Motori e Dintorni
Need for speed
8Parlo sempre e solo dei miei figli. Lo so.
Però io non sono solo questo, sono anche le mie passioni. E quella più devastante, che ha dominato gran parte della mia vita, è alimentata a combustibile.
Quando tuo padre ha circa quarant’anni di esperienza in una casa automobilistica, ti chiama Pietro da quando sa che sta per avere un figlio, e ti fa la prima foto nel bagagliaio di un’auto della “sua” Marca, beh, il tuo destino è piuttosto chiaro.
Fintanto che ero piccina, il mio motto era più o meno “Non farò mai e poi mai il tuo lavoro papà”. Ed era vero, perchè quello non è mai stato un lavoro ma una droga.
Oggi ho fatto un colloquio conoscitivo per una posizione nel mercato automotive, e ho rivissuto in mezz’ora la mia intera esistenza.
Ho ricordato a 12 anni quando passavo i pomeriggi dopo la scuola negli uffici della carrozzeria, ad ascoltare rapita i periti che discutevano sui sistemi di frenata e la loro incidenza sugli incidenti stradali.
A 17 anni, quando facevo le traduzioni giurate in Tribunale per l’infortunistica stradale.
A 18, quando ho venduto la mia prima auto, emozionata e tremante, che mi ero imparata a memoria ogni singolo dato tecnico su rese e consumi, gli accessori disponibili per l’allestimento, i prezzi, i codici!
I vent’anni, quelli in cui decisi che era ora di fare qualcosa, e complice il terribile genitore cominciai la mia carriera, un percorso fatto di sacrifici, dedizione, studio e aggiornamenti continui. I corsi, i ragazzi della sede di Roma, che tuttora ricordo con un immenso piacere, le prove su strada, i circuiti di guida.
Imola, nel 2001, dove ho capito che la strada per me era solo l’inizio, e l’aver corso con questo signore qui e il suo amico mi ha fatto diventare drogata di AMG, di auto da 800 e più cavalli. Ricordo ogni curva del circuito, curve che ad ogni giro mi diventavano più familiari e che aggredivo come una pantera divora la preda debole.
In sostanza ho ricordato e ho sofferto, una passione che ho dovuto far tacere per una serie di eventi della mia vita, ma che non si è mai riuscita a sopire del tutto, nè credo lo farà mai. Potrò vendere abiti, fare la segretaria e il customer care, costruire siti e moderare forum nel web, ma la vera Gatta è e resterà sempre questa. Che lo si voglia o no.

Tirèm inanz
6Ieri sono andata con la truppa all’Acquazzurra di Metaponto (MT) un acquapark molto pulito e ben organizzato, non lontano da Taranto.
Complice un venticello adorabile, l’abbronzatura di tutta la truppa, piccolina esclusa, ha subito un miglioramento abissale, quasi pari al buon umore.
In compenso oggi io non riesco a parlare, son totalmente senza voce.
Ho scoperto che questo è il sogno dei mariti, a pari merito con una moglie un po’ disinibita, amante del pompino e con la settima naturale.
Meno mi aspettavo che fosse anche il sogno dei figli: il mio mi sta allegramente deridendo da stamattina, visto che riesco a sgridarlo solo sottovoce.
Oh Lord, won’t you buy me…
0Son due settimane che elemosino passaggi destra e a manca perchè ho l’auto in officina e “centro estetico” a seguire, per svariati segnetti che mi copre la santa-kasko.
Alle 17 mi chiama l’accettatore per dirmi che la piccina è pronta, lunedì posso andare a prenderla.
Alle 17 e 45 mi chiama il suo capo (che conosco da anni)
Ma… quand’è che ritireresti la tua macchina tu?
Lunedì, mi ha chiamato tre quarti d’ora fa C. per avvisarmi…
Si, ma fai quello di settimana l’altra, che il lavagista non si è accorto del tuo dachbox nuovo e te l’ha scardinato passando in un punto basso. Ti si è rotto anche il portellone del bagagliaio. Tranquilla che penso a tutto io, non ti agitare eh…
Ma porc….

Il moto fa male
3Qualche giorno fa, spinta da indomabile impeto atletico, decido di rispolverare la mountain bike per fare qualche commissione in paese.
Vado nel box del mariTony e mi metto a gonfiare le gomme. Ovviamente la mini-pompa è uno di quei modelli progettati da Margherita Hack in collaborazione con Rita Levi Montalcini, con pressostato, valvola a tre posizioni, pedale regolabile e amenicoli vari. Il tutto concentrato in dodici cm di grandezza. Con il tempo record di venti minuti gonfio le ruote alla stessa atmosfera precisa al millesimo e mi pregusto la pedalata.
Chiudo il box, esco dal cancellone, faccio la prima curva e mi appresto a fare la seconda per immettermi nella via principale.
Stttoonkkk!!!
Sento un rumore secco, di ferraglia.
La bici si inchioda, la catena cade a terra, e io vengo sbalzata in avanti proprio all’angolo con la strada, dove c’è un piccolo santuario all’aperto della Vergine Immacolata.
Cado, con i pantaloni corti sulle rocce che ornano la Madonnina, abbracciandole quasi presa da una foga mistica.
Ovviamente, come ci si aspetterebbe da me, a quel punto che faccio? Prego, prego ardentemente la Madonna
.
Con le gambe graffiate, una rabbia da wrestler in corpo, noto che ad assistere alla scena c’era una povera vecchietta inginocchiata a pregare che si è vista piombare un donnone imprecante nel suo santuario.
Vabbè, vado a piedi. E in Farmacia, così mi faccio medicare.
La tecnologia che (non) ci aiuta
13Era da un po’ che volevo parlare di tecnologia ed elettronica.
Avendo a che fare con i clienti direttamente, per la maggior parte delle volte oltre alle mie esperienze, mi tocca sorbire ogni singola seccatura che le persone si portano appresso con le loro macchine.
Antefatto. Io odio le gestioni elettroniche a scapito di quelle meccaniche, in tutto. Nella sicurezza attiva e passiva, nella marcia regolare e in quella estrema, nelle auto e nelle moto. Il problema è che mentre con le due ruote ti puoi ancora scegliere un modello da aggiustare con un cacciavite e una brugola, non esiste a tutt’oggi macchina, escluse quelle nei kit in scatola da montare, che non sia gestita da centraline.
Ti capita così che una guarnizione che isola la mandata dell’aria dei freni di un bolide da 360cv sia crepata, e quando freni invece di fermarti, se sei vicina a un muro ti ci spalmi sopra, che il sistema di emergenza non ha fatto in tempo a entrare.
O che una centralina AAM rifiuti di collegarsi alla tua chiave (nuova, acquistata dieci giorni prima) e resti chiuso fuori da un’auto targata solo tre mesi prima con la solita attenuante che puoi azionare l’apertura manuale spaccando un finestrino (sì, ti si è rotto il tappino che chiude la serratura meccanica, mentre tentavi di staccarlo…)
Magari ti capita che sei un noleggiatore, che cambia auto ogni due o tre anni, e quella nuova ti ovalizza i dischi freni ogni 4.000 km perchè la centralina di un complesso sistema di sospensioni autoadattanti chiude i pistoncini in maniera irregolare e scomposta.
Ricambi certificati. Marchio europeo.
Quando li apri, nella loro scatola dove risultano tutti i simboli di controllo qualità fatto anche sulla trisavola dell’imballatore del magazzino spedizioni, peccato ci vedi un “Made in Mexico” o, se ti va bene un “Made in Indonesia”.
A me questa cosa comincia a infastidire, che ci sono persone esasperate che vengono da me, dai colleghi di altre marche, da ogni singolo centro di assistenza post-vendita.
Persone alla ultima goccia del vaso di Pandora, che restano ferme sotto il sole cocente con una famiglia caricata sulla nuova auto, sinonimo di qualità, prestigio, confort. Mercedes, BMW, Audi, Volkswagen, Porsche. Siamo TUTTI nella stessa barca, tutti.
Perchè, chi, quando si è deciso di esternalizzare tutta la produzione della componentistica del mercato automobilistico, senza per altro ridurre di un cazzo il prezzo del bene finale, dando una bella diminuzione verso il basso della qualità del prodotto?
E’ indegno un trend simile. Per chi compra, per chi tenta di vendere basandosi su princìpi che vorrebbe veder rispettati dalla propria Casa, per chi, come me, si occupa di un cliente scontento che vaga, da una parrocchia all’altra, tentando di imbroccare la meno peggio delle strade. Ancora da trovare, tra l’altro.
Queste simpatiche arzille vecchiette
2Comincio a pensare che la mia adorata macchinina stia soffrendo di un periodo di sfiga.
Prima Tony uscendo dal box nuovo mi rifà una fiancata, e vabbè…
Io in un parcheggio piovoso non vedo una Polo e con una retromarcia la sfondo letteralmente procurandomi ben due graffi al paraurti (antiestetici, porcomondo!!!!).
Poi la lascio due settimane a Tony, a cui nel frattempo risistemo la sua in carrozzeria, visto che anche la sua fiancata ha colorato il nuovo box (
) e la riprendo stamattina.
Esco di casa bella tranquilla, attraverso il paesotto e mi dirigo verso la provinciale.
Scorgo una vecchina in bicicletta e, memore di passate esperienze di paese, mi sposto ben a sinistra per superarla. Circa a un metro da lei, insomma.
Mentre le sono a fianco (e con cinque metri di macchina non puoi non vedermi!) questa sterza a tutta forza nella mia direzione e mi prende in pieno lo specchio, ora pericolante.
Vado avanti qualche metro, controllando nel retrovisore che questa stia ancora in piedi, metto le quattro frecce e mi fermo.
“Signora, tutto bene?”
“Siiii, mi scusiiiiiiii”… e scoppia a piangere.
Avrà avuto settant’anni, una bella signora curata e truccata.
“Ma va, non si preoccupi, l’importante è che non sia caduta (bestemmie si susseguivano nella mia mente mentre guardavo lo specchio e ne verificavo lo stato fuori sede, specchio da circa 380 euro) Come ha fatto a sterzare così? Guardi che è pericoloso, può farsi male!”
“No, è colpa mia, signorina, è la terza volta questo mese che vado addosso a una macchina”
”
Ehm… ma scusi, non guarda prima di girare?”
“No, è che io volevo evitare il tombino, sa, ho paura che lo sbalzo mi faccia male alla schiena, la scogliosi, l’osteoporosi…”
“Signora, se va sotto una macchina, si fa di certo più male.
”
“E come faccio a evitare i tombini?”
“Ha mai pensato di schivarli passando sul loro lato destro?”
“Uhhhh, ha ragione signorina…. mi scusi, mi scusi, cosa le devo per il danno?”
“Niente, va, non si preoccupi, l’importante è che Lei stia bene. Stia attenta in futuro eh!”
Saluto e torno in macchina. Dal vivavoce compongo un numero.
“Magazzino? Antonio? Ciao, son la Gatta. Mi ordini uno specchio esterno destro per un 203, freccia incorporata, elettrico, ribaltabile, riscaldabile, antiabbagliante. Ce l’hai? Bene, faccio un mutuo e domani passo a prenderlo.
“
Pucci pucci!
9Mi ha fatto sorridere tantissimo la campagna lanciata dal grandioso Trentamarlboro contro i blogs “Pucci-pucci”, quelli ricolmi di Hello Kitty, cursori ad angioletto et similia.
Che ognuno, secondo me, si esprime come meglio crede: io non dimostro la mia veneranda età nè nel blog nè di persona, visto e considerato quanto sono ancora bimba dentro.
Non metto Hello Kitty solo perchè Witch ne sarebbe gelosa, ma ho il portadocumenti di Pukka
Ecco, tutto ‘sto sproloquio per chiedervi: se non sopportate i blog pucci pucci, che ne pensate di una tipa teutone che si è dipinta un Ferrari Testarossa così?
E stavolta la freghiamo noi!
7Ora basta.
Prima ha terrorizzato me, portandomi in casa quell’uomo enorme, peloso e che le sta sempre attaccato. Io non le posso più dormire sulla pancia, che lui mi sposta.
Poi sulla sua pancia non ho più potuto dormire perchè per un anno circa questa andava ingrossandosi.
Ora c’è un altro uomo, piccolo però.
Prima camminava come me, ora ha preso stranamente a camminare come loro, tsk…
E secondo me lei tiranneggia anche lui. Lo lega sempre quando lo fa sedere.
Non gli lascia usare la sabbietta, e ha delle ciotole chiuse da cui si vede fa fatica a bere.
All’inizio mi picchiava e mi tirava il pelo, ora mi accarezza, e sento che è partecipe alla mia disperazione.
Lei, la Gatta, ci ha traditi. Dorme sempre e solo con il signore grande. Noi in altre stanze.
Noi ci vogliamo vendicare.
Alexander si è procurato le chiavi di macchina e box nascondendole a mamma, io mi occupo di trovare la manodopera necessaria tra i miei amigatti… stasera le faremo trovare la macchina così

Si torna ai vecchi fasti
3Domani lascio a casa gli anfibi e i jeans.
Pantaloni eleganti, giacca e tacchi alti.
Si torna alle origini, quelle che mi mancano.
Si chiude una importante trattativa, una di quelle che da sole ti pagano sei mesi di stipendio ![]()
Inutile dire che, da brava Gatta-venale, certi miei clienti li adoro ![]()
Che il deserto custodisca il tuo rombo
4Meoni, secondo in classifica alla Parigi Dakar, muore per arresto cardiaco.
47 anni, e una forza d’animo da far paura.
La stessa che ti spinge a fare gare estreme come quella in cui stava dominando.
Un pensiero per te, Fabrizio.
Omicide
4Sempre più spesso, ultimamente, sono assalita da rabbia omicida.
Non mi è più permesso girare in macchina senza che mi prenda, presto o tardi, l’impeto di scendere, prendere certi autisti dal collo e sbattergli la testa ripetutamente sui vetri delle loro macchine finchè nessun cristallo resta più in piedi.
Premesso, lasciata in pace sono un tipo piuttosto tranquillo: lascio passare i pedoni, dò precedenze anche immeritate a chi chiede strada, mi comporto civilmente insomma.
Però se mi apri la portiera mentre sei fermo in seconda fila e senza nemmeno curarti se arriva qualcuno, beh, ti suono, sempre che come oggi riesco a frenare in tempo per farmi uscire due otturazioni e bloccare il muso della macchina a due centimetri dalla tua portiera spalancata. E se mi fanculi, mi fermo e scendo.
Peggio ancora se mi tagli la strada: non puoi pretendere che io non alzi il mio regale dito medio, visto e considerato che sono in questa c@zzo di fila che svolta a sinistra da circa dieci minuti, tu arrivi bello bello da destra e ti infili gabbando tutti. Metti la freccina e ti faccio passare che non mi cambia nulla, ma non mi fare il pelo alla macchinina che io ti in@ulo.
Peggio ancora, se non vuoi che fermi la macchina in mezzo al viale con le quattro frecce, ti venga a bussare al finestrino e ti tiri fuori a suon di porci e vaffa, evita per cortesia di parcheggiare per un quarto d’ora nel passo carraio per cui io e il condominio paghiamo le tasse. Che potrei avere un’emergenza, potrei avere necessità di entrare in quel comodo portone che ospita la tua fiammante Escort dell’86, brutto stronzo. PASSO CARRABILE dove il transito deve essere permesso.
Che altrimenti, prega che il tuo Dio ti assista, come è successo stasera. Mettiti lì ancora una volta e dammi della donna di facili costumi se mi permetto di suonarti mentre sei a casa mia. A prescindere dal fatto che son collega di tua madre, tua moglie, tua figlia e tua sorella, io ti faccio nero. E non mi fermo più con la mano a mezz’aria.
Ndr: tutti e tre gli elementi li ho trovati stasera in quattro km di strada tra lavoro e casa. Distanza percorsa in qualcosa come 48 minuti. E non ditemi che è Natale e bisogna essere più buoni… ![]()
The reason why
6I motivi per cui amo da impazzire il mio lavoro sono gli “inconvenienti piacevoli”
Negli ultimi giorni ben tre.
Dover individuare un rumore all’assale posteriore di un V8 con compressore volumetrico di potenza 476 cavalli che sopra i 130 km/h disturba il conducente. Ho dovuto pulire i sedili dalla bava che mi scendeva tanto ero elettrizzata per quelle prestazioni.
Testare tutte le apparecchiature elettroniche di una Geländewagen 500 V8 che aveva una perdita di corrente da individuarsi tra: i monitor lcd incastrati nei poggiatesta anteriori, la consolle playstation (doppia, una per lato), il lettore dvd o la televisione. (Andrea dovevi vedere che spettacolo, passo lungo, argento, nappa nera…).
Far fare un giro di prova a probabili acquirenti di una limousine da quasi otto metri, bloccando una intera strada nel tentativo di fare un’inversione di marcia, con una ventina di allegri passanti che guardavano incuriositi chiedendosi chi cavolo ci fosse lì dietro e soprattutto se la tipa al volante sapeva ciò che stava facendo. ![]()
Convocazione
8Corso di aggiornamento in Sede, a Roma.
Il 14 Dicembre, dalle 9 alle 16 ![]()
Unica persona intitolata (diciamo obbligata che fa più bello) a parteciparvi: io.
I pensieri su come organizzarmi sono confusionali: diciamo che ci andrei di corsa, non fosse altro che per vedere una certa amica/sorella/mammaditerzogrado che non vedo da quasi due anni.
Ma c’è il problema Alexander… ![]()
Per essere presente al corso alle nove, il volo che devo prendere è al massimo quello delle sette. Il Principe prima delle nove è insvegliabile pena martirio dei presenti al suo risveglio. Quindi, eventualmente dovrei partire la sera prima, nel caso andassi con lui.
In caso non lo portassi, chi lo tiene? La ragazza che si smazza le quattro ore pomeridiane credo si suicidi se le dico che deve sciropparselo tutto il giorno, Tony non può stare a casa dal lavoro, mia madre lavora, e mia suocera anche.
Idea!!! Il nido aziendale di tutte le grosse società!!!
Chiamo. Mi risponde una ragazzina, simpaticissima che mi dà subito del tu.
Le spiego brevemente il problema e le chiedo se hanno un nido a cui potermi appoggiare per la mattina, che così sarei partita il lunedì pomeriggio.
Risposta: “Ah, dai, tu portalo che il nido non lo abbiamo, ma tanto in Azienda qualcuno che non ha voglia di lavorare e te lo tiene lo troviamo sicuramente!”
Mi immaginavo già le scene apocalittiche, di una Sede nazionale di Casa Automobilistica con computer bloccati da strani guasti elettrici, cavi tranciati da dentini da latte, dipendenti disperati a cercare un bambino di nove mesi che gattonando si è nascosto chissà dove… ‘n son mica sicura di fare così… ![]()
Handicap reale e non
8Stavo venendo in ufficio, tranquilla in coda dietro a uno dei tipici vecchietti, quelli con Fiat Uno, cappellino a coppola e occhiali, tanto per intenderci.
Non avevo fretta, quindi mi godevo l’ultimo singolo degli U2 trasmesso dalla radio, a velocità ben inferiore alla massima consentita.
Ad un tratto mi sorpassa un Porsche Boxster che taglia la strada in maniera molto ma molto brusca al signore davanti a me.
Tanto bruscamente che poco dopo lo stesso mette la freccia, accosta e prende fiato con la mano sul petto, quasi si sentisse male.
Parrebbe una scena abbastanza comune, il tipico stronzo che guida come un idiota rischiando di causare continui incidenti.
Il fatto più increscioso però, è che il personaggio in questione fosse un ragazzetto di non più di vent’anni, con una Porsche con il tagliandino dei portatori di handicap.
Considerato che per mia nonna, che è rimasta su una sedia a rotelle per quattro anni prima di schiattare, e per mio padre morente me lo son vista negare, con quale bu@o di @ulo vengono assegnati questi permessi?
Grandioso
9Attenti alle truffe, ce lo insegna pure Striscia la notizia…
Ufficio, ore 16.25. Si presenta un tizio, vestito normale.
Entra e si presenta, viene a nome del fornitore XY (un nostro vero fornitore) e dice di dover ritirare tre assegni da 1.200 euro a copertura delle ultime fatture.
Tutti facciamo la faccia basita. Tutte le fatture vengono regolarmente saldate via RiBa. Nessuno sa nulla, insomma.
Arrivo io. “Senta, aspetti un attimo, chiamo il Suo ufficio e vedo per quali fatture Le devo dare questi soldi…”
Questo impallidisce. “Nnno, ehm.. che… ma non importa… ripasso…”
Mi insospettisco. Gli chiedo se per caso non fossero i tali attrezzi che abbiamo ordinato a Flavio, il rappresentante di zona. “Ecco! Si, son proprio quelli!”
“Gioia… non esiste nessun Flavio presso l’azienda per conto di cui ti sei presentato. Conosco personalmente tutti e tre gli agenti, che son passati ieri, e tu sei un truffatore.”
Non ho chiamato la Polizia solo perchè è scappato, ma certa gente davvero meriterebbe punzioni esemplari. Se ci fosse stata una segretaria idiota, magari si sarebbe messa a far compilare assegni dal ragioniere, e i soldi sarebbero spariti.
Che bastardo…
Questo folle folle lavoro
9Gatta: “Buongiorno Sig. Xxxxx, sono Xxxxxxx della Xxxxxxx, La chiamo per l’intervento urgente che ha richiesto sulla Sua vettura”
Cliente: “Uh, che bello, è Lei allora l’infermiera che curerà la mia macchina?”
Gatta: “Si…
”
Cliente: “Ma, mi dica, è vestita come la Cavagna?
”

Ideaaaa
8Stamattina con marito e figlio sono andata alla presentazione di una nuova auto.
Nulla di sconvolgente, più che altro la mia consueta marchetta commerciale ![]()
In compenso la vera rivelazione è stata la nuova pubblicità televisiva della casa torinese: una macchina talmente di me#da che quando la lasci aperta in strada non se la caga nemmeno un ladro. L’unico che ci sale è lo sciapo americano alcolista che va a fare jogging in riva al lago per smaltire gli ettolitri della sera prima.
Mai sottovalutare la Gatta
8Torniamo alle solite menate, ragazzi. Al fatto che se una donna ti dice che la macchina ha dei problemi e te li spiega annettendo possibile cause scatenanti dei difetti, non viene presa in considerazione e pure derisa.
Settimana scorsa ho lamentato un calo di potenza della mia bestiola a quattro ruote che ne pregiudicava la marcia: immaginate di sorpassare e vi si spegne il motore (il compressore volumetrico nel mio caso). Vi trovate con una macchina che sobbalza ed arranca, magari sbandate pure, e magari vi sfracellate anche se non avete la prontezza di riflessi.
Diagnostico, vent’anni di esperienza: “Bisogna cambiare la pompa elettrica dell’aria del compressore”
Occ@zzo, dico io, ma un controllo al circuito elettrico no?
Lapidario lui: “Va cambiata e tutto va a posto”
Mortacci sua… seicento euro di ricambio… e vabbè… ![]()
Sabato sera andiamo da amici, la macchina scalda al punto da avere punti dell’abitacolo talmente alti in temperatura da scottare le mani se toccati.
La Gatta ha i capelli dritti appena entra in officina oggi pomeriggio.
Ma… il diagnostico ha preso già le ferie, nessuno altro è abilitato all’uso degli strumenti di diagnosi elettronica a parte… me.
Ore 14: la Gatta prende una tuta da meccanico taglia M.
Va in bagno, toglie tutto a parte reggiseno e mutandine e con aria incazzata (molto incazzata) infila la suddetta e si dirige in officina.
Guanti (ho la pelle delle mani delicata
), apertura cofano, attaccare strumento diagnosi, eseguire controlli.
I miei seicento euro di pompa sono di nuovo fulminati e bruciati internamente.
Penso molto intensamente al tecnico in vacanza e invoco il famoso porco di tre lettere.
Dopo due ore di diagnosi, stampa guasti effettivi e controlli di amperaggio dei circuiti elettrici il guasto finalmente si palesa: un relais difettoso ha (ed aveva anche con la precedente) compromesso il funzionamento della valvola pneumatica che dà corrente alla pompa aria del compressore, lasciandola sempre accesa e bruciandone i contatti elettrici.
Costo del ricambio: 3.95 euro più iva.
Che se fosse stato controllato da un operaio con venti, non due, venti, anni di esperienza, mi avrebbe risparmiato centinaia di euro di riparazioni.
Partenza rimandata (la macchina è ferma, i ricambi non sono in magazzino e se vado in giro in queste condizioni rischio di sputt@anare il motore) e umore pari al delirio di un serial killer.
Cosa fareste voi al tecnico, quando a settembre rientra? ![]()
Addio
19Domani la mia piccola mi abbandonerà definitivamente.
Appena qualche giorno dopo il suo compleanno, che non ha festeggiato con me come nel 2003, verrà un ragazzo americano a portarsela via, dopo essersela aggiudicata su Ebay.
Inutile dire che ho già pensato diciottomila volte di chiamarlo con una qualsiasi scusa per dirgli che non la vendo più, ma poi ho pensato a lei, al fatto che sarebbe ben poco utilizzata con Alexander appresso, che il suo papà di certo non starà a Milano fisso entro breve termine.
Boh, dire che son triste per dovermi separare da qualcosa così bello e che così a lungo ho desiderato, bè, è restrittivo…
Grande concorso a premi
24Vinci una cena di pesce in uno dei migliori ristoranti della tua città!
Scegli anche tu il pattern più assurdo per riverniciare la macchina di Delymyth, giacente per un nonnulla presso la sede di lavoro della Gatta.
Vuoi mettere che sorpresa quando la povera proprietaria viene a prenderla e da verdone scuro se la ritrova a pois rosa fluo, o a strisce verdine stile optical o… scegli tu! Le immagini nei commenti sono abilitate ![]()
AM-PS-ATM-UPS
0Ffffftttppp [gatto che soffia]
Si avvicina la stagione fredda, cari cittadini metropolitani, come non pensare alle mirabolanti campagne antismog, alle domeniche a piedi, ai riscaldamenti che inquinano, alla benzina verde, il bollino blu e le marmitte catalitiche?
Ma si, cominciamo adesso…
(more…)
Mail strane…
0Mail veramente ricevuta con tono fintamente serioso, spedita da amico blogger (indovinate chi!!!)
Le mando la foto del tipo di auto che vorrei, magari di colore diverso, tipo verde, a pois gialli, e un po’ più aggressiva.
Cronaca vera
0Cliente: Sa, ho ordinato la macchina nuova.
Io: Ah, bene! Sono contenta per Lei.
Cliente: Avrei bisogno però di un consiglio perchè la vorrei rendere una cosa estemporanea…
…comincio a non capire…. [ndr: intendeva dire eccentrica, chiaramente!]
Io: Cioè? Mi dica.
Cliente: E’ blu scura metallizzata, vorrei fare il tetto e i profili delle portiere argento.
Io: Scusi, devo andare.


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