Archive for January, 2006

Con la dieta serve esercizio fisico!

Mortacci sua, e di chi ha inventato la neve.

Tre ore a spalare, con una simpatica pioggerellina battente e fitta fitta, per liberare la macchina parcheggiata in strada, visto che il box era inagibile.

Schiena a pezzi, cari miei, doccia bollente e caldo piumone, RONF! :)

Bruckheimer sucks!

C.S.I. sta andando alla deriva.
Il C.S.I. New York comincia e finisce con dei colori così stinti che nemmeno le felpe della NYKE comprate ai mercatini rionali dopo il primo lavaggio son così insipide. Abbiamo diminuito i budget per l’acquisto di pellicola di qualità o di luci adatte a filmare gli episodi, Brucky?
Il cast è composto da Gary Sinise, che mi è stato antipatico dalla prima volta che l’ho visto in video, e con questa serie credo raggiunga il culmine. Ha meno espressioni di Stallone e Lundgren in Rocky, l’ironia di un tricheco steso al sole e l’iperattività di un bradipo in letargo.
Completano la serie la sua spalla, una specie di Jennifer Aniston invecchiata e con i capelli scuri, sempre accigliata e che si innervosisce calmandosi sotto una doccia, uscendo in laboratorio con dei fusilli grondanti in testa, una wannabe Angelina Jolie, con un sex appeal minore della Marini nazionale, due labbra ad hovercraft e barba e baffi incolti, oltre ad un nerd con gli occhialini che ricorda tanto l’ultimo sfigato aiutante di Boreanaz nella serie TV Angel.
Uno squallore. Tanto squallido quanto sporco è il laboratorio scientifico.
Abituati all’asettico e preciso Grissom, o al pignolo e limpido Caine, in questa serie di C.S.I. ci sono ariane ai vetri e sporco di unto ovunque: che a New York la polizia scientifica lavori in vecchi building abbandonati e fatiscenti?
Certo, il fetore e lo sporco non impedisce ai nostri di capire che quell’esiguo frammento di foglia di peonia cresce solo in un misero punto sotto un albero tra i 340 e più ettari che formano Central Park, eh, mica cazzi! Figuratevi se beccavano una spora di ambrosia in un delitto in Brianza: li volevo vedere!
Niente casinò, niente Everglades.
In comune c’è solo il titolo e la sfiga del detective capo squadra. Dal nostro Grissom che andava a letto con le cavallette e gli scarafaggi, al caro ributtante Horatio che sbavava dietro alla vedova del fratello (e quando il fratello è tornato si è ammazzato di rasponi dalla tristezza di aver perso quella possibilità su un bilione di zomparsi la moglie), il caro Sinise ha avuto la sfortuna di veder morire sua moglie nell’attacco alle Twin Towers. L’ottimismo vola: chi vi scrive le trame e i personaggi, Tonino Guerra?
Ho provato a cambiar canale, che su Fox Crime davano un paio di episodi che non avevo visto di C.S.I. Miami, ma appena ho visto inquadrato Speedo (l’unico che quando nella serie è rimasto stecchito ho fatto festa aprendo una bottiglia di millesimato) che diceva serafico “GLI pneumatici devono essere di una berlina Ford con particolare battistrada….” ho ritenuto opportuno restare su Italia Uno.

Vi prego, ridateci Grissom, ridateci Stokes, ridateci Brown e persino la Willows, ma questi cloni malriusciti teneteli per voi.