Archive for October, 2004
Il tempo che passa
6Stasera mi sono resa conto di quanto mio figlio stia diventando grande e quanto in fretta lo stia facendo.
Ho preso il seggiolone, e gli ho tolto il “tavolino”. L’ho spinto sotto il tavolo finchè lui era sufficientemente vicino per arrivarci.
In un’unica pentola ho preparato un genuino passato di verdura, gustoso e ricolmo di piccoli maccheroncini B@rilla.
Ho messo le tovagliette con i gattini, e tre piatti: due normali fondi e uno più piccino.
Due cucchiai grandi e uno azzurro colorato con il manico morbidoso.
Una vaschetta con delle fettine di speck tirolese, di cui una fatta in piccoli pezzettini.
Intanto che cucinavo il mio piccolo Maestri si è servito dello speck gradendo alquanto anche i pezzettini di pane a lato.
Poi, tutti e tre, abbiamo cenato, con la stessa pietanza.
Boh, a me è parsa una cosa stupenda, mi ha dato un senso di calore, un senso di famiglia. Le risate di Alexander, la sua gioia di stare a tavola con noi, di mangiare le stesse cose, l’autonomia con cui un bambino decide cosa e quando mangiare.
Ci son volte in cui le piccole cose mostrano quanto grande possa essere un piccolo uomo di nemmeno nove mesi. ![]()
Handicap reale e non
8Stavo venendo in ufficio, tranquilla in coda dietro a uno dei tipici vecchietti, quelli con Fiat Uno, cappellino a coppola e occhiali, tanto per intenderci.
Non avevo fretta, quindi mi godevo l’ultimo singolo degli U2 trasmesso dalla radio, a velocità ben inferiore alla massima consentita.
Ad un tratto mi sorpassa un Porsche Boxster che taglia la strada in maniera molto ma molto brusca al signore davanti a me.
Tanto bruscamente che poco dopo lo stesso mette la freccia, accosta e prende fiato con la mano sul petto, quasi si sentisse male.
Parrebbe una scena abbastanza comune, il tipico stronzo che guida come un idiota rischiando di causare continui incidenti.
Il fatto più increscioso però, è che il personaggio in questione fosse un ragazzetto di non più di vent’anni, con una Porsche con il tagliandino dei portatori di handicap.
Considerato che per mia nonna, che è rimasta su una sedia a rotelle per quattro anni prima di schiattare, e per mio padre morente me lo son vista negare, con quale bu@o di @ulo vengono assegnati questi permessi?
Quando.
16Il post si è autocensurato perchè era troppo generico e poteva coinvolgere persone che nulla c’entrano nei miei scazzi, pardon.
Da oggi in poi, spiacente, tutto ciò che voglio dire lo dirò, senza paura di ferire alcuno.
Si fotta la diplomazia.
Che tipo di file sei?
6Grazie ad Andrea, ecco cosa risulto essere… sic.
Grandioso
9Attenti alle truffe, ce lo insegna pure Striscia la notizia…
Ufficio, ore 16.25. Si presenta un tizio, vestito normale.
Entra e si presenta, viene a nome del fornitore XY (un nostro vero fornitore) e dice di dover ritirare tre assegni da 1.200 euro a copertura delle ultime fatture.
Tutti facciamo la faccia basita. Tutte le fatture vengono regolarmente saldate via RiBa. Nessuno sa nulla, insomma.
Arrivo io. “Senta, aspetti un attimo, chiamo il Suo ufficio e vedo per quali fatture Le devo dare questi soldi…”
Questo impallidisce. “Nnno, ehm.. che… ma non importa… ripasso…”
Mi insospettisco. Gli chiedo se per caso non fossero i tali attrezzi che abbiamo ordinato a Flavio, il rappresentante di zona. “Ecco! Si, son proprio quelli!”
“Gioia… non esiste nessun Flavio presso l’azienda per conto di cui ti sei presentato. Conosco personalmente tutti e tre gli agenti, che son passati ieri, e tu sei un truffatore.”
Non ho chiamato la Polizia solo perchè è scappato, ma certa gente davvero meriterebbe punzioni esemplari. Se ci fosse stata una segretaria idiota, magari si sarebbe messa a far compilare assegni dal ragioniere, e i soldi sarebbero spariti.
Che bastardo…
Ci penso io
6“Ehi, non preoccuparti, ci penso io e aggiusto tutto”
Quante volte una qualsiasi persona vi si è proposta come risolutore ufficiale dei vostri problemi lavorativi, economici, sentimentali? Quante volte i cosiddetti amici/parenti/conoscenti, zelanti quanto inesperti, si sono prodigati per prendere in mano le redini di parte della vostra vita?
A me è capitato, troppe volte, temo.
Di solito nicchio, mi scosto un po’, faccio finta di avere tutto sotto controllo seppur sia l’esatto contrario, pur di non far interferire nulla e nessuno con lo scorrere degli eventi. Non mi fido, non ci posso far nulla.
E avrei fatto meglio a non fidarmi nemmeno nell’ultimo caso, pena in@ulata pazzesca poi mascherata da ineluttabile accadimento.
Ecco, non sopporto che mi si dica: “Ah, guarda, è proprio una merda. Le cose vanno così nonostante io abbia portato a termine questo incarico egregiamente, senza chiederti nulla, sottraendo con piacere energie ai miei impegni….“.
Davvero? Ma vaffanculo, va.
Tamaboy!
23Avete mai avuto un Tamagotchi? Fa schifo, lo so, io l’ho scagliato nel wc dopo pochi giorni.
Poi, grazie a quel bastardone di Alberto ho conosciuto il Tamaboy e mi ha subito conquistato.
Il mio cucciolino virtuale di uomo si chiama Tommy, ha una settimana e già mi ha scritto la sua prima mail.
Cara Black Cat,
è un pò che giochi con me. Questa settimana ti ho vista così:
sei franca, cordiale ed ingegnosa, brava in molte cose, di compagnia stimolante, pronta ed aperta. Puoi discutere per divertimento di qualsiasi aspetto di una questione. Sei piena di risorse per risolvere problemi nuovi e difficili, ma puoi tralasciare gli incarichi di routine. Sei incline a spostarti da un interesse all’altro. Sei un leader nella vita, di solito brava in ogni cosa che richiede il ragionamento e un discorso intelligente, come nel parlare in pubblico. Sei di solito ben informata e ti piace accrescere il tuo bagaglio di conoscenze.
Fa ridere un bambino supplementare a quello reale che ti psicanalizza e ti manda il resoconto settimanale.
Fa riflettere invece il fatto che a due giorni si sia fatto il primo weekend fuori chiedendomi prima il permesso e al suo ritorno mi abbia pure ringraziato per la concessione: a livello di ruffianismo fa concorrenza ad Alexander ![]()
Che fatica!
12La dieta stanca, c’è poco da fare. E dopo l’euforia iniziale c’è stato un momento di stallo dovuto alla necessità di ingerire qualcosa di più di una tazza di brodo per combattere la febbre e tutte le menate.
Fatto sta che stasera mi son preparata una cena da Gatta-gourmet, con riso basmati e pollo piccante, molto piccante, come piace alla sottoscritta.
Sono un po’ giù, che ci posso fare.
Tony dopo una settimana è stato già spedito in trasferta all’estero. Roba dal lunedì al venerdì, sabato al massimo, ma che vogliamo farci, mi ero abituata a fare una vita normale, con una famiglia unita e convivente sotto lo stesso tetto per più di due giorni continuativi.
Avrei tante cose da scrivere, tante impressioni da comunicare, tante facezie da raccontare… ma mi trovo un po’ così.
Da ex-fumatrice, da ex-mangiatrice. ![]()
Da perenne incazzata, insomma. ![]()
Questo folle folle lavoro
9Gatta: “Buongiorno Sig. Xxxxx, sono Xxxxxxx della Xxxxxxx, La chiamo per l’intervento urgente che ha richiesto sulla Sua vettura”
Cliente: “Uh, che bello, è Lei allora l’infermiera che curerà la mia macchina?”
Gatta: “Si…
”
Cliente: “Ma, mi dica, è vestita come la Cavagna?
”

Cough cough
4Il mio stato di salute precario sta lentamente tornando quasi accettabile.
Ti rendi conto che stai male, quando i tuoi amici il sabato sera ti urlano: “Fai piano ad attraversare la strada che pari una con un buco al polmone! C’hai un figlio da mantenere!” ![]()
Oppure quando sono dieci giorni che non tocchi una sigaretta e nemmeno hai voglia di farlo, anzi, ti infastidisce se ti fumano vicino.
O anche quando i clienti, al telefono, ti scambiano per il ragazzo dell’accettazione… ![]()
L’importanza di chiamarsi
27…Alexander ![]()
Si dice che quando un figlio comincia a chiamarti mamma, ti si inondano gli occhi di commosse lacrime e il tuo cuore palpita impazzito dalla gioia: balle! Questo non smette mai appena giro la schiena! Mamma mamma mamma mamma mamma! (segue da parte mia, sottovoce, il famoso porco di tre lettere…)
Oggi mi sentivo quasi meglio, nonostante la tosse residua da Sanatorio di Sondalo, quindi ho pensato che una passeggiata mattutina facesse bene ad entrambi. Peccato che, come al solito, il giretto fa del bene solo a mio figlio
Tralasciando sul fatto che son quasi convinta di aver rivisto il famigerato zingarello (su cui non ho visto nessun segno di bruciatura, evidente plauso al mio lavoro fatto senza lasciare feriti
) poco lontano da dove successe il fattaccio, mi son fatta un bel giro tra negozi e vetrine.
Un ottimo caffè alla torrefazione, dove vado quando ho dei cali estremi del livello di caffeina pura. Vedo un simpatico orsetto a caramella, faccio per prenderlo e la cassiera: “Ma lasci signora, lo regalo io a suo figlio che mi fa dei sorrisoni
” Ah, grazie, faccio io un po’ stranita. Bevo un caffè superlativo e me ne vado.
Vado in farmacia a prendere un paio di amenità, e la signorina, sempre irretita dal baldo biondino, mi riempie la borsa di campioncini per utenza 6-18 mesi.
Vado dal prestinaio e questo, chiedendomi se Alexander mangia il lievito che usa lui per le focaccine al posto del latte, da tanto è cresciuto, gli allunga una michettina che mio figlio, senza minimamente protestare, si ficca in bocca e ora di arrivare a casa finisce di divorare. Non una briciola di traverso, non un gemito. Un panino finito per conto suo mentre passeggiavamo. Vabbè.
Vi ho annoiato con il racconto della mattina? Vi state chiedendo perchè ho scritto tutte queste c@zzate?
Presto detto. Secondo voi, se domani mattina prendo Alexander, lo vesto tutto carino pocipoci e faccio il tour: Cartier-Prada-Rolex e gioielleria di Porta Vittoria, ce la faccio a raccattare qualcosa? ![]()
Della serie…
19… la giustizia italiana è equa è giusta.
Un c@zzo.
Sabato notte, cinque idioti figli di papà che si annoiavano, hanno pensato bene che per movimentare la notte potevano andare a distruggere e profanare le tombe di un cimitero.
Era la seconda volta, stesso cimitero, stessa zona di tombe.
Sei lapidi in marmo distrutte, presi con il piccone in mano proprio mentre esaltati da chissà quale sostanza, si accingevano a scagliare l’attrezzo sulla settima: quella di mio padre.
Le forze dell’ordine locali rifiutano di fornire le generalità, in paese ormai c’è voglia di linciaggio. E li capisco.
Tutti benestanti, i simpatici ragazzini sono usciti mezz’ora dopo l’arresto, il secondo arresto, non si sa perchè e come.
Nessuno fa nulla, e questi non pagano.
Che a parte il mero costo di una lapide in marmo, i danni morali di chi si ritrova con la bara in bellavista del proprio caro, mi fa venir voglia di catene e lavori forzati.
Blah.



Recent Comments