C’è il tempo che passa, e deve passare. Attese che preludono cose belle, altre devastanti. Pensieri scuri, ricorrenti, misti a sorrisi.

Ogni tanto si deve fare i conti con gli altri, e realizzare a quanto poco siano valsi i nostri sforzi, se le cose vanno come vanno.

Perchè la vita ce la creiamo noi, ma non è possibile ipotecare il futuro. Le cose non sono mai come sembrano, a volte c’è il modo di dirselo, altre no.

Per mille motivi, chi non ti vuol sentire, chi se ne va, talvolta per sempre. E ti rimane quel senso di incompiuto, che pervade, e che fai una fatica immane a mandarlo via, tanto poi ritorna.

Una persona a cui voglio molto bene mi ha detto che devo imparare a perdonare me stessa, non perchè sia difficile, ma perchè ho il perdono di chi mi ha ascoltato, e non ho fatto nulla a chi non ho potuto chiedere scusa.

Ma è febbraio. Febbraio. Lo odio Febbraio. E’ un mese duale, ogni tanto cambia, dura di più. Un mese fatto di perdite, un mese fatto di nascite, un mese.

Sì, forse dovrei cominciare a viverlo solo come un mese. Forse ho già cominciato. Comunque ho intenzione di farlo. Lo devo fare per chi mi vuole bene, e, stavolta, soprattutto per me.