Pensavo che dopo lo scorso anno non si potesse peggiorare, pensavo che dopo le parole dette e verbalizzate dal nostro avvocato durante l’ultimo incontro con quella che purtroppo è ancora la nostra attuale Direttrice Scolastica, almeno qualche promessa venisse mantenuta “Faremo di tutto perchè E. ci sia ancora il prossimo anno per Alex, daremo il nostro meglio per…”

Per?

Settimana 1 (12/16 Settembre)

Siamo ancora in attesa di sapere se la Dott.ssa E., sostegno dello scorso anno, è stata riconfermata in graduatoria come richiesto dalla scuola.

Ci sono state assegnate venti ore di ASSISTENZA ALLA PERSONA da parte del Comune. Per chi non lo sapesse un assistente alla persona è un collaboratore ausiliario, NON UN INSEGNANTE che si occupa di (cito normativa CCNL) “ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche e nell’uscita da esse. In relazione alle esigenze emergenti nel sistema formativo, con riguardo anche ali’integrazione di alunni portatori di handicap e alla prevenzione della dispersione scolastica, partecipa a specifiche iniziative di formazione e di aggiornamento. Vanno comunque garantite, anche attraverso particolari forme di organizzazione del lavoro e l’impiego di funzioni aggiuntive o l’erogazione di specifici. compensi, le attività di ausilio materiale agli alunni portatori di handicap per esigenze di particolare disagio e per le attività di cura alla persona ed ausilio materiale ai bambini e alle bambine della scuola materna nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale”. Nel nostro caso è stata riassegnata B., come lo scorso anno, ex educatrice della scuola materna, che per alcuni mesi si è documentata e confrontata con la precedente insegnante di sostegno E., bravissima psicologa, per come interagire al meglio con mio figlio facendolo riuscire a raggiungere determinati traguardi.

Sino al mercoledì 14 nessun sostegno. Giovedì 15 e venerdì 16 si presenta M., ragazza solare e volenterosa, già pratica di disabilità, con cui, in soli due giorni, Alexander instaura un bellissimo rapporto e comincia a concederle la sua fiducia. Venerdì ci salutiamo con “Spero davvero di essere assegnata a lui, lavoriamo davvero bene insieme, vado ora a Pavia a consultare le graduatorie”. Ovviamente è stata destinata altrove e non l’ho più vista. Caso mai mi leggesse, la ringrazio per quegli unici due giorni di calma.

 

Settimana 2 (19 Settembre – oggi)

Lunedì. Vedo l’assistente alla persona all’ingresso a scuola “Oggi arriva la nuova insegnante di sostegno, speriamo bene, incrociamo le dita”. Alexander come ogni mattina le prende la mano sorridendo e se ne va felice.

Alle 12.30 vado a prenderlo. Si presenta I. Tralascio le mie considerazioni personali, le ho già fatte altrove. Vado al dunque. I non ha mai lavorato con disabili e non ce la fa a stare con bambini come lui. Richiede la compresenza dell’assistente alla persona, non sa da che parte cominciare. Starà con lui sino al 28 ottobre, poi non si sa. Una mamma di fianco a me vede mio figlio uscire dalla scuola e mi dice, ironica “Che faccia ha? Gli è morto il gatto o l’hanno condannato a morte?” Escono gli altri bambini e.. oh, toh… il suo sostegno dello scorso anno… ma come, non era in graduatoria per il sostegno? Eh, già, peccato ora faccia SUPPLENZA A UNA PRIMA CHE HA LA MAESTRA IN MATERNITA’ (ricordate le parole della DS? Faremo l’impossibile per mantenere lei in caso di nomina…). Alexander la vede con la coda dell’occhio, mi tira verso di lei e io gli sussurro “Amore, ora E. ha un’altra classe… non puoi andare da lei…” Alexander sale in macchina e scoppia a piangere. A dirotto. Per minuti interminabili.

I giorni passano. L’assistente alla persona è sempre più disperata. “Non ho più parole, non posso parlare…” “Eh, B…. oggi parlerò io” le dico. E una maestra a fianco “Signora, lo faccia in fretta, stanno rovinando sia gli alunni che hanno difficoltà che tutte le classi a loro collegate”. Vi dico solo che fatico a capire quando questa nuova insegnante mi parla. Immagino mio figlio che ha problemi di linguaggio e comunicazione… “Barbara, oggi è stato uno strazio” mi dice l’assistente alla persona “lasciarlo andare in classe con lei. Piangeva a dirotto e mi si attaccava ai vestiti, è persino scappato fuori con lo zaino”

E mentre me lo dice, vedo uscire anche la prima con il suo sostegno che fa supplenza, che incrocia il mio sguardo con uno triste che non ho parole per descrivere.

Ora. Io non posso lavorare. I miei orari utili sono dalle 9.15 alle 12.15 e dalle 23 alle 2 di notte. Quindi lavoro da casa, prendo una miseria tolti iva e tasse, e non arrivo nemmeno a fine mese. Quello che ho lo spendo tutto in spesa, bollette e terapie riabilitative per mio figlio. Forse se mia madre mi aiuta, riuscirò a far fare qualcosa anche a Chiara, che vorrebbe andare a ginnastica con le compagne, ma ancora non lo so. Una cosa è certa. Ho messo la casa in vendita, se necessario la ipotecherò anche, ma io da questa cosa ci devo uscire, perchè, cara Direttrice Scolastica, in un anno di turnover di decine di insegnanti, sei riuscita a dirmi che sono un cattivo genitore perchè non ho messo mio figlio in una scuola speciale, avendo seguito le direttive di uno psicologo sicuramente inferiore a te in preparazione, e soprattutto a farlo diventare insicuro, arrabbiato col mondo e triste. Perchè viene trattato come un paria, relegato in una classe individuale, perchè è comodo dire che “gli serve quello”. No, va integrato. Alexander adora stare in mezzo alla gente, lo sai che per farlo divertire andiamo insieme a far la spesa, o cuciniamo, o creiamo gioiellini per amici e per beneficienza? Alexander sa essere uno stronzo di prima categoria, ma lo fa in una sola situazione: quando viene trattato male, demotivato, ridicolizzato, sminuito, lasciato in un angolo.

Non li abbiamo i soldi per il ricorso al Tar, non li abbiamo. Ma troverò chi mi aiuta, ho dei buoni amici, sono in contatto con associazioni, io questa non te la faccio passare liscia.

A mio figlio basterebbe qualche ora con una maestra competente, e invece voi avete tolto a lui e a noi la fiducia in un organo statale con ottime possibilità di funzionamento come la scuola pubblica. E non venirmi a dire dei tagli. La maestra è lì. Solo assegnata altrove. Altro che continuità didattica. La tua ennesima promessa da marinaia. Ecco, marinaia, ora son quasi certa che, adesso, ti farò affondare io.