Mamma, webmaster e felide bastarda.
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E’ che non si cresce mai…
20/04/2009
M. il nipotino della mia amica Enza, mi canticchia ammiccante una canzone di Vasco guardandomi negli occhi “Guardami, non potrai mai trovare un altro come me…” alla veneranda età di otto anni. Stamane, accompagnando Alexander alla materna, un suo compagno che di solito viene accompagnato dalla nonna, dice alla mamma che non mi conosce (ed ho saputo essere mia coscritta) “Vedi mamma, quella ragazza lì è la mamma di Alex” e mi sento incenerire da uno sguardo.
Non so se è perchè sono una donna sorridente e solare o perchè, effettivamente, non dimostro i miei quasi 34 anni, essendo rimasta fondamentalmente un’adorabile cazzara ![]()
In questi giorni poi, mi sento ringiovanita dentro. Ho ritrovato Simona, la mia sparring partner delle superiori.
Abbiamo ripercorso i ritiri spirituali in cui a mezzanotte si scatenava il delirio, sempre grazie al PIME che ci metteva a disposizione le cellette singole collegate all’esterno da un comodissimo balcone a ringhiera che ci consentiva le peggio cose ![]()
O i momenti in cui, nel bel mezzo di una serissima interrogazione, con la prof intenta a correggere la tizia di turno alla lavagna, noi si faceva tiro a segno con le matite appuntite contro le secchie del primo banco.
Fino al clou che mi ha ricordato nel pomeriggio, di quella sera che io mi dovevo calare dalla finestra per andare in discoteca insieme a lei, che mi era passata a prendere in motorino, ma poi alla fine mi son tirata indietro perchè in casa mia non “era il momento” ![]()
Ora anche Simona aspetta un bambino, sarà anche lei una mamma fuori di testa come la mia. Ci siamo già date appuntamento ai go kart tra un paio d’anni per una gara madri/figli
Ok, baby, you won.
17/01/2009
Piccola premessa, io farei un enorme rogo con tutte le copie del libro di Estivil “Fate la nanna”. Non esiste libro che mi rispecchi meno, se escludiamo Bibbia e vari testi religiosi ![]()
Ultimamente mia figlia, che ha sempre dormito come un ghiro dalle dieci alle tredici ore filate, crescendo ha cominciato ad avere dei risvegli notturni molto “lamentosi”. Gnè gnè, si alza, tende le braccia, vuol venire da mamma. Visto e considerato che sta sviluppando più denti insieme di una creatura di film horror, ho cominciato a propinarle Camilia e altri rimedi soft per diminuirle ciò che credevo fosse dolore da dentizione, in modo da permettere a lei e a me, una notte serena. Nulla da fare.
L’altra sera son stata irremovibile. Alle 0.45 si sveglia e urla.
“No, Chiara, ti faccio un biberon di camomilla, ti coccolo, ma resti nel lettino e dormi”
Pianto a 45Db.
ore 1.15 “Chiara, ho detto che stai lì, hai bevuto, ti ho coccolata, basta”
Pianto a 70Db
ore 1.50 “Chiara, ho detto di no. Ora stai lì e dormi”
Pianto a 115Db, fratello incazzato, mamma trasformatasi in Crudelia DeMon
ore 2.20 “Ok, Chiara, va bene, ti metto qui nel lettone con me e tuo fratello”
Silenzio.
Sorriso.
Bacio.
“Mamma, nanna?”
Si gira, dà un bacio anche a suo fratello, lo abbraccia e si addormenta.
O la ammazzo o la tengo così, fatto sta, che stanotte abbiam dormito tutti e tre insieme dalle 21.30 alle 8 di mattina senza nemmeno muoversi ![]()
Reset
30/12/2008
Stamattina mi sono svegliata incazzata col mondo. Qual è la novità? Nessuna, capita sempre più spesso ultimamente.
Sono nervosa e scontenta, sono arrabbiata, furente. E lo devo dire, che stare zitti non paga. Mai.
Avete presente tutte quelle mammine tutte pucci pucci glitterate, che scrivono cose splendide persino sulla cacchettina nucleare dei loro pargoletti, che la pappina sparsa sui muri è tanto bella, che le spisciazzate in giro o addosso son così romaaanticheee! Ecco, appunto. Andatevene un po’ affanculo!
Lo sapete? Se non avete una bella schiera di nonni o parenti pronti a darvi una mano, con i figli la vostra vita si annulla. Io non vado a mangiare una pizza sola con mio marito da due anni, negli ultimi dodici mesi ho dormito da sola con lui solo una volta senza intermezzo di figli, non so più cosa sia andare da un’estetista senza una belva urlante almeno addietro. Tutto questo mentre qualcuna se ne va con gli amici a Montecarlo anche se i nipoti son febbricitanti, chè tanto papà può rinunciare a LAVORARE, mentre lei, PD, non può mica rinunciare a parrucchiere-estetista-costaazzurra, neh? E l’altra superstite? L’altra io la strozzerei, che lavora più di me e dovrebbe essere da mò in pensione. Non la vedo da due mesi quasi (però arriva domani
) e so per certo che si ammazza di lavoro ma nonostante tutto per i nipoti (distanze permettendo, ovvio) c’è sempre.
Ecco, quando vedo le mie amiche che lasciano i bambini all’asilo e dicono alle maestre che li va a prendere la nonna, che se li tiene al pomeriggio mi viene su una rabbia da ulcera di dimensioni epiche. Che io, ogni volta che ho bisogno, devo supplicarla di schiodare il suo culo da casa (al portone di fianco al mio) e stare un paio d’ore con la piccola mentre io accompagno Alexander a fare terapia. Certo. Io un viaggio come il suo me lo sono solo sognata. E forse proprio le sue parole mi hanno fatto capire che prima di essere una mamma annullata, dovrei tornare ad essere moglie e donna.
Questo è il mio proposito per il nuovo anno. Riuscire a mandare a cagare qualcuna per cui la piega e la depilazione son più importanti dei nipoti e mettere da parte un po’ di istinto materno per far rifiorire me stessa. Già il negozio parecchie soddisfazioni me le sta dando.
Certo, io che ho la famiglia in senso lato, cioè che la mia genitrice è ancora viva, per avere una mano devo pagare un’estranea che mi tiene la bambina mentre mi DIVERTO al lavoro, e lei non fa un cazzo a casa o va in giro dagli amici, però non ci son cazzi, voglio tornare ad avere una vita.
Quindi, ricapitolando, nel 2009 ESIGO:
1 cena al mese + serata romantica fuori da SOLA con il marito.
1 serata a barcamp/GGD/similia almeno ogni 3 mesi con le amichètte.
1 seduta mensile dal parrucchiere.
Mamma più felice anche se fuori per una sera, equivale a bambini con madre meno stressata e più felici. E’ ora che ricominci a voler bene anche a me.
Buon anno ![]()
Let me explain you that
08/12/2008
Sono affascinata dalle dinamiche di casa mia. Le vivo intensamente ed allo stesso tempo le osservo con distacco per poterle meglio analizzare. E’ una cosa strana da immaginare, lo capisco, ma è il mio modo di vivere le cose “doppie”, da Gemelli come sono, per capirle e viverle insieme.
Alexander è diventato bravissimo, il modello di figlio che moltissimi genitori vorrebbero. Collaborativo, intelligente, educato, interessato e curioso senza essere inopportuno. Ci sarebbe da dire davvero che gli manca solo la parola. E finalmente è una cosa su cui concordano anche medici e terapisti. Solo la parola manca, è diventato emozionalmente stabile, non ha crisi di riso da due mesi (avevano cadenza settimanale!) e più, non ha attacchi di rabbia, è sereno, felice, affettuoso. Gioca moltissimo con sua sorella, che crescendo diventa sempre più la sua compagna di scorribande. E’ un angelo. Il mio angelo. Mio e anche di qualcun’altra, viste le continue tracce di lucidalabbra rosa sul colletto del grembiulino…
Chiara… beh, l’appellativo meno offensivo che è stato rivolto alla mia “grande” bimba è stato “Palladilardo”. Da “Buddha” a “Trichecosovrappeso” piuttosto che “Lottatricedisumo” passando per il più classico “Cicciona”. Solo perchè ha un po’ di pancettina non è che sia poi così… beh, sì, insomma è grassoccia, però mangia che è un piacere, praticamente tutto, e sta bene. A me va bene così. Certo, ieri ho avuto l’onore di ammirare la splendida Viola, cinque giorni più vecchia, che si esibiva in una maratona con corsa ad ostacoli, mentre Chiara è tuttora ancorata a terra da un culone pesante come il piombo. In compenso, parla senza sosta. L’altra sera voleva tassativamente giocare con me e suo fratello, entrambi crollanti dal sonno e già con la bolla al naso tipo anime giapponese. Al nostro tentativo di farla dormire, mettendola nel suo lettino, ha cominciato ad urlare “MAMMA!NANNA NO!” e questo è durato circa un’ora dalle 11:30 alle 0:20. Madre e fratello ne sono usciti stremati. Come se ciò non bastasse, ha sviluppato un carattere forte da paura, e reagisce con veemenza ad ogni “torto” che pensa di aver subìto. Si sta perciò rifacendo di tutte le volte che suo fratello, per giocare, la scaraventava a terra ridendo. L’ultima, che mi ha fatto prendere uno spavento di prima categoria, è stata tre giorni fa, mentre facevano il bagno insieme nella vascona idromassaggio. Tranquilli un momento prima a giocare con le paperette, trenta secondi dopo lei era seduta sopra di lui e gli teneva la faccia sott’acqua con le braccine (ine?) tese.
La morale di tutto questo? Che mentre Alexander è un cherubino senza ali, Chiara è Linda Blair travestita da Bibendum.
Dio non esiste o è un…
26/08/2008
Solita giornata, solita spiaggia, più o meno.
La piccola mi si era addormentata in braccio, l’emblema della tranquillità, dormiva sorridendo nel sonno mentre io guardavo in giro, gli scampoli d’umanità.
Non potevo fare a meno di vederli, trascurati, malvestiti, vecchi.
Lei stringeva un bambino con fare rassegnato, il suo taglio di capelli era evidentemente fatto da sè, con uno specchio troppo misero per dare una corretta visione d’insieme, le sopracciglia troppo sottili, la pelle troppo poco curata e magrissima, le gambine sembravano le braccia di mia figlia.
La madre, l’emblema della mestizia, seguiva un padre con la stessa pettinatura del Fuhrer e gli stessi baffi, imbiancati ma altrettanto incisivi. E tutti e tre erano bianchi, cadaverici, stonavano tantissimo con la tintarella che si vede nelle spiagge pugliesi, come non c’entravano nulla i loro musi lunghi con l’allegria dei bambini.
Stendono due asciugamani, piccoli, ben piegati. Il padre toglie le scarpe da tennis semilogore e indossa delle ciabatte. Lei si siede in un angolo di quel fazzoletto di stoffa adagiato sulla sabbia, e nell’angolo opposto mette il bambino, facendogli ombra con un lenzuolino dove potevo scorgere delle croci ricamate.
I vecchi vanno a fare il bagno, lui precede la madre. Lei rimane sola, il bambino piange e cerca il latte. Lei lo prende, lo appoggia al seno e comincia a piangere sommessamente, guardando il suo piccolo con occhi carichi d’odio. Non resisto, con la bambina che mi dorme al petto, mi alzo e vado verso di lei.
“Scusami, posso aiutarti? Hai bisogno di qualcosa?”
Lei mi guarda. I suoi occhi sono tristi, come tutto il resto che la contraddistingue.
“Hai voglia di sederti qui con me qualche minuto?” More >


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