non ho idea di cosa sarà di me.
Sono in un limbo, senza progetti, stremata e con poche risorse. Tiro fuori le unghie solo per loro ma non riesco più a lottare per me, e ciò, no, non è un bene.
Ho tempo ancora qualche giorno, per decifrare quello che mi sta succedendo e poi, sicuramente, reagirò. Certo è che questa situazione non mi piace per nulla.