Archive for January, 2009

Memo#2

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Quando parli con un giornalista, scandisci bene le parole, parla piano, e con un tono di voce che sia facilmente comprensibile, altrimenti il “Mio figlio è autosufficiente, sa fare tutto praticamente da solo” diventa “Mio figlio non è autosufficiente, ha bisogno di aiuto per fare tutto”. :|

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Scopritelo con un mosaico :)


Via Slow

Perchè io sono fortunata #2

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Non ci speravo, onestamente, ma ieri ho avuto la conferma che per il posto liberatosi, e i progressi fatti da mio figlio, entro di diritto nel programma di riabilitazione in day hospital.
Questo significa che Alexander finirà la scuola materna alla una, per poi passare il pomeriggio dalle 13.30 alle 18 in una miniclasse di 6 al centro dove farà terapia, tutti i giorni, seguito da psicomotriciste, educatrici, neuropsichiatri e terapeuti con decenni di esperienza.
Devo davvero molto alla dottoressa Gerardo e a tutto il suo staff. Ha fatto e continua a fare miracoli per Alexander, attenta ad ogni segnale e ad ogni progresso, rispettandolo in maniera materna.
Non dite sempre male delle ASL, delle strutture riconosciute, non è tutto trascurato, menefreghista, ci sono anche dei posti dove lavorano brave persone, che si dedicano ai Vostri figli, li seguono, li aiutano, li accompagnano in un percorso.
E, sì, rinnovo la cosa, sono fortunata ad aver trovato un posto così :)

Esperimenti di viaggio

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Da oggi scrivo qui i miei appunti di cuoca. Un po’ perchè tante persone mi chiedono le varie ricette che faccio provare durante le cene, un po’ perchè son stordita e mi perdo sempre gli ingredienti per i piatti che amo di più.
Quindi, se avete fame e non sapete cosa prepararvi, buon appetito nella Food Court ;)

Hey, I’m not a number

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I maligni come al solito cominceranno a dire che si tratta di marchette et similia, ma a me, come per tante altre cose, di ciò che cianciano i malpensanti, me ne batto la ciolla :D
Volevo solo dire che internet, le aziende, la moderna società, tende a trattarti come un numero, un utente XY. Dal primo help desk che chiami, al servizio clienti del tuo gestore telefonico, al tecnico della caldaia.
Buzzparadise ha migliaia di utenti in tutta Europa, e parecchi in Italia. Per la parte nazionale se ne occupa Luca, che stimo incondizionatamente per mille motivi.
Faccio parte anch’io del network di BuzzAngels, chiamati a testare e recensire vari prodotti.
Non ci vedo nulla di male. Nessuno mi obbliga a dire alcun che, non sono pagata, in tutta onestà devo solo dire cosa penso di un tale prodotto, in un post che inserisco nella mia categoria “commercials”.
E siamo in tanti a farlo.
Proprio perchè siamo in tanti, volevo giusto dire che oggi, aprendo il pacco del nuovo Spazzolino Elettrico Braun Oral B 8500 Professional, ho trovato un bigliettino, scritto a mano, a penna, e personale. Cioè con il mio nome, due parole che sapevo indirizzate SOLO a me, e un saluto amichevole.
Questo mi fa ritenere Luca una persona splendida, e Buzzparadise una società che ha capito come si tratta con l’utenza.
Quel che è giusto, va detto ;)

Perchè io son fortunata

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Sento un sacco di mamme, anche di bambini neurotipici, lamentarsi della scarsa integrazione dei propri figli nelle classi di scuola materna e primaria. Addirittura emarginazioni alle elementari perchè bambine che giocano con i maschietti son chiamate lesbiche, cose che a me paiono totalmente assurde, io ho giocato con le Barbie fino alle medie!
Io no. Sono fortunatissima. Le maestre della materna di Alexander hanno fatto un lavoro pazzesco.
Che non è vero che i bambini sono “di natura” buoni, i bambini sono spietati, alienano il debole per deriderlo, di natura. Se però viene loro spiegata la situazione, allora subentra l’istinto protettivo, e il debole viene aiutato perchè “ci si sente grandi” e “si può dare il buon esempio”.
Son due giorni che Alexander non vuole stare giù a giocare quei dieci minuti con la sua insegnante di sostegno, come avevamo sempre fatto per fargli fare un ingresso a scuola meno traumatico, ma vuole salire subito in classe dopo aver messo il buono pasto nella sua cassettina autonomamente ed essersi sistemato il giaccone nel proprio armadietto.
Io, ovviamente, lo assecondo volentieri, sapendo che questo è un ottimo segno di espansione al mondo esterno.
Stamattina mi son soffermata appena arrivata in classe a parlare con la maestra e mi son quasi spaventata.
A parte le scene di delirio al suo ingresso che nemmeno i Beatles negli anni 60, le bambine smettono di giocare e lo vengono a prendere DI PESO per portarlo nell’angolino della cucina, dove lo fanno sedere a tavola e GLI SERVONO la colazione per gioco.
A turno lo prendono IN BRACCIO (21kg di ometto) e se lo sbaciucchiano, comandate da Beatrice, sua fidanzata storica ufficiale, che detta legge su chi lo può coccolare e per quanto tempo.
“Ma scusa, è sempre così? Non si fanno male a prenderlo in braccio?” chiedo alla maestra.
“Dovresti vedere dopo pranzo… sono arrivate al punto di pulirgli persino la bocca quando finisce di mangiare e mettergli via la bavaglia. L’altro giorno che c’era la pizza, lui la indicava e a turno gli cedevano la loro fetta. E’ praticamente il sultano dell’harem”
Beatrice, 6 anni e 10 cm più alta, C., 6 anni e 128 cm di bambinona bionda con la coda sino alla vita, P. mulatta e carina pure lei di una spanna più alta di lui e un anno in più, G. la figlia della mia hairdresser, stessa età ma 5 kg in più.
Era una scena che davvero avrei voluto filmare. Ho pensato che l’integrazione è possibile, quando c’è il buonsenso e la buona volontà del corpo docente. Mi son sentita una mamma davvero molto fortunata.
E sono andata a lavorare felice, che il piccolo è sicuramente in (tante) buone mani :)

Ma perchè queste persone non si suicidano?

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Via TheRatRace, leggo questo articolo.
Questa madre è l’inno al “come una famiglia non dovrebbe essere”. Negativa, rassegnata, arriva a pensare che non avrebbe voluto averlo quel figlio.
Le dico solo di VERGOGNARSI!Lei e tutte quelle stronze inglesi che si stanno affidando a test prenatali sull’autismo NON ANCORA CERTI, e che stanno rinunciando ad avere bambini sani, stronze. A voi, ci fosse davvero un dio, non dovrebbe dare nemmeno l’opportunità di figliare.

Era una notte buia e tempestosa

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Stamattina al mio risveglio ho avuto una unica sola priorità: raccontare il sogno che ho fatto. Se avete qualche minuto da perdere e siete sufficientemente curiosi, cliccate e godetevi il delirio.
(more…)

I grandi perchè

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Oranda 3, originally uploaded by Adônis Ramos.

Mi chiedo per quale motivo nel mio acquario, ci sia un’oranda che nuota all’interno di un calzino antiscivolo misura 21.

Mi domando…

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… da quando viene considerato significativo un campione di 235 persone per decretare possibile interrompere la gravidanza e non far nascere un figlio. E in base a quali abnormi conoscenze scientifiche, eh….

Ok, baby, you won.

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Piccola premessa, io farei un enorme rogo con tutte le copie del libro di Estivil “Fate la nanna”. Non esiste libro che mi rispecchi meno, se escludiamo Bibbia e vari testi religiosi :P
Ultimamente mia figlia, che ha sempre dormito come un ghiro dalle dieci alle tredici ore filate, crescendo ha cominciato ad avere dei risvegli notturni molto “lamentosi”. Gnè gnè, si alza, tende le braccia, vuol venire da mamma. Visto e considerato che sta sviluppando più denti insieme di una creatura di film horror, ho cominciato a propinarle Camilia e altri rimedi soft per diminuirle ciò che credevo fosse dolore da dentizione, in modo da permettere a lei e a me, una notte serena. Nulla da fare.
L’altra sera son stata irremovibile. Alle 0.45 si sveglia e urla.
“No, Chiara, ti faccio un biberon di camomilla, ti coccolo, ma resti nel lettino e dormi”
Pianto a 45Db.
ore 1.15 “Chiara, ho detto che stai lì, hai bevuto, ti ho coccolata, basta”
Pianto a 70Db
ore 1.50 “Chiara, ho detto di no. Ora stai lì e dormi”
Pianto a 115Db, fratello incazzato, mamma trasformatasi in Crudelia DeMon
ore 2.20 “Ok, Chiara, va bene, ti metto qui nel lettone con me e tuo fratello”
Silenzio.
Sorriso.
Bacio.
“Mamma, nanna?”
Si gira, dà un bacio anche a suo fratello, lo abbraccia e si addormenta.
O la ammazzo o la tengo così, fatto sta, che stanotte abbiam dormito tutti e tre insieme dalle 21.30 alle 8 di mattina senza nemmeno muoversi :D

It happens

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Ogni tanto trovo qualche referrer e seguo il link incuriosita.
Sono capitata qui, dove mi sono sentita arrossire, essendo stata nominata tra i Bloggers Importanti del 2008.
Certo, non avrò mai la competenza di Luca o la popolarità di Gianluca nè abilità particolari, ma son contenta di aver mobilitato l’attenzione del mondo del web su un problema che affligge troppe persone e troppe famiglie.
Gran bel post, Mushin, grazie anche di avermi fatto conoscere altre pagine dove attingere ispirazione ed informazione :)

Quando i gatti si incazzano…

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Primary school, originally uploaded by Black Cat.

Ah, dimenticavo. Tanto per gradire, ho fatto una amichevolissima e gentilissima chiaccherata con la Superiora. Le ho esposto le mie ragioni, colloquiando in maniera molto amabile, e restando certamente aperta a mille altre alternative che la scuola potesse offrirmi.
Da oggi Alexander si ferma a scuola sino alle tre.

Let it snow, baby

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Ieri il mio paesello era così. Praticamente più di mezzo metro di neve, strade impraticabili, senza possibilità di uscire di casa, box bloccato dalla neve e salita scivolosa pure per un gatto delle nevi.

“Col caz… ehm, col cavolo che apro, oggi stiamo in casa, panifico, faccio un bel risotto giallo, camino acceso e via.”

Oggi però mariTony doveva prendere sto benedetto aereo per tornare a lavorare e mi son dovuta alzare, vestire e uscire di casa. Ho guardato in giardino e…

Le strade erano sgombre, a parte quelle del paesello, ovviamente. In aeroporto ci siamo arrivati in tempissimo, son pure riuscita a tornare indietro per aprire bottega on time.  

Quando sono arrivata al centro commerciale però, son rimasta parecchio stranita. Su ventidue attività commerciali, erano aperti l’Eurospar, il bar e l’agenzia viaggi. Ho visto arrivare i cinesi del negozio a lato e poi basta. Tutto chiuso, spento, serrato, senza cartelli. Mi domando, se ho avuto io le fregole di aprire che magari qualche cliente voleva cambiare qualcosa o approfittare dei saldi, e poi, diciamocelo, alletta l’idea di fare cassa la sera, gli altri negozianti la crisi non la sentono? Addirittura tengono chiuso, così, come se nulla fosse? Resto basita…

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