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Dio non esiste o è un…

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Solita giornata, solita spiaggia, più o meno.

La piccola mi si era addormentata in braccio, l’emblema della tranquillità, dormiva sorridendo nel sonno mentre io guardavo in giro, gli scampoli d’umanità.

Non potevo fare a meno di vederli, trascurati, malvestiti, vecchi.

Lei stringeva un bambino con fare rassegnato, il suo taglio di capelli era evidentemente fatto da sè, con uno specchio troppo misero per dare una corretta visione d’insieme, le sopracciglia troppo sottili, la pelle troppo poco curata e magrissima, le gambine sembravano le braccia di mia figlia.

La madre, l’emblema della mestizia, seguiva un padre con la stessa pettinatura del Fuhrer e gli stessi baffi, imbiancati ma altrettanto incisivi. E tutti e tre erano bianchi, cadaverici, stonavano tantissimo con la tintarella che si vede nelle spiagge pugliesi, come non c’entravano nulla i loro musi lunghi con l’allegria dei bambini.

Stendono due asciugamani, piccoli, ben piegati. Il padre toglie le scarpe da tennis semilogore e indossa delle ciabatte. Lei si siede in un angolo di quel fazzoletto di stoffa adagiato sulla sabbia, e nell’angolo opposto mette il bambino, facendogli ombra con un lenzuolino dove potevo scorgere delle croci ricamate.

I vecchi vanno a fare il bagno, lui precede la madre. Lei rimane sola, il bambino piange e cerca il latte. Lei lo prende, lo appoggia al seno e comincia a piangere sommessamente, guardando il suo piccolo con occhi carichi d’odio. Non resisto, con la bambina che mi dorme al petto, mi alzo e vado verso di lei.

“Scusami, posso aiutarti? Hai bisogno di qualcosa?”

Lei mi guarda. I suoi occhi sono tristi, come tutto il resto che la contraddistingue.

“Hai voglia di sederti qui con me qualche minuto?” (more…)

Tirèm inanz

6

Ieri sono andata con la truppa all’Acquazzurra di Metaponto (MT) un acquapark molto pulito e ben organizzato, non lontano da Taranto.

Complice un venticello adorabile, l’abbronzatura di tutta la truppa, piccolina esclusa, ha subito un miglioramento abissale, quasi pari al buon umore.

In compenso oggi io non riesco a parlare, son totalmente senza voce.

Ho scoperto che questo è il sogno dei mariti, a pari merito con una moglie un po’ disinibita, amante del pompino e con la settima naturale.

Meno mi aspettavo che fosse anche il sogno dei figli: il mio mi sta allegramente deridendo da stamattina, visto che riesco a sgridarlo solo sottovoce.

Orgoglio di donna

4

E’ qualche giorno che con i bambini e la ragazza che mi aiuta andiamo sempre nello stesso tratto di spiaggia libera. Ed è qualche giorno che trovo sempre lo stesso posto dove bivaccare e piantare il mio ombrellone.

A fianco la stessa famiglia. Uno dei figli lo sento chiamare come mio padre, istintivamente lo osservo. Sui venticinque anni, molto carino, somiglia in maniera pazzesca ad Enrique Iglesias, ed ha un tatuaggio di un elfo (o un troll?) sul lato sinistro del bacino.

Sotto l’ombrellone mentre do la merenda alla piccola, il ragazzo si sdraia verso di noi, scherzando e lanciando smorfiette da lontano a Chiara, continuando a guardare dalla nostra parte. Il mio ego femminile ha un’impennata galattica. Ehi, sono ancora piacente, cavolo, nonostante la burrosità – che cazzo, son proprio cicciona, altro che burrosa vabbè – sono ancora oggetto di sguardi, cavolo, come mi sento sollevata, evviva, yeah, wow, cool.

Si fa tardi, e per i miei vicini si fa l’ora di andare. Il fighetto raduna le sue cose, si avvicina a me ed a Chiara e si inginocchia. La mia faccia assume un’espressione basita. “Ciao bellissima, sei davvero simpatica, sai? E’una bambina, vero” mi chiede “Sì, si chiama Chiara” rispondo io gongolandomi “Allora ciao splendida Chiara, mi ricordi tanto la mia sorellina quando era piccola” Da un bacino alla mano della piccola e lei se lo accarezza.

“Buonasera signora, e buon ferragosto”

Ah… del lei? Signora? Ecco, fanculo al mio ego, questo voleva solo giocare con la bambina :(

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