Archive for May, 2005
Capita che…
21Al sabato sei in giro a fare shopping ed entri in un negozio della Chicco.
Vedi un carillon carinissimo, nuovo di pacca a forma di mucca…

… e dici: “Che figo quel bambino nella foto, troppo bello, mi compro il giochino solo per la foto del baby modello!”
Perchè? Cliccare per credere!
Ahhh, core de mamma… ![]()
Lettera a “Mi Manda Raitre”
14Buongiorno Redazione,
vorrei segnalarvi il mio caso, al limite, secondo me, della burla organizzata.
Il 23 Aprile, in procinto di traslocare a xxxxxx da Milano centro dove vivevo, chiedo l’attivazione di una nuova linea nella casa pavese.
“Non c’è problema” dice l’addetto del 187 “tra una settimana avrà linea funzionante e adsl Alice 4 Mega”
La linea è stata collegata a metà maggio e la ADSL solo oggi, ma questo poco conta.
Subito mi è stato chiesto se volevo un videotelefono in offerta “199 euro l’uno o 299 euro la coppia”
La mia risposta è stata un no secco.
Trasloco il 2 Maggio. Senza ancora avere il telefono, poi ho scoperto che l’avevano sospeso fino a che non avrebbe traslocato la linea il precedente proprietario, ma vabbè…
Il 4 Maggio mi chiama un corriere che mi chiede se il giorno successivo avrebbe potuto consegnarmi i videotelefoni.
“Assolutamente no!!” rispondo “Non li voglio!”
Chiamo il 187 per sollecitare linea e banda larga, sono webmaster, lavoro al pc da casa e connettermi con il cellulare stava diventando dispendioso.
“Signora, l’ha disdetta lei, ieri” Spiego che ho disdetto SOLO I VIDEOTELEFONI CHE NON HO MAI RICHIESTO e mi riavviano la pratica.
Dopo due giorni mi chiama un addetto telecom dalla sede di Palermo per chiedermi ancora come mai non ho approfittato dell’offerta sui videotelefoni.
“Perché non li voglio” rispondo io “Le passo mia madre, che è qui in ufficio, magari lei li vuole comprare” ma anche lei saputo il costo, rifiuta.
La sera stessa mi chiama un’addetta Telecom dalla sede di Genova e mi dice che mi hanno inviato i Videotelefoni. Non ne vuol sapere del mio rifiuto, ormai son già partiti.
Dopo qualche giorno rifiuto il corriere per la seconda volta.
Mi chiama giovedì scorso un signore della Telecom, sede di Novara, ancora offrendomi i videotelefoni.
“Non li voglio” insisto spazientita.
Ieri non ero in casa. La tata di mio figlio si vede arrivare un pacco gratuito, firma e ritira. Indovinate? Due splendidi videotelefoni!
Chiamo inviperita il 187. “Deve rimandarli indietro a Sue spese alla casella postale XY ad Asti” Va bene.
La sera, arrivata a casa, controllo la bolla e vedo che basta dare disdetta prima telefonica al 187 e poi via AR alla fantomatica casella postale.
Chiamo, do disdetta verbale e mi dicono di andare entro sette giorni a riconsegnarli ai punti 187, o a San Giuliano presso il Carrefour di Via Pace, o a Melegnano in Via Giardino 19.
Il primo dice di essere abilitato punto 187 solo come vendita prodotti e mi scarica sul collega di Melegnano.
Il punto di Melegnano mi dice che lui ritira solo per assistenza, non per recessi e devo andare o a Pavia Centro o a Milano corso Garibaldi.
Davanti al gestore chiamo Telecom, per l’ennesima volta con tempi di attesa fuori dal normale.
Mi dicono che devo fare raccomandata e “SE” sussistono i termini per il recesso mi contatteranno loro per dirmi dove IO DOVRO’ PORTARE A MIE SPESE i videotelefoni che non ho mai richiesto.
Chiaramente nel frattempo mi son stati addebitati in bolletta.
Spero vogliate prendere in considerazione questa mia storia, ed eventualmente raccontarla.
Ci sono molte persone che non possono perdere tempo dietro alle società esterne che lavorano senza scrupoli per Telecom, tentando di vendere quanto più possono irretendo le persone, e poi alla fin fine accettano beni assolutamente inutili e non voluti con pagamenti a rate pur di non avere sbattimenti.
Questo è alquanto ingiusto, per non usare parole ben più cattive.
Cordiali saluti.
Queste simpatiche arzille vecchiette
2Comincio a pensare che la mia adorata macchinina stia soffrendo di un periodo di sfiga.
Prima Tony uscendo dal box nuovo mi rifà una fiancata, e vabbè…
Io in un parcheggio piovoso non vedo una Polo e con una retromarcia la sfondo letteralmente procurandomi ben due graffi al paraurti (antiestetici, porcomondo!!!!).
Poi la lascio due settimane a Tony, a cui nel frattempo risistemo la sua in carrozzeria, visto che anche la sua fiancata ha colorato il nuovo box (
) e la riprendo stamattina.
Esco di casa bella tranquilla, attraverso il paesotto e mi dirigo verso la provinciale.
Scorgo una vecchina in bicicletta e, memore di passate esperienze di paese, mi sposto ben a sinistra per superarla. Circa a un metro da lei, insomma.
Mentre le sono a fianco (e con cinque metri di macchina non puoi non vedermi!) questa sterza a tutta forza nella mia direzione e mi prende in pieno lo specchio, ora pericolante.
Vado avanti qualche metro, controllando nel retrovisore che questa stia ancora in piedi, metto le quattro frecce e mi fermo.
“Signora, tutto bene?”
“Siiii, mi scusiiiiiiii”… e scoppia a piangere.
Avrà avuto settant’anni, una bella signora curata e truccata.
“Ma va, non si preoccupi, l’importante è che non sia caduta (bestemmie si susseguivano nella mia mente mentre guardavo lo specchio e ne verificavo lo stato fuori sede, specchio da circa 380 euro) Come ha fatto a sterzare così? Guardi che è pericoloso, può farsi male!”
“No, è colpa mia, signorina, è la terza volta questo mese che vado addosso a una macchina”
”
Ehm… ma scusi, non guarda prima di girare?”
“No, è che io volevo evitare il tombino, sa, ho paura che lo sbalzo mi faccia male alla schiena, la scogliosi, l’osteoporosi…”
“Signora, se va sotto una macchina, si fa di certo più male.
”
“E come faccio a evitare i tombini?”
“Ha mai pensato di schivarli passando sul loro lato destro?”
“Uhhhh, ha ragione signorina…. mi scusi, mi scusi, cosa le devo per il danno?”
“Niente, va, non si preoccupi, l’importante è che Lei stia bene. Stia attenta in futuro eh!”
Saluto e torno in macchina. Dal vivavoce compongo un numero.
“Magazzino? Antonio? Ciao, son la Gatta. Mi ordini uno specchio esterno destro per un 203, freccia incorporata, elettrico, ribaltabile, riscaldabile, antiabbagliante. Ce l’hai? Bene, faccio un mutuo e domani passo a prenderlo.
“
L’angolo del famoso porco di tre lettere
9“Visto come vanno veloce i lavori? Stiamo già iniziando a piastrellare…”
Certo, peccato che questa settimana non avrei dovuto già più avere nessuno in giro per casa, invece a questo attuale momento, è stata posata solo la prima fila di un muretto di piastrelle.
Bellissime, le mie piastrelline, sono queste, in sostanza il mio bagno verrà così…
Salgo in mansarda per controllare i lavori (sono una rompicoglioni, ma con tutto quello che si spende per rifare un bagno, vorrei essere certa che tutto sia a posto) e cosa vedo? Tre piastrelle su cinque sbeccate su un lato.
Eh, no, c@zzarola. Segue sentita e cordiale richiesta di spiegazioni. “Ma no, vede, signora, è che non trovavo l’attrezzo per metterle in bolla e con il manico in plastica al posto di quello in legno mi si sono rotte… ma non si preoccupi, adesso ho trovato il giusto arnese… poi tanto qui metterà un mobile, no?… e poi le faccio la fuga mezzo centrimetro più alta in questo angolo… vedrà che non si vede niente…”
Non dico una parola, vado nell’altra stanza, prendo tre piastrelle nuove da uno scatolone, le porto al piastrellatore. Lo guardo. Sempre in silenzio. Lui china lo sguardo, tira via le piastrelle rovinate e mette quelle nuove.
Ma cavolo, non posso essere lì come una scimmietta sulla spalla della gente, capisci anche tu che se il rischio del tuo mestiere è di rovinare uno o più pezzi, che vuoi che sia? Capita, no?
Quello che mi disturba in maniera feroce è il voler far passare tutto in silenzio, prendendoti gioco di un cliente, per poi accampare scuse puerili o proporre rimedi improbabili.
Vabbè, ora gironzolo ogni 45 minuti su e giù per verificare lo stato, anche se hanno capito che preferisco spendere qualche euro in più di piastrelle supplementari piuttosto che avere un bagno raffazzonato.
I primi due blogger la magione under construction l’hanno già visitata. Sabato sera ho preparato qualche chilo di pizza fatta in casa per Gaspare e Tripudiatore. Un consiglio a chi volesse ripetere l’esperienza: non cominciate mai un discorso sociopolitico con mio marito dopo cena, o potreste ritrovarvi alle due e mezza di sabato notte a implorare un’amica di usare metodi poco consoni per farlo smettere ![]()
Non ce n’è…
7Qui in campagna si dorme moooolto meglio, soprattutto quando la padrona ti fa dei regali così
Vado a vivere da solo
8Mio figlio ha deciso che a quindici mesi era ora che avesse una casa propria, dove vivere per conto suo. Mi ha chiesto una villetta a schiera doppia, quella grande per lui e la piccola per la sua gattroia Witch…

La gatta in campagna
3Tutto prosegue. Anche la riproduzione degli scatoloni.
Temo che di notte, i vili, si riproducano silenziosamente, e geometricamente.
Più sistemo cose, più ne vedo in giro.
I traslocatori hanno fatto delle cagate da urlo.
Ad esempio l’armadio di Alexander: bellissimo, fatto su misura, con tutte le ante a specchio intero con i bordi satinati. Ci stava al centimetro nella sua stanza. Peccato avessi dimenticato che nella casa d’epoca ci stanno pure le travi a vista, e l’armadio non stava manco per una vibrissa sotto le stesse. Beh, i deficienti lo hanno smontato e incastrato fra una trave e l’altra, mentre io da giù dirigevo gli spostamenti, perciò appena salita mi son vista dei cubicoli smontati che vacillavano tra le travi. Ho pensato intensamente a Dio…
Non fosse per queste piccole facezie e per la marea di cose da fare, unite ai muratori con martello pneumatico persistente da qualche giorno (ma per fine mese finiranno, eh
) qui è una delizia. Le persone sono socievoli, gentili, disponibili.
La mattina ti svegliano gli uccellini, non si sente un solo rumore che sia uno.
Telecom finalmente mi ha connesso il telefono e inviato il kit di Alice. Manca solo l’abilitazione della linea alla adsl, poi tornerò come prima a invadere queste pagine ![]()
Bollettino Gatta-cuccia
4La Gatta è viva. Sepolta dagli scatoloni, ma sta bene.
- I signori Telecom hanno allacciato subito la linea. Peccato l’abbiano fatto ad un’altra villetta, che la mia proprio non l’hanno presa in considerazione (e onestamente gradirei sapere chi è il poveretto che si è trovato una linea da abilitare al posto del suo vecchio numero
Si starà chiedendo perchè non lo chiama nessuno…) In compenso stamattina mi hanno informato che mi spediscono il videotelefono. Alla domanda di una Gatta incazzosa “Chi ve l’ha chiesto?” si sono resi conto che in realtà hanno sbagliato contratto, e il mio prevedeva non il video, bensì la ADSL.
- La società di traslochi ha imballato tutto talmente bene che in tutti gli scatoloni con indicato “cucina” non si trova nè una cavolo di caffettiera nè una smilza posata. Considerando che il latte di mio figlio stava in uno scatolone con scritto “enciclopedie libreria sala” temo che dovrò cercarle nelle “lenzuola camera”.
- I ragazzi che stanno facendo i lavori ancora non lo sanno, ma visto che sono in ufficio e tra poco tornerò a casuccia, se ne renderanno presto conto. Saranno licenziati per inadempienza contrattuale. Lavorano due giorni a settimana, risultato: due mesi al posto di tre settimane di lavoro. Niente di meglio per sfogare un po’ di rabbia.
- Visto che tutti i mobili, essendo ancora la casa un cantiere, non possono essere montati, son stati tutti stivati in taverna. Cazzo, non trovo la lavatrice. Credo presto mi seppellirà una valanga di biancheria sporca…
- Alexander ha eletto il giardino suo regno personale. Stamattina non c’era verso di farlo entrare in casa. Con un rastrello spostava le foglie secche e con la scopa di saggina le radunava tutte in un angolo. Il fatto che la sua Tata mi faccia anche i mestieri, e la sua maniacale tendenza all’emulazione, hanno reso mio figlio un uomo praticamente perfetto
- Witch ha scoperto che l’erba non è cancerogena, non morde, non inghiotte come le sabbie mobili e quindi ci si può camminare sopra. Da quando poi ha scoperto che lì sopra ci capitano spesso anche uccellini e animaletti vari, vive sotto l’edera in perenne posizione di caccia sperando di acchiapparne uno. Peccato che la sua panzona rasoterra le faccia spiccare balzi di una dozzina di centimetri al massimo…
Bon, torno al lavoro. Questo è un breve resoconto, giusto per dirvi che sono ancora viva, ma incasinata come pochi. Ma ce la faccio anche stavolta, le mie sette vite valgono pur qualcosa, no? ![]()
Moving
5Sabato mi sono ammazzata di lavoro e sole cocente, ma il giardino nuovo è arato, i fiori seminati, le piante ben sistemate e potate.
La schiena fa male, per la scottatura che richiama i bordi della microcanotta della Guess, e per i sei sacconi neri di rami e foglie che mi son portata giù dal primo piano.
Ma la casa nuova ci aspetta, e tutta la fatica è valsa dieci volte tanto!
Oggi ci sono le ragazze dell’impresa di traslochi che stanno imballando tutto.
Tra poco verrà tolto anche l’hub di connessione di rete…
Scatole. Scatole. Scatole.
Alexander che rende isterici tutti, aprendo ciò che è già chiuso e passando oggetti a suo piacimento nell’intento di dare una mano a inscatolare.
Son felice, sì, ma vedere tutto smontato, vuoto, quasi abbandonato, mi fa venire un po’ di malinconia. Che passerà in un istante quando varcherò l’altra soglia.
Beh, dal campo di lavoro è tutto. Ora si spegne. Ci si sentirà non appena Alice passerà a trovarmi tra i campi. Fate i bravi, mi raccomando.
Click. ![]()

Recent Comments