Se mio figlio fosse un’auto
Eccolo. Lo pensavo ieri notte, mentre si stringeva a me forte forte nel lettino per addormentarsi. Alexander è una splendida fuoriserie, nera, lucente, irresistibile, veloce, performante, che non posso targare.
No, niente da fare, la motorizzazione non me la omologa. E’ che.. diamine, c’è qualcosa che non va nel suo impianto elettrico. Perchè sulla carta andarci in giro sarebbe fantastico, praticamente un sogno. Lui è perfetto, non ci sono obiezioni, e non è un parere soggettivo o di parte il mio. Purtroppo capita che funzioni solo l’accensione del motore. Poi inserisci l’indicatore di direzione e suona il clacson. Accendi la radio e si ingrana la prima. Metti la retromarcia e suona l’antifurto. E nessuno sa come possa succedere! E’ stato tre anni in un’officina rinomatissima, ma invece di uscire riparato, era ancora più malconcio, pieno di bozzi ed impolverato, persino mi avevano proposto di mettergli il gasolio al posto della benzina, cioè, vi rendete conto?
Allora me lo sono portato in garage, l’ho lucidato, amorevole, tutti i giorni, tutto il giorno, ed ogni tanto, imparando quali bizzarrie comandava la sua centralina elettronica HHT, riuscivo anche a fare il giro dell’isolato. Però poi le cose sono ricominciate a peggiorare, e nelle officine non c’era mai posto, o non erano abbastanza preparate. L’ultima poi, me lo teneva lì su un ponte, da solo, sollevato, con le ruote a penzoloni. A volte si scaricava talmente la batteria che non si accendeva nemmeno più e poi al ritiro erano tutti problemi miei ritrainarlo in box. E ci deve per forza andare tutti i giorni, fa parte delle procedure per la targatura…
Adesso ha cominciato a frequentare un nuovo posto dove fanno principalmente revisioni e mettono il bollino blu. Pare che insomma, quando la centralina viene tarata lì, per qualche minuto possa andare in giro tranquilla come se fosse un’auto che funziona, perciò magari boh, tra qualche anno, quando avranno trovato l’origine del guasto e l’avranno risolta, magari lo posso targare ed usare normalmente.
Si, perchè ora è un pericolo. Per chi lo guida e per chi è a bordo, e per sè stesso. Non sai mai a quale azioni corrisponderanno i comandi. Se le portiere si apriranno in corsa, se invece di frenare accelererai.
Avessi ancora io l’officina, lo porterei nel reparto elettrauto, aprirei il cofano, attaccherei l’hht alla presa vicino al vano fusibili e farei un test approfondito per capire cosa non va. E magari ordinerei una nuova centralina. La cambierei in un paio d’ore di manodopera. E finalmente la mia splendida auto potrebbe andare veloce nel vento di una strada panoramica lungo la costa azzurra.
Però il mio bimbo non è una macchina. Il mio bambino è una creatura diversa ed incontrollabile. Ma la cosa che mi fa più male è un’altra. Che di tutte le “officine preposte alla riparazione” non ci sia uno straccio di “meccanico” che sappia trattare il suo problema e risolverlo, o per lo meno mitigarlo. Ma sinora siano stati tutti degli sfasciacarrozze travestiti da tecnici certificati. E noi, invece, vogliamo viaggiare.


La delicatezza e la bellezza di quello che ho letto sono state devastanti… bellissime parole Barbara… bellissime
La delicatezza e la bellezza di quello che ho letto sono state devastanti… bellissime parole Barbara… bellissime e struggenti
Grazie BraGiu, scaturiscono dalla mia mente malata di motori ma son molto sentite :)
uff….
non arrenderti.
e continua a scrivere.
Grazie Matilde, vado avanti come un treno :)
Mi hai fatto piangere. Sei grande!
Da papa’ di un bambino autistico, lasciamelo dire: tuo figlio non e’ una fuoriserie — e’ un disco volante. E un disco volante non sara’ mai un’automobile — non gli potrai mai mettere una targa da automobile e usarlo per fare il giro dell’isolato. E chi ti dice il contrario non solo mente, ma finira’ per sfasciarti il bellissimo disco volante che ti e’ toccato in sorte.
Fuor di metafora: i bambini come i nostri sono geneticamente diversi dagli altri — non saranno mai come gli altri. Ma non sono “malati” da curare. Sono persone da rispettare per come sono, da far crescere nella loro differenza, nella loro unicita’. Certo, bisogna aiutarli a rapportarsi con un mondo che per loro e’ fatto per lo piu’ di alieni. Ma non bisogna riparare qualcosa che assolutamente non e’ guasto.
Se riesci a entrare in questa logica, sarete tutti molto piu’ sereni. Non che diventi facile, eh — ma si vive meglio, credimi.
Angelo, hai ragione, però ora io ho un altro problema. Non si sa più cosa abbia di preciso Alexander, perchè la diagnosi iniziale di autismo è stata variata. Ergo, siamo ancora più nel caos di prima. E’ un disturbo dello sviluppo non identificato, e le prassie tipiche dell’autismo, esclusa l’aprassia (la mancanza di linguaggio) sono sparite. Quindi mò, non so nemmeno che tipo di mezzo sia dotata… ecco, già capirlo forse sarebbe un inizio :) Grazie per i tuoi commenti, mi fai sempre riflettere :*
Ciao Barbara,
è sempre emozionante leggerti.
Vi auguro davvero di poter viaggiare, un giorno, tu e quella bellissima fuoriserie che è tuo figlio :_-*