Chiara

Sembra ieri

7

Erano quattro anni fa, quando a quest’ora entravo in sala parto.

Sei nata alle 6.45, dopo che quella screanzata di tua madre si è addormentata russando, esattamente come tuo padre sullo sgabellino fornito dalle ostetriche. Io che sognavo litri e litri di epidurale, ebbra di quella che avevo già in vena, non vedevo l’ora di tenerti tra le braccia.

E da quel momento sei stata il mio tesoro. Perchè non lo so come hai fatto a crescere così bella e brava, ma soprattutto buona, con quello a cui la vita ti ha messo davanti sin dal tuo primo giorno. Hai dato gioia a me, e continui a darne sempre di più. Curi tuo fratello e lo segui con un amore incredibile. E quando sorridi illumini tutta la casa, mi fai passare i cattivi pensieri e mi contagi col tuo buonumore. Perchè, anche se ti chiamo scherzosamente principessa, a te donerei il mondo se potessi, perchè sei la figlia che tutti vorrebbero avere, e sei l’unica a darmi la forza per sistemare sempre tutto.

Ti auguro di avere la mia stessa fortuna, Chiara, di avere una figlia come te. Auguri tesoro mio.

Genitore di serie B

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Quando ci si separa, si è consapevoli di ciò a cui si va incontro, delle difficoltà, dei problemi, dei sacrifici. Ma spesso non si calcolano le reazioni dei figli, involontarie o no.

La mia separazione è ormai molto pacifica, siamo due genitori ben allineati sull’educazione dei figli, e su come comportarci con loro. Quello che segue è solo una mia paranoia personale, che ben dista dal criticare il mio ex marito.

Io sto con i bambini dalla domenica sera al giovedì sera della settimana dopo, cioè undici giorni, il mio ex marito i seguenti tre, e via dicendo. Questo perchè sino a fine del prossimo anno lavorerà all’estero.

Questo vuol dire che io sono il genitore di serie B.

Quello che dalla mattina alla sera deve: lavorare, pulire, cucinare, portarli a scuola, portarli dal medico, fargli fare i compiti, le cose noiose, trascinarli qua e là, dargli le medicine, lavorare, pulire e cucinare. Senza contare che, avendo i bambini praticamente 11 giorni su 14, l’unico lavoro che posso fare è un telelavoro. E questo mi preclude, oltre a molte notti di sonno, dovendoli seguire di giorno, di poterli portare a fare gite ed altro, vista la situazione economica.

Il papà invece può farlo, li tiene il weekend, in cui non si lavora, non si va a scuola e non si fa altro che riposarsi, giocare e andare in giro. I bambini quindi non si annoiano, si divertono e basta.

Mi son bastate queste vacanze, a capire ciò che può e non si può chiedere ai bambini.

Che capiscano i sacrifici. Che capiscano che mamma più di così non può. Che solo uno dei due genitori può andare a lavorare, che Alexander alla fine dei conti non lo tiene nessun altro che noi. Ma mamma è solo una povera pazza nervosa, che sta al pc ogni tanto. Che non li porta al mare se non due o tre giorni l’anno. Che deve pulire e stirare sennò la casa diventa un manicomio e magari non può giocare con loro tutto il tempo. Quindi papà manca, perchè con lui ci si diverte. Mamma no, tanto è sempre lì, e con lei si fanno una marea di cose noiose oltre ad avere numerose regole.

I bambini non posso capire, forse capiranno. O forse no.

Certo è che la mia coscienza a posto non mi risparmia pianti ogni due per tre e un enorme, soffocante, senso di inadeguatezza.

Brother and sister

6

I fratelli fra loro litigano in continuazione, ed i miei figli non fanno eccezione. Si litiga per il possesso di un gioco, per il film da vedere nel pomeriggio di relax, per un dispetto, per il cibo, per tutto.

Oggi Alexander era un po’ mogio a causa di un paio di giorni di malessere gastrico e sua sorella, unita nel beffardo destino di provetta Linda Blair, non era da meno. Quindi, nonostante il sole, divano selvaggio, per tre ovviamente, chè non mi era permesso alzarmi.

Ovviamente dopo tre ore i due erano annoiati, ma ormai il clima ancora non molto mite non consentiva più scivolo e altalena. Quindi cosa c’è di meglio che distruggere la macchinina delle principesse della sorella? Si è scatenato L’INFERNO! Urla, calci e pugni. Dopo qualche minuto di osservazione sono intervenuta a sedare la lite.

Non mi piace intervenire eccessivamente nel confronto fra i due figli, mi sembra giusto che imparino a rapportarsi tra loro senza il genitore che li divida o ne interpreti i comportamenti cercando la mediazione, devono crescere insomma anche attraverso il confronto un po’ rude. Detto ciò, li ho divisi non senza difficoltà, ho decretato l’ora della morte della macchinina e gli ho promesso una cena golosa per placare ire e delusioni.

Non ho tenuto conto però di un fattore di rischio pericolosisssssimo: che nella preparazione della cena potesse scapparmi la pipì e dovessi recarmi in bagno, che sta su un altro piano della casa. Ecco.

Gli animi mi sa che non erano calmi quanto avevano lasciato intendere. Le urla sono riprese a decibel preoccupanti. Scendo le scale trafelata e mi trovo di fronte la scena che un genitore non vorrebbe mai vedere.

Chiara, sdraiata sul pavimento, con suo fratello seduto sopra di lei imbelvito. Lui teneva in mano un cartone di dieci uova fresche che le spantegava sulla fronte, lei brandiva il mattarello colpendolo al fianco. Due piccoli professionisti del wrestling.

Ghiaccio sui lividi, albume sciacquato dagli occhi. Ora ovviamente stazionano felici con un libro sul divano tenendosi per mano. Io non li capisco…

Positività 2.0

16

Ditemi la verità, quanta gente parla male dei Social Network? Io non li conto più. Articoli, sulla superficialità, sulla pochezza di spirito, sulla vacuità.
Quello che (spesso) molti dimenticano, è che dietro ai nickname, a quegli avatar più o me realistici, ci sono persone, con un cuore, grande.
Io ieri sera ho ricevuto una visita molto particolare…
Una quarantina di persone splendide, non so, non ho altre parole per descriverle, splendide, hanno deciso di unirsi e regalare ad Alexander una cosa che io non avrei certo potuto, visto il poco felice momento economico: la XBox con il Kinect.
Voi non potete capire, per bambini come Alexander, quanto sia importante la coordinazione occhi-mano. E’ una delle prime cose che per certe sindromi viene a mancare, con tutto ciò che ne consegue. Il fatto di fissare lo sguardo su un obiettivo “mobile” ed accompagnare il movimento è un risultato che, purtroppo, molti bambini più gravi nemmeno mai raggiungono.
Alexander è fortunato, lui si sta impegnando tanto, e migliora di giorno in giorno. Quando un giorno, vide il Kinect in demo, l’ho visto interessato come poche volte. Incuriosito, e son certa, dalla sua espressione, che avesse capito che quello che c’era sullo schermo era la trasposizione del movimento di chi stava davanti. Lui è molto interessato alla tecnologia, quindi mi son detta, qualche mese, parecchi, di sacrifici e magari glielo prenderò.
Mi sono informata con un’amica che lo aveva circa il suo funzionamento, e questa disgraziata :* mi ha messo in moto una macchina che ha caricato altre persone, ed altre, ed altre ancora, e i loro familiari, i loro compagni, i loro genitori, i loro figli…
E io ora son qui, che piango da ieri sera, con una Xbox con il Kinect, Kinectimals col pelouche, Dance Central per Chiaretta e una donazione per il piccolo…
Venite a dirmi ora ancora un’altra cazzata sulla pochezza dei Social Network, che vi disintegro.
Un network è fatto di persone. E quando queste persone non sono dei poveri casi umani, ma dimostrano di avere un cuore, possono cambiarvi la vita.
Vi voglio bene amici, grazie :)

Just three

6

Tre anni fa, a quest’ora, mi avevano appena staccato le flebo, fatta l’ultima dose di cortisone e cacciata a camminare nel corridoio.
Stanca, oltre un quintale di balena che camminava nel reparto maternità, ero fisicamente e psicologicamente a pezzi.
A un certo punto sentii un dolore in basso, zona ileo per intenderci, come se mi fosse caduta un’incudine da cinquanta chili in zone un pelino delicate. In mezzo al reparto mi misi a urlare “Epiduraleeeeeeeeeeeee” nonostante fosse passata la mezzanotte, con la stessa tonalità della Callas dei tempi d’oro, e calando giù una sequenza di bestemmie con la medesima faccina distinta di Linda Blair. Dopo mezz’ora caddi addormentata manco fossi in un bosco, e alle cinque e mezzo, o giù di lì, l’ostetrica mi svegliò “Barbara, ecco, se ti svegli e dai una spinta, ci sarebbe già fuori la testa”.

Questo ricordo del mio parto. Dei miei dieci giorni di ospedale in cui mi han fatto stramaledire la sanità perchè continuavo a dire che oh, avevo la bronchite, no è tachicardia signora, col cavolo, son soccorritore, ho imparato a distinguerle sugli altri, si figuri su di me, e giù monitor cardiaci, ossigeno, cortisone, antibiotici. Dieci chili in dieci giorni di gonfiore da medicinali e poi quella faccina da belvetta che mi guardava con gli occhi sgranati come se mi dicesse “mamma, va che faccia da pirla che hai”.

E son tre anni che la amo di più ogni giorno che passa, che la vedo cambiare, crescere, bruciare le tappe in ogni cosa anche se tutti fanno di tutto per farla rallentare. E la vedo sempre più maledettamente simile a me. Con tutte le sue paure ed i suoi difetti è l’essere più forte e straordinario che abbia mai visto sulla terra.

Domani sarà una giornata indimenticabile per lei, una festa grandiosa, a tema, con giochi, musica, cibo e amici. Voglio che si senta davvero la principessa dell’universo, mio e suo. Voglio che non abbia mai insicurezze, nè rimpianti, nè sia intaccata dalla tristezza. La vita le ha già fatto conoscere cose che magari sarebbe stato meglio non vedere mai, la malattia dei tuoi cari, la sofferenza, il pianto. Solo rose e fiori ora voglio per la mia bambina. E poco conta tutto il resto. Lei è il mio mondo, la mia gioia, il mio presente ed il mio futuro. Auguri piccola Chiara.

I figli sò piezz’e core

1

(Spero si scriva così :D;)
Immaginate un abitacolo di un’auto, dopo due ore di tragitto e una bambina di quasi tre anni che non ha mai smesso di parlare.
Una mamma che ha dormito poco perchè i due pargoli che aveva nel lettone dell’albergo facevano wrestling nel sonno, e un pomeriggio uggioso.
“Chiara, facciamo un gioco stra-bellissimo?”
“Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!”
“Dai, si chiama il gioco del silenzio! Vince chi parla meno!”
“Mamma non vale, vince sempre Alexander”
….
….

Gettin’ older

4

I bambini hanno cominciato la scuola.
E’ stato commovente, totale, straziante.
Chiara era estasiata, un’adulta. Alexander disperato dal distacco, ma felice come non mai dopo aver capito che era una scuola “normale”.
E io mi son ritrovata travolta dagli eventi. Con un omino che mi aiuta a rifargli il letto perchè è stanco della giornata di lavoro, e una bambina che fa tre anni a dicembre che nel pomeriggio ho sentito con le mie orecchie cantare in un comprensibilissimo inglese una canzone di Florence and the Machine.
Il clou è stato il dialogo di stasera.
“Mamma, posso dirti una cosa?”
“Certo Chiara”
“Mi piace Elia”
“Ah” – mamma trasale
“Mi ha chiesto di essere la sua fidanzata”
“E tu cosa gli hai risposto?”
“Gli ho detto di si” – sorrisino malizioso
- mamma sviene
“Però è bravo mamma, mi tiene la mano”
No, a questo non ero preparata.

Trust

1

Abbandònati. Lasciati guidare. E il mondo sarà per tutti migliore.

Astri

2

“E’ buio, lì c’è la luna, la luna piena.
Adesso lei è in cielo e fa la nanna, il sole va a lavorare di notte.
Allora la luna tiene tutti i suoi bambini vicino a fare la nanna, le stelline.
Poi al mattino il sole torna, va in cielo a dormire, la luna sveglia le stelline, le porta a scuola e va a lavorare lei.”

Chiara, 32 mesi di età, stasera in macchina tornando a casa.

Cry

9

Chiara piange. “Mamma, ho mal di orecchie, qui!” Medicina, dieci minuti di coccole e nanna, con un “Mamma sei magica, non ho più bua…”
Ricordo le notti al pronto soccorso. Ricordo quel bambino biondo che urlava come un matto, si disperava, agitandosi senza senso. E nessuno capiva cosa gli facesse male, se un piede, l’orecchio o la pancia. Era faticoso misurargli la febbre, dovevi immobilizzarlo per dargli una medicina.
Il tiro al bersaglio delle infermiere, mille esami per diagnosticare magari una semplice influenza, che dai sintomi così confusi poteva essere tutto.
E mi viene la morte, al pensiero.
Perché nessun medico, nessuno specialista, mi potrà MAI dire o convincere che lui in quel periodo non fosse lucido, così come hanno tentato sino ad oggi di farmi pensare.
Lui capisce tutto, e a modo suo, ad esprimersi ci prova. Perché non riesce è ancora tutto da scoprire.
Chissà quante volte avrebbe voluto dirmi che la pasta la voleva senza sugo, o che preferiva una passeggiata alle giostre, o che magari era meglio la menta della liquirizia.
E altrettante volte magari, infastidita da ciò che non capivo, gli ho pure detto di smetterla, che era bello, che andava bene così.
Ma la frustrazione di questo esserino l’ha mai considerata nessuno? Io ci penso ogni istante della mia vita, immagino quante volte l’ho involontariamente mortificato, a quante volte ho tradito le sue aspettative convinta di fare il suo bene, il suo volere. E mi chiedo, da madre, come abbia fatto a non essere impazzito, a non aver perso la testa, se non negli ultimi mesi prima del controllo di Aprile.
Rifletto, mi faccio milioni di domande, e soprattutto una: perché queste cose devono succedere? Perché mi parlano di Dio, di doni, di “essere speciali”…
Cazzate, immani minchiate. Ha sofferto pene da inferno, soffre tuttora. E se sta male lui, io sono dilaniata. Ma soprattutto, ora come ora, chi me lo tocca muore.
Verrà il giorno, che lo so, ne sono certa, in cui lo riporterò in “quel posto”, e gli farò risputare tutto il veleno che ha dentro in faccia a chi lo ha trattato come un cretino. E verrà anche il giorno in cui potrà dire a sua sorella che le vuole bene, che è una rompiscatole di prima categoria, ma che lo sprona e lo incita ogni minuto della giornata.
Quel giorno, io son certa che sarà come se tutti imparassimo finalmente a volare.

Fab Four in Gardaland

6

Oggi ho visto un bambino su un trattore finto che sorrideva ai maialini e alle mucche finte.
Una bambina che credeva di volare guidando un aereo di fianco alla mamma.
Occhi che avidi guardavano il mondo da una monorotaia, alti come mai erano stati.
Ho visto foto di ricercati nel west, tre ricercati, una pericolosissima donna sorridente e due cuccioli estasiati.
Ho visto adulti di più di 40 anni col timore dell’Ortobruco e ancor di più della Magic House.
C’era poi una bambina di quasi venti kg in un marsupio sulla schiena della mamma, che si lamentava che era stanca, lei…
E poi i pirati, i delfini, i faraoni, gli scoiattoli, gli alberi che muovevano gli occhi, e il Sea Life. Dove una duenne urlava che nevolevaDDDDUEE indicando gli squali.
Scivoli, schizzi d’acqua, elefantini dorati, fiori e uccellini cinguettanti.
E ho visto, scusate se è poco, due bambini felici, con due genitori sorridenti, soddisfatti e distrutti.
E che il resto se ne andasse tutto affanculo. :)

Ore 21

4

“Chiara, domani andiamo tutti a pranzo da nonna, che ci sono mio zio M. la mia zia A.”
“Beneeee, tutti a panzo da nonna, Caua, Alex e Mamma, ci sono zio M e zia A. Chi è zia A?”
“E’ la moglie di zio M, Chiara”
“E chi è zio M?”
“E’ il fratello del papà di mamma, Chiara”
“E’ fratello di nonno?”
“Si Chiara” e gli occhi già mi diventano lucidi.
“E perchè nonno non è mai con noi?”
Piango.
Che gli dico? Che è in cielo? No, perchè suo padre prende mille aerei, sia mai che pensa che se ne vada all’aldilà :D.
“Chiara, nonno non c’è più”
“Ma nonno vuole bene Caua?”
“Certo Chiara, non può dirtelo, ma sono sicura di si”
“Eh, si, nonno vuole bene Caua, e vuole bene mamma, e ha gli occhi azzurri. Buonanotte mamma”

Ecco. Tralasciamo che forse avrei dovuto cambiare la federa del suo cuscino che avevo abbondantemente lavato, tralasciamo sul fatto che spiegare a una bambina di due anni e mezzo che non ha mai conosciuto e che non conoscerà mai i suoi nonni è una cosa di una difficoltà inaudita. Quello che mi è rimasto più difficile metabolizzare è che avrà visto si e no un paio di volte la foto di mio padre. Posso pensare che l’abbia memorizzata, e non che pensi che tutti i figli sono uguali ai loro genitori, visto che nè lei nè suo fratello hanno i miei occhi azzurri, gli stessi di mio papà. E’ stata la naturalezza con cui ha asserito questo dettaglio, unito al fatto che, se nonno le vuole bene, allora deve voler bene anche a me.
Non è così semplice. Ci son volte in cui si diventa genitori e non si smette di essere figli, perchè quel periodo della tua vita non è mai potuto giungere ad un termine, alla fine di un percorso. Perchè dieci, cento, mille motivi hanno fatto sì che il tuo genitore si allontanasse e ti allontanasse a tal punto da farti sentire in dovere di dimostrare (inutilmente, ça va sans dir) che eri figlia meritevole di affetto. E l’amore, l’affetto, la vicinanza, ad un figlio non dovrebbero mai mancare, proprio di default. Per me non è stato così, a distanza di sette anni non ho smesso di soffrire, anzi, ogni volta la cosa si acuisce.
Ogni volta che vedo i miei figli con il mio ex marito, quando lo chiamano papà, per me è automatico pensare che anche a me piacerebbe poterlo fare, potergli dire qualcosa, anche un vaffanculo come ai vecchi tempi, litigarci, raccontargli cosa mi succede, e soprattutto, mai come oggi, ascoltare un suo prezioso consiglio. E’ difficile dimenticare, è stato ancor più difficile perdonare, ma almeno quello l’ho fatto. Gli ho fatto conoscere il suo nipote più grande, quel giorno in cui non ce la facevo più dalla tristezza. Lo stesso giorno che io e mio figlio ci siamo stretti a piangere su quel cazzo di pezzo di marmo che io odio più di tutto al mondo, lo stesso pezzo di marmo che dopo sei anni vedevo per la prima volta. E da lì, da quel giorno, sarà pure stato un caso, ma per noi è stato tutto in discesa.
Io non credo, bestemmio come un muratore, fedele alle mie origini venete. Non c’è Dio per me, solo una vita che ahimè siamo noi stessi a plasmare con le nostre inabili mani. Però credo alle cose che succedono, e nulla accade mai per caso. I sogni, le volte che inchiodo con la macchina perchè mi pare di vederlo attraversare cento metri più in là… ogni volta succede qualcosa, ogni volta penso che un segno, ovunque lui sia, me lo vuole dare.
E mi struggo, perchè, proprio la scorsa settimana mi è successa una cosa simile, e per ricordare il suo sorriso ho dovuto tirar fuori una foto, che a me sorrisi dal 95 non me ne faceva più. Non me lo ricordavo il sorriso di mio padre, non me lo ricordavo. Esattamente come non mi ricordo più l’effetto che fa avere una persona che si prenda cura di te senza voler nulla in cambio. Questa è la cosa peggiore che può capitare, che tu sia figlia, moglie, amica, madre. Perdere l’amore di chi ami.
Sorrido, sorrido sempre. Li abbraccio, li bacio, li coccolo, li seguo, sempre e comunque. Per me è un piacere. Non sarà mai un dovere. Tutto può succedere, ma mai i miei figli non staranno male come sono stata e sto io. A loro l’amore non mancherà mai.

Centri commerciali 2 – La vendetta

9

Io apprezzo e ammiro la costanza dei venditori nei centri commerciali, quelli con i banchi di divani, tende, amenicoli in silicone da cucina e simili. Amo un po’ meno l’insistenza sgradita.
Mia figlia è uguale a me.
Carugate, a lato del (maledetti crepate) Apple Store, banchetto di tende da sole.
“Signora, che bei bambini – (tremo) – perchè non li protegge con una bella tenda da sole nuova?”
“Le abbiamo già. Nuove, identiche alle sue”
“Ma questa bella bambina, con la pelle così chiara e delicata… non si scotterebbe di meno protett..”
“Signora, grazie, le ho detto no, siamo già a posto”
Chiara “Ha detto no, la mamma”
“Piccina lasciami parlare alla tua mamma.. Vede signora..”
“Signora, davvero, non mi interessa, devo andare a prendere il gelato ai bambini…”
Alexander fa il segno di buono e un sorriso a 187 denti.
Chiara “Mamma deve comp(r)a(r)e gelato me e Alex”
“Bambina su, sii paziente…”
Bambina si incazza e demolisce mezzo stand in cartonato poggiato malamente a terra.
“Glielo avevo detto che non siamo interessati e che dovevo sbrigarmi a comprar loro la merenda… andiamo bambini, arrivederci”
E cazzo. :D

Walking on sunshine

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Fatta all’uscita dai seggi, in controluce, col telefonino, questa foto mi piace un sacco :)

Memo #3

5

Mai e poi mai andare a prendere la cartuccia della stampante in un centro commerciale che abbia al suo interno un Toys center.
Tanto con tutti i buoni propositi che posso farmi, uscirò sempre con regali per i cuccioli.
Oggi abbiamo una cosina delle fatine Disney, una di Saetta McQueen e una di Hello Kitty. Tre regali per tre bambini sorridenti.
Anche se i figli poi son solo due ;)

Altro che Bio Express :)

7

Fragole giganti: in fioritura.
Zucchine: già in crescita.
Pachino: a dimora.
Cuori di bue: già a 5cm.
Cipolle dorate: con i primi ciuffi.
Coste a foglia lunga: trapiantate.
Insalatina novella: in crescita.
Verze precoci: già piantate e alte.
Basilico: germogliato da alcuni giorni.

Spero da fine maggio a luglio di essere quasi autonoma per parecchi ortaggi. E’ il primo anno che mi cimento con un mini orto, e ho già le prime piccole soddisfazioni :)
Mi ha fatto troppa tenerezza Chiara, che oggi ha piantato i suoi semini di girasole, e poi, come mamma le ha insegnato, ha preso il mini rastrellino, gli ha pareggiato la terra sopra e poi li ha annaffiati con me che la aiutavo. Saranno i girasoli più belli del mondo!

Ho visto cose che voi umani..

7

Ho camminato in un parco, in un pomeriggio di sole, con entrambi i miei bambini per mano che sorridevano, e mi son sentita padrona del mondo.
Ho visto una mamma allontanare il figlio dal mio, perchè l’autismo è contagioso, e mi è dispiaciuto per la sua ignoranza (tanto i bambini all’asilo giocano tutti insieme).
Ho visto persone accigliate e incupite aprirsi in un sorriso contagioso mentre mi incrociavano, e mi son sentita felice.
Ho visto un bambino orgoglioso di aver raccolto le foglie secche insieme alla mamma ed aver contribuito a sistemare il giardino, con la sorellina che gli batteva le mani dalla finestra.
Vedo tutti i giorni quei due visi rilassati e sorridenti che dormono abbracciati, con la serenità dipinta addosso, e sì, son sempre più convinta di avere la ricetta per rendere il (mio) mondo migliore.

Bedtime Stories

5

Finchè hai avuto tre anni e mezzo, hai sempre vissuto il contatto fisico come una costrizione negativa, un fastidio insopportabile.
Ora aspetti che la sera la piccola si accoccoli tra le mie braccia, con la schiena contro il mio torace, e il respiro che le scompiglia i capelli mentre lei si lascia addormentare sorridendo. Poi sorridi, mentre la metto nel suo lettino, aspettando il momento in cui ci ributteremo nel letto, e tu mi puoi abbracciare, infilando i tuoi piedini caldi in mezzo alle mie ginocchia. Mi guardi, sorridi beffardo sapendo che sarò tutta tua, e chiudi gli occhi, pregustando il riposo.
Sino al mattino, ti attacchi a me come una cozza allo scoglio, e se ti svegli giochi con i miei capelli per riaddormentarti da solo. Al mattino apri un occhio, a metà, l’angolo sinistro della tua bocca si atteggia a sorriso mentre ti dico che è ora di andare a scuola. Mi prendi il braccio con forza, ti fai abbracciare stretto stretto, con il viso premuto sul mio petto e mi cingi anche con le gambe per non farmi andare via. Il mio giorno si illumina.
Grazie per darmi tutto questo, Alexander, è un’abitudine che la tua mamma ha preso molto volentieri…

Certezze

4

Negli ultimi due giorni mia figlia ha scoperto il salmone affumicato ed i Lindor, nelle quantità di 150 grammi e tre pezzi.
Ha cominciato a mandarmi baci “al volo” con tanto di manina.
Tutta suo padre, mi ama di più quando mangia bene :D

Ok, baby, you won.

14

Piccola premessa, io farei un enorme rogo con tutte le copie del libro di Estivil “Fate la nanna”. Non esiste libro che mi rispecchi meno, se escludiamo Bibbia e vari testi religiosi :P
Ultimamente mia figlia, che ha sempre dormito come un ghiro dalle dieci alle tredici ore filate, crescendo ha cominciato ad avere dei risvegli notturni molto “lamentosi”. Gnè gnè, si alza, tende le braccia, vuol venire da mamma. Visto e considerato che sta sviluppando più denti insieme di una creatura di film horror, ho cominciato a propinarle Camilia e altri rimedi soft per diminuirle ciò che credevo fosse dolore da dentizione, in modo da permettere a lei e a me, una notte serena. Nulla da fare.
L’altra sera son stata irremovibile. Alle 0.45 si sveglia e urla.
“No, Chiara, ti faccio un biberon di camomilla, ti coccolo, ma resti nel lettino e dormi”
Pianto a 45Db.
ore 1.15 “Chiara, ho detto che stai lì, hai bevuto, ti ho coccolata, basta”
Pianto a 70Db
ore 1.50 “Chiara, ho detto di no. Ora stai lì e dormi”
Pianto a 115Db, fratello incazzato, mamma trasformatasi in Crudelia DeMon
ore 2.20 “Ok, Chiara, va bene, ti metto qui nel lettone con me e tuo fratello”
Silenzio.
Sorriso.
Bacio.
“Mamma, nanna?”
Si gira, dà un bacio anche a suo fratello, lo abbraccia e si addormenta.
O la ammazzo o la tengo così, fatto sta, che stanotte abbiam dormito tutti e tre insieme dalle 21.30 alle 8 di mattina senza nemmeno muoversi :D

One year ago…

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Baby Angel #3, originally uploaded by Black Cat.

“Barbara, svegliati, è praticamente qui”
Un anno fa, alle cinque e mezzo, un’ostetrica poco prima del cambio turno mi svegliava per dirmi che mia figlia stava per nascere. Io dormivo tra le braccia dell’epidurale, e rischiavo quasi di perdermi l’evento.
Oggi la mia splendida diavoletta si è svegliata felice, e rideva a crepapelle mentre io e suo fratello (più io che lui :P ) gli cantavamo Happy Birthday.
Grazie di esistere piccina, ogni giorno con te è unico :*

Let me explain you that

7

Sono affascinata dalle dinamiche di casa mia. Le vivo intensamente ed allo stesso tempo le osservo con distacco per poterle meglio analizzare. E’ una cosa strana da immaginare, lo capisco, ma è il mio modo di vivere le cose “doppie”, da Gemelli come sono, per capirle e viverle insieme.

Alexander è diventato bravissimo, il modello di figlio che moltissimi genitori vorrebbero. Collaborativo, intelligente, educato, interessato e curioso senza essere inopportuno. Ci sarebbe da dire davvero che gli manca solo la parola. E finalmente è una cosa su cui concordano anche medici e terapisti. Solo la parola manca, è diventato emozionalmente stabile, non ha crisi di riso da due mesi (avevano cadenza settimanale!) e più, non ha attacchi di rabbia, è sereno, felice, affettuoso. Gioca moltissimo con sua sorella, che crescendo diventa sempre più la sua compagna di scorribande. E’ un angelo. Il mio angelo. Mio e anche di qualcun’altra, viste le continue tracce di lucidalabbra rosa sul colletto del grembiulino…

Chiara… beh, l’appellativo meno offensivo che è stato rivolto alla mia “grande” bimba è stato “Palladilardo”. Da “Buddha” a “Trichecosovrappeso” piuttosto che “Lottatricedisumo” passando per il più classico “Cicciona”. Solo perchè ha un po’ di pancettina non è che sia poi così… beh, sì, insomma è grassoccia, però mangia che è un piacere, praticamente tutto, e sta bene. A me va bene così. Certo, ieri ho avuto l’onore di ammirare la splendida Viola, cinque giorni più vecchia, che si esibiva in una maratona con corsa ad ostacoli, mentre Chiara è tuttora ancorata a terra da un culone pesante come il piombo. In compenso, parla senza sosta. L’altra sera voleva tassativamente giocare con me e suo fratello, entrambi crollanti dal sonno e già con la bolla al naso tipo anime giapponese. Al nostro tentativo di farla dormire, mettendola nel suo lettino, ha cominciato ad urlare “MAMMA!NANNA NO!” e questo è durato circa un’ora dalle 11:30 alle 0:20. Madre e fratello ne sono usciti stremati. Come se ciò non bastasse, ha sviluppato un carattere forte da paura, e reagisce con veemenza ad ogni “torto” che pensa di aver subìto. Si sta perciò rifacendo di tutte le volte che suo fratello, per giocare, la scaraventava a terra ridendo. L’ultima, che mi ha fatto prendere uno spavento di prima categoria, è stata tre giorni fa, mentre facevano il bagno insieme nella vascona idromassaggio. Tranquilli un momento prima a giocare con le paperette, trenta secondi dopo lei era seduta sopra di lui e gli teneva la faccia sott’acqua con le braccine (ine?) tese. 

La morale di tutto questo?  Che mentre Alexander è un cherubino senza ali, Chiara è Linda Blair travestita da Bibendum.

Sweetie

12

Sweetie, originally uploaded by Black Cat.

Quando la guardo mi immergo in ogni suo gesto.

Il mio 11 Settembre

4

Oggi Chiara compie nove mesi.

Al tagliando dalla pediatra effettuato lunedì, pesava 9.6kg ed era alta 75 cm. Praticamente una bambina di un anno e mezzo. Inutile sottolineare quanto lo svezzamento sia stato una passeggiata… Da qualche giorno, la piccola tra l’altro ha preso la malsana abitudine di fare avanti e indietro attaccata al bordo del divano. Camminando. Ho preso i paraspigoli in gommapiuma adesivi, per lo meno da mettere agli angoli del camino e della panchetta in cotto. Li incollo, passa Alex, li toglie e li butta.

Devo capire se è una recondita speranza che la sorella si spatasci su un angolo, o è solo uno dei dispettucci che mi fa per tenermi allegra.

Oggi ho accompagnato mia mamma a Milano, e mi son fatta (fare) un paio di regalini. Questa per me:

E questi per Chiara:

Taglia? 24 mesi, ovviamente… :|

Milky

1

Mamma 100% Garantita, originally uploaded by Black Cat.

A volte vorrei non crescesse. La mia piccola autoclave :D

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