Archive for June, 2006

Fai un respiro mooolto profondo…

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Cosa c’è di più rilassante di una vacanza alle Terme di una settimana, circondata da natura, vapori balsamici e relax?
Nulla, a parte il pregustarla nei giorni prima della partenza.
Stamattina ero già contenta, non avevo turni da fare in Ambulanza, mi sono alzata con un piacevole fresco venticello, ho acceso la radio e con il mio piccolo, sempre sorridente, mi sono messa a preparare le valigie.
Alexander sa che quando preparo le borse vuol dire che si va in giro… ed era più contento che mai. Ballava, come sempre, al ritmo della musica trasmessa.
Nonostante io gli dica che piroettare sulle punte non è sempre saggio quando non si è la Fracci, non mi dà molto ascolto.
Infatti è finito con tutto il peso del corpo sullo spigolo della base in legno del letto.

Pronto soccorso, zigomo fratturato e una faccia che ricorda un po’ Tyson dopo i combattimenti. smily Ma possibile che non si riesca a stare un attimo tranquilli?

Vabbè, noi partiamo lo stesso… chi fosse in zona Abano Terme entro l’otto luglio, mi può mandare una mail, che ci facciamo un caffè (Lalleeeeee smily )

Rosa Cardinale

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Rosa Cardinale, originally uploaded by Black Cat.

Quest’anno ho un giardino e dei fiori quasi impeccabili, e non avete idea di quanto sia soddisfatta. Ho persino imparato a usare i settaggi manuali della macchina fotografica per avere risultati come questo: non è bellissima?

Vado a farmi una doccia a Milano

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La Legge di Murphy a casa Gatta è sempre di moda.
Succede che il condominio decida di far fare da una ditta specializzata l’ispezione ed il controllo delle canne fumarie delle caldaie, cosa che, pare, sia diventata obbligatoria per legge.
Ieri son venuti da me, l’ispezione è andata a buon fine ed ho tirato un sospiro di sollievo.
Questa mattina, presa da un impeto organizzativo, ho chiamato anche la ditta della revisione annuale, così poi per un paio d’annetti ero a posto con i controlli.
“Certo Signora, veniamo lunedì. La caldaia ha qualche problema? Dobbiamo premunirci per verifiche ulteriori oltre ai controlli di routine?”
“No, assolutamente – rispondo bella soddisfatta – ieri hanno fatto anche il controllo della canna e tutto è andato per il meglio. Vi aspetto lunedì, allora. Arrivederci.”
Salgo per farmi la doccia, e come consuetudine apro l’acqua prima di entrare, in modo che quando varco la soglia della cabina questa sia già alla temperatura giusta. Apro. Entro. Chiudo. Bestemmio.
Ci saranno anche trenta e passa gradi fuori, ma io l’ibernazione ancora non l’ho presa in considerazione.
La faccio breve. I signori spazzacamini di sta cippa di m*@#@*a non solo hanno svuotato il sifone, ma non l’hanno più riempito, la caldaia è andata in blocco, ha allagato mezza lavanderia, non si accende più.
Ho richiamato i signori del controllo, ridendo dalla disperazione con la signorina gentilissima giusto perchè una manciata di minuti prima le avevo confermato che la caldaia andava bene, ed ora li imploravo per un’uscita urgente.
In ogni caso, ho recuperato figlio, accappatoi, cambi e amenicoli, ho preso la macchina e me ne sono andata a Milano con Alexander per farci una doccia.
Fuck.

Update: ringrazio la Spaiata che si è gentilmente offerta di prestarmi la doccia, domani, in caso non mi sistemino la caldaia. Tanto lei è di strada smily

Il moto fa male

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Qualche giorno fa, spinta da indomabile impeto atletico, decido di rispolverare la mountain bike per fare qualche commissione in paese.
Vado nel box del mariTony e mi metto a gonfiare le gomme. Ovviamente la mini-pompa è uno di quei modelli progettati da Margherita Hack in collaborazione con Rita Levi Montalcini, con pressostato, valvola a tre posizioni, pedale regolabile e amenicoli vari. Il tutto concentrato in dodici cm di grandezza. Con il tempo record di venti minuti gonfio le ruote alla stessa atmosfera precisa al millesimo e mi pregusto la pedalata.
Chiudo il box, esco dal cancellone, faccio la prima curva e mi appresto a fare la seconda per immettermi nella via principale.
Stttoonkkk!!!
Sento un rumore secco, di ferraglia.
La bici si inchioda, la catena cade a terra, e io vengo sbalzata in avanti proprio all’angolo con la strada, dove c’è un piccolo santuario all’aperto della Vergine Immacolata.
Cado, con i pantaloni corti sulle rocce che ornano la Madonnina, abbracciandole quasi presa da una foga mistica.
Ovviamente, come ci si aspetterebbe da me, a quel punto che faccio? Prego, prego ardentemente la Madonna smily .
Con le gambe graffiate, una rabbia da wrestler in corpo, noto che ad assistere alla scena c’era una povera vecchietta inginocchiata a pregare che si è vista piombare un donnone imprecante nel suo santuario.
Vabbè, vado a piedi. E in Farmacia, così mi faccio medicare.

I professionisti credibili

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Quando cercate un professionista credibile, a cui affidare un importante incarico, o un vostro patrimonio, cosa richiedete? Che sia una persona seria, che sappia individuare le vostre necessità senza che dobbiate inerpicarvi in mille discorsi, che persegua i vostri obiettivi con la stessa tenacia della morsa di un cane da combattimento.
Ma il vero professionista è quello che non dà nell’occhio, che riesce a risultare piacevole ma allo stesso tempo mantiene il distacco dall’interlocutore per non mischiare personale e lavoro. Una persona poliedrica, solare, determinata.
Una persona che toglie il tailleur e mette la borsa del portatile a lato e si infila i jeans sdruciti se l’incarico che deve portare a termine lo richiede. Una persona che non ha paura a rapportarsi con niente e con nessuno.
Un professionista credibile è praticamente così:

Per mia nonna

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Mia nonna mi ha cresciuta, nei primi 12 anni della mia vita, quando i miei genitori erano sempre al lavoro. Ho il carattere della nonna, io, quello della vecchia guardia del ’24, che se qualcuno entrava in casa con le scarpe sporche lo mandava in culo e gli bestemmiava dietro. Il carattere pignolo, la cucina a proporzioni mastodontiche quando faceva inviti, sono uguale a lei. E di questo ne sono fiera.

L’altra notte l’ho sognata, come spesso mi capita.

Mi dà consigli, vive ancora dentro di me, seppur da anni non possa più parlare con lei, è come se fosse sempre insieme a noi.

Negli ultimi anni era stata aiutata parecchio dai volontari, che davano una mano a noi negli spostamenti tra cliniche e ospedali, ed ho sempre pensato che quelle persone facessero qualcosa di inestimabile ad aiutare mia mamma, lo scricciolino di 153cm, ad alzare di peso un donnone che non camminava più e portarla a fare terapie.

Ho deciso di farlo anch’io, per quanto (ben poco) sappia fare, che come la nonna Gina ci sono tante persone che hanno bisogno, e, fondamentalmente, togliere qualche ora al Forum male non mi farà.

Ieri ho fatto domanda, già accettata, come autista dell’ambulanza della Croce Bianca locale, 8 ore a settimana. Non farò emergenze sino a che completerò i corsi necessari, per ora mi occuperò del trasporto dei dializzati o dei disabili. Però, dentro, mi sento già una persona migliore.

E so che la mia Gina è felice.

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