Vita in negozio

Domani ci trovate qui :)

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Scusate per la scomparsa, ma abbiamo dovuto organizzare questa cosina qui, con tanto di sfilata. Seguiranno dettagliati resoconti :*

locandina

Applied Murphy’s law

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Se hai una collana nuova, si romperà presto.
Questo succederà sicuramente quando hai il negozio pieno di gente.
Le perline più acuminate ti finiranno nel reggiseno, d’altra parte avrai messo il balconcino.
Questo accadrà quando, ovviamente, in negozio hai un cliente di sesso maschile e maggiorenne.
Nel momento in cui, usciti i clienti, ti chinerai dietro il bancone per recuperare le perline, entrerà qualcuno che ironizzerà pietosamente sulla tua posizione “scomoda”.
Troverai tutte le perline tranne una, che, come al solito, è quella più lavorata e piena di strassini.
Ma checc@zzo…

It’s a hard life

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“Posso entrare nel tuo negozio?”
Certo, e non temere, per me tutti i clienti sono uguali.
Mi spiace però per te e per la tua bambina di pochi giorni. Temo che la tua scelta di tenere un velo in testa per obbedire alla tua religione, non vi farà vivere una vita facile.
Lieta comunque di sapere che ti sei trovata bene e che ritornerai. La tua piccola ha un sorriso mentre dorme che scalderebbe qualsiasi cuore.

La Pifferaia magica

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I bambini adorano il mio negozio.
La vetrina li attira, i manichini piccolini, i colori, le decorazioni cangianti, un po’ la cosa è studiata, se entrano loro, anche i genitori lo fanno e magari trovano qualcosa che gli piace.
All’interno poi c’è l’angolo giochi, con tavolo, sedie e tappetoni, carrellini finti con le bambole, costruzioni, puzzle, caffettiera e tazzine in finta porcellana. Se lo usano, ci potete contare, appena ripassano entrano a salutarmi per giocare un pochino.
Fino ad oggi comunque non mi era mai capitata una cosa simile.
Un cockerino è passato davanti alla vetrina, si è divincolato dalla padrona, è entrato in negozio, è venuto dietro il bancone e mi è saltato in braccio.
Mumble… :|

Attenti alle fregature ;)

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Nel periodo caldo e in quello natalizio, chissà come mai, fioccano i tentativi di raggiro.
Oggi stavo offrendo i pasticcini alle mie amichètte dei negozi accanto per festeggiare la mia uscita indenne dall’anno della crocifissione, quando entra una guardia giurata in divisa in negozio.
“Salve, sono Pino, sono una guardia giurata dell’xxxx” e mi porge una mano sudaaata da far paura.
Mmmhhh, inarco le sopracciglia e pregusto un divertimento notevole. Conosco la sua azienda, abbastanza bene, son stati miei clienti col precedente lavoro per un sei anni buoni.
“Ah, la xxxx? E’ un’azienda famosissima, da che sede dipende? Quella di via Marghera?” che ovviamente non esiste.
“Già proprio quella :)
“Ah, quindi è con il Dottor Fintoni?” (!!!!)
“Esattamente!”
“Me lo saluti quando torna in sede! E gli dica che mando un bacione alle sue gemelle :)
“Vedesse come sono diventate grandi!!”
“Immagino. Beh, ma mi dica, come posso esserle utile” gli chiedo guardando la cartelletta con una scritta ONLUS sopra
“Sa, io nel tempo libero promuovo una missione in Africa [....] e abbiamo un progetto per tre pozzi d’acqua potabile in Kenia, proprio qui dove vede sulla mappa, chiediamo un suo piccolo aiuto, 5/10 euro…”
“Senti, guardami bene negli occhi, la xxxx non ha nessuna sede in via Marghera, il dottor Fintoni non esiste, ma soprattutto, il Kenya è dalla parte opposta dell’Africa. Che fai, cambi paese o chiamo i Carabinieri?”
“Ok, signora, buona giornata, vado via dal Centro Commerciale, arrivederci…”

Sarà il caldo…

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Stavo mostrando uno di questi a una cliente, entra un tipo trafelato e chiede:
“Scusi, lei vende i portapacchi vero?”
Ehm… no… – sempre con il vestitino in mano -
“E non li affitta nemmeno?”
Guardi che questo è un negozio di articoli infanzia e premaman…
“Eh, quando uno ha figli ha più roba da portarsi dietro, perciò secondo me qui i porta pacchi li dovreste vendere”

Cazzarola, non fa una grinza :D

Voglie represse

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Aver passato la mattina nel magazzino apposito, a scegliere i particolari per la nuova vetrina, ed aver scelto:
reti da pesca
stelle marine
pesci pagliaccio
conchiglie
… beh, credo dia un’idea abbastanza ben delineata di ciò che mi piacerebbe fare :)

Vita di paese

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Mio marito latita, per lavoro por nanìn, ma in ogni caso non c’è mai.
A Pasqua ho fatto numerosi giretti in paese, per confermare la sua esistenza, dato che la voce che girava era che “non è vero che è a Taranto a lavorare, lei ha divorziato e non ha il coraggio di dirlo”.
Ho identificato delle papabili bocche larghe, responsabili della diffusione della cagata di cui sopra.
In questi giorni, complice l’approssimarsi del genetliaco, complice una mia voglia di rinnovamento dovuta ai continui successi della dieta, sono più curata del solito.
Questo vuol dire nuovo make up, manicure, pedicure, maglia più scollata e sandalo col tacco.
“Ma Barbara, cosa è successo? Va tutto bene?”
“Certo, perchè?”
“Ti vedo cambiata, c’è qualche motivo per cui…”
“Senti, il divorzio l’hai già usato, ora vai pure a dire che ho un amante, anzi, fai di meglio, dì che ne ho due così la notizia è più piccante. Ciao, eh!”
Ma vaffanculo, va :D

Precoci

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“Buongiorno signora, senta, la mia compagna di banco è venuta qui con la sua mamma a prendere dei pantaloncini corti di jeans, che a me piacciono tanto. Ho deciso di rompere il mio salvadanaio e Le ho portato tutte le monete, mi bastano per comprarli? Ha la mia taglia? Vesto otto anni..”

Mio-dio… :|

Io amo il rischio

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Ieri è stata una giornata piuttosto movimentata. Ammetto che ero piuttosto stanca, sia fisicamente, che psicologicamente: non sembra, ma essere sorridenti ed accomodanti con il mondo per una giornata intera, ti logora un po’.
Verso le sette è arrivata una mia cliente che ha partorito per farmi vedere la bambina, ed ha portato anche il marito, che io non conoscevo.
Lui era una specie di armadio enoooorme, credo ivoriano, scurissimo di pelle. Teneva la bimba con un’amore pazzesco, era innamorato pazzo delle frugola.
La moglie voleva vedere le fasce portabimbi, e io le ho illustrato la collezione Mhug di cui sono rivenditore. Son fasce spettacolari, io ho preso la prima per Chiara e la uso da quando lei aveva tre mesi, visto che tengono anche bambini di tre anni.
Il padre però, fiero africano, ha subito obiettato, e lì si è creato il siparietto fra me e lui.
“Ah, noi in Africa i bambini li portiamo diversamente”
“Noi in Italia usiamo fasce diverse”
“… perchè noi prendiamo un pezzo di stoffa e facciamo così e così - gesto di allacciarsi qualcosa in modo a me sconosciuto - e andiamo a coltivare i nostri campi rigogliosi”
“Abbi pazienza, ma credo tua moglie non debba andare a raccogliere il riso a Vialone, questa è una fascia che permette anche un allattamento discreto…”
“… perchè voi donne non capite che il calore al bambino viene dalla schiena…”
“… e perchè voi uomini non capite che invece è da qui - gatta che si prende in mano le tette - che esce il latte, e quando piange tua figlia non te la metti sulla schiena ma la dai a tua moglie, no?”
“Voi donne italiane siete insopportabili, oh…”
E ci siamo messi tutti a ridere :)
(e comunque a mente lucida, se questo qui si arrabbiava tanto e non la prendeva sul ridere, oggi mi sa che non ero in grado di scrivere :D )

Google puericoltura

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Oggi mi sono arrivati i tanto attesi colli di piccola puericoltura (il premaman no, secondo me viaggia via battello ed ora è sul Polcevera).
Mi son messa di buzzo buono a prezzare e taggare tutto con le antitaccheggio (diarrea ai ladri da negozio!) e per poco la mia indole di precisina non veniva irrimediabilmente scioccata dalla traduzione degli articoli made in Espana che stavo ordinando.
Credo le ragazze abbiano utilizzato Google quando il loro datore di lavoro ha annunciato loro che avrebbero esportato in Italia i loro (bellissimi) articoli. Così, inspiegabilmente, il “Piatto Oso”, un piattino bellissimo a forma di orso (“oso”, appunto) è diventato “Piatto da recare” e la bellissima, richiestissima, curatissima catenina portaciuccio in legno atossico con gli animaletti…

Portaciuccio

Tutto torna #2

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E comunque, metabolizzare il dolore, e tornare alle due e mezzo in banca dicendo che preferisci tirare la cinghia per due anni piuttosto che pagare gli interessi a loro, e che il prestito lo possono pure stracciare, non ha prezzo.
Fanculo, cafone.

Tutto torna

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Ho due occhi che sembrano due angurie.
Anche stamattina ho panto di rabbia, e a stento reprimo altre lacrime.
Non ho voglia di dilungarmi a raccontare, anche se ce ne sarebbe il bisogno, per capire appieno la questione.
Il fatto è che io mi sono avvalsa del diritto di reclamare a un servizio clienti di una banca che due mesi per avere l’esito di una pratica erano davvero troppi, e che la mia attività non doveva farsi carico dei problemi di personale di una filiale.
Per tutta risposta, invece delle scuse, il direttore (minuscola volontaria) mi ha detto che i problemi di invalidità di mio figlio e dei miei orari che non coincidevano con i suoi (lasciam perdere che non ha mai voluto venire lui a parlare ogni volta che sono andata io) non sono problemi della banca e che lui si è molto seccato del fatto che io mi sia lamentata.

Sapete, lui ha vissuto vicino di pianerottolo (!!!) a una famiglia con un bambino down, e nonostante lui abbia fatto x interventi chirurgici, loro ce l’hanno sempre fatta.

Ma si, insinuerai pure che io sono una perdente, ma secondo me chi deve far fatica a guardarsi allo specchio dopo oggi non sono io.

Snob not allowed

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Mi ricordo che per la prima iniziale fornitura di abbigliamento per il negozio, il rappresentante di una nota casa di moda per bambini (ora simpaticamente mandata a ca@@re) mi disse che le mie erano idee assurde, anticommerciali, totalmente al di fuori dall’etica del settore in cui mi stavo avventurando.
La mia spavalda risposta, da donna che ha vinto competizioni commerciali tra colleghi fino a qualche anno fa e ne va ancora fiera, è stata una cosa simile a “se Lei mi dice che è sbagliato e sarà un insuccesso, mi convinco ancora di più che ho intrapreso la giusta strada e che andrò bene”.
Tutto scaturiva dal fatto che io, abbinata alla vendita tradizionale di vestiti nuovi, ho destinato metà abbondante del negozio al “Mercatino dell’usato”, dove i clienti depositano in conto vendita l’usato selezionato, o i regali di taglia sbagliata, e al momento della vendita (secondo il prezzo da loro stabilito) ritirano il 50% dell’importo pattuito. Io gli libero le cantine, loro mi danno magazzino a costo zero. Questa cosa io con due figli l’ho vissuta, nei negozi e su ebay, tantissime persone non possono permettersi le cose nuove, e approfittano di queste vendite.
Anche noi abbiamo comprato parecchi capi regalati ad altri e mai messi, solitamente al 50% di sconto sul listino, che altrimenti non avremmo certo prendere (vedi cappottino di Gusella in lana BIANCAGHIACCIO).
I clienti di fronte a questa cosa hanno due reazioni opposte: uno gioisce e prenota il giorno in cui porta la sua roba tutto gongolante, l’altro storce il naso e spesso e volentieri ti dice pure “che schifo, roba usata???”
A parte che io seleziono personalmente ogni singolo capo, rifiutando quelli rovinati, macchiati o brutti a vedersi, non funzionanti etc., ma ogni singolo capo è lavato, ben stirato e presentato su un attaccapanni con indicazione di taglia e prezzo.
Perciò lo schifo, caso mai, lo fanno loro che fanno tanto gli schizzinosi quando magari hanno dimenticato di avere acqua e sapone in casa da almeno dieci giorni, o si mettono litri di profumo per coprire l’odore di sudore dai maglioni impuzzoniti che non lavano (scusatemi, è il refrain del momento il mio superolfatto fa gli straordinari).
Poco fa è passato un ragazzo che mi ha fatto una tenerezza pazzesca. Era vestito da lavoro, evidentemente era un muratore. Mi si è fermato sulla porta, si è guardato i vestiti e mi ha chiesto se poteva entrare. “Certo, ci mancherebbe!” gli ho risposto.
L’accento era dell’est, e lo sguardo parecchio esitante.
“La mia bambina ha freddo ad uscire adesso, ha un mese, non hai una tuta morbida ed intera per coprirla? Io però non posso spendere molto…”
Gli ho spiegato la cosa dell’usato, e gli ho proposto un tutone imbottito della Disney che era di Chiara, bellissimo e morbidoso, usato poco, venduto a cinque euro. Beh, la gratitudine di questo ragazzo traspariva da ogni singolo grazie che mi diceva. Felice che la sera la moglie avrebbe gioito dell’acquisto e che il giorno dopo avrebbe potuto portare la bambina al controllo dal pediatra senza paura che prendesse freddo, e visto che nel suo budget ci stavano anche due tutine in ciniglia, ha preso anche quelle.
E’ ripassato poco dopo, portandomi una piantina presa al Despar, che io son stata gentile “A FARLO ENTRARE” e che sarebbe ripassato con la famiglia sabato a prendere altre cose.
Adesso vediamo, chi e cosa fa schifo?

Percezioni distorte

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Sto sviluppando un odio atavico contro un certo genere di clientela, il genere garrulo.
Tipicamente è una nonna, o una primipara esaltata.
Suo nipote/figlio, oltre ad essere nato col parto più difficoltoso della storia della medicina moderna, è ora il più intelligente, il più bello e soprattutto il più grande e lungo bambino del millennio.
“Pensi, a sei mesi è già 65 cm!”
- chissà come mai la taglia sei mesi arriva fino ai 68 cm…
” e pesa già x chili!”
- come tre quarti dei bambini della sua età…
“vorrei prendergli questa giacca antivento (taglia 18 mesi) ma credo gli prenderò questa almeno non gli tira nè gli viene corta”
- ziocane, ma non vedi che è di taglia 36 mesi? Che cazzo gli dai di merenda a sto bambino per fargliela riempire? Una miscela di gas nobili?

Imprenditorialità femminile

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Location: negozio Tempo di Noi, articoli infanzia e premaman

“Signora, è urgente, ho bisogno di sei metri di filo elettrico da due mm”
“Ehm, non so se si è guardato in giro, ma non siamo più il negozio di materiale elettrico, è cambiata gestione…”
“Ah, cosa vendete ora?”
- belìn guardati in giro idiota
“Abbigliamento premaman e bambino”
“Ah, allora non avete il filo, vero?”
“Non in listino…”
- minchia sei stordito forte amico!
“E come faccio, ho la macchina dal meccanico e il ferramenta è chiuso per malattia, devo riparare il lampadario e fare un…”
“Senta, cosa lo pagava il filo al metro?”
“Tre euro”
“E quanti metri ne vuole?”
“Sei”.
“Tenga, questo mi è rimasto dall’installazione dei lampadari del retro, glielo faccio al 50%”
Scontrino per articoli vari e omino felice.
“Grazie signora, la consiglierò a tutti”
“Si, ma guardi che se entra uno e mi chiede un mammuth gli spacco la faccia :D

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