Archive for April, 2007
Cosa odiamo oggi?
1Nell’ordine? No, alla rinfusa…
- Il mal di stomaco dei miei primi due giorni di mare, che mi ha resa un’ameba con l’espressione contrariata.
- La pioggia di oggi, giornata che avremmo dedicato alla spiaggia, ovviamente…
- Avril Lavigne che spero muoia fulminata con una chitarra elettrica nel culo. E ci aggiungo pure mio marito che tenta di fare il lavaggio del cervello a mio figlio continuando a farle vedere quell’insulso, odioso, antipatico, irritante e vomitevole video.
Fanculo, oh.
La materna degli orrori
7Non riesco a farmene una ragione. Quei bambini hanno l’età di mio figlio. Un’età in cui ti fidi del mondo, le maestre sono il tuo secondo punto di riferimento dopo la famiglia. E invece son loro che ti drogano, ti torturano, ti stuprano, ti fanno assistere a dei riti satanici a TRE anni, per l’amor del cielo, TRE ANNI! Io non ho parole. Non ho reazioni.
Quando ascolto certe notizie, guardo mio figlio, e penso a cosa farei a queste persone.
Gogna, pubblica piazza. Come nel Medioevo, senza possibilità di perdono, senza possibilità di recupero sociale. Questa gente rovina dei bambini, non deve vivere.
Ma ne siete sicuri?
2Io? Responsabile Immagine della delegazione? Parte del Gruppo Comando attiva? Ma ne siete proprio, proprio sicuri? ![]()
Tragedia all’asilo
8Mercoledì è stata la prima giornata del “Ponte Nido-Materna”, ossia tre incontri per i piccoli con i bambini più grandi, per fargli vedere l’asilo dove andranno l’anno seguente, fargli conoscere una realtà diversa e cominciare a farli abituare all’idea del cambiamento.
Alexander mercoledì era tutto esaltato e contento della sua prima gita (ben 300 metri
) da solo. Tutto ben vestito e agghindato lo lascio alle educatrici per andare al lavoro, che mi accennano che a fine delle tre giornate daranno ai genitori il filmino delle prodezze dei piccoli tesori nella nuova scuola.
A fine giornata vado a riprendere Alexander ansiosa di sapere come sono andate le cose.
….
….
“Mah” esordisce la sua educatrice ” in realtà per un paio di minuti sono anche andate bene”
“E poi? Che ha fatto?” (Temendo già di essere depennata dalla madre superiora dalle iscrizioni di settembre)
“Eh, niente, la suora lo ha salutato dicendogli che conosceva la sua mamma. E appena lui si è girato e ha visto le suore ha preso le scale, imboccato l’uscita del giardino, raggiunto lo scuolabus, salito sullo stesso, allacciato la cintura di sicurezza e non c’è stato più verso di farlo scendere”
Prevedo un settembre difficile ![]()
Destinazione Bennet
7Ieri ho fatto lo spesone al Bennet di Lodi, visto e considerato la quantità di buoni sconto accumulati. Chi ha figli sa per certo che i pannolini costano uno sproposito, e quattro euro di sconto per ogni pacco, fanno la differenza.
Tranquilla e rilassata, faccio scorta di cose per Alexander e mi soffermo qua e là tra gli scaffali con il mio bel carrello già pienotto. Vedo una nuova barretta cereali e frutti rossi e mi impegno a leggerne gli ingredienti per vedere se prenderla o meno al piccolo di casa. Dietro di me sento una bambina petulante che importuna il padre “Papààà, papàààà, compi quetto?” “Amore, non so se per te va bene…” “Papààààà, papààààààà vojo quetto!!!” e già dentro di me monta una scimmia mostruosa. Penso tra me e me che se la bambina si mette a frignare, con quella voce che si ritrova, la ribalto dal carrello, compreso il papà che non sa cosa fare.
Ovviamente…
“Scusi, anzi, scusa, vedo che anche tu hai un bambino, non è che sai se questo per mia figlia può andar bene”
Vaccaboia, un uomo pur di tampinare trova tutte le scuse, eh, adesso mi giro e lo mando inc… ![]()
“Sì – rispondo io sempre con questa espressione
– anch’io ho un bambino, e questo lo mangia tranquillamente”
“No, perchè sai, mia moglie mi fa sempre le scenate quando torno a casa con mangiare non adatto alla bambina, ma è la mia prima figlia e non è che posso sempre sapere tutto no?”
Il papà ride, e io mantengo sulla faccia questa espressione ![]()
“Ma ascolta…” e prosegue una simpatica descrizione sui prodotti per bambini, su cosa è meglio per colazione, cosa per cena, quanti anni ha tuo figlio, ma va all’asilo, e come si trova… il tutto con papà e bambina che mi seguono sino alla cassa.
Il papà paga, mi saluta ringraziandomi caldamente, mi dice “alla prossima spesa qui, eh?” e se ne va. Io resto con una faccia ebete quasi quanto quella della ragazza in cassa.
Arriva il mio turno. Metto le cose sul nastro e chiedo alla cassiera “Ma è chi penso io?” E lei: “Sì, a giorni alterni lui e la figlia fanno spesa di dolci”
Vabbè, ho fatto la spesa con Grignani. ![]()
Cercasi buon motivo
1Datemi un motivo plausibile per non rubare agli imballatori che lavorano in cortile da due giorni, quella bellissima sparachiodi ad aria compressa con cui potrei far fuori un po’ di gente che mi fa perdere le staffe in continuazione.
Altro che sega circolare!
Dal mondo dell’asilo
1Io certi genitori non li capisco. Partendo da quella che alla bambina non mostrerà mai quanto è crudele il mondo finchè sarà grande (mi raccomando, non dirle che non si va con gli estranei, così ti sale sulla macchina del primo pedofilo che incontra) a quella che tutti i sacrosanti pomeriggi urla alla povera piccina che torna a prendere “Ciiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooo, amoooooooooooooooooooooreeeeeeeeeeeeeee” roba che se io fossi la bambina, le rigurgiterei addosso ogni volta.
Ma il peggio del peggio lo fa un nonno, che a me sta epidermicamente sulle gonadi. Abitiamo in un piccolo paesello lo so, tanto più che spesso e volentieri per fare il mezzo chilometro che mi separa dal nido, anch’io permetto ad Alexander di sedersi sul sedile anteriore come i grandi, ma tassativamente con la cintura allacciata. Certo che non arrivo, come il beota di cui sopra, a farlo sedere sulle mie ginocchia, mentre guido, con le manine sul volante, strombazzando clacsonate a tutti i passanti. Ma come cavolo ti fai a fidare a fare un km con un bambino di tre anni che ti gira il volante? Ma che cazzo di idea di sicurezza hai, vecchio idiota? Io mi immagino sempre un forestiero che arriva e non sa dove andare tra le vie cittadine, magari tentenna allo stop, e questo dietro con il bambino al volante che frena di colpo e gli fa fare Superman fuori dal parabrezza. Non so, non posso farci niente, lo prenderei a calci.
Stamattina sono uscita dall’asilo perchè, mi ha fatto montare la scimmia ancora di più. Oltre a beccare il cestino dell’immondizia in parcheggio (deficiente, almeno non permettere al bambino di girarti il volante) lo ha fatto scendere dalla macchina tutto baldanzoso armato con un casco dei Power Ranger o non so cosa. Il problema era che il casco non aveva proprio la misura del bambino e gli cadeva sugli occhi. Sto por ninìn cozzava e prendeva testate contro le porte, contro i muri, si stampava qua e là e il cretino non gli toglieva il casco. Le maestre glielo hanno tolto ancor prima di varcare la porticina degli armadietti.
Io avrei tolto la custodia al gerontocomio che lo accompagnava.
Lavoro ingrato
0La prossima volta che ‘sto cliente maleducato (sempre lo stesso che fa l’aeroplanino nel bagno quando fa la pipì) mi rutta un’altra volta in faccia il cappuccino, gli vomito addosso che nemmeno Linda Blair nell’esorcista.
E poi gli chiedo pure “Com’era? Cremoso o a tocchettini?” e scommetto che lo capisce anche se non è nella sua lingua.
Cafone.
Le leggi della Gatta
0Secondo me bisognerebbe multare:
- i sessantenni che si abbronzano con il sedile reclinato mentre girano in cabrio con qualcuno (vista ieri in centro paesello)
- i vecchi capi rompicoglioni che vorrebbero farti sistemare quattro anni di archivio “perchè sei brava e veloce”
- i clienti in visita che si fanno il bagno nel dopobarba Mennen (quello che usavano trent’anni fa), ti lasciano il wc in situazioni a dir poco imbarazzanti e si prendono la libertà di sbaciucchiarti quando entrano in ufficio (abbiam mai mangiato insieme, “My dear” o “My sweetie” di ‘sta gran cippa di minchia?)
Ho detto.
Cozze
4E’ stato un weekend lungo e faticoso.
Alexander ha cominciato venerdì ad avere la febbre, solo che stavolta dai 39.8 non si schiodava nemmeno con la Tachipirina. Ero discretamente preoccupata, avendo anche sentito di casi di meningite nel paesello. Il primo medico, sorvolo, mi ha detto di aspettare altre 48 ore, che i medicinali mica fanno effetto subito, sa? Già, peccato che non sia proprio una deficiente, e magari, bazzicando l’ambiente, qualcosa ne sappia anch’io.
Sabato sera l’abbiamo portato per la prima volta al PS di San Giuliano Milanese/Vizzolo Predabissi. A parte che avere un pronto soccorso esclusivamente pediatrico tranquillizza i bambini ed anche i genitori: avere giochi a disposizione, sale a misura bambino e spazi dove far scorazzare i piccoli malati credo sia un requisito che TUTTI gli ospedali dovrebbero avere. Il personale tra l’altro è stato eccezionale, e a tale proposito vorrei ringraziare la dolcissima dottoressa Valenti, che ha un modo di trattare con i suoi piccoli pazienti davvero eccezionale ![]()
Nulla di grave per il pargolo: ennesima tonsillite/otite/tracheite (la terza della stagione) e terzo ciclo di antibiotici
Oggi sta già meglio, si è appena ingurgitato quattro focaccine per merenda ![]()
Io ho passato la giornata a Milano, per il rogito della casa di mamma. Non ritornerei in città nemmeno sotto tortura. La vita a dimensione d’uomo, la cordialità, lo spazio e i sorrisi delle cinquemila anime scarse del paesello pavese dove abito da due anni sono impagabili. Torno distrutta ogni volta, dal traffico, dalla gente che spintona per bere un caffè, dai marciapiedi ridondanti, dal rumore, dal traffico, da quei porci sensi unici e lavori in corso che si moltiplicano come funghi.
Come i vecchietti, che giocano a briscola nella vecchia latteria, torno qui al profumo di campagna. Non so se è l’età che implacabile avanza, o semplicemente una terribile voglia di vivere meglio ed assaporare i momenti.

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