Archive for October, 2008
31 Ottobre
9E’ una data che mi è particolarmente cara.
31/10/2000 Witch fa il suo ingresso nella mia vita, lasciandosi strappare da morte certa, e portando amore nelle giornate buie che stavo vivendo.
31/10/2003 Mi sposo. In comune, vestita di nero e col pancione. Felice.
31/10/2008 Apro ufficialmente Tempo di Noi, il mio negozio. Lavori permettendo, al pubblico si aprirà per fine Novembre
Detto ciò, che dire, se non che nonostante mi siano successe solo cose belle, questo 31 ottobre ormai da poco iniziato, avrà un non so che di amaro. Oramai cosa sono, sei o otto mesi che sei via, marito? Ne ho un po’ pieni i coglioni di vederti una volta al mese per un paio di giorni, e di saperti lavorare sino alla distruzione in quel posto di emme a mille chilometri dalla tua famiglia. Mollali lì, sti benedetti altiforni, e sbrigati a tornare va, che saranno pure cinque anni che ci sopportiamo, ma sono sempre troppo pochi i momenti passati insieme.
Stop it.
25Son due settimane che comincio a scrivere e non concludo nulla di buono.
Ho concluso molto, negli ultimi giorni. Ho realizzato IL progetto, aprire un negozio con un mio caro amico. Questa settimana ci consegnano le chiavi ed apriremo ai primi di dicembre: “Tempo di Noi” sarà uno splendido negozio di abiti premaman e bambino 0-6 anni, nonchè articoli ecologici come i pannolini lavabili, e accessori all’avanguardia per mamme e bambini proiettati verso il futuro.
Lavorare mi serve. Non solo per vivere, ma per sopravvivere meglio a tutte le avversità.
Non ce la faccio a rinchiudermi in casa e a rimuginare sui problemi di Alexander e a come risolverli, sono davvero sull’orlo del colasso nervoso, mi serve l’autostima che solo l’affermazione professionale può darmi, e questo soprattutto per il bene dei miei figli.
Lavorerò solo al mattino, quando il mio principino è a scuola, e al pomeriggio aprirà il mio amico. La piccola starà a casa con una ragazza fidata, ed il gioco è fatto: mamma rilassata, vita per tutti migliorata.
Son tutta un subbuglio: pratiche, campionari, organizzazione, arredo.
Ho ritrovato un entusiasmo che credevo di aver perso, con tutto quello a cui son stata messa di fronte ultimamente. Sarà dura ed impegnativa, ma so che la fatica servirà a far star meglio le mie due splendide belvette.
Domani mattina sarò in showroom a vedere la mia prima collezione, e son già parecchio agitata. Boh, mi sembra quasi irreale esser riuscita a dare un tale colpo di coda alla situazione stagnante.
Che sia un segnale precursore? Che qualcun altro in famiglia riuscirà presto ad uscire dal suo stallo comunicativo? Io non smetto di sperarci, anche se ogni giorno che passa mi rosica via un po’ di speranza, ne trovo di nuova. Non smetterò mai di sognare che un giorno, così, senza nemmeno accorgersi, mi chiamerà “mamma”.
PS: Comunicazione di servizio. Domattina su Rai Uno, nel contenitore di Uno mattina, verso le nove, sarà trasmesso il servizio integrale di cui al Tg3 di qualche settimana fa. Lo si potrà poi rivedere sul sito rai che linkerò appena disponibile ![]()
Che merda questa vita…
Ricordi, te lo dicevo l’altro giorno.
Ci si incrociava, per il paese, e su Facebook. Ridicolo no? Chattiamo la sera tra noi e la tua splendida morosa, e poi ci si incontra mentre porto il bambino all’asilo. Voi solari. La casa nuova, tu che ti lamenti che “cazzo, non sono ancora entrato e già pago bollette”, la Croce Bianca, i casini della sede, le votazioni… e poi, è una mattina qualsiasi, e ricevo una chiamata.
Che non ti sei svegliato. E ieri sera eri ancora qui, a qualche metro.
Che il tuo cuore abbia smesso di battere a 29 anni, non è giusto, Ste. Non è giusto.
Ti voglio bene, amico, e spero di poter dare ancora un sorriso a Sara e alle tue splendide sorelle. Ciao, Stefano. Ci manchi.
Work in progress
15All’angolo sinistro, in calzoncini bianchi, un iMac nuovo di pacca. All’angolo destro, in calzoncini neri e argento, un obsoleto pc hp in evidente sovrappeso (si muove a fatica).
Qual’è il contenzioso che li spinge ad affrontarsi su un ring?
Semplice, l’organizzare il trasloco dati e (parte delle) applicazioni da uno all’altro.
Suggerimenti? Tips & Tricks? Il mio ultimo Mac è stato un Performa nel 1995, e sono un po’ arrugginita.
Help!!!
Love kills
11Oggi all’asilo c’era la celebrazione della Festa dei Nonni. Di per sè, è una ennesima occasione commerciale e consumistica, il che non me la fa piacere per niente, in compenso i bambini si son preparati, han fatto canti, prove e lavoretti per portare un po’ di gioia alle cariatid… ehm, ai nonni intervenuti all’evento ![]()
Mia mamma aveva lo smalto fresco, messo dall’estetista e non è arrivata a tempo. Vabbè.
Alexander è stato bravissimo. Oggi, per merito di quella SANTA donna di Emilia, la sua insegnante di sostegno, è riuscito a restare in asilo sino all’inizio della festa, cioè sino alle 14.30 senza colpo ferire, tutto tranquillo e rilassato. Inutile dire che quando l’ho saputo ho tirato pure io un sospiro di sollievo che deve averlo sentito mio marito a Taranto! Ha fatto un’intera settimana idilliaca, senza arrabbiature, senza incidenti con compagni o altro (a parte un nanetto della scuola decapitato, ma mi dicono dalla regia che era una ciofeca
) lavorando alacremente e seguendo tutte le indicazioni delle maestre, se non di più: ha DETTO un no! Cioè, lui non ha mai detto nè si, nè no… non potete capire cosa voglia dire una seppur minima risposta verbale a una domanda. Io, la maestra e anche la sua psicomotricista, stiamo rotolandoci dalla gioia dei suoi progressi, è stata una settimana incredibile.
Vi starete quindi chiedendo il perchè del titolo, immagino… beh, la faccio breve. Oggi durante la festa delle babbion.. ehm, dei nonni, ho assistito a una scena incredibile. Tornata da poco all’asilo, dopo una brutta frattura al braccio, la fidanzatina storica di Alexander, ancora incredula che “lui non l’avesse dimenticata”, gli si butta fra le braccia sorridente. Si abbracciano, si stringono forte forte, lui la accarezza e le dà un bacino sulla guancia e lei… gli salta in braccio. Alexander ha un anno e mezzo in meno, ed è una spanna più piccino, barcolla, perde l’equilibrio e si ritrovano a terra in posizione equivoca, con il mio piccino che per due centimetri sfiora con la nuca un pezzo di pietra. Il tonfo è sordo, la gente si gira, mio figlio (che non sente quasi mai il dolore) si mette a piangere a 180 db. La piccola Bea si spaventa e corre via. Maestre che mi vanno a prendere il ghiaccio, nonne che mi aiutano con Chiara nel passeggino, Alexander che strilla come un’aquila e io che mi barcameno a rassicurare tutti (ahem, certo, il nonno che mi urlava “resti calma, resti calma” l’avrei ragnato a una spinale per fargli capire che forse certe cazzate non mi turbano, son abituta a ben altro, ma pazienza). Nulla di grave, comunque, a parte un commovente ricercare la piccola, per farle riabbracciare Alexander, che non era successo nulla e soprattutto, che lui non ce l’aveva con lei, aveva capito che si era trattato di un incidente e che non l’aveva fatto apposta. “Saremo due brave consuocere” mi ha detto la sua mamma ![]()
PS: Utilizzo privato di mezzo semi pubblico. Emilia, grazie del messaggio via “Gattaniglio”… non me l’aspettavo, mi ha commossa ![]()


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