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Io amo il rischio
6Ieri è stata una giornata piuttosto movimentata. Ammetto che ero piuttosto stanca, sia fisicamente, che psicologicamente: non sembra, ma essere sorridenti ed accomodanti con il mondo per una giornata intera, ti logora un po’.
Verso le sette è arrivata una mia cliente che ha partorito per farmi vedere la bambina, ed ha portato anche il marito, che io non conoscevo.
Lui era una specie di armadio enoooorme, credo ivoriano, scurissimo di pelle. Teneva la bimba con un’amore pazzesco, era innamorato pazzo delle frugola.
La moglie voleva vedere le fasce portabimbi, e io le ho illustrato la collezione Mhug di cui sono rivenditore. Son fasce spettacolari, io ho preso la prima per Chiara e la uso da quando lei aveva tre mesi, visto che tengono anche bambini di tre anni.
Il padre però, fiero africano, ha subito obiettato, e lì si è creato il siparietto fra me e lui.
“Ah, noi in Africa i bambini li portiamo diversamente”
“Noi in Italia usiamo fasce diverse”
“… perchè noi prendiamo un pezzo di stoffa e facciamo così e così - gesto di allacciarsi qualcosa in modo a me sconosciuto - e andiamo a coltivare i nostri campi rigogliosi”
“Abbi pazienza, ma credo tua moglie non debba andare a raccogliere il riso a Vialone, questa è una fascia che permette anche un allattamento discreto…”
“… perchè voi donne non capite che il calore al bambino viene dalla schiena…”
“… e perchè voi uomini non capite che invece è da qui - gatta che si prende in mano le tette - che esce il latte, e quando piange tua figlia non te la metti sulla schiena ma la dai a tua moglie, no?”
“Voi donne italiane siete insopportabili, oh…”
E ci siamo messi tutti a ridere ![]()
(e comunque a mente lucida, se questo qui si arrabbiava tanto e non la prendeva sul ridere, oggi mi sa che non ero in grado di scrivere
)
Dio non esiste o è un…
36Solita giornata, solita spiaggia, più o meno.
La piccola mi si era addormentata in braccio, l’emblema della tranquillità, dormiva sorridendo nel sonno mentre io guardavo in giro, gli scampoli d’umanità.
Non potevo fare a meno di vederli, trascurati, malvestiti, vecchi.
Lei stringeva un bambino con fare rassegnato, il suo taglio di capelli era evidentemente fatto da sè, con uno specchio troppo misero per dare una corretta visione d’insieme, le sopracciglia troppo sottili, la pelle troppo poco curata e magrissima, le gambine sembravano le braccia di mia figlia.
La madre, l’emblema della mestizia, seguiva un padre con la stessa pettinatura del Fuhrer e gli stessi baffi, imbiancati ma altrettanto incisivi. E tutti e tre erano bianchi, cadaverici, stonavano tantissimo con la tintarella che si vede nelle spiagge pugliesi, come non c’entravano nulla i loro musi lunghi con l’allegria dei bambini.
Stendono due asciugamani, piccoli, ben piegati. Il padre toglie le scarpe da tennis semilogore e indossa delle ciabatte. Lei si siede in un angolo di quel fazzoletto di stoffa adagiato sulla sabbia, e nell’angolo opposto mette il bambino, facendogli ombra con un lenzuolino dove potevo scorgere delle croci ricamate.
I vecchi vanno a fare il bagno, lui precede la madre. Lei rimane sola, il bambino piange e cerca il latte. Lei lo prende, lo appoggia al seno e comincia a piangere sommessamente, guardando il suo piccolo con occhi carichi d’odio. Non resisto, con la bambina che mi dorme al petto, mi alzo e vado verso di lei.
“Scusami, posso aiutarti? Hai bisogno di qualcosa?”
Lei mi guarda. I suoi occhi sono tristi, come tutto il resto che la contraddistingue.
“Hai voglia di sederti qui con me qualche minuto?” (more…)
Milky
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Mamma 100% Garantita, originally uploaded by Black Cat.
A volte vorrei non crescesse. La mia piccola autoclave ![]()

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