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Stamattina mi sono svegliata incazzata col mondo. Qual è la novità? Nessuna, capita sempre più spesso ultimamente.

Sono nervosa e scontenta, sono arrabbiata, furente. E lo devo dire, che stare zitti  non paga. Mai.

Avete presente tutte quelle mammine tutte pucci pucci glitterate, che scrivono cose splendide persino sulla cacchettina nucleare dei loro pargoletti, che la pappina sparsa sui muri è tanto bella, che le spisciazzate in giro o addosso son così romaaanticheee! Ecco, appunto. Andatevene un po’ affanculo!

Lo sapete? Se non avete una bella schiera di nonni o parenti pronti a darvi una mano, con i figli la vostra vita si annulla. Io non vado a mangiare una pizza sola con mio marito da due anni, negli ultimi dodici mesi ho dormito da sola con lui solo una volta senza intermezzo di figli, non so più cosa sia andare da un’estetista senza una belva urlante almeno addietro. Tutto questo mentre qualcuna se ne va con gli amici a Montecarlo anche se i nipoti son febbricitanti, chè tanto papà può rinunciare a LAVORARE, mentre lei, PD, non può mica rinunciare a parrucchiere-estetista-costaazzurra, neh? E l’altra superstite? L’altra io la strozzerei, che lavora più di me e dovrebbe essere da mò in pensione.  Non la vedo da due mesi quasi (però arriva domani :) ) e so per certo che si ammazza di lavoro ma nonostante tutto per i nipoti (distanze permettendo, ovvio) c’è sempre. 

Ecco, quando vedo le mie amiche che lasciano i bambini all’asilo e dicono alle maestre che li va a prendere la nonna, che se li tiene al pomeriggio mi viene su una rabbia da ulcera di dimensioni epiche. Che io, ogni volta che ho bisogno, devo supplicarla di schiodare il suo culo da casa (al portone di fianco al mio) e stare un paio d’ore con la piccola mentre io accompagno Alexander a fare terapia. Certo. Io un viaggio come il suo me lo sono solo sognata. E forse proprio le sue parole mi hanno fatto capire che prima di essere una mamma annullata, dovrei tornare ad essere moglie e donna.

Questo è il mio proposito per il nuovo anno. Riuscire a mandare a cagare qualcuna per cui la piega e la depilazione son più importanti dei nipoti e mettere da parte un po’ di istinto materno per far rifiorire me stessa. Già il negozio parecchie soddisfazioni me le sta dando.

Certo, io che ho la famiglia in senso lato, cioè che la mia genitrice è ancora viva, per avere una mano devo pagare un’estranea che mi tiene la bambina mentre mi DIVERTO al lavoro, e lei non fa un cazzo a casa o va in giro dagli amici, però non ci son cazzi, voglio tornare ad avere una vita. 

Quindi, ricapitolando, nel 2009 ESIGO:

1 cena al mese + serata romantica fuori da SOLA con il marito.

1 serata a barcamp/GGD/similia almeno ogni 3 mesi con le amichètte.

1 seduta mensile dal parrucchiere.

Mamma più felice anche se fuori per una sera, equivale a bambini con madre meno stressata e più felici. E’ ora che ricominci a voler bene anche a me. 

 

Buon anno :)

Rent-a-baby

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Oggi ho rivisto con enorme piacere un vecchio amico del web che non vedevo da almeno cinque/sei anni. E’ un amico della vecchia guardia di Clarence, quando si facevano i live in un punto dell’Italia a caso e ci si trovava tutti lì, si andava in venti/trenta persone a svaccare un locale intero fino alle due del venerdì notte per poi aspettare l’alba del sabato a parlare davanti ad un cimitero e tornare a casa che era mezzogiorno. Il tutto dopo la settimana di lavoro. I live in cui si andava al Galloway di Treviso a ingollare birra, pollo arrosto e bagigi, oppure a Roma a fare il giro delle case degli amici, o a Bologna, nell’agriturismo di Cà di Sasso con la gatta al seguito. Ora, ovviamente, siamo cambiati, con coniugi e due figli a testa, ma siamo sempre quelli che si ritrovano dopo anni e si abbracciano come due fratelli che vivono insieme, che sanno ridere delle stesse immani cavolate, che hanno tantissime idee in comune e che soprattutto sembra che ci si conosca dall’infanzia. Oggi A. mi è piombato in negozio, e mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo. Anche se parlavamo di Alexander e dei suoi problemi, di un supermercato francese nei pressi di Milano e della sua commessa stronza, dei gemelli e del loro mondo fantastico, delle problematiche delle nascite premature e di altro, beh, era davvero un salto nel passato. Ci tenevo a fargli conoscere i miei pargoli, così l’ho invitato a pranzo.

Alexander gli si è mostrato in tutto il suo splendore (…) Tornato dalla materna in quello che io definisco “il giorno nero”, cioè quello in cui a mensa trova pastina in brodo e tacchino agli aromi, e piuttosto non mangia, si è distinto in un secondo pranzo servendosi autonomamente una porzione del nostro aglio olio e peperoncino, unitamente a una forchetta. Dopo di che si è recato in bagno dove, dopo essersi comodamente seduto sul suo trono, ha ritenuto opportuno farsi una doccia per i cavoli suoi, richiedendo un aiuto solo per l’asciugatura dei capelli e la ri-vestizione. Finito quello, ha sistemato le cose sul tavolo e i giocattoli per terra. Cosa che fa di prassi, un po’ per la sua “particolarità” , un po’ perchè mamma e papà non sono tanto distanti dalla mania dell’ordine.

La cosa che mi ha fatto più piacere, oltre ovviamente a condividere quelli che secondo me sono progressi sconvolgenti fatti dal mio pargolo nell’ultimo anno, è stato il mio amico che, serafico, mi ha chiesto di noleggiarglielo per tre giorni e farlo giocare nella fatidica stanza dei giochi dei suoi gemelli :)

Ndr: anche stasera in effetti, mi ha sistemato le scarpe ed i vestiti che mi son tolta ben messi nell’armadio…

E se ti mandassi affanculo?

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Disclaimer: questo post è pieno di insulti , se vi infastidiscono, non andate oltre nella lettura :)

 

In molti lo sanno, mio marito lavora spesso fuori casa, nell’industria siderurgica. Da Febbraio è all’Ilva, di Taranto. Un paio di giorni fa, un suo operaio è morto durante un’operazione di montaggio. C’è un’inchiesta della magistratura in corso. Mio marito ne è uscito devastato nell’umore.

Girovagando su Facebook, leggevo della vicenda, per la precisione un intervento di una sua collega, anche lei profondamente coinvolta dall’accaduto. E’ arrivata la cogliona di turno con l’infelice battuta “E delle mucche abbattute per la diossina dell’Ilva, allora?”

Le mucche? Ma immane testa di c@zzo, hai idea della vita che fanno queste persone? Io non vedo mio marito da ottobre, i miei figli rischiano di dimenticare la faccia del loro padre, come i bambini delle migliaia di operai che respirano merda negli altiforni per portare a casa il pane per le loro famiglie. E tu mi vieni a cagare il c@zzo per una mucca di merda? Se senti così tanto la mancanza di quelle mucche, che comunque avremmo abbattuto per farci una bella grigliata alla facciazza tua, mettiti un bel campanaccio al collo e vai a pascolare a Statte. PD.

31 Ottobre

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E’ una data che mi è particolarmente cara.

31/10/2000 Witch fa il suo ingresso nella mia vita, lasciandosi strappare da morte certa, e portando amore nelle giornate buie che stavo vivendo.

31/10/2003 Mi sposo. In comune, vestita di nero e col pancione. Felice.

31/10/2008 Apro ufficialmente Tempo di Noi, il mio negozio. Lavori permettendo, al pubblico si aprirà per fine Novembre

Detto ciò, che dire, se non che nonostante mi siano successe solo cose belle, questo 31 ottobre ormai da poco iniziato, avrà un non so che di amaro. Oramai cosa sono, sei o otto mesi che sei via, marito? Ne ho un po’ pieni i coglioni di vederti una volta al mese per un paio di giorni, e di saperti lavorare sino alla distruzione in quel posto di emme a mille chilometri dalla tua famiglia. Mollali lì, sti benedetti altiforni, e sbrigati a tornare va, che saranno pure cinque anni che ci sopportiamo, ma sono sempre troppo pochi i momenti passati insieme.

House selling oddities #1

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Sì, forse l’idea di vendere casa autonomamente si preannuncia un’impresa molto più ardua del previsto. Per la zona, per la tipologia di casa, per tutto insomma.
Soprattutto per la gente.

Coppia #1:
Lei “Caro, la casa è davvero quella che volevo io, ma i nostri armadi non ci stanno. Devo decidere se dobbiamo cercare una casa più grande o se devo privarmi di uno dei miei armadi!

Coppia #2:
Lui, entusiastissimo, quasi sbavava sul parquet.
Lei freddissima: “Vabbè che io ho quarant’anni, ma sei poi facciamo tutti i bambini che vogliamo, dobbiamo cambiare poi casa anche noi… tieni presente che tra il matrimonio da organizzare e tutto, non è che passa poi molto!!!
Secondo me lei ha visto troppo spesso la pubblicità della fibra ottica, ed è convinta di organizzare un matrimonio e fare un paio di marmocchi in meno di sei mesi…

Madre e figlia:
Entrambe con i dollari che gli uscivano dalle orecchie, tanto erano vestite e ingioiellate con quello che penso fosse il valore di casa mia, non fosse stato altro che per lo zibellino lungo fino ai piedi della mamma (Witch deve averla scambiata per un animale vivo, visto che le è quasi saltata addosso…)
Figlia: “La casa è proprio quella che volevo io, taglio perfetto, determinati particolari ricercati… però, si insomma, non si sente un tram, una macchina passare, c’è troppo silenzio qui, mi sembra di essere morta!” smily

Domani ho altri appuntamenti: sperém in ben smily

Ebbene si!

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Ottobre.
Un anno di matrimonio.
E finalmente vivremo insieme!

Un brindisi al nuovo lavoro di Tony smily

Mezzogiorno di fuoco

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… musichetta da film western…
Oggi ho assolto un impegno a cui avrebbe tanto dovuto esserci anche mio marito: come mi ha detto lui, oggi è uno dei pochi giorni in cui ha gioito di essere dall’altro capo del Mondo smily
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Proposta di matrimonio

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a me gli occhi.JPGSi sa, oggi i tempi si precorrono.
Mentre mi recavo alla mia seduta settimanale dall’agognato fisioterapista (che dolori di schiena che hoooo!!!) arrivata al semaforo ho affiancato il passeggino con Alexander a un altro passeggino, guidato da una mamma con un bambino piccolo a bordo con sorellina sul supporto posteriore, in piedi.
Dato che guido il passeggino come la macchina, cioe’ sempre incazzata, scattante, nervosa e incasinata perche’ il ritardo e’ un mio must, faccio una specie di sgomitata per passarle davanti.
Alexander, sveglio, si guarda in giro.
La bambina si gira, ci guarda e prende con una mano la maniglia del mio passeggino, tenendolo fermo e stretto.
“Come si chiama?”
“Alexander” le rispondo io con aria interrogativa. “Ma se non ci lasci andare arriviamo in ritardo, che abbiamo un appuntamento”
Sua madre, sbigottita dal comportamento della figlia, tenta di sedare l’impeto della piccola. “Marta, lascia andare la signora con Alexander, che sono di fretta, su!”
Intanto il semaforo passa a un velocissimo e fugace giallo.
“Mamma, e’ rosso, su!” strepita la piccola “Senti, ma quanti anni ha?”
E io sempre piu’ confusa… “Due mesi e mezzo…”
“Signora, me lo lasci toccare?”
Vedendo che Alexander guardava la piccola, tra l’altro molto carina, sui tre anni, con un caschetto castano e due lucenti occhi azzurri, tutto tranquillo, non ho avuto nulla da ridire.
La piccola scende dal supporto dove era arrampicata, si china verso mio figlio e gli accarezza con manine leggere prima le guanciotte e poi la testa, scompigliandoli i capelli biondi.
Lui la fissa, sputa il ciuccio modello piccola Simpson, e si produce in un sorriso mai visto, con tanto di urletto stridulo. La piccola e’ estasiata.
Con gli occhi lucidi e tono accorato, davanti a me e sua madre, sempre piu’ basite, lo implora: “Alexander, quando diventi grande, mi vuoi sposare?”
Semaforo verde… smily

Piangi?

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Si.
Come una fontana.
Perche’ in tutta questa merda che succede, mi concentro sulle amenita’ per non pensare.
Perche’ non voglio tenermi tutto dentro e non riuscire a sorridere ricambiando mio figlio quando apre la bocca senza denti fra risate che mi fan vedere l’ugola.
Perche’ quando la gente mi vede, voglio capisca quanto mi ritengo fortunata ad avere tutto quello che ho, soprattutto dentro.
Perche’ quando in televisione mi vedo il matrimonio civile di un omone grande e grosso che cinge la sua donna in modo cosi’ protettivo, non posso far altro che pensare a chi mi sta mancando da paura.
Fate tornare mio marito [omissis]

I sette tic che minano il matrimonio

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Direttamente dal Corriere della Sera. Con i commenti della Gatta…

Autoritarismo e calci di rigore
LEI: Ma perchè lui vuole sempre impormi consigli e soluzioni su tutto? E’ un uomo, gioia mia, mica hai sposato un pesce rosso!
LUI: Ma perchè lei fa sempre rumori inutili mentre guardo i rigori della finale di Champions League? Le cose sono due: o le hai fatto mangiare troppi fagioli, o lei sta godendo come un mandrillo in calore perchè la tua squadra sta evidentemente perdendo e lei tifa per l’avversaria.

Zapping e alito cattivo
LEI: Non sopporto quando lui fa zapping come un nevrotico. Alla noia della televisione, ci sono un sacco di passatempi alternativi piacevoli, ehm…
LUI: Non sopporto quando lei si inventa di avere l’emicrania se a cena ho mangiato un pesto troppo agliato. Ahhh, il problema di avere gusti culinari differenti: fate come noi, mangiate lo stesso piatto e non se ne parla più!

Errori al volante e discorsi inutili
LEI: Mi dà fastidio che lui non chieda mai indicazioni stradali: poi sbagliamo strada. Ho giusto qui in offerta speciale un comodo navigatore satellitare…
LUI: Mi dà fastidio che lei rimeni all’infinito una vicenda di poca importanza. Rinnovo l’invito a trovare alternative piacevoli ed… ehm… appaganti per ovviare alla noia, funzionano, giuro!

Dimenticanze ed esagerazioni
LEI: Ecco un comportamento a cui non riesco ad abituarmi: lui lascia sempre alzata l’asse del water. Fate un compromesso: se lui abbassa l’asse, tu chiudi il coperchio. Sembra una cazzata ma a molti uomini dà fastidio e così, facendo entrambi un piccolo sforzo, vi incontrerete a metà strada
LUI: Lei ha un’abitudine spiccatissima a esagerare in tutte le cose. Hai provato a fotografarle le situazioni iniziali con una macchina digitale e a mettergliele davanti come sfondo al desktop? Funziona, e si ridimensionerà subito.

Shopping e divagazioni
LEI: Tutte le volte che dobbiamo andare a fare compere, lui brontola. Ritieniti fortunata: pensa a me che quando ci andiamo facciamo a gara a chi compra di più, e di solito lui, oltre a battermi, mi tiene anche in giro pomeriggi interi!!!
LUI: Quando parla, lei divaga sempre dall’argomento centrale della conversazione e si perde nei dettagli. Fai lo stesso anche tu, magari su una partita di calcio e dopo qualche giorno vedrai che non partirà più dal suo primo giorno all’asilo nido per raccontarti il pranzo del giorno in corso.

Parolacce ed indecisioni
LEI: Col trascorrere degli anni, lui diventa sempre più volgare. Mai fatto gara di bestemmie eh?
LUI: Lei mi chiede di aiutarla in tutte le decisioni: dal menù per la cena al colore del vestito da indossare. E tu, invece di fare quello a cui non interessa una cippa, consigliale dello sterco fritto per cena e una t-shirt pubblicitaria per una cena galante. Si organizzerà da sola.

Barzellette osè e guasti domestici
LEI: Non capisco proprio come faccia a divertirsi raccontando barzellette osè. Evidentemente perchè trombate troppo poco e lui si deve ridurre a parlare di cosa NON fa…
LUI: Perchè lei appena torno dall’ufficio mi fa l’elenco delle cose che non funzionano in cucina e in bagno? Meglio cambiare una lampadina e chiudere la valvola dello scaldabagno, o avere le corna piantate con idraulico, elettricista, antennista, tappezziere, imbianchino… vado avanti o prendi quella scala?

Ahhh… certi speciali a me e al mio Tesoro ci fanno una pippa!

A grande richiesta!

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Finalmente la Gatta Nera e’ in grado di comunicare il giorno esatto del matrimonio con Tony
Pensiamo… siamo vicini a ottobre… gatti neri… 666… CERTO! HALLOWEEN!
Esatto: 31 Ottobre, ore 16.00 biggrin.gif
Non poteva essere altrimenti!

15 Perle di saggezza per donne.

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Sempre dal mio caro Direttore Marketing…

(more…)

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