Giovanni e Serena, nel post precedente, hanno ragione da vendere, perchè mi conoscono.
Ogni tanto mi perdo anch’io, poi basta poco e mi ritrovo. E riparto.
Ho ribaltato la casa. E quando dico “ribaltato” chi sa come sono fatta ha ben presente che metto a posto ogni anfratto eliminando ogni granello di polvere, riadattando la logistica interna dei mobili in modo quasi maniacale. Questo fintanto che la malefica influenza mi ha precluso di uscire di casa. Una casa che è maledettamente troppo grande e presto spero sarà abitata da altre persone.
Poi oggi pomeriggio, mi son fatta una lunga doccia. Mi sono infilata un paio di jeans, una tshirt nera e un paio di Adidas, senza un filo di trucco, son passata dal bancomat e sono andata al cinema.
Da sola, con me stessa, e stavo bene. Maledettamente bene.
Mi sono infilata nel sushi bar, davanti a due ragazzi che penso stessero insieme. Molto carini, biondi entrambi, con lo stesso taglio di capelli, un po’ eccentrici ma ai miei occhi romantici. La tipica coppia gay che io guardo con piacere e gli altri con disgusto, ma questa cosa non cambierà mai, così come non diminuirà l’ignoranza collettiva.
Alla fine mi son concessa la seconda delle tre sigarette che ho deciso di tollerare. Non sono dipendente dai vizi, li posso controllare. Infatti passare da 50 a 3 mi costa giusto il tempo di pensarlo e sto bene uguale, anzi, di più.
Il film di stasera, una cosa da bimbiminkia lo so, Twilight – Eclipse. Un pubblico eterogeneo, dai miei coetanei, alle cinquantenni, alla famiglia accanto a me con bambina di otto anni otto. Chiara, come la mia Chiara. Con le stesse mosse, le stesse manie, il contarsi i soldini nel portafogli per “vedere se ci sono tutti”, giocare con lo smartphone di mamma andando su iTunes ed iPod con nonchalanche, la passeggiatina per sgranchirsi le gambe “posso andare lì, vero mamma?” una cosa incredibile, al punto che mi son dovuta giustificare per il sorriso ebete che avevo nel guardarla “Ho anch’io una Chiara, son davvero uguali!”
E immergersi nel film, sorridere col protagonista, vivere un po’ di quelle sensazioni che puoi provare solo quando riesci ad immedesimarti perchè hai cuore e mente sgombri. Gioia, amore, sofferenza.
Capire che sei viva, insomma.
Così torno a casa, felice, dopo una cosa così semplice come un film, e trovo la mia gatta che mi aspetta, che entra insieme a me e sembra capire cosa mi passa per la testa.
Mi fumo l’ultima sigaretta seduta sul lavandino della cucina, con le spalle alla finestra, verso i miei gerani “Angel Eyes” e una vecchia canzone di sottofondo. Ancora sorrido. Ma si, ce l’ho fatta anche questa volta, ho sconfitto i brutti pensieri e sono pronta a ricominciare.