Archive for December, 2008
Reset
26Stamattina mi sono svegliata incazzata col mondo. Qual è la novità? Nessuna, capita sempre più spesso ultimamente.
Sono nervosa e scontenta, sono arrabbiata, furente. E lo devo dire, che stare zitti non paga. Mai.
Avete presente tutte quelle mammine tutte pucci pucci glitterate, che scrivono cose splendide persino sulla cacchettina nucleare dei loro pargoletti, che la pappina sparsa sui muri è tanto bella, che le spisciazzate in giro o addosso son così romaaanticheee! Ecco, appunto. Andatevene un po’ affanculo!
Lo sapete? Se non avete una bella schiera di nonni o parenti pronti a darvi una mano, con i figli la vostra vita si annulla. Io non vado a mangiare una pizza sola con mio marito da due anni, negli ultimi dodici mesi ho dormito da sola con lui solo una volta senza intermezzo di figli, non so più cosa sia andare da un’estetista senza una belva urlante almeno addietro. Tutto questo mentre qualcuna se ne va con gli amici a Montecarlo anche se i nipoti son febbricitanti, chè tanto papà può rinunciare a LAVORARE, mentre lei, PD, non può mica rinunciare a parrucchiere-estetista-costaazzurra, neh? E l’altra superstite? L’altra io la strozzerei, che lavora più di me e dovrebbe essere da mò in pensione. Non la vedo da due mesi quasi (però arriva domani
) e so per certo che si ammazza di lavoro ma nonostante tutto per i nipoti (distanze permettendo, ovvio) c’è sempre.
Ecco, quando vedo le mie amiche che lasciano i bambini all’asilo e dicono alle maestre che li va a prendere la nonna, che se li tiene al pomeriggio mi viene su una rabbia da ulcera di dimensioni epiche. Che io, ogni volta che ho bisogno, devo supplicarla di schiodare il suo culo da casa (al portone di fianco al mio) e stare un paio d’ore con la piccola mentre io accompagno Alexander a fare terapia. Certo. Io un viaggio come il suo me lo sono solo sognata. E forse proprio le sue parole mi hanno fatto capire che prima di essere una mamma annullata, dovrei tornare ad essere moglie e donna.
Questo è il mio proposito per il nuovo anno. Riuscire a mandare a cagare qualcuna per cui la piega e la depilazione son più importanti dei nipoti e mettere da parte un po’ di istinto materno per far rifiorire me stessa. Già il negozio parecchie soddisfazioni me le sta dando.
Certo, io che ho la famiglia in senso lato, cioè che la mia genitrice è ancora viva, per avere una mano devo pagare un’estranea che mi tiene la bambina mentre mi DIVERTO al lavoro, e lei non fa un cazzo a casa o va in giro dagli amici, però non ci son cazzi, voglio tornare ad avere una vita.
Quindi, ricapitolando, nel 2009 ESIGO:
1 cena al mese + serata romantica fuori da SOLA con il marito.
1 serata a barcamp/GGD/similia almeno ogni 3 mesi con le amichètte.
1 seduta mensile dal parrucchiere.
Mamma più felice anche se fuori per una sera, equivale a bambini con madre meno stressata e più felici. E’ ora che ricominci a voler bene anche a me.
Buon anno ![]()
Buon 27 Dicembre
11Il 23 l’ho passato in pronto soccorso, con Chiara che aveva 40,3 di febbre. Il 24 si è ammalato Alexander, stessa influenza con febbre alta. A Natale mi son messa a letto pure io, con dei dolori lancinanti allo stomaco, che mi sono alzata solo ieri. Oggi lavoro. A chi devo fare reclamo?
Micia, scappa finchè puoi
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Stamattina ci siamo svegliati tutti belli contenti ed allegri, ben prima del suono della sveglia. Siamo scesi e abbiamo fatto colazione. Mi son resa conto che c’era ancora tempo prima dell’orario di apertura del negozio, e ne ho approfittato per giocare un po’ con le mie belve.
Da ieri sera Alexander aveva puntato una delle fantomatiche macchinine di Cars con la carica a molla, esattamente quella che vedete a sinistra. Mi sembrava carino insegnargli come funzionava, perciò mi sono armata di pazienza, mi son seduta per terra in mezzo a lui e a Chiara e gli ho mostrato esattamente dove e come si infilava la chiavettona con la molla per dare la carica alla macchinina, come si tirava, e come si metteva la macchina per farla “impennare” e farla correre.
Due o tre tentativi e Alexander ha imparato perfettamente a usare il gioco. Coredemamma ero tutta orgogliosa, mi son presa la mia tazzulella di caffè e mi sono goduta il piccolo genietto che mostrava alla sorella come giocare con lo sceriffo a molla. Certo, non è che adesso sia qui in negozio senza la minima preoccupazione… soprattutto quando ho visto che appena si era stufato di infilare la molla nel retro della macchinina dello sceriffo, ha preso la Witch tenendola ferma dal lato della coda…
Il mio handicap è più bello del tuo
10Mi domando, quale logica ci sia dietro l’attribuzione dei sostegni a livello delle singole scuole parificate. E’ una domanda la mia, non è (ancora) una polemica. Mi spiego meglio. A parità di “necessità” delle famiglie, è più corretto dare maggiore sostegno a chi ha un 80/90% di possibilità di pieno recupero e garantire uno status più che dignitoso a chi ne ha il 5%, o è più etico e corretto aiutare solo il più grave lasciando l’altro al minimo sindacale ed abbassando contestualmente le sue possibilità di avere un futuro di individuo che non grava sulle spalle dello Stato?
Ha senso definire “fastidioso” un bambino con handicap mentale, e “comodo” uno motorio associato ad apatia? Il bambino autistico che è in grado di deambulare e reagisce agli stimoli ha meno diritti di un bambino con lesioni cerebrali non risanabili che non cammina? E non parlo di aiuti motori, eh, ma di sostegno educativo.
Così, tanto per lanciare il sasso. Che se le cose vanno come penso io, con il 2009 faccio un casino che farà rimpiangere la signorina scema del supermercato.
Broadway-Pavia, no return
24Gli altri genitori erano lì, preoccupati che il loro figlio fosse il più bello, quello che cantava meglio, quello che spiccava nel suo costumino.
Io ho cominciato a piangere non appena mi son seduta in teatro. Le recite di Alexander mi ammazzano. Al nido, la recita di fine anno con la consegna dei “diplomini di accesso alla scuola materna” si è scagliato urlante fuori dalla sala. Lo scorso anno è stato tenuto tutto il tempo dalla sua insegnante di sostegno, mentre fissava il vuoto del pubblico, con lo sguardo assente. E sua mamma che caragnava come una fontana in sala, in uno dei pochissimi momenti in cui, al buio, lascio che la mia durezza ceda il posto all’umanità ed alla commozione.
Ero tesa e umidiccia. Con la mia Eos già bella accesa, che aspettava di immortalare almeno un sorriso, uno sguardo interessato, un bambino felice. Ma avevo paura. Non avevo idea di cosa mi aspettasse, di come Alexander avrebbe reagito all’impatto con il pubblico, dopo esser stato tra l’altro, cosa che non succede mai, a scuola un’ora in più per prepararsi.
Sempre più umidiccia, con numerosi kleenex nella tasca, ho visto sfilare i piccoli, adorabili. Sapevo che dopo di loro arrivava il turno dei mezzani, la fascia in cui rientra il mio cucciolo di uomo, e la tensione mi si abbatteva addosso. Partono. Le fatine, le stagioni, le stelle comete… mio figlio non c’è. Ma la stagione dell’estate chiama gli angeli del Natale e vedo Alexander con una tunica di seta azzurra, le decorazioni argento ed il viso disteso che, da solo, segue i suoi compagni e si mette in posizione come un attore consumato. Parte la canzoncina e si accendono le luci dei proiettori. Alexander si ripara gli occhi, ma rimane lì, sorridente, guarda tra il pubblico, mi vede appena sotto il palco, sorride, getta uno sguardo dietro le quinte alla sua insegnante di sostegno e continua a partecipare evidentemente soddisfatto alla recita. La canzone finisce. Alexander segue la formazione degli angeli e prende posto sulla panca a lato del palco, rispettando l’ordine stellacometa-angelo-stellacometa. Si siede e mi guarda. Mi guarda e sorride. Sorride e balla con i compagni al ritmo della musica muovendo il bacino e la testa. Io scatto, scatto, scatto e piango. Piango e gli sorrido. E lui ricambia.
La signora di fianco a me, impassibile, mi fa notare che è uno scempio che le maestre lascino uscire i bambini con il vestito che ha la decorazione staccata, sta male nelle foto, beandosi che sua nipote ha il tutù più composto delle altre, le calzine più bianche, i pon pon più splendenti, che poi riguardandosi tra qualche anno queste cose le noterà, che sono importanti, no? “Signora, per me il più grande traguardo è vedere il suo sorriso, vederlo lì sopra in piena consapevolezza. Di queste stronzate, mi scusi, non me ne frega un cazzo.” e sono andata avanti a piangere.
Stamane
3SuoraX: “Oh, grazie Signora MammadibambinoY, che bel vassoio di paste per festeggiare il compleanno, i bambini saranno contentissimi”
BlackCat: “Alexander non correre, attento, Aleexxaaandeeeerrrr”
SuoraX: sbang
Paste per il pranzo: splat
Rent-a-baby
5Oggi ho rivisto con enorme piacere un vecchio amico del web che non vedevo da almeno cinque/sei anni. E’ un amico della vecchia guardia di Clarence, quando si facevano i live in un punto dell’Italia a caso e ci si trovava tutti lì, si andava in venti/trenta persone a svaccare un locale intero fino alle due del venerdì notte per poi aspettare l’alba del sabato a parlare davanti ad un cimitero e tornare a casa che era mezzogiorno. Il tutto dopo la settimana di lavoro. I live in cui si andava al Galloway di Treviso a ingollare birra, pollo arrosto e bagigi, oppure a Roma a fare il giro delle case degli amici, o a Bologna, nell’agriturismo di Cà di Sasso con la gatta al seguito. Ora, ovviamente, siamo cambiati, con coniugi e due figli a testa, ma siamo sempre quelli che si ritrovano dopo anni e si abbracciano come due fratelli che vivono insieme, che sanno ridere delle stesse immani cavolate, che hanno tantissime idee in comune e che soprattutto sembra che ci si conosca dall’infanzia. Oggi A. mi è piombato in negozio, e mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo. Anche se parlavamo di Alexander e dei suoi problemi, di un supermercato francese nei pressi di Milano e della sua commessa stronza, dei gemelli e del loro mondo fantastico, delle problematiche delle nascite premature e di altro, beh, era davvero un salto nel passato. Ci tenevo a fargli conoscere i miei pargoli, così l’ho invitato a pranzo.
Alexander gli si è mostrato in tutto il suo splendore (…) Tornato dalla materna in quello che io definisco “il giorno nero”, cioè quello in cui a mensa trova pastina in brodo e tacchino agli aromi, e piuttosto non mangia, si è distinto in un secondo pranzo servendosi autonomamente una porzione del nostro aglio olio e peperoncino, unitamente a una forchetta. Dopo di che si è recato in bagno dove, dopo essersi comodamente seduto sul suo trono, ha ritenuto opportuno farsi una doccia per i cavoli suoi, richiedendo un aiuto solo per l’asciugatura dei capelli e la ri-vestizione. Finito quello, ha sistemato le cose sul tavolo e i giocattoli per terra. Cosa che fa di prassi, un po’ per la sua “particolarità” , un po’ perchè mamma e papà non sono tanto distanti dalla mania dell’ordine.
La cosa che mi ha fatto più piacere, oltre ovviamente a condividere quelli che secondo me sono progressi sconvolgenti fatti dal mio pargolo nell’ultimo anno, è stato il mio amico che, serafico, mi ha chiesto di noleggiarglielo per tre giorni e farlo giocare nella fatidica stanza dei giochi dei suoi gemelli ![]()
Ndr: anche stasera in effetti, mi ha sistemato le scarpe ed i vestiti che mi son tolta ben messi nell’armadio…
E se ti mandassi affanculo?
31Disclaimer: questo post è pieno di insulti , se vi infastidiscono, non andate oltre nella lettura ![]()
In molti lo sanno, mio marito lavora spesso fuori casa, nell’industria siderurgica. Da Febbraio è all’Ilva, di Taranto. Un paio di giorni fa, un suo operaio è morto durante un’operazione di montaggio. C’è un’inchiesta della magistratura in corso. Mio marito ne è uscito devastato nell’umore.
Girovagando su Facebook, leggevo della vicenda, per la precisione un intervento di una sua collega, anche lei profondamente coinvolta dall’accaduto. E’ arrivata la cogliona di turno con l’infelice battuta “E delle mucche abbattute per la diossina dell’Ilva, allora?”
Le mucche? Ma immane testa di c@zzo, hai idea della vita che fanno queste persone? Io non vedo mio marito da ottobre, i miei figli rischiano di dimenticare la faccia del loro padre, come i bambini delle migliaia di operai che respirano merda negli altiforni per portare a casa il pane per le loro famiglie. E tu mi vieni a cagare il c@zzo per una mucca di merda? Se senti così tanto la mancanza di quelle mucche, che comunque avremmo abbattuto per farci una bella grigliata alla facciazza tua, mettiti un bel campanaccio al collo e vai a pascolare a Statte. PD.
One year ago…
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Baby Angel #3, originally uploaded by Black Cat.
“Barbara, svegliati, è praticamente qui”
Un anno fa, alle cinque e mezzo, un’ostetrica poco prima del cambio turno mi svegliava per dirmi che mia figlia stava per nascere. Io dormivo tra le braccia dell’epidurale, e rischiavo quasi di perdermi l’evento.
Oggi la mia splendida diavoletta si è svegliata felice, e rideva a crepapelle mentre io e suo fratello (più io che lui
) gli cantavamo Happy Birthday.
Grazie di esistere piccina, ogni giorno con te è unico ![]()
Let me explain you that
7Sono affascinata dalle dinamiche di casa mia. Le vivo intensamente ed allo stesso tempo le osservo con distacco per poterle meglio analizzare. E’ una cosa strana da immaginare, lo capisco, ma è il mio modo di vivere le cose “doppie”, da Gemelli come sono, per capirle e viverle insieme.
Alexander è diventato bravissimo, il modello di figlio che moltissimi genitori vorrebbero. Collaborativo, intelligente, educato, interessato e curioso senza essere inopportuno. Ci sarebbe da dire davvero che gli manca solo la parola. E finalmente è una cosa su cui concordano anche medici e terapisti. Solo la parola manca, è diventato emozionalmente stabile, non ha crisi di riso da due mesi (avevano cadenza settimanale!) e più, non ha attacchi di rabbia, è sereno, felice, affettuoso. Gioca moltissimo con sua sorella, che crescendo diventa sempre più la sua compagna di scorribande. E’ un angelo. Il mio angelo. Mio e anche di qualcun’altra, viste le continue tracce di lucidalabbra rosa sul colletto del grembiulino…
Chiara… beh, l’appellativo meno offensivo che è stato rivolto alla mia “grande” bimba è stato “Palladilardo”. Da “Buddha” a “Trichecosovrappeso” piuttosto che “Lottatricedisumo” passando per il più classico “Cicciona”. Solo perchè ha un po’ di pancettina non è che sia poi così… beh, sì, insomma è grassoccia, però mangia che è un piacere, praticamente tutto, e sta bene. A me va bene così. Certo, ieri ho avuto l’onore di ammirare la splendida Viola, cinque giorni più vecchia, che si esibiva in una maratona con corsa ad ostacoli, mentre Chiara è tuttora ancorata a terra da un culone pesante come il piombo. In compenso, parla senza sosta. L’altra sera voleva tassativamente giocare con me e suo fratello, entrambi crollanti dal sonno e già con la bolla al naso tipo anime giapponese. Al nostro tentativo di farla dormire, mettendola nel suo lettino, ha cominciato ad urlare “MAMMA!NANNA NO!” e questo è durato circa un’ora dalle 11:30 alle 0:20. Madre e fratello ne sono usciti stremati. Come se ciò non bastasse, ha sviluppato un carattere forte da paura, e reagisce con veemenza ad ogni “torto” che pensa di aver subìto. Si sta perciò rifacendo di tutte le volte che suo fratello, per giocare, la scaraventava a terra ridendo. L’ultima, che mi ha fatto prendere uno spavento di prima categoria, è stata tre giorni fa, mentre facevano il bagno insieme nella vascona idromassaggio. Tranquilli un momento prima a giocare con le paperette, trenta secondi dopo lei era seduta sopra di lui e gli teneva la faccia sott’acqua con le braccine (ine?) tese.
La morale di tutto questo? Che mentre Alexander è un cherubino senza ali, Chiara è Linda Blair travestita da Bibendum.
Mille cose
12Vorrei scrivere di mille cose.
Delle sere in cui crollavo prima dei miei bimbi per tutto lo stress accumulato nell’organizzare il negozio.
Di Alexander che cresce e matura ogni giorno che passa, che mi aiuta con sua sorella, la intrattiene, la coccola, la sbeffeggia e la ribalta quando lo tira matto.
Di Chiara, che ha imparato ad attirare l’attenzione modulando la voce ad hoc, e tendendo la manina unitamente a un “MEEEE” che non può dar adito a fraintendimenti.
Delle soddisfazioni che ho preso creando un’attività completamente mia, dalle idee alla realizzazione.
Del pianto liberatorio che ho fatto quando ho visto l’insegna sopra la vetrina in cui appare il viso di mia figlia.
Delle paure, delle preoccupazioni, delle risate e della malinconia.
Avrei voluto scrivere di tutto. Fate conto di averlo letto, mentre io ho ricominciato a scrivere scuotendomi dalla pigrizia ![]()

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