Autism awareness day

L’autismo non è solo oggi, è ogni giorno.
Oggi ne parlate, riempite le pagine di frasi belle, carine e gioviali, ottime intenzioni e consigli per convivere con “loro”.
Guardate questo video, parla di un bambino autistico, in una giornata per noi tutti comune e senza problemi al centro commerciale.

Sapete qual è il problema?
Non sono loro, siamo noi. Che guardiamo male ogni cosa si scosti dalla nostra routinaria abitudine, ogni bambino che si comporta in modo diverso, lo etichettiamo, lo giudichiamo, lo deridiamo malamente. Sì perchè gli autistici siamo noi, rinchiusi in una marea di convenzioni, di belle regole comportamentali, di ipocriti riti e consuetudini.

Noi siamo i malati, i chiusi di mente, gli stolti.

Noi, tutti quelli che non si sono mai messi in gioco, che non hanno mai tollerato e cercato di capire il diverso, che al rifiuto di un saluto han subito detto “ma che maleducato suo figlio…” e se urlava ti hanno guardato male, genitore incapace di educare, e tu bambino “normodotato” stanne lontano, altrimenti ti attacca la sua malattia e diventi scemo come lui.

Educare a cosa? Alla stereotipia della nostra realtà? Dove il diverso viene emarginato? No, meglio il mondo di mio figlio, dove ogni bambino riconosciuto nello spettro autistico ha le sue peculiarità, le sue capacità, i suoi gesti ripetuti e le sue fobie. Dove ognuno è diverso, ma ognuno viene accettato. Dove se ti lasci toccare la pancia allora siamo amici, dove un cioccolatino passato sottobanco cancella tutte le paure e tutta la rabbia, dove non si perde mai l’infanzia e si resta drammaticamente ed innocentemente bambini.

Non ho avuto scelta, ma ora come ora se la avessi avuta, rifarei quanto feci tre anni fa.

Alexander vive in una comunità protetta, dove tutte queste cose non succedono, dove ha amici con i suoi stessi problemi, e competenze diverse. Questa società non è ancora pronta ad accoglierli, questi ragazzi. Dovranno passarne ancora molti di “autism awareness day”, tristemente, molti.

Non è l’autismo, non sono le malattie psichiatriche, non sono i problemi. Sono le piccole menti con i paraocchi che giudicano il vero problema. Perchè per loro tu non importa se sei grasso, diverso, gay, autistico, asperger, invalido o storpio. Sei comunque da buttare perchè non allineato. Ecco. Mi fermo qui. Prima di diventare troppo scurrile.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

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