Archive for year 2009
Hard days
14Quando dai delle svolte alla tua vita non è mai per caso.
Pensi, rifletti, ti struggi, soffri e sogni.
Il segreto della mia positività è negli occhi curiosi di un bambino che prima non voleva il mondo.
I motivi del mio ottimismo sono due sole parole, arrivate per caso, ad illuminare una vita che comunque ho sempre ritenuto “normale” e “felice” per il solo fatto che poteva essere vissuta.
Il sole di una mattina di autunno fredda come oggi fa partire i miei pensieri, il freddo che mi punge le guance non mi dà fastidio, mi scivola via, così come tutte le accuse.
Ho (abbiamo) il diritto di essere felice, non intendo lasciar compromettere a niente e nessuno questo stato di grazia.
Non so cosa mi riserva il futuro, mi vivo il presente con la sola richiesta di star bene, in salute, con la mia consueta forza d’animo, il sorriso sulle labbra e la mia fermezza, un lato che ho sempre odiato ma col tempo ho imparato ad apprezzare.
Son giorni difficili, in cui le scelte che ho fatto prendono forma, e mi lasciano senza fiato.
Son giorni splendidi, e, sì, anche oggi per me c’è il sole, come sempre.
Inaspettatamente
40Una volta, una sola volta.
Dopo mille emozioni, il panico della sfilata poi sfociato nella gioia di ballare su un palco la sua canzone preferita, qualche “no”.
E ne piango ancora se ci penso, anche ora ho gli occhi pieni di lacrime.
“Alexander, se scappi per farti rincorrere dove non si può mamma si spaventa, che ci sono le macchine, devi fare il bravo, altrimenti niente merenda, eh?”
“Ma mamma…”
Erano quattro anni che non sentivo la sua voce.
Domani ci trovate qui :)
3Scusate per la scomparsa, ma abbiamo dovuto organizzare questa cosina qui, con tanto di sfilata. Seguiranno dettagliati resoconti ![]()

The first step
37“Amore, ne vuoi ancora di formaggio sulla pasta?”
Ho visto la sua testolina bionda girare a destra, poi a sinistra e ancora a destra.
Il cucchiaio mi è caduto dalle mani.
Mio figlio mi ha risposto.
Ritorno con stile
4Gli asciugamani da spiaggia sono come dei culi.
Appena li compri sono come il sederino di un neonato esente da eritema, morbidi e carezzosi.
Dopo qualche lavaggio diventano più rinsecchiti e repellenti del culo di un anziano allettato con le piaghe da decubito.
Sono una casalinga frustrata, ecco.
Famiglie imbarazzanti
9Tarda serata, entra in negozio una nonna sui sessanta con nipotina sugli otto anni. Cercano qualcosa per l’imminente arrivo del fratellino.
“Uè Signò anche voi siete in attesa eh?”
Ringhio sommesso.
“No, Signora, ho smesso di allattare da pochi mesi e ho perso solo nove chili… Sono grossa, lo so.”
“E non vi preoccupate che poi non si rimane chiatte, mia figlia di sette mesi ha messo solo quattro chili”
Ringhio meno sommesso.
Parla la nipotina.
“Nonna non vedi che la signora è la sorella castana di quella che canta Poker Face?”
Cristo.
Tentazioni
7Son riuscita ad uscire dal girone infernale.
I diavoli oscuri mi traevano a loro, tentandomi. Luci sfolgoranti, atmosfere marine, miraggi di beltade.
La loro musicale voce tentava di persuadermi a seguirli, come sirene per i naviganti. Veli impalpabili si posavano su di me per annullare le mie volontà, che si agitavano per farmi resistere.
Ma ce l’ho fatta. E son tornata alla vita.
———
Traduzione: sono andata da Sephora, ma nonostante le commesse in nero mi abbiano proposto le cremine più profumate, i doposole più allettanti e gli antirughe più efficaci, son riuscita a prendere solo mascara e matita che avevo finito. Son fiera di me ![]()
Frazioni di secondo
7Stavo parlando con un collega, che mi raccontava, con una tranquillità e un’autoironia che gli invidio, di quella volta che per una frazione di secondo aveva pensato di suicidarsi. Non riesco a non pensare a cosa debba passare nella mente di un uomo, in un momento di particolari pressioni, per anche solo pensare di prendere dritta quella curva e oltrepassare con l’auto il guard rail per buttarsi in mare. Non mi piace pensare che si possa arrivare, io mi soffermo solo a pensare a *cosa* avrei potuto fare per migliorare il mio status attuale, ma mai e poi mai metterei in forse il fatto di continuare a vivere.
Però al mio ieri ci sto pensando molto.. Vuoi che il periodo che sto passando è parecchio deprimente, vuoi che molte delle mie speranze si sono infrante contro una realtà che non rispecchia nulla di quanto avrei voluto, è un oggi che non mi rappresenta quello che sto vivendo.
Ieri, per la prima volta forse, mi son resa conto di quanto sia invecchiata, di quanta acqua sia passata sotto i miei ponti senza quasi che me ne accorgessi. Il fatto è che io sto vivendo da anni in attesa di un domani che mi porti buone notizie, seppur sia quasi conscia che queste notizie non possono oggettivamente arrivare, ma la mia speranza non vuole cedere il passo alla rassegnazione.
Non sarebbe brutto potersi rassegnare, anche se suona male, lo so, forse potrebbe calmare la mia ricerca frenetica di felicità, ma io non ci riesco, è come se sapessi di non *doverlo* fare. Quando hai altre vite che dipendono dalla tua, la prospettiva delle priorità cambia a tal punto da rovesciare ogni tua convinzione, da roderti da dentro fino al cuore della tua anima, ma non se ne va. Non c’è medicina, non c’è cura, non ci sono placebo e paliativi. Ci sarebbero *parole*, quelle che aspetto.
Persone speciali
1Levina e la sua associazione sono davvero persone speciali. Questa l’hanno realizzata per Alexander a cui è piaciuta un mondo! Se avete tempo da dedicare al ricamo o volete fare una donazione per il progetto Sogni D’Oro, andate sul loro sito, farete felici altri bambini ![]()
Progetto Sogni D’Oro
C’è che poi uno diventa razzista.
19Il negozio Rossi nasce dal nulla. Prende in affitto un buchino e se lo sistema in economia. Si fa fare un prestito pseudostrozzino dalla banca e si indebita fino al collo per comprare la merce che va pagata entro 60 gg, che forse tra l’altro nemmeno venderà. Rossi non si può permettere dipendenti per i primi due anni, perciò lavora come un piciu per sei giorni la settimana, talvolta pure la domenica, per mantenere la famiglia con due figli. La macchina necessiterebbe una bella sistematina, ma il carrozziere non è previsto, prima ci sono tutte le rate da pagare. C’è la crisi, Rossi va come va. La gente viene e, nonostante i margini di guadagno siano davvero rosicati e lui abbia cose di qualità, comprano poco.
Xiao Xing è arrivato in Italia due anni fa. Ha una BMW di sei mesi. Ha il negozio grande cinque volte quello di Rossi. Vende a un euro le lampadine che Rossi paga 5 e rivende a 7. Peccato che Xing le paghi 1 centesimo. Non certificate, spesso nemmeno funzionanti, ma al cliente non interessa. Del resto Xing ha già 300.000 euro di multa da pagare alla finanza per evasione di Iva, e recentemente gli hanno sequestrato parecchie partite di giocattoli tossici, ma non gli interessa. Xing ha 6 dipendenti. In regola 2. Ma non gli è stato contestato nulla. Xing continua a vendere 50 volte l’incasso di Rossi, vendendo cose di qualità infinitesimale e spacciandole per paritetiche a quelle di Rossi, quando davvero non sono la sua copia esatta.
Rossi sa che lui è in regola, che non ha cause per danni alla persona causate da attrezzi difettosi venduti, che quando arriva la finanza o il Min degli Interni non ha nulla da nascondere e gli può fare un sorriso, ma le tasse pagate e i comportamenti onesti non gli fanno bastare i soldi per l’affitto e la spesa di casa.
Xing ha chiuso ieri le trattative. Affitta anche i tre negozi ancora chiusi a fianco del suo.
A questo punto Rossi si fa due domande:
- da dove cazzo arrivano i soldi di Xing? Possibile che un controllo di qualità in entrata alle merci provenienti dalla Cina non venga effettuato in maniera costante?
- è peggio la furbizia di Xing, o l’ignoranza marcia delle pecore che mettono a repentaglio la propria salute e quella dei loro bambini comprando articoli tossici e non certificati nel suo negozio?
Un padre sbagliato
22Sono ancora esterrefatta.
La scena a cui ho assistito stamattina nella classe di mio figlio ha un non so che di surreale.
Un coetaneo di Alexander ha il padre che si è messo in testa di fargli cominciare la scuola elementare a cinque anni anzichè a sei. Pare che, fatto un miniesame alle elementari, il bambino sia incespicato e sia stato rifiutato.
Stamattina il padre ha tirato fuori la maestra di mio figlio dalla classe per ricoprirla di improperi.
“Mio figlio non ha saputo dire tre colori in fila e lei non mi ha mai detto niente, è un’incompetente…”
Imbarazzo tra le mamme presenti, e sguardi pietosi verso questo pseudogenitore.
“Suo figlio risponde sempre benissimo alle domande che gli vengono fatte.
I lavori li finisce sempre, ha molta inventiva, è intelligente e parla in maniera corretta.”
Il padre si è scagliato, ed ha alzato la voce oltre misura, dando pure epiteti poco simpatici al figlio, poco intelligente secondo lui, per colpa sua e della maestra. Il bambino in tutta questa pagliacciata era lì in piedi, inebetito e con gli occhi lucidi.
Gli son passata di fianco e gli ho detto solo una parola.
Vergognati.
Applied Murphy’s law
2Se hai una collana nuova, si romperà presto.
Questo succederà sicuramente quando hai il negozio pieno di gente.
Le perline più acuminate ti finiranno nel reggiseno, d’altra parte avrai messo il balconcino.
Questo accadrà quando, ovviamente, in negozio hai un cliente di sesso maschile e maggiorenne.
Nel momento in cui, usciti i clienti, ti chinerai dietro il bancone per recuperare le perline, entrerà qualcuno che ironizzerà pietosamente sulla tua posizione “scomoda”.
Troverai tutte le perline tranne una, che, come al solito, è quella più lavorata e piena di strassini.
Ma checc@zzo…
Amore, poi mamma piagnucola…
21Mio figlio ha un enorme senso estetico. Credo derivi anche dal suo problema, ha un’attenzione estrema per i colori, per le forme, l’ordine.
Oggi siamo andati a fare la spesa, lui mi aiuta moltissimo, e io gli spiego i nomi di ciò che mettiamo insieme nel carrello, e a cosa servono tutte le cosine che scegliamo.
Ho trovato un paio di zoccoletti in legno e pelle turchese, molto allegri e leggeri, e, soprattutto, di taglia 41 (ewwwiwwwaaa) e li ho messi nel carrello. “Vedi amore, mamma non aveva nulla di turchese e si è presa questi zoccoli”.
Poi siamo passati davanti al reparto abbigliamento/bigiotteria, e lui mi ha preso per mano e fatto deviare.
Mi ha portato in fondo in fondo, in uno scaffale che non avevo notato.
Ha preso due o tre collane, le ha tolte per prendere quella dietro.
Aveva delle piccole pietrine turchesi, uguali uguali al colore degli zoccoli che avevo messo nel carrello.
Me l’ha infilata al collo. Mi ha dato un bacio. Ha sorriso e mi ha accompagnata alla cassa felice.
Happy Meal
12Alexander si sta facendo tutta la settimana a casa, ufficialmente per quinta malattia, anche se secondo il parere di mamma è un brutto eritema post giornata in piscina di domenica, visto e considerato che i puntini son spariti in meno di 48 ore e senza febbre. Dato che la dottoressa insiste nel confermare la diagnosi e nel pronosticare l’avvio dell’esantema anche alla piccola entro fine settimana, rinuncio a malincuore alla GGD a cui non potrei dare certezza di presenziare e tengo le belvette a casa.
Stamattina, totalmente rapita dal musino triste e sconsolato completato da occhio color onice gonfio di lacrime, mi son fatta impietosire ed ho promesso “oggi accompagnamo insieme nonna a Milano e mangiamo tutti da Mac”.
Sorriso a tutta faccia e figlio felice di uscire.
Oh, che bella scelta ho fatto. Oltre a fare felice lui ho passato i venti minuti più esilaranti della mia vita.
Accanto a noi due balene.
Davvero. Con i fianchi che gli uscivano dalle sedie già di per se larghissime del fast food. Vestite male, da vecchie. Con la catenina della cresima al collo, la borsetta della nonna, l’aria sciatta.
“Sai, ho fatto un corso di formazione di una settimana a Miami”
“ohhhh, davvero?”
“Siiiii, è gli americani hanno internet nell’aria!”
- minchia, il wireless…
“Cavolo, chissà che belle esperienze… a proposito, questa scatola qui che danno con il pranzo è bellissima… ora la piego bene bene e la metto in borsa, così mi porto i panini in ufficio”
- e piega la scatola dell’happy meal con precisione chirurgica e la infila nella borsetta.
In quel momento ho guardato mio figlio, lui ha visto la mia espressione e siamo scoppiati a ridere insieme, complici.
Beh, è valsa la pena di affrontare un po’ di traffico, per una bella scenetta comica e per un bel paio di orecchini dall’ambulante di Porta Romana ![]()
E su…
21Sapete qual’è il lato brutto, il vero problema dell’autismo? Voi.
Voi, inteso come gente.
Voi, che quando sentite un bambino grande che non parla lo guardate con disgusto.
Voi, che dite ai vostri nipoti di non giocare con “quello lì” perchè non è normale, o addirittura perchè è contagioso.
Voi, che non volete tenere un bambino così, che è difficile da gestire, fa niente se siete suoi parenti.
Voi, che avete da pontificare sempre su tutte le scelte che sua madre fa per lui.
Voi, che mi rendete la vita ancora più difficile, standomi sempre addosso.
Voi, che mi impedite di sentirmi donna, perchè il mio unico compito è sentirmi madre di un figlio che voi e solo voi giudicate imperfetto.
Voi. Che mi avete davvero rotto i coglioni.
It’s a hard life
6“Posso entrare nel tuo negozio?”
Certo, e non temere, per me tutti i clienti sono uguali.
Mi spiace però per te e per la tua bambina di pochi giorni. Temo che la tua scelta di tenere un velo in testa per obbedire alla tua religione, non vi farà vivere una vita facile.
Lieta comunque di sapere che ti sei trovata bene e che ritornerai. La tua piccola ha un sorriso mentre dorme che scalderebbe qualsiasi cuore.
La Pifferaia magica
6I bambini adorano il mio negozio.
La vetrina li attira, i manichini piccolini, i colori, le decorazioni cangianti, un po’ la cosa è studiata, se entrano loro, anche i genitori lo fanno e magari trovano qualcosa che gli piace.
All’interno poi c’è l’angolo giochi, con tavolo, sedie e tappetoni, carrellini finti con le bambole, costruzioni, puzzle, caffettiera e tazzine in finta porcellana. Se lo usano, ci potete contare, appena ripassano entrano a salutarmi per giocare un pochino.
Fino ad oggi comunque non mi era mai capitata una cosa simile.
Un cockerino è passato davanti alla vetrina, si è divincolato dalla padrona, è entrato in negozio, è venuto dietro il bancone e mi è saltato in braccio.
Mumble… ![]()
Attenti alle fregature ;)
15Nel periodo caldo e in quello natalizio, chissà come mai, fioccano i tentativi di raggiro.
Oggi stavo offrendo i pasticcini alle mie amichètte dei negozi accanto per festeggiare la mia uscita indenne dall’anno della crocifissione, quando entra una guardia giurata in divisa in negozio.
“Salve, sono Pino, sono una guardia giurata dell’xxxx” e mi porge una mano sudaaata da far paura.
Mmmhhh, inarco le sopracciglia e pregusto un divertimento notevole. Conosco la sua azienda, abbastanza bene, son stati miei clienti col precedente lavoro per un sei anni buoni.
“Ah, la xxxx? E’ un’azienda famosissima, da che sede dipende? Quella di via Marghera?” che ovviamente non esiste.
“Già proprio quella
”
“Ah, quindi è con il Dottor Fintoni?” (!!!!)
“Esattamente!”
“Me lo saluti quando torna in sede! E gli dica che mando un bacione alle sue gemelle
”
“Vedesse come sono diventate grandi!!”
“Immagino. Beh, ma mi dica, come posso esserle utile” gli chiedo guardando la cartelletta con una scritta ONLUS sopra
“Sa, io nel tempo libero promuovo una missione in Africa [....] e abbiamo un progetto per tre pozzi d’acqua potabile in Kenia, proprio qui dove vede sulla mappa, chiediamo un suo piccolo aiuto, 5/10 euro…”
“Senti, guardami bene negli occhi, la xxxx non ha nessuna sede in via Marghera, il dottor Fintoni non esiste, ma soprattutto, il Kenya è dalla parte opposta dell’Africa. Che fai, cambi paese o chiamo i Carabinieri?”
“Ok, signora, buona giornata, vado via dal Centro Commerciale, arrivederci…”
Gifts
1C’è che la mattina ricevi una lettera come quella che mi ha mandato questa disgraziata qua che è andata in Cina e si è ritrovata a prendermi un regalo di compleanno che, lo sappiamo tutti, mi fa venire gli occhioni a cuoricino:

Grazie Shu, mi son piaciuti tantissimo e anche le tue parole, beh, per quelle mi son tanto commossa… ![]()
Sarà il caldo…
11Stavo mostrando uno di questi a una cliente, entra un tipo trafelato e chiede:
“Scusi, lei vende i portapacchi vero?”
Ehm… no… – sempre con il vestitino in mano -
“E non li affitta nemmeno?”
Guardi che questo è un negozio di articoli infanzia e premaman…
“Eh, quando uno ha figli ha più roba da portarsi dietro, perciò secondo me qui i porta pacchi li dovreste vendere”
Cazzarola, non fa una grinza ![]()
Schifazzo
3La politica mi fa schifo. Sono anni che non trovo un candidato degno di essere votato, o che per lo meno rispetti gli ideali in cui credo io.
Troppi compromessi, troppi rimescolamenti, troppa ipocrisia e false promesse.
Questo succede a livello nazionale, per le alte sfere, così come per le imminenti elezioni comunali.
Certo che il culmine l’ho visto stamattina alla materna di Alexander.
Una mamma che conosco mi porge un bigliettino elettorale, che riporta i dati del marito. Cortesemente declino, un po’ scocciata dal momento, un po’ perchè il candidato sindaco ha appena testimoniato a mio sfavore nella mia epocale causa contro il mio condominio, quindi puppa che si piglia il mio voto.
Fuori dal salone, nell’atrio, un’altra mamma col marito candidato in altra lista vede la scena, si mette ad urlare, va dalla superiora a lamentarsi, prende i bigliettini dell’avversaria, li butta nel cestino e finiscono a litigare fuori dalla porta.
Lì per lì mi è venuta alla mente solo una bestemmia.
Letterina a mio figlio
31Ciao Alexander,
chissà, magari quando sarai grande avrai modo di leggere tutto quello che la tua mamma ha scritto di te, e ci farai una grossa risata. Spero.
Son quasi cinque anni e mezzo che sei entrato nella mia vita, e ancora non mi hai chiamata mamma, ma non è un problema.
Ci sono giorni che ti mangerei di coccole e baci, altri che ti asfalterei ad un blocco di cemento e ti butterei in mare, ma credo questa sia la vita, no? Anch’io, d’altra parte, devo starti spesso e volentieri sui coglioni, pretenziosa come sono nei tuoi confronti.
Mi capita di sentirmi in una barca senza timone, con te. Risento di ogni tua corrente senza poter far nulla, se non arginare al meglio le tue onde, Alex. Non capisco se mi vuoi parlare e non riesci, o se non puoi. E ciò che mi distrugge è che questa cosa non la sanno nemmeno i dottori. Mi si spezza il cuore, quando la sera cantiamo “Nella vecchia fattoria” con Chiara, e tu tenti di fare qualche verso, di spiccicare qualche sillaba, ma non riesci, ti rabbui, ti arrabbi con te stesso e piangi. In quei momenti vorrei cederti la mia, di voce. Vorrei non cantare più, non parlare più, tanto ormai so scrivere, e quello che dovevo dire l’ho detto. Chissà se un giorno faremo come fanno tutti, un bel discorso, una lite, una storia raccontata sotto un albero all’ombra, e rideremo dei nostri errori, delle nostre battute, delle nostre scorribande, Alex… Ci son momenti in cui questo mi sembra una cosa irraggiungibile, un’utopia. Giorni in cui la mia speranza un po’ vacilla, finchè mi scavo dentro e ne trovo ancora un po’ da dare a te.
Quasi mi sento in colpa, a far parlare Chiara, ad insegnarle nuove parole, nuove canzoncine, e lo faccio mentre tu sei a scuola, nella mia pausa pranzo, per non farti sentire a disagio.
Capisco che per te è dura, difficile, ma io ho una fiducia pazzesca, ho visto quello che hai potuto fare in un anno, e secondo me tu potresti anche andare sulla luna con tutta la volontà che hai. Quando mi urli “bu!bu!” dal sedile dietro della macchina e mi fai il gesto di “buono” perchè vuoi una caramella, beh, a me si apre il cuore, perchè questa è stata la tua prima “richiesta verbale” e i medici sono stracontenti.
Perciò amore, vai avanti così. dì quello che ti viene in mente, ma parla. La tua è una voce bellissima, e la tua mamma scoppia di gioia quando la sente, tu lo sai. Stai tranquillo, qualsiasi sia la cosa che vorrai dire per prima, io sarò lì con te. E se in quel momento sarà un bestemmione rivolto a suor Scassamaroni, beh, io smoccolerò con te ![]()
Voglie represse
6Aver passato la mattina nel magazzino apposito, a scegliere i particolari per la nuova vetrina, ed aver scelto:
reti da pesca
stelle marine
pesci pagliaccio
conchiglie
… beh, credo dia un’idea abbastanza ben delineata di ciò che mi piacerebbe fare ![]()



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