Sento un sacco di mamme, anche di bambini neurotipici, lamentarsi della scarsa integrazione dei propri figli nelle classi di scuola materna e primaria. Addirittura emarginazioni alle elementari perchè bambine che giocano con i maschietti son chiamate lesbiche, cose che a me paiono totalmente assurde, io ho giocato con le Barbie fino alle medie!
Io no. Sono fortunatissima. Le maestre della materna di Alexander hanno fatto un lavoro pazzesco.
Che non è vero che i bambini sono “di natura” buoni, i bambini sono spietati, alienano il debole per deriderlo, di natura. Se però viene loro spiegata la situazione, allora subentra l’istinto protettivo, e il debole viene aiutato perchè “ci si sente grandi” e “si può dare il buon esempio”.
Son due giorni che Alexander non vuole stare giù a giocare quei dieci minuti con la sua insegnante di sostegno, come avevamo sempre fatto per fargli fare un ingresso a scuola meno traumatico, ma vuole salire subito in classe dopo aver messo il buono pasto nella sua cassettina autonomamente ed essersi sistemato il giaccone nel proprio armadietto.
Io, ovviamente, lo assecondo volentieri, sapendo che questo è un ottimo segno di espansione al mondo esterno.
Stamattina mi son soffermata appena arrivata in classe a parlare con la maestra e mi son quasi spaventata.
A parte le scene di delirio al suo ingresso che nemmeno i Beatles negli anni 60, le bambine smettono di giocare e lo vengono a prendere DI PESO per portarlo nell’angolino della cucina, dove lo fanno sedere a tavola e GLI SERVONO la colazione per gioco.
A turno lo prendono IN BRACCIO (21kg di ometto) e se lo sbaciucchiano, comandate da Beatrice, sua fidanzata storica ufficiale, che detta legge su chi lo può coccolare e per quanto tempo.
“Ma scusa, è sempre così? Non si fanno male a prenderlo in braccio?” chiedo alla maestra.
“Dovresti vedere dopo pranzo… sono arrivate al punto di pulirgli persino la bocca quando finisce di mangiare e mettergli via la bavaglia. L’altro giorno che c’era la pizza, lui la indicava e a turno gli cedevano la loro fetta. E’ praticamente il sultano dell’harem”
Beatrice, 6 anni e 10 cm più alta, C., 6 anni e 128 cm di bambinona bionda con la coda sino alla vita, P. mulatta e carina pure lei di una spanna più alta di lui e un anno in più, G. la figlia della mia hairdresser, stessa età ma 5 kg in più.
Era una scena che davvero avrei voluto filmare. Ho pensato che l’integrazione è possibile, quando c’è il buonsenso e la buona volontà del corpo docente. Mi son sentita una mamma davvero molto fortunata.
E sono andata a lavorare felice, che il piccolo è sicuramente in (tante) buone mani :)