Un cucchiaio di Nutella, la sera, e’ terapeutico.
Sto facendo una dieta bastarda, da 1200 calorie al giorno. In sostanza quasi non mangio, ma almeno in una settimana ho perso 1,3 kg. E me ne mancano ancora molti.
Tanti quante le forze che verso quest’ora scarseggiano.
Ho una giornata piuttosto piena.
Comincio alle sette, quando il piccolo si sveglia e vuole giochicchiare fino alle nove, quando si fa la sua prima mangiata. Poi colaziono anch’io, ci laviamo, ci asciughiamo, e ci vestiamo. Verso le undici e mezzo siamo in ufficio, dove IO lavoro fino alle sei.
Si torna a casa, alle sette altra pappa, la Gatta sistema un po’ di cose reali e virtuali, mangia anche lei, e poi vede di tirare la una, quando il mini Tony si fa l’ultimo pasto prima di dormire.
E alle due stramazzo a nanna anch’io.
Ecco, con quel poco che mangio, fatico a tirar sera.
Ma per la linea, questo ed altro.

Pensavo. A quando ero ventenne.
Questa sera mi sarei pettinata con cura, truccata, vestita tutta aderente e spacchettata, tacchi altissimi che mi avrebbero fatto oltrepassare senza fatica il metro e ottanta, e me ne sarei andata con le mie fide amiche a far l’alba in giro per discoteche e locali.
Perche’ era questa la vita che facevo. Disparata, dissipata, irregolare e sicuramente poco sana (chi ha orecchie per intendere…)

Sembrerebbe che io rimpianga quei periodi.
Tutto il contrario.
Era una ricerca continua, di felicita’ di un singolo momento, di sorrisi strappati, di occhiate complici, di sfioramenti mentre ci si allontanava.
Una corsa. Verso cosa, non lo capivo.

Ci pensavo ieri a cosa ritenessi felicita’.
La mia idea di essere felice e’ cambiata parecchio nel corso degli anni. Forse da giovane pensavo che la felicita’ fosse quella scarica adrenalinica che ti accompagna all’inizio di una storia, di una corsa in moto quando l’acceleratore non ha piu’ corsa, di un giro in pista ad Imola, di una notte di sesso estremo. Ma quella e’ effimera. Finisce. Poi vivi di ricordi, e questo, no, non e’ bello.

Adesso e’ il pensare al domani con serenita’.
Sentirsi appagata, piu’ tranquilla, senza bisogno di schiacciare sul pedale della vita per raggiungere la destinazione. Che era questa. E non avevo bisogno di correre per trovarla. Bastava fermarsi ad assaporare il momento.